“Il Risveglio dei Grandi Antichi” di Federico Bellini

Il viareggino e conterraneo Marco Columbro (1950) è stato uno tra i più popolari presentatori della televisione italiana, da alcuni anni però si è ritirato dalle scene dopo aver avuto dei problemi di salute (a dicembre del 2001), iniziando poi una nuova fase della sua vita, dedita ad un’attività imprenditoriale e al diffondere di messaggi ufologico-spirituali. In alcune sue recenti interviste ha esplicitamente affermato come non ami il termine “Alieni”, quanto piuttosto quello di “Fratelli Cosmici”, essendo a suo dire innocui e fautori di messaggi d’amore nei nostri confronti, specie nei riguardi di una distruzione che da decenni stiamo perpetrando nei riguardi del nostro pianeta, soprattutto in ambito nucleare. In sostanza, il messaggio che Columbro avrebbe ricevuto da queste Entità, ci metterebbe in guardia dall’utilizzo smodato dell’Energia Atomica. «Chi crede non conosce, chi conosce non ha bisogno di credere. Questo è il mio motto. Io credo che un vero Alieno non abbia bisogno di strumenti tecnologici, può venire da noi in modo astrale, noi non siamo gli unici ad abitare in questo condominio, la nostra Galassia.» Ma latore di un messaggio simile è stato anche un istrionico ed eccentrico personaggio politico, in voga nella Lega sino a poco tempo fa, Mario Borghezio (1947), quando per anni ha sostenuto nelle sue campagne politiche, sia al parlamento italiano che europeo, di come la Nato, la Russia e gli USA ci nascondino l’esistenza degli Alieni, oltre al fatto che ci sono (qui sulla Terra), sin dalla notte dei tempi. Si spinse persino oltre, dichiarando che le maggiori cancellerie al Mondo coprono l’esistenza degli U.F.O., che ci sono prove ad alti livelli di veicoli Extraterrestri, ed anche lui sostenne più volte che questi Esseri hanno paura del nostro utilizzo improprio del Nucleare.

Eppure, anche un personaggio illustre, un’astronauta dell’Apollo 14, Edgar Mitchell (1930-2016), fece nel 2015 (un anno prima di morire) alcune dichiarazioni sconcertanti: «Gli Alieni hanno contribuito a evitare che la Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica potesse degenerare in una Guerra Nucleare.» La tesi del sesto uomo a mettere piede sulla Luna risultò bizzarra e alla stregua di una qualche pellicola hollywoodiana, eppure Mitchell, convinto, dichiarò che gli Extraterrestri volevano sapere quali fossero le nostre potenzialità militari dell’epoca, e tentarono di fermare una probabile guerra USA-URSS. Raccontò inoltre, che in alcune basi missilistiche americane, come quella di White Sands in New Mexico (dove nel 1945 fu eseguito il primo esperimento atomico), videro l’apparizione e il sorvolo di strani Oggetti Volanti. «Mi hanno detto che era frequente avvistare U.F.O. nel Cielo e che spesso questi disabilitavano i loro missili. Altri ufficiali delle basi sul Pacifico mi hanno raccontato che i missili sono stati più volte colpiti con proiettili lanciati da Oggetti Alieni». Nel 2018 fu la volta di Steve Bassett, fondatore del “Paradigm Research Group” (PRG), uno degli attivisti U.F.O. più anziani in circolazione, e unico lobbista registrato negli Stati Uniti per quanto riguarda l’argomento “Divulgazione Aliena“. Bassett ha sempre sostenuto che i governi globali si starebbero impegnando con gli Extraterrestri, ma che non potrebbero rivelarlo al pubblico, inoltre, ritiene che Vladimir Putin sia più propenso a parlare dell’argomento rispetto ad un Donald Trump, ed in un’intervista rilasciata a Natalia Pryguina, per il programma televisivo russo “Most Shocking Hypotheses” su Ren TV (una delle emittenti più seguite in Russia, che vanta oltre 120 milioni di telespettatori), spiegò che molti testimoni avrebbero avvistato U.F.O. nei pressi di installazioni nucleari, sia in USA che in Russia: «Ci sono prove di manomissione delle testate nucleari che risalgono agli anni ’60. Questo è accaduto negli Stati Uniti, ma pare che qualcosa del genere sia avvenuta anche in Russia.»

