“Il Risvegliato è colui che non ha più paura”

[Dipinto di John Singer Sargent, 1856-1925]

Federico, volevo chiederti se il nostro interno rispecchia l’esterno? E perché fare affidamento nella Scienza per spiegare le cose quando a volte rinnega realtà esistenti? Vedi gli Extraterrestri, etc.?)
La prima risposta è: “l’Universo è un Uomo e un Uomo è l’Universo.” Per la seconda risposta, invece: perché escludere a priori la Scienza quando essa fa parte dell’Uomo e dell’Universo? Da tutto si può imparare, anche da una striscia di fumetti o da una barzelletta.

Quindi qualsiasi cosa che c’è dentro di me, pensiero, sensazione ed emozione è vera? Utile a spiegare come stanno le cose?
Non è vera, è Coscienza.

Quindi non per forza la mia Coscienza corrisponde alla vera realtà di come esistono e stanno le cose…
Vedi, l’Universo non ha parametri di vero o sbagliato, ma di “Esperienza“. La Natura non concepisce la Dualità come il “Logos Umano“. Noi suddividiamo, siamo schematici, mentre la Natura integra perché non cerca la Verità, in quanto è semplicemente “Coscienza Pura“.

Esatto.
Quindi, per assurdo, la Verità è ovunque, anche lì dove razionalmente pensiamo non ci sia.

Allora è comunque utile usare termini di ‘vero’ e ‘falso’ per comprendere l’Universo, infatti se io ritenessi che nell’Universo esistesse solo la Terra con gli Umani, sbaglierei…
Esatto, è il punto di osservazione che cambia la tua percezione del reale o del falso, e lì risiede la Coscienza.

La verità è oggettiva.
Ni. Vedi, gli Umani non avendo percezione dell’Infinito si impongono dei limiti, e dentro quei limiti cercano di comprendere “l’Incomprensibile“, lì sta la visione chiusa della Scienza, ad esempio (o della ragione), e lì sta anche il limite della Spiritualità, dal momento che cerca l’Eterno pensando di raggiungerlo all’interno di quei confini circoscritti. Il passaggio (o la “Trascendenza“) è trovare una mediazione in tutto questo processo e/o meccanismo.

Ma ‘Infinito’ non vuol dire casuale, quindi un ‘Ordine’ ci dev’essere, anche il ‘Caos è un Ordine’… ok è infinito ma questo non vuol dire che esso sia allo stesso tempo un ulteriore limite?”
… e tu vorresti dare un “Ordine all’Infinito“, a un qualcosa che “un Ordine non ce l’ha“?

Ma anche non avere un ‘Ordine’ è esso stesso un ‘Modo di Essere’...”
Definiscimi “Ordine“. Definiscimi “Modo“. Non si tratta di “non avere“, si tratta “di essere“. Sei, stop! Non ci sono giusto o sbagliato, vero o falso, “Ordine o Caos“, sei semplicemente. L’Universo è così… è Sé stesso. Tu in quanto Uomo sei in grado di vedere dentro il tuo Corpo Fisico? Vivrai una vita intera senza mai osservare i tuoi organi interni, ergo, l’Universo è talmente immenso che non può guardarsi dentro, per farlo deve quindi specchiarsi come noi ci specchiamo negli altri (così abbiamo imparato a capire come siamo fatti, vivisezionandoci). L’Universo si impone dei limiti per comprendersi, l’Uomo fa esattamente lo stesso, ma è superando questi limiti che Sei o diventi una “Pura Coscienza“… e li sta l’Infinito senza limiti…

Tralasciando la Coscienza, nella vita di tutti i giorni i parametri, gli schemi e le regole, sono necessarie per scoprire e comprendere.
Si.

La Coscienza è ferma, e nel ‘Qui e Ora’ l’impensabile non esiste perché già esisterebbe.
infatti questi sono i limiti del nostro Universo Materiale, “Regno del Demiurgo“. Il Demiurgo non è un nemico da combattere, siamo noi. Vogliamo farci guerra contro? Il Demiurgo è un nostro stesso limite, e superandolo possiamo ritornare al Pleroma gnostico, l’Infinito. (Insomma, come diceva mia nonna, “se non è zuppa è pan bagnato e se lo levi dal mollo diventa panzanella!“). Ergo, seguendo il mio filologico, potrei anche averti detto tutto il contrario di tutto, perché “Tutto è il contrario di Tutto.”

Accidenti… adesso che hai detto ‘Tutto è il contrario di Tutto’ mi si è ribaltata qualsiasi cosa!
Sai non dovremmo chiamarlo Universo o “Unico-Verso“, ma “Tuttoverso“, perché va in “Tutti-i-Versi“.

Il nostro Universo o la Coscienza?
E che differenza c’è tra il nostro Universo e la Coscienza? Vai oltre le regole, sperimenta e sii creativo. In Musica le migliori armonie nascono trasgredendo le regole di base. Non ci sono limiti, perché continui a cercarli o a crearteli?

