“Mi dispiace ma gli Angeli non esistono!”

[“Assunzione della Vergine” di Francesco Botticini. 1475-6]

Sai, dovresti organizzare nella tua Associazione un ‘Corso di Angeli’, oggi vanno tanto di moda!” / “Davvero? E da quando la Spiritualità ha iniziato ad andare a braccetto con le mode del momento?!” (Da una conversazione, reale, tra Operatori Olistici)

Ci sono persone che scrivono di “Angeli“, predicano gli “Angeli” e insegnano strane amenità sugli “Angeli“. La maggior parte delle persone nel Mondo (compresi i suddetti) crede che i “Giardini del Paradiso” fossero protetti dagli “Angeli Cherubini“. Questa differenza apparente è dovuta al fatto che, nella nostra epoca, si è cominciato a credere che esso sia solo un altro termine per dire “Angelo”, ma l’entità di cui si parla nella “Genesi“, il “Cherubino Assiro, il Cherubino Babilonese o il Cherubino d’Oriente“, al tempo in cui venne scritta la “Storia dell’Eden” non era per niente un “Angelo“, ma piuttosto un animale mitologico alquanto mostruoso. In alcuni casi il “Cherubino” ha il corpo di un felino con la testa di un altro animale, o di un Uomo, e le ali d’uccello. Ezechiele scriveva che i “Cherubini” hanno il corpo e il viso di un Uomo, oltre ad avere un’espressione umana, e hanno anche le fattezze di un Leone, di un Bue, di un Aquila; essi hanno poi quattro ali e il loro corpo è costellato di innumerevoli occhi. In Assiria e in Babilonia i “Cherubini” venivano rappresentati come “Buoi Alati” dal viso umano e posti all’ingresso di palazzi e templi come guardiani, così come il “Cherubino della Genesi” difendeva “l’Albero della Vita“. Molti scrittori ebraici e padri del cristianesimo, specie greci, (i quali mutuarono tale figura dal loro “ánghelos“, o “messaggero“, il quale non era altro che il dio Hermes, considerato il messaggero, per l’appunto, degli Dèi!), ritenevano che i “Cherubini” fossero degli “Angeli“; anche molti teologi li hanno ritenuti così fino a quando non è stato dimostrato, in realtà, che sono degli animali mitologici. Si è così scoperto, quindi, come il “Cherubino” cristiano di allora non era altri che un semplice “Drago” o, peggio ancora, un vero e proprio Mostro! Detto questo, i veri “Angeli” sono ben altra cosa, ma molto probabilmente penso siano veramente una manciata le persone che lo sanno davvero, del resto, come ci insegna una certa filosofia in merito, i “Cherubini“, secondo la classificazione delle schiere angeliche, sono posti «Oltre il Trono di Dio», espressione metaforica per indicare l’estrema vicinanza al “Signore e al suo potere, guarda caso collocati da Dante nel “Cielo dello Zodiaco” o delle stelle fisse, a protezione della luce e degli astri, proprio come certi “Guardiani Extraterrestri“… (!)

Altra puntualizzazione, penso doverosa, circa quanto da me scritto riguardo sulla questione degli “Angeli“, concerne a quanti mi chiedono “ma tu in cosa credi?“, ed io rispondo “è fondamentale credere in qualcosa?” La verità è che io non credo in niente (nemmeno agli Alieni!), perché preferisco essere più curioso di scoprire le cose, piuttosto che credere per cieca fede. Quello da me sopra riportato, circa la più vicina e concreta forma degli “Angeli“, è ripreso dai libri di storia, documentati da ricerche condotte nel corso dei secoli, degli ultimi decenni, etc., e non da qualche libro “New Age di Angelologia“. Vedete, c’è una discreta differenza nel risalire alle origini delle proprie fonti, il più possibile indietro nel tempo, magari sino agli albori della nostra storia umana, che soffermarsi su moderni autori i quali, su fantomatiche figure angeliche (riprese da conoscenze esoteriche e cabalistiche, tutte successive e a noi vicine), vi hanno costruito sopra un vero e proprio marketing, così come gli americani fecero dalla fine del 1800 con il “Classico Natale” a tutti noi ben noto. Io non conosco tutti coloro che mi criticano, come molti di loro sanno quasi nulla o poco delle mie ricerche, della mia esperienza, del mio vissuto, come sovente vedo da parte loro solo giudizi prevenuti. Nei tanti commenti leggo spesso affermazioni quali: “Esistono, è così e basta!” o “devi avere fede“. Ebbene, cari/e signori/e questi sono dogmi belli e buoni, i quali non hanno a che fare con nessuna ricerca interiore, ma dimostrano nient’altro che l’ennesimo “Cammino Interrotto“. A quel punto si tira fuori l’altra parola magica, il “Sacro“, ma anche in questo caso si riscontra la pochezza della conoscenza in merito, in quanto è una parola e niente di più, perché è l’informazione data alle parole a rivestirle di una “forma energetica“, dato che di per sé non hanno alcun potere se non siamo noi a darglielo, idem per tutto il resto, “Angeli” o “Alieni” compresi.