Gli Alieni, secondo il lobbista americano, sarebbero a conoscenza della pericolosità delle nostre armi nucleari e sono consapevoli, che se cominciassimo ad usarle gli uni contro gli altri, in poco tempo la nostra Civiltà rischierebbe l’estinzione. (Dieci anni prima questa teoria fu esposta anche da Robert Hastings, nel libro, “UFOs and Nukes: Encounters at Nuclear Weapons Sites“.) Infine, a molte persone sfuggì una notizia che si rincorse nel settembre 2010 in alcune autorevoli riviste italiane e straniere, ovvero, di un resoconto che spiegava di come sei piloti dell’aeronautica americana, e uno studioso U.F.O., dichiararono che gli Alieni avrebbero gironzolato per anni attorno delle basi missilistiche con il preciso scopo di disattivare le armi nucleari ivi presenti. All’epoca, ben 120 ex militari presero parte ad una conferenza per rilasciare queste dichiarazioni, quando il veterano Robert Salas rivelò: «L’aeronautica militare statunitense sta mentendo sulla sicurezza nazionale riguardo gli Oggetti Volanti Non Identificati, e noi possiamo provarlo.» Alcuni documenti, proverebbero che già dal 1948 alcuni U.F.O. entrarono in contatto con delle basi militari USA, interagendo con i missili nucleari, mentre un altro membro del gruppo, il colonnello in pensione Charles Halt, affermò di aver visto un Disco Volante che proiettava fasci di luce verso il basso nella base aerea RAF Bentwaters in Inghilterra, sentendo successivamente in radio che sbarcarono nella zona di stoccaggio delle armi nucleari. Insomma, personaggi diversi, anche da un punto di vista professionale, ma tutti quanti accomunati da uno stesso messaggio con al centro un “morboso interesse nucleare”, perché?

Adesso vediamo di scoprire, al di là dei personaggi sopra menzionati, cosa c’è in realtà di vero dietro tutto questo, e per farlo mi avvarrò dei romanzi, lo studio e il pensiero di uno tra i più grandi scrittori Fantasy-Horror del Novecento, Howard Phillips Lovecraft (Providence, 1890-1937). Un autore che non ha certo bisogno di presentazioni, essendo stato non solo scrittore ma anche poeta, critico letterario e saggista tra i maggiori della letteratura Horror (ma non solo) americana, insieme ad Edgar Allan Poe, considerato anche il precursore della moderna Fantascienza. Un autore che contaminò vari generi letterari, creandone persino uno nuovo da lui definito col termine “Weird Fiction” (dove weird sta per “strano“). Autore di numerosi racconti come “Dagon”, “Il Colore venuto dallo Spazio”, “Il Richiamo di Cthulhu” e “L’Orrore di Dunwich”, e di romanzi, tra cui “Il Caso di Charles Dexter Ward”, “Le Montagne della Follia” e “La Maschera di Innsmouth”, oltre ad alcuni racconti in versi, Lovecraft non venne apprezzato in particolar modo dai critici del tempo, in quanto le sue opere venivano definite troppo “stranianti”, non godendo così di una buona fama se non dopo la morte. Dopo la sua dipartita, però, molte delle sue opere divennero fonte di ispirazione per artisti e autori di tutto il Mondo, sia nella musica, la letteratura, il cinema, persino la ricerca ufologica. Ebbene, negli scritti di Lovecraft si venne a delineare, nel corso del tempo, un vero e proprio intero Pantheon di Divinità che ne regolano il suo “universo fantastico”, e sebbene non tutti i critici siano concordi con questa distinzione, questo genere di Divinità possono essere suddivise in due macro-categorie: i “Grandi Antichi” e gli “Dèi Esterni”.

