“Brucia Nostra Signora di Parigi”

[Articolo scritto a fine Aprile 2019]

In pochi dimenticheranno il 15 aprile 2019, primo giorno delle celebrazioni della “Settimana Santa della Pasqua“, quando attorno alle 18:50 le fiamme iniziarono a divampare su di una impalcatura, eretta per dei lavori di ristrutturazione iniziati da pochi giorni, all’interno di un gigantesco cantiere nella “Cattedrale di Notre-Dame” di Parigi. In particolare, da ristrutturare e rinforzare doveva essere il tetto della Cattedrale il quale, essendo costruito di legno, crollò sotto la violenza delle fiamme e il peso della guglia, letteralmente collassata all’interno della struttura. Dopo ore di incessante lavoro da parte di centinaia di pompieri, il fuoco fu spento ma questo capolavoro gotico, nonché “Patrimonio dell’Umanità“, ne risultò letteralmente deturpato. Due terzi del tetto finirono in fumo, la guglia crollata all’interno della Cattedrale creando un buco nella volta in pietra, una parte delle vetrate andata distrutta, nonostante la struttura, la facciata e i tesori ivi custoditi (tra cui la “Corona di Spine” del Cristo) si sono salvati[1].

La “Cattedrale Metropolitana di Nostra Signora” (in francese: “Cathédrale Métropolitaine Notre-Dame“; in latino: “Ecclesia Cathedralis Nostrae Dominae“), conosciuta pure come “Cattedrale di Notre-Dame” o più semplicemente “Notre-Dame“, è il principale luogo di Culto Cattolico di Parigi, Cattedrale dell’arcidiocesi della città, il cui arcivescovo metropolita è anche primate di Francia. Ubicata nella parte orientale dell’Île de la Cité[2], nel cuore della capitale francese, nella piazza omonima, rappresenta una delle costruzioni gotiche più celebri al Mondo ed è uno dei monumenti più visitati di Parigi, oltre ad essere “Monumento Storico” di Francia (dal 1862) e “Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO” (dal 1991). Nell’area in cui sorge la Cattedrale si trovava anticamente un Tempio pagano dedicato al dio Cernunnos, infatti fu letteralmente rinvenuto un altare proprio sotto la cattedrale durante alcuni scavi archeologici; in altri termini, uno dei luoghi più importanti al mondo per la religione cristiana venne edificato al di sopra del Tempio dell’antico “Dio Cornuto” della religione celtica (e proto-celtica). Successivamente vi fu eretto un Tempio dedicato a Giove, frutto della ricostruzione di Lutezia da parte di Caio Giulio Cesare, dopo la resa di Vercingetorige del 52 a.C., e una più antica Cattedrale dedicata a Santo Stefano, precedente all’attuale. Quando il 12 ottobre del 1160, il teologo Maurice de Sully divenne vescovo di Parigi, promise immediatamente la costruzione di una nuova e più ampia Chiesa, e dopo una serie di demolizioni di strutture precedenti, la prima pietra venne posata alla presenza di papa Alessandro III, il quale soggiornò a Parigi dal 24 al 25 aprile del 1163. Il nuovo edificio sarebbe sorto in stile Gotico, uno stile che già si era affermato in Francia con la costruzione di varie basiliche analoghe (Saint-Denis, 1136-XIII secolo; Cattedrale di Sens, 1135-1534; di Noyon 1145-1235; di Laon, 1155-1235, etc.), avrebbe avuto una pianta simile alla precedente struttura, con: cinque navate senza cappelle laterali (ad eccezione di tre cappelle radiali), estendendosi poi anche ad una nuova ristrutturazione dell’area circostante esterna, con l’apertura di una grande piazza di fronte alla Chiesa, raggiungibile da una strada più larga, nonché la ricostruzione del Palazzo Vescovile. La costruzione fu condotta in due fasi: entro il 1250 venne completato l’intero edificio, mentre fino alla metà del XIV secolo, si ebbero una serie di interventi alla struttura, sia interna che esterna, raggiungendo infine l’aspetto attuale[3].

