“J.R.R. Tolkien, Il Signore del Fantasy” di Federico Bellini

Il SilmarillionAinulindale, “Il Canto degli Ainur, è il primo libro in cui viene raccontata la “Cosmogonia della Terra di Mezzo“. In principio l’unico Dio, Eru, che gli Elfi chiamano Ilúvatar, creò gli Ainur e consegnò loro un tema musicale. Dal canto degli Ainur ebbe origine Arda, dopodiché alcuni di essi si incarnarono e presero dimora nel Mondo. Tra questi i due più potenti furono: Manwë, Spirito dei Venti, e Melkor, Spirito che poi divenne ribelle. Quest’ultimo, durante “Il Canto degli Ainur“, volle allontanarsi dal tema originale di Ilùvatar per crearne uno proprio, che però non era in armonia con gli altri. Melkor, così come il Satana del mito giudaico-cristiano o il Demiurgo della Gnosi, per superbia e invidia, si ribellò al progetto di Ilùvatar e iniziò una terribile guerra per il possesso di Arda.

Valaquenta, “Il Novero dei Valar, invece, è l’elenco dei principali Ainur che gli Elfi chiamano Valar, appunto, e dei Maiar, gli “Spiriti Minori“. Tra i vari Maiar troviamo Gandalf (Olorin), ma anche l’astuto Sauron che, successivamente corrotto da Melkor, ne diventò il suo più temibile servitore.

Quenta Silmarillion, “Il Racconto dei Silmaril, è il libro più lungo che dà il nome all’intera raccolta. Qui si narra la creazione da parte di Ilùvatar delle principali razze viventi: gli Elfi e gli Uomini. Prima ancora della “Creazione del Sole e della Luna“, Arda veniva illuminata da due gigantesche lampade, Ormal e Iluin, che poi, dopo la distruzione delle lampade stesse da parte dell’invidioso Melkor, furono sostituite da due enormi e meravigliosi “Alberi“: Telperion il Dorato e Laurelin l’Argentato. Nel medesimo tempo, Melkor (che gli Elfi iniziarono a chiamare Morgoth) prese ad esercitare il suo potere (non creativo ma degenerativo e corruttore) nella regione di Arda, chiamata Terra di Mezzo, e principiò a sfidare continuamente il potere dei Valar fedeli a Ilùvatar. Nelle sue roccaforti di Utumno e di Angband, Morgoth produsse le orribili razze degli Orchi, dei Lupi Mannari, dei Troll e dei Draghi, ma il maggior affronto ordito da Morgoth fu quello di oscurare Arda, distruggendo sia i due “Alberi della Luce” che rubando agli Elfi i tre Silmaril: splendenti gioielli contenenti la luce stessa degli “Alberi“. L’orgogliosa stirpe Noldor degli Elfi, guidati dal loro re Feanor (artefice dei Silmaril), cominciò, quindi, a dare la caccia a Morgoth inseguendolo nella Terra di Mezzo per riconquistare i gioielli (e vendicarsi). La sfida tra gli Elfi e Morgoth, che coinvolse anche le razze dei Nani e degli Uomini, durò per secoli con alterne vicende fino alla vittoria, quasi definitiva, delle schiere del Male. In questo contesto si inserisce anche la storia d’amore tra l’uomo Beren e la principessa elfica Luthien, che insieme riuscirono a riconquistare un Silmaril, e dettero poi origine alla stirpe dei Mezzelfi. Alla fine, grazie alla missione di Eärendil, discendente sia delle razze degli Elfi che degli Uomini, – e che davanti a Manwë e gli altri Valar, rappresentò i dolori e le molte tragedie subite dai «suoi» due popoli -, la situazione finì per essere rovesciata e il destino di Morgoth segnato. Con la sua cacciata dal perimetro di Arda termina la Prima Era (del Sole e della Luna), il Quenta Silmarillion.

Akallabeth, “La Caduta di Númenor, racconta gli eventi della Seconda Era e in particolare la progressiva ascesa del regno umano di Númenor (la nostra Atlantide) e il suo repentino crollo causato dall’opera di divisione e caos realizzata da Sauron, il nuovo servitore di Morgoth.

Gli Anelli del Potere e la Terza Era, è il resoconto dei principali episodi di quel periodo di tempo che, dopo la caduta di Númenor, per oltre tremila anni vide i popoli liberi (Elfi, Uomini e Nani) contrapposti all’Oscuro Signore di Mordor, il potente Maia Sauron, sovrano di un dominio di terrore degno del suo antico signore Morgoth. La storia, imperniata attorno ad alcuni anelli, talismani dal potere assoluto, si ferma esattamente prima di raccontare le vicende narrate negli altri due libri: “Lo Hobbit” e “Il Signore degli Anelli“.