Per capire Fede...”
Ti hanno insegnato che sia così. Ma chi? Altri uomini prima di noi ancor più limitati. E’ stato un loro limite coscienziale a farglielo credere, nel momento in cui hanno fatto esperienza della vita. “Tu cosa vuoi fare? Continuare con quei limiti o vedere e andare oltre?

Il fatto è che io non li vedo, non ho sperimentato la Coscienza. Io voglio capire e questo vuol dire espandere la Conoscenza, quando sperimenterò la Coscienza allora non vorrò più tornare indietro, molto probabilmente. Ma ora ho questi strumenti per analizzare: schemi essenziali e stringati.
Ma tu sei Coscienza. Non hai solo sperimentato te stesso per diventare “Pura“. Tutto qua. Non è che devi andare chissà dove per esserlo, è già tutto in te.

Si.. lo so, ‘tornare indietro’ nel senso di non volere più limiti.
Volere… vuoi? O avere perché ne hai?

Attualmente ne ho…
Rifletti su quel “volere” perché inconsciamente li vuoi o ne hai necessità.

Beh… perché ora per me non sono limiti, ma parametri di Conoscenza. Quando capirò che non mi sono utili, a quel punto non ne avrò più necessità e tenderò a non avere limiti.
La Conoscenza non ha limiti, altrimenti non è Conoscenza

Hai detto anche tu che ci sono dei ‘Livelli di Coscienza’...”
Si, ma quei limiti ci sono in virtù dei “Livelli di Conoscenza” ed esperienza acquisiti sul “Campo della Vita“. Anche la Vita è un limite.

Fammici pensare. ‘Il Tuttoverso si impone dei limiti per comprendersi.’ E se il Tuttoverso è un Uomo, allora ha dei meccanismi. Quindi siamo fatti di dinamiche da comprendere. Abbiamo una visione soggettiva, univoca, e non del tutto…
Esatto.

Coscienza significa non avere limiti, ma noi siamo qui e questi limiti li abbiamo per comprendere, ma se reputiamo incompleta questa visione del ‘Tutto’, dell’Infinito, vuol dire che non c’è un ‘Ordine’, è tutto casuale, senza senso, allo sbaraglio. Mi parli di ‘Essere’ e mi sta bene, quindi per comprendere dovrei attuare (in un certo senso) un’empatia e mettermi nelle condizioni di diventare Coscienza per comprenderla.
Ma “l’Ordine” è qualcosa di precostituito, concepito limitatamente dall’Uomo, “chi ti dice che questo sia un vero Ordine, solo perché così l’hai conosciuto?” L’Infinito non è “Ordine o Caos” è semplicemente Infinito, idem la Coscienza è “l’Inconoscibile“, e qui la partita è aperta…

Perché la partita è aperta?
Perché nessuno non ha mai raggiunto e superato “quel limite“, non sai quanto ancora c’è da scoprire, comprendere, conoscere…

Non basta solo accedervi?
… e pensi sia come accedere a Internet? Se anche fosse, quanto è vasta la “Rete“?

Pensavo di si!
Cito: «Il Cosmo è più grande del Fuoco Ardente, poiché nel Cosmo vi sono entrambi, il Sole e la Luna, vi sono la Folgore, le Stelle e il Fuoco. In grazia al Cosmo chiamiamo, udiamo, rispondiamo; nel Cosmo si gioisce e nel Cosmo non si gioisce; nel Cosmo si nasce, per il Cosmo si nasce. Possa sempre tu venerare il Cosmo! Chi venera il Cosmo ottiene Regni Cosmici, Mondi Cosmici fatti di Luce, infiniti e illimitati, dai quali avanzare sempre più… e gli sarà dato di vagare a suo piacere sin dove si estendono i confini dell’Universo.» (Rigveda, 7)

Wow. Ma quindi noi siamo illimitati?
Esatto.

Calma… Sai un conto è leggerlo è annuire, un altro è arrivarci… Ecco perché sostieni che i migliori viaggi sono quelli che facciamo dentro di noi.
Già…

Sono senza parole…
Immagina: se vi fosse un modellino in scala con un diametro di ben 130 km che rappresentasse tutta la Via Lattea, il nostro Sistema Solare ne occuperebbe appena solo 2 millimetri, “e vogliamo parlare di limiti!?” Prendi una cartina dell’Italia, parti dalla tua città e fai un cerchio di 130 km intorno a te, quella è la nostra Galassia, per renderti conto dell’immensità in cui ci troviamo. Poi prendi un normale righello e guarda quanto sono 2 millimetri, ebbene, in quei 130 km sono la grandezza del nostro Sistema Solare; una Galassia tra centinaia di miliardi co-presenti in ciò che chiamiamo Universo, di un solo 5% osservabile… “e vogliamo parlare di limiti? A cosa?” Qui ci sono limiti solo nella limitata umana comprensione, non nel Cosmo, e nemmeno dentro di noi.