Nella mitologia da lui elaborata, i Grandi Antichi (Great Old Ones) sono creature semidivine maligne, giunte sulla Terra dalle Stelle, ancor prima della comparsa dell’Uomo. Per Ere interminabili hanno dominato il nostro pianeta, edificando incredibili città, ma il loro potere, legato alle Stelle, mutò quando esse stesse ne cambiarono gli assetti cosmici, ritirandosi a vivere in città sottomarine o catacombe, dove poi rimasero a giacere per un lungo sonno, si dice più profondo della morte, in attesa di risvegliarsi nel momento in cui le Stelle, nel Cielo, ritorneranno ad essere propizie. Nel “Necronomicon” si legge, «Non è morto ciò che può attendere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire», seppure il rituale di resurrezione dei Grandi Antichi preveda un iniziale intervento esterno, in quanto un incantesimo impedisce loro di potersi liberare da soli; per questo motivo le Divinità (come ad esempio Cthulhu), hanno sempre cercato di comunicare con gli uomini in superficie, influenzandone i sogni e adulandoli con delle future ricompense. Lovecraft si spinse anche oltre, dichiarando che gli umani avevano costituito una vera e propria “Setta Segreta” di seguaci, ovviamente di Cthulhu, intenzionati a far risorgere i Grandi Antichi quando gli astri avrebbero occupato la giusta posizione, preparandone nel frattempo il terreno. In alcuni racconti come “L’Orrore di Dunwich”, o “Colui che sussurrava nelle Tenebre”, spiegò che Cthulhu e gli altri Grandi Antichi che qui si stabilirono, non erano che una piccola parte di Essi, dato che molti di loro dimorano in luoghi inaccessibili del Cosmo, altri addirittura “al di fuori” del nostro continuum spazio-temporale. Poi vi sono anche gli Dèi Esterni, «[…] i folli Altri Dèi che vengono dall’Esterno, la cui anima e messaggero è Nyarlathotep, il caos strisciante

Essi (Outer Gods) sarebbero più potenti dei Grandi Antichi, dal momento che le altre creature che appartengono al Ciclo di Cthulhu, ne riconoscono la supremazia e persino li venerano. Questi Dèi Esterni, inoltre, si dimostrano disinteressati del tutto alle vicende umane (e a tutte le altre vicende che coinvolgono l’Universo materiale), ma hanno un unico obiettivo, che è quello di giungere nella nostra dimensione per portarvi morte e distruzione, e seppure dotati di immensi poteri, necessitano dei servigi di Nyarlathotep, loro emissario e messaggero. Pertanto, attorno a questo vero e proprio Caos Nucleare (o di Divinità oscure), una serie di Entità traggono potere e avverano i propri desideri, dove il primo servitore è il già citato Nyarlathotep, un Essere intelligentissimo in grado di materializzarsi ovunque, in ogni tempo e con mille maschere differenti. Egli esegue i desideri degli Dèi Esterni ma segue una propria agenda personale, sicuramente volta a diffondere il caos e la follia nell’Universo che lui odia, oltre ad agire segretamente per risvegliare Azathoth e far crollare su sé stessa l’illusione universale in cui viviamo. Si, perché il più potente tra questi Dèi è Azathoth, il Signore del Cosmo, o il Demone Sultano, che siede sul suo trono al centro dell’Universo, sul quale danza al suono di flauti blasfemi, circondato da tutti gli altri Dèi Esterni, la cosiddetta Corte di Azathoth. Egli è il Caos Primigenio, considerato l’Origine dell’Universo (l’equivalente del “Big Bang“), nonché l’incarnazione della Forza Nucleare. In un’epoca remotissima il suo intelletto era formidabile quanto il suo potere, ma ad un certo punto, forse in seguito a una guerra intergalattica, la sua intelligenza andò in fumo, lasciandolo praticamente lobotomizzato a capo della schiera di Dèi Esterni a cui aveva dato vita. Ed il suo continuo danzare, produce non solo un’Energia che tiene l’Universo integro, ma esso, essendo il frutto di un sogno del “Mostro”, potrebbe cessare di esistere nel momento in cui si svegliasse dal suo sonno profondo (o ignoranza).