Qualcosa cominciò a mutare durante gli anni della “Rivoluzione Francese” (1789-1799), quando la Cattedrale fu letteralmente devastata (ma solo dopo aver inviato tutti gli oggetti in metalli preziosi alla zecca per essere fusi), mentre nell’ottobre del 1793 per ordine della “Comune di Parigi“, tutte le statue della facciata, sia quelle della “Galleria dei Re e i Portali“, vennero distrutte, così anche la flèche (o guglia). Addirittura, nel dicembre dello stesso anno, il filosofo Henri de Saint-Simon, fondatore del movimento politico-religioso detto “Sansimonismo“, fu quasi in procinto di acquistare la Cattedrale per poi poterla distruggere! Nel 1793, la Chiesa divenne poi il “Tempio della Ragione“, nel 1798 ospitò gli “Uffici del Clero Costituzionale“, sino a quando, in séguito al “Concordato” del 1801, firmato il 15 luglio da Napoleone Bonaparte e papa Pio VII, la Cattedrale tornò alla Chiesa Cattolica e, dopo un sommario restauro, il 2 dicembre 1804 venne solennemente celebrata l’incoronazione dello stesso Napoleone a “Imperatore dei Francesi“, al termine di una messa votiva alla Vergine, celebrata da papa Pio VII. Da allora la Cattedrale fu oggetto di vari interventi di recupero, tra cui si ricorda anche l’importante ruolo, nella campagna di sensibilizzazione, dello scrittore Victor Hugo con il suo romanzo “Notre-Dame de Paris”, pubblicato nel 1831; l’opinione pubblica si schierò a favore dell’impresa, come era nelle intenzioni di Hugo e vi fu un grande interesse nei confronti dell’edificio. Il restauro ebbe come scopo quello di riportare la Cattedrale alle sue originarie caratteristiche medioevali, creando un’unità di stili e integrando, tuttavia, elementi architettonici ed artistici di epoche successive. Un’operazione che non fu esente da polemiche, criticato sia perché, secondo i romantici, le aggiunte successive alla costruzione andavano mantenute, e sia perché le aggiunte ottocentesche furono ritenute arbitrarie.

La Cattedrale, sin dalla sua fondazione, è stato un luogo di importanti eventi di rilevanza nazionale: dalla scelta di re Luigi IX il Santo che nel 1239 vi fece collocare la “Corona di Spine del Cristo“; il matrimonio tra Maria Stuarda, regina di Scozia e Francesco di Valois, delfino di Francia (24 aprile 1558); quello per procura tra Elisabetta di Valois e Filippo II di Spagna (22 giugno 1559); le cosiddette nozze di sangue tra Enrico III di Navarra, poi Enrico IV di Francia e Margherita di Valois, così chiamate perché vennero celebrate il 18 agosto 1572, sei giorni prima della Notte di San Bartolomeo; il matrimonio tra l’imperatore Napoleone III e Eugenia de Montijo (30 gennaio 1853); nel XIX secolo, invece, furono celebrati i battesimi del re di Roma, Napoleone II (1811), e del principe imperiale Napoleone Eugenio Luigi Bonaparte (1856). Si svolsero anche alcune celebrazioni: la prima convocazione degli “Stati Generali“, il 10 aprile 1302 da parte di Filippo il Bello, e il canto del Te Deum per varie imprese militari; nel 1447 per la riconquista di Parigi da parte di Carlo VII; il 22 maggio 1594 da Enrico IV per lo stesso motivo; il “Concilio Nazionale” del 1811 (cui parteciparono 6 cardinali e 98 tra arcivescovi e vescovi francesi e del Regno d’Italia), voluto da Napoleone Bonaparte per trasferire l’istituzione canonica dei vescovi dal Papa ai metropoliti; il 9 maggio 1945 per la vittoria della Francia durante la Seconda Guerra Mondiale, preceduto, il 26 agosto 1944 dal canto del “Magnificat” per la “Liberazione di Parigi“. La Cattedrale, inoltre, è stata luogo: dell’incoronazione illegittima di Enrico VI d’Inghilterra a re di Francia (16 dicembre 1431); del processo di riabilitazione di Giovanna d’Arco (1456); dell’abiura del Maresciallo di Francia Henri de La Tour d’Auvergne-Bouillon (1668); vi sono inoltre stati celebrati vari funerali di Stato e cerimonie commemorative, come quella per Charles de Gaulle (12 novembre 1970), quella ecumenica per le vittime del volo Air France 447 (3 novembre 2009), e quella per le vittime degli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi[4].

