“Satsang sulla Coscienza, la Vita, la Morte”

Ciao Federico, posso rubare un attimo del tuo tempo per porti un quesito importante?
Certamente.

Come fa una persona a sentirsi viva in un determinato Corpo (e non in un altro)?
Ehm… scusami, ma penso di non aver compreso la domanda.

Nel senso che… una persona può sentirsi viva in un Corpo ben specifico da quando nasce, ma come si percepisce di essere vivi proprio in quel Corpo e non in altri? Come si fa a capire di essere proprio quella persona e non un’altra?
Vorresti dirmi che al momento non sai in quale Corpo risiedi?

Credo che sia così… O almeno, sento che questo Corpo attuale non so come ha fatto ad esserci e manifestarsi.
Pensi che dovevi trovarti altrove? In un altro Contenitore, magari a fare un’esperienza del tutto diversa?

Sinceramente non saprei cosa dirti, ma non capisco come mai sia capitato in questa incarnazione… lo so, non mi sto spiegando bene, scusami.
Credi di trovarti in una incarnazione sbagliata o indesiderata?

Diciamo che trovo poco sensato ciò che devono subire gli Esseri Umani… questo continuo vivere per poi morire.
Certo, comprendo, ma questo non significa che viviamo delle incarnazioni sbagliate, semplicemente siamo carenti di una componente fondamentale, la Consapevolezza.

Potresti spiegarti meglio?
Vedi, siamo limitati, abbiamo un “Velo dell’Oblio”che ci tieni qui prigionieri, solo che non lo sappiamo, non ce lo ricordiamo.

Intendi dire che siamo Animali consapevoli solo della propria Morte?
Neanche. Nessuno sa quando morirà, a malapena sa quando è nato, dato che non ha ricordi propri, ma riportati da altri.

Vero, non ci avevo mai pensato… per questo motivo trovo ancor più crudele essere vivi e poi non esserlo più. Siamo solo questo?
… ma la Morte non è una fine, solo un passaggio, è un cambio d’abito e d’esperienza.

Fatico molto a vederla così, perché fa comunque impressione ciò che accade al Corpo. La Coscienza non si identifica in esso?
Di rado, diciamo che fa molta fatica… il fatto di dover cambiare molti Corpi in un tempo così breve non ci agevola, anzi, sovente crea notevoli disequilibri che poi si ripercuotono a livello energetico nel nostro “Essere“.

Quello che so di conoscere è solo questa Vita, e tale passaggio mi incute paura, così come credo che anche la realtà che la gente pensa di vedere non sia così reale…
Le persone credono di vivere in un “Eterno Presente”, seppure sia un’illusione.

E a chi giova questo continuo ricambio umano?”
A colui che ha creato questo Mondo.

Non mi sembra che ami molto gli umani…
Ama solo sé stesso.

E chi o cosa è questo Essere?
Un Essere Umano anche lui.

E dove è nato?
Qui, nel nostro Sistema Solare con il suo attuale Corpo, ma la sua origine è avvenuta altrove nel Cosmo, proprio come è accaduto a tutti noi.

Fatico un po’ a comprendere… come fatico a comprendere come un Entità Umana possa sacrificare i propri Figli facendoli nascere su questo Piano…
La Vita stessa è un Sacrificio, sovente si dimentica che il vero significato della parola Sacrificio è in realtà “Rendere Sacro”, e non rinuncia, privazione o dolore. In questo senso, la Vita viene innalzata dalla sua condizione mondana, o profana, e consegnata alla sacralità universale.

“… e ‘Rendere Sacro’ per chi?
Per sé stessi, in ogni caso.

Ma se una persona non ha chiesto di nascere, come fa a stargli bene questa condizione esistenziale?
Tutti quanti siamo qui per una nostra scelta, solo che non lo ricordiamo a causa dell’Oblio sopra menzionato. Vedi, tutti quanti siamo qui per comprendere il perché di ogni cosa, ma soprattutto “Chi e Cosa” siamo. Questo è il senso della Vita stessa, non siamo certamente qui per comprendere chi è Dio o gli Dèi, ma noi: io, tu, gli altri, il Mondo

… e dopo che l’abbiamo compreso?
Andiamo “Oltre” ma solo se lo si comprende, ovvio, perché c’è sempre anche la possibilità che non accada.

Io comunque ho paura di morire.
Hai paura della morte? Perché? Hai paura di perdere cosa?

“Tutto…
Tutto? Hai paura di perdere le tue illusioni?