Lo HobbitIl libro racconta la storia di Bilbo Baggins, un Hobbit della Contea. Bassi di statura, questi “Esseri” fanno parte di un pacifico popolo comparso nella regione della Contea, a nord della Terra di Mezzo, a circa metà della Terza Era. Bilbo Baggins viene un giorno coinvolto dallo stregone Gandalf in un’avventura e che lo conduce, insieme ad un gruppo di Nani guidati dal loro re Thorin Scudodiquercia, a riconquistare il Regno di Erebor (con relativo tesoro), perso anni prima a causa dell’arrivo del terribile Drago Smaug. Grazie alla collaborazione di Bilbo, la missione riesce nel suo intento: il mostro viene ucciso e il tesoro riconquistato. Il fatto più importante della missione, però, è l’acquisizione da parte di Bilbo di un “Anello” che lo Hobbit sottrae, dopo una singolare sfida a suon di indovinelli, ad un altro Hobbit: l’infido e viscido Gollum. Questo anello, che dona al possessore invisibilità e longevità, si scoprirà poi essere in realtà “l’Anello del Potere“, forgiato, smarrito e cercato disperatamente da Sauron, il “Signore di tutti gli Anelli“.

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello. Nella Terra di Mezzo, l’Oscuro Signore Sauron dopo aver forgiato e successivamente perso il sopramenzionato “Anello“, il quale è ricolmo di tutto il suo immenso potere malefico, si ridesta per ritrovarlo. Il prezioso talismano, attraverso varie peripezie, è finito nelle mani più insolite e impensabili, quelle di un pacifico Hobbit, Frodo, nipote di Bilbo Baggins. Guidato dalla sapienza dello stregone grigio Gandalf, Frodo si incammina in un lungo viaggio al fine di condurre in porto la missione più imprevedibile, rischiosa e folle (specie per il “Nemico“): distruggere “l’Anello del Potere“. Il viaggio lungo il quale Frodo incontra amici inaspettati come Tom Bombadil, il «Signore della Vecchia Foresta», o il ramingo Grampasso (che si rivelerà essere re Aragorn), o nemici insospettabili come l’altro stregone bianco Saruman, si svolge attraverso le meravigliose (ma anche paurose) lande di una Terra di Mezzo sconquassata dalla “Guerra dell’Anello” che Sauron, sovrano del reame sud-orientale di Mordor, ha scatenato contro i popoli liberi dell’Occidente: Uomini, Elfi e Nani. I più terribili servitori di Sauron sono i Nove Nazgul, cavalieri neri e spettrali il cui destino, come anche il loro signore, è legato totalmente alle sorti del magico “Anello“. I rappresentanti di tutti i popoli liberi, dopo un Consiglio tenuto nella reggia del sapiente re Elrond, decidono di nominare Nove Compagni che supporteranno Frodo nella sua tremenda missione. I nove membri della “Compagnia dell’Anello” sono: il saggio Gandalf, gli Uomini Aragorn e Boromir, l’Elfo Legolas, il Nano Gimli, lo Hobbit Frodo con il suo fido servitore Samvise e gli amici Merry e Pipino. Dopo un lungo viaggio verso sud (durante il quale la “Compagnia” perde la guida di Gandalf, apparentemente morto in seguito ad uno scontro con un Balrog nelle miniere di Moria), la “Compagnia dell’Anello“, guidata provvisoriamente da Aragorn, dapprima ripara temporaneamente nel Reame degli Elfi di Lothlorien (dove riceve l’accoglienza e i doni di sire Celeborn e di dama Galadriel), e poi, ormai vicina alle porte del regno di Mordor, si scioglie, anche a causa di Boromir che, con l’illusione di poterlo utilizzare per il bene del suo popolo, tenta invano di sottrarre “l’Anello” a Frodo ed alla sua sorte di distruzione.