Successivamente mi chiedono se ho mai studiato tali argomenti? Da una vita, rispondo (ho più di 40 anni), e così approfonditamente da sostenere la mia tesi, sia per vissuto personale, sia per studi e ricerche condotte da solo e con altri ricercatori e professionisti. Il fatto che ci sianocosì tante persone a credervi e li considerino un fatto “Sacro“, non significa che sia una legge imperitura, in quanto la storia umana è piena di casi analoghi, troppi. Ricordiamoci che con i dogmi della fede, per quasi 2000 anni siamo stati ingannati dalla religione cattolica (o vedi oggi anche l’Islam), perciò, un conto è credere un altro è conoscere, e cambiare dei dogmi per dei nuovi (e nella moderna Spiritualità ce ne sono tanti come nelle vecchie fedi), è solo un attimo. Fintanto non si comprende che non è una fede o una tecnica a compiere “il miracolo“, ma è la persona stessa, perché nell’Uomo si trovano tutte le risposte e le capacità, si tenderà sempre a credere ai “Sistemi”, agli “Altri“, ad avere delle fedi, a sperare che “l’Angelologia“, la “Cabala” o chissà cos’altro, possano aiutarci. Il “vero miracolo” siamo noi, il resto sono solo strumenti creati dall’Uomo come estensione di un suo potere, nient’altro.

Tutto può servire, specie per iniziare un “Cammino“, ma si deve sempre rimanere su quella strada e proseguire oltre. Come io stesso non ho tecniche migliori, ognuno avrà le proprie, e perché credo (questo si) solo nelle mie capacità, come tutti dovrebbero fare, perché solo così possiamo almeno tentare di liberarci dalle catene. Infine, a quanti mi dicono: “ma se ti si rompono le scarpe, non vai da un calzolaio?” come dire “se hai bisogno di capire, non vai dal Maestro?” Rispondo pure in questo caso che si può camminare scalzi, come fece san Francesco, perché abbiamo sempre una scelta. Alla fine siamo tutti umani che interagiscono tra umani, così come con altri piani e a chi mi chiede se i “Buoni” esistono, rispondo infine: “Certo che esistono, ma vi invito a cercare di meglio rispetto a ciò che una credenza vuole farvi passare!” Parliamo tanto di “Risveglio, Presa di Consapevolezza, Non-Giudizio, Compassione, Amore, traduzioni bibliche, Testi Sacri, Antichi Astronauti, Rapimenti Alieni, Chakra, Meditazione e tante altre amenità“, restando comodamente seduti davanti allo schermo del computer di casa nostra. Tutti che si credono in procinto dell’Illuminazione, che si lamentano di due centesimi pagati al supermarket, del raffreddore di stagione, dei troppi chili presi durante le feste di Natale o di Pasqua. Che fanno a gara a pagarsi il prossimo “Corso di Yoga o di Mindfulness“, dei seminari di iniziazione alle “Nuove Scuole Esoteriche“. E pochi sono coloro che sanno veramente cosa sia la sofferenza di una malattia terminale. Come nessuno sa nulla del dolore delle centinaia, migliaia di persone che emigrano e muoiono di stenti nei deserti, in mezzo al mare, da soli come cani infreddoliti. Nessuno sa cosa significa vedersi rapire sotto i propri occhi un figlio, come avviene per decine di migliaia di famiglie cinesi ogni anno. Come nessuno sa cosa sia la guerra, con i suoi orrori, le deportazioni, i massacri che ancora oggi avvengono in ogni parte del Mondo. E volete parlarmi di “Risveglio Spirituale“? Questa è la realtà in cui viviamo, e prima di aprir bocca sulla veridicità di certi mentori cari a molti, o della rosea vita “New Age” di cui molti altri sono intrisi, sarebbe meglio fermarsi un attimo a riflettere, dove questa “cazzo di spiritualità” che tanto decantate si trova. Svegliatevi una buona volta e smettiamola di fare gli ipocriti, perché la verità è la fuori e non fa sconti a nessuno!

Mi viene chiesto, sovente: “E’ questo il punto, Federico, io ho paura, e ho paura di aver bisogno di qualcuno al di fuori di me. Come si fa a diventare forti quando si è fragili?

A volte me lo domando anche io, poi mi raccolgo, guardo dentro di me e osservo. Non è sempre facile, la nebbia, i veli, i grovigli sono molti e ci distolgono da quella ricerca, ma quando poi tutto si dirada e ci rimani solo tu, hai due scelte: provare paura e restare lì fermo, o avere il coraggio di andare avanti e di cambiare. Abbiamo bisogno di qualcuno al di fuori di noi perché non sappiamo riprendere contatto con “il nostro Sé che è in noi“; ed è lì che nascono tutti i drammi. La verità è che abbiamo paura della sofferenza e del dolore, e ci anestetizziamo con altro per non pensarci, i più materiali lo fanno con “gli Oggetti, il Sesso, i Vizi, gli spiritualoidi con i Corsi di Meditazione, gli Angeli, le Iniziazioni“, e tante altre cavolate varie. Abbiamo tutti paura del dolore, e da esso rifuggiamo in ogni modo, a volte in modalità persino tragicomiche. Ma quando entrambi gli opposti della condizione umana li metti davanti alla realtà della vita, cadono come pere mature (e spesso cotte e marce) dagli alberi. Che differenza c’è nell’osannare un maestro o l’organo genitale a cui tanto ambisci? Nessuno! Entrambi hanno di fondo lo stesso processo alchemico che porta a drogarti di un qualcosa, e che in fondo sai essere irraggiungibile. Ma appena scopri o prendi coscienza di possedere anche tu un organo genitale, così come puoi essere il vero maestro della tua vita, allora tutto comincia ad avere un altro senso; e li inizi a sperimentare, a vivere davvero.