“L’incedere del Tempo, le silenziose Nebbie” di Federico Bellini

«Papà, lo sai? Nel cuore si trova l’Amore…»
(Shanti Sofia Bellini)

Osservo l’incedere del Tempo tra le silenziose nebbie mattutine e le notti tenebrose illuminate dalle mute Stelle siderali. Una sola domanda echeggia nel nulla: “Io chi sono?” Dietro ognuno di noi c’è una storia. Non siamo fatti di soli organi genitali. E che ci piaccia o no, tutti quanti abbiamo incarnato, di vita in vita, il ruolo della Vittima o del Carnefice, così come ognuno di noi è sia un Arconte che un Demiurgo, e ovviamente il loro Schiavo perché è nella nostra stessa Natura esserlo… Le persone sono profondamente sole e spesso disorientate, non per niente viviamo in una Società che potremmo definire “Alienante”, stracolma di pazzi da dover gestire quotidianamente, nel mentre siamo circondati da altri individui che fanno finta di essere “Normali”, quando in realtà nascondono il peggio di sé. Perché siamo piccoli, tronfi del proprio Ego, stupidi, ma è anche tutto questo che ci rende straordinariamente imperfetti.

Vedete, le persone vivono la loro vita inseguendo degli assolutismi. Non solo lo fanno nella quotidianità (basta osservare la politica), ma soprattutto nelle relazioni, sia di amicizia come soprattutto in quelle amorose. “Tu sei mio/a“, “Desidero solo te (o il suo corpo)”, “Sono geloso/a“, “Ci siamo solo noi due“, etc. In realtà non è mai così, e vi spiego anche il perché. Gli assolutismi sono un ulteriore livello dell’illusione interno del “Sistema” in cui viviamo, fatto di dinamiche e meccanismi. Durante la prima fase dell’innamoramento si instaurano quei processi, che se non maturati, porteranno la coppia a cristallizzarsi su alcune dinamiche che si perpetueranno per il resto della loro relazione, sino a quando quella stessa fase non verrà trascesa da entrambi, o decanterà a seguito del passare degli anni, o a causa dell’invecchiamento. Un assolutismo, in realtà, non esiste in esclusiva per una specifica coppia che va a formarsi, ma per assurdo è esattamente uguale a ciò che si ripropone all’interno della maggior parte delle coppie di fatto che vanno a costituirsi.

Il partner, perciò, non è la persona più giusta o idonea a noi in assoluto, ma semplicemente va in quel momento a riempire un mancamento, un bisogno o un vuoto che altri potenziali partner non sono in grado di aiutarci a risolvere, sia perché inadeguati (se presenti), sia perché inesistenti (in quanto non ancora conosciuti). Idealmente ognuno potrebbe colmare quella necessità di assolutismo, semplicemente è il contesto conoscitivo che ci permette di scegliere la persona più idonea, in quel preciso momento, per adempiere a tale compito. L’Amore, invece, è un’altra cosa, perché in questo caso, passato il periodo dell’innamoramento e dell’infatuazione, degli assolutismi, dei meccanismi, il rapporto si trasforma in qualcosa di stabile, duraturo, maturo, che va ad abbracciare ogni ambito del proprio quotidiano, sia singolo che di coppia, apportando quell’armonia necessaria in grado di dare inizio ai più importanti progetti di vita insieme.

Per questo motivo, cerchiamo la bellezza ovunque, persino nei luoghi più lontani e/o sperduti al Mondo, non comprendendo che è già dentro ognuno di noi.