Anche ogni singola cosa o persona della nostra vita?
Certamente, sono tutte illusioni.

Questa realtà, allora, non è reale?
No, ma lo sembra e per questo ci inganna abilmente. La nostra “Vita Vera” risiede nell’Oltre solo che non lo rammentiamo, o vediamo, per via sempre di quell’Oblio

È comunque impressionante, perché uno si sente vivo attraverso il Corpo e sa che fine farà…
In realtà quel sentirsi vivo è solo una percezione della Vita, in quanto i nostri Corpi, fatti di Materia, sono già morti. Tutto è morto e scambiamo il vivere per una semplice “percezione”, proprio come quando accendiamo o spegniamo una TV. Quando dormi sei cosciente di essere vivo?

No…
Appunto, perché non sei cosciente almeno nell’Io-Presente (nonostante sai di esserlo su di un altro Piano, quello Mentale, ed eventualmente in quello onirico).

Ritengo che sia così assurdo morire…
Hai così tanto paura della Morte?

Tantissima…
Perché? E proprio in quel momento che si comincia davvero a vivere…

“I cadaveri mi fanno orrore…
… eppure, è solo Materia, tutto ritorna polvere. Pensa, gli alberi, gli animali e noi, viviamo sopra un “Humus”, il suolo, la terra per i latini (da qui deriva il moderno termine di Umano) e che è fatta essenzialmente di cadaveri; il pianeta in cui viviamo è un gigantesco cimitero.

… ma è orribile!
Eppure, ovunque andrai nell’Universo troverai le stesse condizioni, perché così funziona. E se adesso ti ritrovi qui, su questo pianeta, significa che lo hai voluto anche tu, altrimenti saresti andato altrove a fare esperienza. Probabilmente sei qui, sulla Terra, per comprendere questo e che così tanto non riesci ad accettare.

Comprendere cosa?
… ciò che ti fa tanto orrore.

“… e come dovrei fare per comprenderlo?
Semplice, vivendolo… che se ci pensi bene è assurdo.

Mi chiedo come fanno le persone a non vedere che la realtà non è reale, seppure il dolore, invece, sia così concreto e tangibile?
… tu fuggi dal dolore, eppure solo attraverso di esso riusciresti a comprendere chi sei e ad evolverti con più consapevolezza. Se rifuggi da qualsiasi cosa che l’Universo ti propone, perché non ti piace, ti aggrada o ti fa semplicemente “schifo”, in verità continuerai a scappare, specie da te stesso.

Fuggo dal dolore ma ci sono comunque immerso, perché da quando ho perso una persona a me molto cara, vedo solo morte ovunque.
… è solo una fase, anche io ho perso mia madre quando avevo 18 anni, e all’epoca vedevo solo “morte” ovunque, ma poi sono ritornato a “vivere“, sono i passaggi della vita a farti sentire così, è l’essenza dell’esperienza stessa.

“… ma come si può accettare di morire?
Che si accetti o meno, tutti dovremo morire prima o poi, dipende però come vogliamo “vivere” quel passaggio, se ignoranti o consapevoli, non certamente rifuggendone perché può farci paura o orrore. Così è solo un evitare all’infinito la soluzione del problema che tu stesso pensi di avere, ma che in realtà non c’è, non esiste.

… ma è proprio questo che non mi fa ‘vivere’…
Tu sei qui perché chissà quante persone, prima di te, sono morte, e tu, oggi, incarni l’Essenza ultima di tutte loro. Vai mai a passeggiare in un bosco?

No, perché?
Perché così impareresti che nella bellezza, l’armonia e la perfezione della Natura, si trova la Vita e la Morte, l’Essenza stessa (appunto) del Creato, altrimenti continuerai a trascinarti dentro un’esistenza artificiale ed illusoria, dove vedrai orrore ovunque, anche laddove non c’è.

Ma io non ho chiesto tutto questo e ho ‘condannato’ altri prima di me per essere qui oggi…
Eppure, ci sei comunque.

Tutti sacrificati e sull’altare di chi?
Della Vita. Ripeto, Sacrificio significa “Rendere Sacro”.

… ma non è giusto…
Tu ti lamenti, non stai cercando una soluzione, e chi si lamenta rimane fermo senza muoversi di un passo. Sei legato alla Materia, e la Materia è solo un passaggio come tanti. Tu sei “Altro“, non sei fatto solo di Carne.