Nella visione di Lovecraft, Azathoth viene definito come cieco e idiota, intento a gorgogliare blasfemie mentre ode il suono dei flauti, proprio come il Demiurgo della Gnosi. Vedete, la cecità è un antico simbolo che rappresenta lo stato di chi vive nell’errore, l’ignoranza di chi non sa nemmeno di essere ignorante, dove il cieco che vive nell’oscurità, e in questa infermità spirituale, potrà solo guarire grazie alla Luce. Hans Jonas (1903-1993), filosofo tedesco di origine ebrea, naturalizzato poi statunitense, nel suo libro “The Gnostic Religion” del 1972, scrisse che il Demiurgo degli gnostici era: «Un Creatore cieco ed arrogante che si crede l’Altissimo e domina la Creazione, prodotto, come egli stesso, dell’errore e dell’ignoranza.» Infatti, nel testo gnostico in -lingua copta del III secolo a.C. appartenente ai papiri ritrovati nel 1945 a Nag Hammadi, dal titolo “Ipostasi degli Arconti”, la cecità è una delle caratteristiche con cui vengono descritte le autorità che reggono il Mondo: «Il loro capo è cieco; a causa del suo potere, della sua ignoranza e della sua arroganza egli esclamò, con tutta la sua forza: “Io sono Dio; non c’è nessun altro al di fuori di me.” Quando disse questo, egli peccò contro l’interezza. E la sua voce si levò fino a ciò che è incorruttibile; allora una voce venne dall’incorruttibile, e disse: “Ti sbagli, Samael”, cioè, il dio dei ciechi.» Per gli gnostici, il Dio di questo Mondo sarebbe cieco perché ignora la verità che la sovrasta, il dominio di questo despota, inoltre, privo della vista, sarebbe la prima causa anche di tutti i dolori della nostra esistenza. Gli gnostici non furono certo gli unici ad immaginare delle Divinità prive della vista, dove il Mondo sembra governato da Forze che, pur essendo di natura sovrumana, sembrano essere prive di una Mente propria, agendo in maniera indiscriminata come se fossero cieche.

Ma Lovecraft si spinse ben oltre, sostenendo come sia possibile che i servitori di questi Dèi Esterni, suonino per lui “ipnotizzandolo”, impedendogli con la loro musica di mettere in atto la distruzione dell’Universo. Descritto, infatti, come un “Mostruoso Caos Nucleare”, nelle rare occasioni in cui per errore venne evocato o comunque distratto da questa musica, egli fu capace di portare distruzione su pianeti o interi sistemi solari. Azathoth, definito come una massa informe e caotica, che prende Forma solo quando viene evocato, si dice sia una personificazione della “Forza Nucleare Debole“; esiste persino una formula del “De Vermiis Mysteriis” per evocarlo e che richiede una gran quantità di materiale fissile. Insomma, vivremmo in un Universo ricolmo di soglie e che, da un momento all’altro, potrebbero spalancarsi e rivelare all’Uomo l’Orrore della Realtà, dove l’unica arma di difesa a nostra disposizione potrebbe essere l’ignoranza. «Pensò alle antiche leggende del Caos Primigenio, al cui centro brancica goffamente, cieco e idiota, il dio Azathoth, Signore di Tutte le Cose, circondato dalla sua inetta schiera di danzatori ottusi e amorfi e cullato dal sottile, monotono lamento d’un flauto demoniaco stretto da mani mostruose.» (Tratto da “L’Abitatore del Buio”). Che poi si parli di un Azathoth lovecraftiano, del demone biblico Azazel, persino del Toth egizio o del termine alchemico Azoth, poco importa, perché se qualcuno avesse la brillante idea di materializzarlo, egli lo farebbe devastando ogni cosa, lasciandosi dietro alberi bruciati, rocce infrante, pozzanghere di acqua alcalina, o persino “radioattiva”, distruggendo ogni cosa e portandovi solo e nient’altro che morte…