Un giorno, verso l’ora di pranzo un piccolo merlo si posò sul tavolo di pietra, nascondendosi tra i miei bonsai, in giardino. Arrivato chissà da quale nido, forse al suo primo tentativo di volo, si era nascosto restando in attesa. Un poco intimorito si era persino lasciato avvicinare, ma seppure avessi potuto prenderlo e spostarlo, dargli da mangiare qualcosa, alla fine decisi di non fare niente e aspettare. Poco dopo arrivò la mamma, volando sopra il giardino e cinguettando stridula, a cui lui rispondeva galvanizzato. Nel giro di pochi minuti si presentò anche un piccolo gruppo di altri merli, probabilmente il resto della famiglia, a volteggiare sopra il giardino e sui tetti limitrofi, cinguettando tutti quanti a squarciagola. La mamma, dopo vari tentativi si posò finalmente sul tavolo, beccandosi con il figlio ripetutamente, poi si guardarono per alcuni istanti e alla fine spiccarono il volo. Il piccolo, inizialmente poco pratico, fece un balzo verso il tetto della casa di fronte, mentre i suoi continuarono a volare attorno a lui e poi se ne andarono; lui rimase lì ancora a guardarsi attorno, e alla fine volò via con loro. Cosa ci insegna la storia di questo piccolo merlo? Che nonostante avessi potuto aiutarlo, è stato meglio non fare niente, perché il migliore supporto che posso avergli dato, quel giorno, fu solo quello di osservarlo mentre, da solo, spiccava il volo…

Gli Uomini sono deboli, e sovente la loro Mente scava profondi solchi in quelle sue debolezze. Siamo come quei tanti insetti che sbattono sui vetri delle auto, o quelle formichine che ogni giorno vengono schiacciate durante il nostro incessante cammino in questo meraviglioso Mondo. Le persone, più cercano di liberarsi dai propri Parassiti, e più non sanno come liberarsi dal potere inconscio con cui agiscono, sempre schematico, meccanico, programmatico. E la missione di questo mio sterminato lavoro, non è quella di darvi delle risposte, ma nel porvi delle continue domande, per scuotervi dal torpore. Io non porto la quiete, ma l’inquietudine, io non fermo il movimento, ma metto in cammino, non blocco, ma lascio fluire ogni cosa. A voi tocca orientarvi con il vostro vissuto, la vostra esperienza, il vostro sentire, a voi il compito di trovare tutte le risposte di cui necessitate per proseguire questo grandioso peregrinare.

Alla fine, deve essere la tua persona, la tua stessa Essenza ad agire e muoversi, non io, come non dovrai mai cercare in me e in nessun Maestro di questo pianeta ciò che è già dentro di te. Hai paura di sbagliare? Di fallire? Hai bisogno di appoggiarti? Di una figura paterna o materna che ti protegga? Ciò che accade qui è un riflesso di quanto accade lassù. Ciò che stai vivendo adesso nel quotidiano è ciò che stai vivendo dentro di te; cerca la radice e capirai dove andare. Non trovi in te ciò che sai già? Qualcosa ti ferma? Ti fa titubare delle tue possibilità? Non sai cosa cercare veramente? È bene che tu sappia che l’Universo si regge attraverso l’Equilibrio, l’Armonia, nell’incessante desiderio di muoversi con un preciso movimento. Se porti disordine, ci saranno caos ed alterazione, se porti ordine, ci saranno leggi e controllo. Eccessivo caos distrugge, eccessivo ordine annichilisce, perché in entrambe le polarità ti annulli. È attraverso l’Equilibrio che sperimenti l’estremo di ogni cosa, e in quel Centro arrivi a imparare a conoscere persino l’Infinito.

Si nasce, si vive, infine si muore. Nel mezzo si ama e si odia, si ride e si piange, facendo esperienza della vita stessa. Tutto questo è semplicemente l’incessante cammino della Coscienza Universale. Prendiamo ad esempio la mia Vita. Una storia come tante, e in teoria chiunque potrebbe aver fatto o fare un percorso simile al mio, anche migliore, solo che i più decidono di non farlo per comodità ed asservimento nei confronti di questo “Sistema”. Nell’attuale dimensione fisica e materiale sono un “Terrestre” anche io, ma dentro e fuori di qui non lo sono, seppure resti comunque “Umano” come tanti di noi (anche se molti altri sono qualcosa di diverso), ma nonostante le apparenti diversità, alla fine, siamo tutti quanti la stessa “Cosa”. Provengo da molto lontano, e sono molto, molto vecchio. Sono venuto qui per espiare degli antichi errori, Cristallizzatisi nel Tempo, ma all’epoca eravamo incoscienti, alle prime armi, ed era facile fare degli sbagli.