La “Cattedrale di Notre-Dame” di Parigi, fa parte di un complesso sistema di altre simili strutture, conosciute come “Cattedrali Gotiche Francesi“, ovvero un insieme di Chiese Monumentali in stile Gotico e che sorsero in Francia a partire dalla seconda metà del XII secolo[5]. Queste strutture sorsero nel periodo durante l’affermazione del “Regno dei Capetingi” su tutta la Francia, a partire dall’Île-de-France, dove la pace e la sicurezza ripristinate nella prima metà del XII secolo avevano portato prosperità. Le risorse per la costruzione di queste grandi opere architettoniche derivarono principalmente dalle offerte dei fedeli, in denaro e in manodopera, con il contributo di somme tratte dalle rendite vescovili, anche se a volte i fondi erano insufficienti, con rallentamenti o sospensione dei lavori. La durata della loro edificazione fu così molto lunga: 50 anni per quella di Chartres, 60 per Amiens, 80 per Parigi, 90 per Reims, 100 per Bourges, mentre la Cattedrale di Beauvais non venne mai del tutto completata. Elenco delle Cattedrali e delle Grandi Chiese Gotiche costruite in Francia nel XII e XIII secolo, in ordine per anno di inizio dei lavori. (In grassetto quelle che hanno subìto incendi, devastazioni o distruzioni di vario genere, comprese quelle belliche.)

Chiesa abbaziale di Saint-Denis a Parigi (1135-1136) / Cattedrale di Saint-Étienne di Sens (1143) / Cattedrale di Notre-Dame di Noyon (1150) / Cattedrale di San Mamete di Langres (coro 1150 circa) / Cattedrale di Notre-Dame di Senlis (1151 o 1153) / Cattedrale di Notre-Dame di Laon (1150-1155) / Cattedrale di Notre-Dame di Parigi (1163) / Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio di Soissons (1176) / Cattedrale di Notre-Dame di Bayeux (1180) / Cattedrale di Notre-Dame di Chartres (dopo il 1194) / Cattedrale di Santo Stefano di Bourges (1195) / Cattedrale di Santo Stefano di Meaux (fine del XII secolo) / Cattedrale di Notre-Dame de l’Assomption di Rouen (navata, dopo il 1200) / Cattedrale di Notre-Dame di Reims (1211) / Cattedrale di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte di Nevers (dopo il 1212) / Cattedrale di Saint-Étienne di Auxerre (1215) / Cattedrale di Saint-Julien di Le Mans (coro, 1217) / Cattedrale di Notre-Dame di Amiens (1220) / Cattedrale di Santo Stefano di Metz (1220) / Cattedrale di Saint-Pierre di Beauvais (1225) / Cattedrale di Notre-Dame di Strasburgo (navata gotica, 1225) / Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Troyes (1228) / Cattedrale di Santo Stefano di Châlons-en-Champagne (dopo il 1230) / Cattedrale di Saint-Gatien di Tours (coro, 1236) / Cattedrale di Notre-Dame-de-l’Assomption di Clermont-Ferrand (1248) / Cattedrale di Notre-Dame di Évreux (ricostruzione del 1250 circa) / Cattedrale di Sant’Andrea di Bordeaux (trasformazione della navata, metà del XIII secolo) / Cattedrale di Sainte-Marie di Bayonne (coro, 1258) / Basilica di Saint-Nazaire di Carcassonne (coro e transetto 1267) / Cattedrale di Saint-Étienne di Limoges (1273) / Cattedrale di Saint-Étienne di Tolosa (coro, 1273) / Cattedrale di Notre-Dame di Rodez (coro, 1277) / Cattedrale di Saint-Just di Narbona (1286).

Ogni “Città Simbolo” che si rispetti presenta un proprio ed intrinseco “Centro Sacro”, un punto o luogo ben preciso, in cui la tradizione locale associa un’importanza rilevante. Monumenti, Templi, Statue, Piazze, etc., vissute nel corso dei secoli da milioni di persone che lì si sono avvicendate, lasciandovi una vera e propria “impronta energetica”, di cui il luogo si carica, conservandone la sua aura magica. La stessa cosa è accaduta con tutte queste Cattedrali, veri e propri “Libri di Pietra” o luoghi del sapere e delle conoscenze antiche, così antiche da affondare le loro origini all’alba della storia conosciuta. Molti non sanno che in Francia, – come similmente è accaduto nell’Antico Egitto con la costruzione delle “Piramidi“, ricalcanti sulla superficie le “Costellazioni di Orione e del Toro“, o delle città megalitiche del basso Lazio (fondate forse dai Pelasgi) ricalcanti varie “Costellazioni Zodiacali” -, molte delle Cattedrali a oggi sopravvissute riportano architettonicamente, sul territorio degli antichi Franchi, le Stelle che compongono la “Costellazione della Vergine“. Arcaicamente identificata con Astarte, Ishtar, Cibele, Demetra, Iside, Matrona, Atena, nel più tardo Cristianesimo (riprendendo le precedenti divinità femminili e matrigne) fu sostituita dalla Vergine Maria, e le antiche città fondate sulla collocazione terrena delle Stelle dell’omonima “Costellazione Celeste“, furono poi scelte dai mastri muratori, conoscitori di queste arcaiche conoscenze, per l’edificazione di quelle Chiese, sovente di “Notre-Dame” (Nostra Signora) che nel contesto urbanistico del XIII secolo, dovevano apparire non solo leggibili a chilometri di distanza, ma anche maestose come “Piramidi nel Deserto” della fede.