… mi sento in trappola…
Perché tu vuoi restare in questa trappola, non riesci a vedere oltre la punta del tuo naso. Ti ho già scritto da dove cominciare, devi farne esperienza “vivendo”. Ci sono i boschi, la Natura è tutta intorno a noi, ed è un’eccezionale e paziente Maestra. Da lì devi cominciare, altrimenti continuerai a restare fermo nel tuo loop dove tutto sarà sempre deprimente e orrendo.

Anche la Natura ci usa…
Certamente, come noi lo facciamo con lei.

Non è penoso veder morire chi ami?
Non ci trovo nulla di penoso, è solo il culmine di un’esistenza: sta a noi decidere se viverla pienamente o meno. È dalla Morte che nascono nuove opportunità di Vita, così come un fiore sboccia perché un altro fiore è morto prima di lui.

Forse, il fiore che muore non voleva morire?
… o forse si, comunque è naturale che sia anche così, perché la Vita è divenire, trasformarsi, la Vita è cambiamento, ciclico, continuo, forse Eterno.

Continuo a fare fatica a comprendere tutto ciò, non ne trovo il senso…
Perché un senso non c’è. Universo chiamiamo il luogo in cui dimoriamo, e che significa “unico-verso”, ma al tempo stesso racchiude anche “tutti-i-versi” possibili, insieme. Sinceramente, nel suo essere illusorio lo trovo meraviglioso.

Per te è meraviglioso morire?
Oh, certamente… è liberatorio.

… e come fai ad essere così sereno?
Vivendo e non facendo il morto prima ancora di essere morto; del resto, i più sono morti che camminano…

Bella merda, oserei dire…
Sai, i contadini usano la merda per concimare i campi per far crescere le piante dalla quale si ricava il nostro cibo. Vedi tu, penso sia più deprimente vivere pensando sempre alla merda, piuttosto che a farsi una bella cacata, tirare lo sciacquone e andare avanti vivendo più rilassati, perché così semplicemente è. La scelta sta a te, se vivere eternamente rinchiuso nel tuo dolore-orrore, o uscire fuori e aprirti nuovamente al Mondo e alle sue infinite possibilità.

Ma io voglio vivere…
… e allora vivi, ma vivi davvero! Dobbiamo imparare a vivere e a morire in modo nuovo, così da non disperdere la nostra Memoria, la nostra Energia, la nostra Essenza. È un percorso che è possibile fare nella vita terrena grazie ad un cammino interiore, spirituale, esperienziale, ed è solo attraverso di esso che possiamo diventare pienamente liberi. In questo cammino ognuno è solo, ma nulla toglie che possiamo condividerlo, come in questo viaggio è fondamentale essere sempre curiosi, creativi; dopo, tutto quanto verrà da sé come per incanto. Molti hanno paura di morire, ma se hai paura della Morte in realtà hai solo paura di ciò che potrebbe renderti libero; noi non abbiamo veramente paura della Morte, ma di rimanere “Vuoti”. Solo quando non si è più vittime della paura, si è in grado di comprendere e mettere in pratica tutta una serie di potenzialità nostre, intrinseche, e che potrebbero essere ciò che ci renderanno finalmente liberi dall’inganno e anche dalla Morte stessa. Perché la Morte ci renderà liberi solo se saremo coscienti, altrimenti ci ricondurrà alla schiavitù inconsapevole dell’incarnazione successiva. Allora che fare? Comincia da ciò che sai fare e da lì sperimenta, un passo per volta. Segui il tuo “Sentire”, non la tua “Mente”, ma il tuo “Sentire” e troverai la “Strada”: emozionati! Perché è come uscire e camminare in una città completamente nudi. Tutti lo siamo nudi ma ci nascondiamo per paura, e questa è la nostra ultima paura che dobbiamo affrontare per essere finalmente liberi. Cosa ti consiglio? Ti consiglio di trovare un bosco dove sai che non ti vedrà nessuno. Spogliati e resta lì nudo a meditare. Sarà folle, sarà come morire, ma ti servirà a capire. Alla fine, cosa rimane di un’esperienza “terrena”? Solo polvere. E di un’esperienza “vera”? L’Eternità.

[Conversazione tratta da un Satsang (dal sanscrito, satsaṅga in hindi, satsaṅg, da sat = vero, sanga = compagnia). Sovente, viene usato nella religione induista e nella Sant Mat per definire un consesso di persone che tramite il dialogo, l’ascolto, la riflessione e la meditazione si pongono come obiettivo il raggiungimento della realtà, la verità.]