Venni incaricato di occuparmi di un’ampia regione della nostra Galassia, ad oggi chiamato il Braccio di Orione, una zona dove si trovano tutte le Costellazioni e Stelle a noi note, compreso il Sole. La mia Stella, la mia casa, si trovava vicina a questo Sole, a soli 16 anni luce di distanza, essendo quasi compagne. E da allora ho ricoperto il ruolo di controllore su ciò che qui accade, e registrare ogni evento di questo Quadrante Cosmico, perché qui ci sono molti Soli Abitabili, la Vita, e tante, tantissime Civiltà Umane ed Aliene, e con esse un’immensa energia creativa. Ero in questo Sistema Solare già dai tempi della Civiltà Venusiana, ad osservare, ed ho visto tutto quello che accadde allora, la sua nascita, lo sviluppo e la morte. Vidi l’arrivo degli “Altri”, del sorgere del “Nuovo Ordine”, dei Primordiali Demiurghi, i loro Arconti che adesso qui dominano incontrastati. Come potete intuire non ne parlo o scrivo mai apertamente, perché in molti, troppi, non capirebbero, essendo così presto ancora per l’attuale Umanità, comprendere queste esperienze e le conoscenze che vi si celano.

E per non dare nell’occhio, quale incarnazione più idonea, scelsi un corpo piccolo, gracilino, barbuto, da mezzasega cazzuta, come si dice qui in Toscana, la terra dove sono nato ed abito in questa mia ultima esistenza. Come Gandalf, faccio il Grigio Viandante, passo inosservato, ma continuo ad operare nel silenzio, portando avanti pazientemente il mio lavoro di osservatore. Sono al tempo stesso un’Emanazione, come lo siete anche voi, un’Emanazione di quella forza che qui ha il compito di osservare, appunto, incarnata però in Federico. Come c’è chi incarna l’Emanazione della Madre, del Padre, del Politico, del Profeta, del Docente, del Medico, del Guardiano, etc. Tutte Forze a-temporali e a-spaziali, imperiture, Cristallizzate all’Origine del Tempo, sempre pronte a fare la loro parte, l’esperienza nella Materia per comprendersi, perpetuandosi in infinite possibilità.

Per alcuni di voi la mia storia potrebbe sembrare folle, e forse lo è anche davvero, per altri potrei passare per quello che invece vuole sentirsi importante. Per questo motivo, sino ad oggi non l’ho mai raccontata, per il fraintendimento o le maldicenze che avrebbe potuto scatenare, – come in buona parte non è poi nemmeno interessante che si sappia “chi e cosa io sia” -, non sono qui per dirvi, “guardatemi, sono il vostro controllore, con il compito di archiviare cosa combinate in questo folle Mondo!” Semplicemente sono qui perché devo esserci, perché tutti siamo unici, speciali, perché tutti quanti noi proveniamo dalle Stelle. Il problema degli Uomini è che vivono dentro dei limiti, dei confini, per questo motivo hanno creduto nella Divinità, nelle Religioni, le Istituzioni. In un Dio, si, ma finito, chiuso, egoista, specchio di quella stessa Umanità che non sa vedere oltre, in quell’oltre dove c’è il Tutto e ci siamo anche tutti noi. Noi non siamo Niente, e siamo Tutto nel medesimo istante; in quel Mezzo si trova l’Equilibrio. Ovvio, ognuno si incammina verso il luogo che si è creato: se nasci e cresci in una cultura religiosa che ti insegna che esiste l’Inferno, all’Inferno ci andrai davvero, perché è la proiezione mentale di tutti coloro che ci hanno creduto e continuano a crederci. Perciò, la nostra vera schiavitù è credere in qualcosa di esterno, mentre la libertà è semplicemente imparare ad ascoltare sé stessi.