Io sono alla ricerca di schemi che si ripetono, ma hai ragione, non ce ne sono. E questo discorso è uguale a quello fatto tempo fa, quando abbiamo parlato dell’importanza ‘dell’Accettazione’, il non porre filtri, che di fatto sono un limite.”
Esatto. Quelli che tu chiami schemi sono “Meccanismi, Dinamiche“, sovente cristallizzati nei primi momenti della nascita del nostro Universo, poco dopo il Big Bang, le stesse che hanno forgiato con fare demiurgico, la “Materia Visibile“, l’Universo conoscibile.

Si, esatto. Voglio partire un po’ da quelle, devo andare per gradi… Federico, che dire… è stata una chiacchierata bellissima, arricchente (per me almeno!) che mi ha aperto un po’ gli occhi. Farò tesoro delle nostre parole per rifletterci.

*

Chi è il Risvegliato?
Il Risvegliato è colui che non ha paura più di nulla.

E da dove veniamo?
Da quel Nulla di cui il Risvegliato non ha più paura.

Il Nulla però mi sa di morte, vera morte, quella della Coscienza del Sé, mi ricorda il Nulla endiano.
Infatti, hai paura della paura. Solo quando non avrai più paura capirai che cosa è il “Nulla“. Ogni volta la storia si ripete all’infinito, ma per farlo, riparte dal “Niente“.

Si, ma se riparte vuol dire che questo Niente è in difetto.
Fai una cosa, prendi due recipienti identici con il tappo. Uno lascialo vuoto, mentre l’altro riempilo con oggetti o sostanze di una certa consistenza, sin quasi all’orlo, poi mettili davanti a te e osservali per un po’. Infine mi dirai quale sia quello veramente “Vuoto“..

Il recipiente pieno (ci ho messo un po’ di tutto, frutta, una biro, un cucchiaino e un po’ di cose che c’erano sul tavolo) mi faceva simpatia, la frutta era invitante, la biro mi evocava moltissimi ricordi, il cucchiaio brillava… quello vuoto mi faceva un po’ pena, dentro di lui solo una miscela di azoto e ossigeno, mi guardava speranzoso di essere riempito, anche lui, con cose colorate e divertenti. Si, il ‘Vuoto’ ha il fascino del foglio bianco che aspetta di essere riempito, ecco.
Ti sei fermata solo all’apparenza. Quello pieno ti ha colpito con la sua simpatia fatta di cose, forme, colori, di illusioni insomma, quello vuoto ti ha fatto pena in quanto “Vuoto“, ma oltre quel “Vuoto” non sei andata. Magari avresti notato che potevi osservare oltre e chissà, avresti potuto vedere in fondo anche una finestra e un panorama, il Cielo, l’infinito… Il “Vuoto” non è mai vuoto e il “Nulla” è molto più pieno delle stesse illusioni. Non c’è separazione, è solo la nostra Mente che lo fa, perché è istruita, e di conseguenza manipolata a credere a un qualcosa. Noi siamo fatti di “Vuoto“, gli Atomi di cui siamo composti al centro ruotano intorno ad un “Punto di Vuoto“, ed è lì che si poggia tutta la nostra esperienza illusoria, in quel “Punto” che noi chiamiamo Spirito e rende ogni cosa colma, piena, viva. E oltre quel “Vuoto“, nell’infinito che inizialmente non sei stata in grado di vedere, si trova “l’Eternità della Vita“. Noi siamo dentro quel “Vuoto“, il nostro Universo lo è, e oltre si trova l’Infinito

Allora è da questa mancanza di visione che nascono tutti i nostri problemi…
Esatto. Tra l’Io (l’Ego), ciò che qui siamo, l’Io Federico o il tuo Io, si interpone il (l’Energia Cosmica), e se non si è in grado di integrare queste parti, lì andranno a formarsi tutti i nostri problemi, come la dissociazione, comprese le malattie mentali, fisiche, etc. Perché se la Coscienza non è in grado di unire queste due personalità, va in conflitto; lì si trova il segreto di tutta la nostra Spiritualità. Se una delle due parti, l’Ego o il prevale, vai in tilt e ti annienti, ti distruggi, perché non comprendi chi sei.

Nulla è per caso…
Si, e questo è un meccanismo che si ripercuote in ogni aspetto della nostra vita, dal più banale al più complesso. “Così in Cielo e così in Terra“, così come tra il e l’Ego non c’è differenza alcuna, sono due facce della stessa medaglia. Uno in Positivo e l’Altro in Negativo, Bene e Male, Luce e Tenebre. La verità è sempre al “Centro“, nel “Punto di ogni Cosa“.

Si, quasi ci fosse una ‘Terza Presenza’: il famoso numero 3.
Il numero perfetto: 1+2=3. L’Uno, il Doppio o suo Riflesso, e la Trinità integrata.

Si, ora è chiaro.
Alla fine “Ritrovare Sé Stessi” significa accettare la propria “Natura“, qualunque essa sia, o meglio “Ritrovare NOI Stessi; NOI inteso come l’insieme di tutto ciò che siamo“…