Le Due Torri – La già malconcia “Compagnia dell’Anello” si è sciolta drammaticamente. Frodo e il fidato Sam, da soli, stanno continuando il loro viaggio verso Mordor. Nel cammino di avvicinamento i due Hobbit incontrano il viscido Gollum, l’Hobbit depravato e corrotto dal prolungato possesso “dell’Anello“, che li sta inseguendo per riconquistare il suo “tesoro“; egli viene però “domato” dai due Hobbit acconsentendo a far loro da guida. Insieme salgono le scale dell’insidiosa torre di Cirith Ungol per valicare le montagne che li separano dalla meta finale, ma qui hanno a che fare, dapprima con il mostruoso ragno Shelob, e dopo con gli Orchi. Nel frangente gli altri due Hobbit, Merry e Pipino, sono stati rapiti dagli Uruk-Hai, Orchi servitori di Saruman e da essi condotti a gran velocità verso Isengard. Saruman, come Gandalf, è un potente stregone che però è stato corrotto dalla bramosia del potere. Ritiratosi a Isengard, ha creato un proprio regno alleato di Mordor (anche se indipendente, in apparenza, e che persegue una via alternativa) e con il suo esercito minaccia i regni di Rohan e di Gondor che, di fatto, si trovano schiacciati sia da Ovest (da Saruman) sia da Est (dall’esercito di Sauron). Alla ricerca dei due Hobbit si mettono Aragorn, Legolas e Gimli che, per inseguire gli Uruk-Hai, sono costretti ad addentrarsi nell’antichissima e oscura foresta di Fangorn. Qui ritrovano sorpresi un Gandalf redivivo (trasfiguratosi nel frattempo in Gandalf il Bianco), scoprendo che il nemico da abbattere subito è invece Saruman. I quattro compagni si mettono in viaggio per Edoras, capitale di Rohan, dove coinvolgono, anche se inizialmente riluttante, il re Theoden. L’esercito di Rohan resiste all’attacco di Saruman e lo stregone, sconfitto, viene rinchiuso prigioniero nella sua stessa fortezza, la torre di Isengard. Ma i cavalieri di Rohan non sarebbero mai riusciti a vincere la disperata guerra contro Saruman senza l’arrivo degli Ent, i “Pastori di Alberi”, guidati da Barbalbero. Considerati tra le prime forme di vita senziente apparse nella Terra di Mezzo, questi “Esseri” antichissimi, quasi estinti a causa della scomparsa delle Entesse, vengono risvegliati dal loro millenario torpore dall’arrivo, del tutto inaspettato, di due intimoriti rappresentanti dell’ultima (cronologicamente parlando) delle “Razze di Arda“: gli Hobbit. Merry e Pipino, scappati fortunosamente alla vigilanza degli Orchi di Saruman, incontrano Barbalbero e lo convincono, così, a combattere contro Saruman a fianco dei “Popoli Liberi della Terra di Mezzo“.

Il Ritorno del Re – Sconfitto Saruman, i “Popoli Liberi” si alleano ancora una volta per combattere, infine, il potente esercito di Sauron. L’arrivo insperato dei cavalieri di Rohan, guidati da re Theoden (che muore durante l’impresa) rovescia le sorti dell’assedio di Minas Tirith, capitale del Regno di Gondor. A questo punto, Aragorn, si rivela come il Re annunciato dalle leggende, che ritorna in patria per riconquistare il potere e sfidare “l’Oscuro Signore“. A capo di un esercito di una manciata di uomini, egli marcia fino alle porte di Mordor per combattere l’ultima, disperata battaglia contro un nemico molto più numeroso e potente. Ma le speranze dei popoli liberi non confidano e poggiano tanto sulla potenza militare, quanto sulla folle missione di Frodo e Sam. E la follia riesce. In realtà, arrivato sul ciglio della voragine del vulcano, Frodo, ormai provato dall’impari lotta di resistenza alle tentazioni del malefico “Potere racchiuso nell’Anello“, crolla, dichiarando di non volerlo più distruggere. Avviene però un colpo di scena del tutto provvidenziale: Frodo subisce, inaspettatamente, l’aggressione da parte dell’avido Gollum, il quale, impossessatosi con violenza “dell’Anello“, nello scontro finisce per perdere l’equilibrio e cadere nella voragine del vulcano, permettendo così la realizzazione del lieto fine. Distrutto “l’Anello“, il potere di Sauron crolla istantaneamente e catastroficamente, e tutti possono celebrare la vittoria ottenuta grazie ai minuscoli ma tenaci Hobbit. Tornati a casa, gli Hobbit, però, trovano la Contea in mano agli uomini di Sharkey, che altri non è che l’astuto stregone Saruman, il quale, scappato da Isengard si è preso la sua vendetta distruggendo la pace di quella che una volta era la verde Contea. Guidati da Frodo (ma in special modo da Sam), i quattro eroici Hobbit risvegliano l’orgoglio della propria gente che si ribella scacciando l’odioso invasore, destinato a morire per mano del suo braccio destro, Grima Vermilinguo. La Terza Era è finita e i primi anni della Quarta vengono dedicati a sanare le ferite di una terra dilaniata da millenni di guerre e spargimenti di sangue. Per i “Portatori dell’Anello“, Frodo e Bilbo, è previsto però un destino di “premio e guarigione” nel Regno di Valinor, oltre il “Grande Mare“, presso le residenze immortali dei Valar, insieme all’amico Gandalf e i signori degli Elfi. Dopo aver accompagnato Frodo nell’ultimo suo viaggio, fino al porto dei Rifugi Oscuri, il buon Samvise torna finalmente a casa dalla sua famiglia.