«L’Uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.»” (Hubert Reeves)

Ci reincarniamo così tante volte per provare ogni tipo di esperienza possibile, e l’unico filo conduttore di tutte, non è l’Amore che hai provato, la gioia per un evento, ma il grado di sofferenza subito… raggiunto il punto di sofferenza più indicibile, fai il passo successivo, prendi coscienza e consapevolezza di tutto, e l’Amore, la gioia, la felicità, l’Estasi, quella vera e reale, arrivano solo dopo che hai superato la sofferenza e non prima, perché ciò che pensi di vivere, o aver vissuto nel frattempo, sono solo mere illusioni materiali. Spesso mentiamo a noi stessi credendo di aver trovato una perfezione che non c’è. Ma quanto siamo sinceri nell’ammettere i nostri limiti, e quanto siamo coraggiosi da oltrepassarli? Il bisogno di Amore non è Amore, ma è solo un bisogno. Molti credendo di amare, in realtà riempiono un vuoto. Riflettiamo un attimo su cosa si è da sempre basata la nostra idea di Amore, perché alla resa dei conti è un termine a cui abbiamo affibbiato una Forma di Energia, e che umanamente abbiamo riconosciuto come tale, dopo averla sperimentata e sedimentata nel corso dei millenni.

Infatti, la letteratura, la filosofia, molte storie sentimentali, i matrimoni, o la stragrande maggioranza delle unioni umane, si sono sempre basate sull’idea dell’Amore come bisogno dell’altro, la possessione, la gelosia, la necessità, lo struggimento, la passione, persino il sesso, ma questi sono solo bisogni per colmare un vuoto o appagare delle necessità. Contrarre un matrimonio si dice, perché alla fine di un accordo, di un contratto, si tratta. Perché i più si uniscono per soddisfare dei bisogni e colmare delle mancanze, per non sentirsi soli e inutili, e non perché condividono pienamente quel sentimento. Conosco molte persone che più del loro partner sono innamorate dell’Amore. Inseguono un ideale, ma così non troveranno mai il compagno giusto per loro. E in questo continuo contraltare, l’Uomo e la Donna sono e si comportano come un ulteriore forma raffinata di Dualità, ma su un diverso piano energetico, incarnando entrambi i poli ed alternandosi.

Ma come la Dualità ci insegna, la stragrande maggioranza di ciò che produce è Illusione, così anche l’Amore di una coppia. La vera trascendenza duale è rara, così come nell’Estasi, nella coppia o nel Vero Amore, ma non impossibile. E sono fermamente convinto che esistano ben tre forme d’Amore: il Vero, l’Autentico e l’Illusorio. Il Vero Amore è quello che si prova per un figlio, o una persona molto cara, perché è spontaneo, naturale, viscerale e genuino. L’Autentico è l’Amore che si prova all’inizio di ogni storia, coinvolgente, passionale, se vogliamo anche ormonale. L’Illusorio, invece, ci fa credere nei sogni, nelle speranze vane, le aspettative mai ripagate, e che quando non si realizzano, fanno andare tutto in frantumi. Ma poi c’è anche l’Amore Eterno, il più difficile, perché possiamo provarlo solo per noi stessi… e se arrivi ad amarti così tanto puoi amare tutti incondizionatamente.

«Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé. Esiste un Vero Amore che non si occupa del prossimo.» (Carl Gustav Jung)

Tempo fa, dopo la lettura di questo bellissimo aforisma, mi venne chiesto: “Che tipo di Amore è, Federico?” Ed io risposi: “Un Amore che non ha nome, attaccamenti, gelosie, possessioni. Un Amore che ti pervade, un’Estasi dell’Anima, che ti mantiene in comunione con il Creato, e l’Universo intero.” Di nuovo mi fu chiesto: “Ambisci a questo o l’hai in qualche modo già vissuto? Non è un Amore Umano…” Ed io infine risposi: “Sarebbe questo il Vero Amore Umano.” Si, sarebbe questo quello che viene definito il “Vero Amore“, soltanto che ce lo siamo dimenticati, per bisogno, comodità e mero interesse, come ci hanno fatto credere che fosse ben altro, quale il servizio, il bisogno, l’attaccamento, la possessione, la gelosia, il desiderio, il sesso. Perché il “Vero Amore” non chiede niente in cambio, ma dona incondizionatamente, non si aspetta nulla, ma semplicemente è Pura Energia.

