“Le Strutture Megalitiche del Nord America”

Ad eccezione dell’America centrale e meridionale, dove sono presenti strutture megalitiche (se non ciclopiche), lasciate da Civiltà organizzate apparse in quei luoghi, il Nord America non presenta tali aspetti architettonici più complessi ed organizzati, piuttosto è molto ricco di strutture megalitiche dove compaiono tutte le principali tipologie conosciute anche in altre parti del pianeta: Mehir, Cromlech (Circoli di Pietre) e Dolmen. L’America settentrionale, proprio a causa della particolare vicenda storica di questi ultimi secoli, non ha mai avuto una cultura di approfondimento la quale permettesse di studiare questi reperti con occhio critico, tanto che spesso, questi siti, venivano confusi come le prime testimonianze dei coloni; senza contare quanto il confinamento dei Nativi nelle riserve (e un’espansione coloniale impetuosa), abbia poi prodotto un processo di statalizzazione e sfruttamento del territorio, con nuove occupazioni e costruzioni, e che ha visto il corrompersi o la sparizione di aree di enorme interesse archeologico. Sopravvive una certa testimonianza nelle zone più remote degli Stati Uniti e soprattutto nel Canada, peraltro caratterizzate dallo sviluppo di una “Cultura dei Dolmen“, mentre tra gli Inuit sono presenti monumenti antropomorfi chiamati Inuksuit. Della maggior parte di queste strutture, purtroppo, sappiamo ancora pochissimo, perché l’americano moderno impiegò tempi lunghissimi prima di ammettere come i “Selvaggi Indiani”, in realtà fossero stati in grado di concepire e creare forme architettoniche, ritualistiche o mondane, così sofisticate e avanzate, non poi dissimili persino dagli altri siti sparsi nel Mondo, i quali presentano le stesse caratteristiche naturalistiche, astronomiche, se non con metodiche di realizzazione o formazioni del tutto somiglianti; dimostrazione di una base comune di conoscenze, pure costruttive, sicuramente importate migliaia di anni fa.

Tra i vari siti ad oggi conosciuti e maggiormente studiati, ricordiamo: Mistery Hill nel New Hampshire, nota come la “Stonehenge Americana“, datata tra il 2.000 e il 173 a.C.; un sito degno di nota è il “Circolo di Pietre“, allineato con il Cielo, di Burnt Hill nel Massachusetts; un ritrovamento eccezionale si trova sul fondale del lago Michigan, dove sono state segnalate strutture che richiamano “circoli di pietre” risalenti a 4.000 anni fa, o nei pressi dell’Isola di Beaver dove sono state rinvenute enormi pietre incise, sopra delle quali si nota il profilo di un Mammuth (gli ultimi si sono estinti proprio 4.000 anni fa); l’altrettanto affascinante sito di “Giant’s Plauground” nel Montana (qui presentato nelle immagini pubblicate), dove sono state sfruttate le forme naturali della roccia, etc. La maggioranza di tali siti sono comunque dislocati sul versante atlantico, in territori che vanno dalla Nuova Scozia in Canada, per poi passare al Vermont, il New Hampshire, il New York State, il Massachusetts e l’area dei Grandi Laghi. Altra importantissima testimonianza è data anche dalla “Cultura dei Tumuli“, chiamati Mound, diffusi soprattutto in Ohio, Mississippi e West Virginia, risalenti ad oltre 3.000 anni fa, del tutto simili ad altri tumuli presenti in varie parti del Mondo, tra cui la Turchia, l’Italia, la Siberia o le celebri colline artificiali presenti in Inghilterra, datate 2.400-2.300 a.C., e che si trovano nei pressi di Silbury Hill. L’Umanità antica, evidentemente, non fu poi così “selvaggia” come una certa accademia scientifica voglia ancora oggi far credere, senza considerare che gli uomini, ad onor del vero, si spostavano con una maggior frequenza e facilità rispetto a quanto sino ad ora ritenuto, cosa assai evidente, vista la diffusione nel Mondo di questi siti e per le compresenti tipologie di storie mitiche e leggende tramandate, oltre alla particolarità genetica di questi popoli (alcuni ancora oggi alquanto misteriosi e oggetti di studio). Inoltre, è altrettanto evidente come furono capaci di potersi tramandare conoscenze talmente antiche e sofisticate, importate nelle Americhe dalle primissime popolazioni li arrivate dall’Asia, e che con il loro immenso bagaglio culturale, siano poi state in grado di sviluppare ulteriormente, trasformando e modellando queste informazioni per delle nuove prospettive di vita, e che in quei luoghi hanno contribuito a far fiorire e sviluppare.