Cos’è l’Amore? Nessuno lo sa… Inconoscibile, misterioso, insondabile, profondamente mistico, universale, l’Amore avvolge le nostre esistenze, le nostre vite come un impalpabile nebbia. È sofferenza quanto gioia, è tristezza quanto bellezza, è impotenza quanto passione, è niente quanto l’immensità più totale. L’Amore ti guida a fare esperienze, ti costringe a delle scelte, ti obbliga a perseverare, perché l’Amore sa renderti unico quanto completamente inutile, come infine semplicemente realizzato. L’Amore inizia, così, quando sai riconoscere i tuoi limiti e nel momento in cui comprendi di non poterli superare, concedendo all’altro la libertà di poter scegliere della propria vita, delle proprie necessità, permettendogli di essere libero, librandosi nell’aria come una farfalla, senza legami, imposizioni, restrizioni, catene. Perché l’Amore non si realizza con un matrimonio, come con delle etichette, con ciò che la famiglia o la società vuole e ritiene più giusto per te e che così dovrebbe essere, semplicemente si manifesta quando riconosci nell’altro ciò che sei veramente, mettendo a nudo te stesso, spogliandoti di tutte le tue illusorie certezze, e ricominciando dal principio, come un bambino appena nato. Questo per me è l’Amore.

L’Amore lo comprendi quando ne fai esperienza diretta tu stesso. Non te lo insegna nessuno che cos’è l’Amore. Può venire qualsiasi Civiltà Evoluta dell’Universo a dirti “Questo è il mio Amore!“, ma sarà sempre il suo Amore, e non il tuo, o il vostro. Ed è quando impari ad amare che allora comprendi che anche l’Universo è Amore Assoluto. Perché se non comprendi l’Amore che prima nasce dentro te stesso, non comprenderai mai l’Amore che ti viene dall’esterno. L’Amore arriva sempre quando meno te lo aspetti, nel momento in cui smetti di cercarlo. E anche quando pensi di averlo trovato, non accontentarti, devi continuare ad immaginartelo. Perché ciò che credevi fosse Amore, ti accorgerai che è sempre stato solo un’ideale che perseguivi. L’Amore, quello vero, in realtà, inizia laddove la libertà di entrambi si sublima in quell’Estasi dello stare insieme, del riconoscersi, nell’essere complici, amici ed amanti, individui, singoli, ma uniti nel Cammino, e mai immersi negli schemi rigidi della società, fatta di falsi moralismi, delle dicerie, delle voci civettuole o delle gelosie.

Nel momento in cui ti riconosci nell’altro rivedi te stesso, e se tu sei libero, lo sarete anche entrambi, come solo da quel momento il vostro Amore non avrà più confini. L’Amore è un gioco di equilibri e il perdono è parte integrante dell’Amore stesso. Qualsiasi rapporto di coppia è comunque costruito su aspettative, spesso disattese, di segreti, verità nascoste, sovente persino di tradimenti, ma questo non ne sminuisce il significato o l’Amore che due persone provano l’uno per l’altro; a meno che non ci sia la necessità, in entrambi, di riempire una mancanza. Nel Vero Amore si riesce addirittura a perdonare, per quanto non possa essere facile, come è nella comprensione, nella complicità con l’altro, nel mettersi ‘a nudo’ (ovviamente non fisicamente), che ci si riscopre affini e anime gemelle, ma deve essere un sentimento reciproco, perché in quel caso dovrà esserci chi perdona e chi sarà perdonato. Se questo Amore è vero, si supereranno tutte le difficoltà, ma se non lo è, finirà semplicemente.

Si impara a perdonare l’altro se prima si riesce a perdonare sé stessi.

E la verità? La verità è che noi siamo importanti per gli altri solo ed esclusivamente se c’è un interesse, di qualsiasi tipologia o natura. Poche, anzi rarissime, sono le amicizie o le relazioni disinteressate, pochi sono i rapporti umani sinceri e genuini, così come poche sono le vere amicizie, i rapporti d’amore, persino familiari. La verità è che ci sopportiamo per quieto vivere e perché abbiamo bisogno degli altri solo per ovviare alle nostre mancanze, deficienze, i bisogni, le necessità. Ci riempiamo, tutti quanti, la bocca di belle parole, buoni propositi, frasi ad effetto, mirabolanti filosofie di vita, di amicizie e di coppia, ma la verità è che siamo più aridi dei deserti, e per dissetarci, cerchiamo l’acqua in ogni anfratto di quel Nulla che chiamiamo Vita. La verità è che siamo Niente, e fintanto non saremo capaci di riempire quel Nulla da soli, con le proprie forze, le nostre vite saranno solo e sempre dei totali fallimenti. Per questo motivo, la Spiritualità non esiste, come andrebbe, al tempo stesso, re-inventata. È solo un concetto astratto, una parola, un termine che noi umani utilizziamo per differenziarci dagli altri e da ciò che ci circonda.

La Natura è Spirituale? No, è semplicemente sé stessa, è soltanto ‘Naturale’. Solo gli esseri umani si definiscono ‘Spirituali’ nel momento in cui credono di tornare ad essere ‘Naturali’, differenziandosi dagli altri, dalla massa che rimane, secondo loro, vittima dei meccanismi ‘Artificiali‘ imposti dall’illusione della Mente. Definirsi ‘Spirituali’ è un ulteriore identificazione, un’etichetta che ci affibbiamo per considerarci, egoicamente, meglio di coloro che reputiamo non essere degni di potersi risvegliare. La Spiritualità non esiste, mentre della Natura ne siamo parte integrante; e in essa non abbiamo bisogno di nient’altro. Ognuno dovrebbe scoprire la sua dimensione ‘Spirituale’, o meglio Naturale, perché quelle già preconfezionate sono solo prodotti manipolati, del buon marketing! Andare in un Bosco è Spirituale, ascoltare Musica è Meditazione, fare l’Amore con chi ami è Universale… Il vero percorso spirituale non è un’immediata ricerca del benessere, ma un’iniziale distruzione di tutto ciò che sei. Perché vai ad annientare la finzione di cui sino ad oggi sei stato/a parte integrante e, una volta dissolta, solo dopo potrai ricostruire il tuo vero  (e li conoscerai finalmente anche la Felicità Imperitura!) Ma prima è necessario arrivare al fondo, nell’Abisso, addentrarti nella notte buia dell’Anima, per poi risalire verso l’alto, verso la Luce, verso la tua rinascita.

Al giorno d’oggi si preferisce il silenzio dell’ignoranza, che l’armonia della conoscenza; per questo, i più non si risveglieranno mai. Il problema è che si tende a considerare patologica qualsiasi cosa che non faccia parte della normalità; ma chi ha deciso quale fosse questa normalità? Abbiamo quattro Menti: nel Cervello, nel Cuore, nella Pancia, nell’Organo Genitale. Nel Cervello alberga il Pensiero, nel Cuore il Sentire, nella Pancia l’Empatia e nell’Organo Genitale la Percezione. Ma tutte queste Menti sono coordinate da una vera e propria Intelligenza che non risiede in alcuna parte anatomica del Corpo, ma è ovunque, perché lì, in quel punto, vi si trova la nostra Coscienza. Riuscire a prendere piena Consapevolezza di queste quattro Menti, – così come l’unione di esse contribuisce a rendere forte la nostra Intelligenza Monadica –, è il fine ultimo di un Cammino interiore che ognuno dovrebbe fare, per arrivare finalmente a comprendere Sé stesso.