Inoltre, pur avendo dei sostanziali punti in comune, presentano tutte caratteristiche costruttive diverse, anche se: sorgono su “Ley Lines o Linee Energetiche“; sono attraversate da correnti telluriche; presentano corsi d’acqua che scorrono nel sottosuolo a decine di metri sotto le loro fondamenta; sono vere e proprie “Enciclopedie di Pietra“, o “Spazi Sacri“, atti alla “trasformazione spirituale” dell’Uomo. Ma soprattutto sono state costruite in determinati punti, non solo del territorio francese, ma anche all’interno di un preciso piano urbanistico cittadino, dove sovente in precedenza vi erano edificati templi pagani, sia romani o celtici (o forse più antichi), come impronta energetica a “sigillo nei confronti di forze telluriche o infere“, che se sprigionate, avrebbero messo a repentaglio una certa “Armonia nel Mondo“. Quello che più colpisce, analizzando meglio tutti i dati a disposizione, è come l’incendio della “Cattedrale di Notre-Dame” non sia stato un caso isolato, in quanto atti vandalici, distruzioni, bombardamenti o incendi, nel corso dei secoli hanno colpito molti di questi edifici a noi noti, ma specie di recente (da inizio 2019 in poi) sono accaduti centinaia di episodi di danneggiamenti in tutto il territorio francese nei confronti di molti edifici di culto. Chiese ancora una volta bruciate, vandalizzate, rovinate, imbrattate di escrementi, persino cimiteri profanati, in un’epoca dove la Francia sta conoscendo un nuovo periodo di violenza contro gli edifici di culto cattolici (e non solo), da come non si vedeva dalla “Rivoluzione Francese“, tanto che nel 2017 su 978 atti vandalici denunciati, 878 sono stati commessi ai danni di Chiese. Non ultimo, lo sconvolgente incendio scoppiato nella “Chiesa di Saint-Sulpice“[6], sempre a Parigi, avvenuto il 17 marzo 2019 (un mese prima di quello di “Notre Dame” a Parigi) e che ha bruciato il portone e altri oggetti vicini all’entrata.

Adesso arriviamo alla data della tragedia di “Notre-Dame“, il 15/04/2019. In questa data nel corso dei secoli si sono verificati vari eventi di rilevanza, tra i quali ricordiamo: 1792 – a Parigi venne collaudata la versione francese della ghigliottina, utilizzando dei cadaveri; 1912 – nell’Oceano Atlantico, il transatlantico RMS “Titanic” colpì un iceberg e affondò durante il suo viaggio inaugurale tra la mezzanotte e le 2:20 del 15 aprile; 2010 – in Islanda, dopo molti anni eruttò il vulcano Eyjafjallajökull, il quale provocò una nube di ceneri che coprì buona parte della superficie europea, provocando disagi alla navigazione aerea e la chiusura di tutti gli aeroporti di Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Belgio, Francia, Germania, Svizzera, Svezia, Polonia, Estonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Austria, Ungheria, Romania e Italia settentrionale. Il blocco del traffico aereo rimase fino alle ore 8:00 di lunedì 19 aprile; 2013 – a Boston si verificò un tragico attentato alla fine della storica maratona, quando due bombe esplosero nei pressi del traguardo, causando morti e centinaia di feriti; 2019 – a Parigi, un incendio divampa nella “Cattedrale di Notre-Dame“. Adesso, e scomponiamo la data dell’incendio, 15/04/2019, otterremo i numero 1+5+4+2+1+9 che daranno come risultato il numero 22. Il numero 22 è un numero “Maestro” e rappresenta la facoltà di applicarlo a dei problemi di ordine pratico, dato che da esso si esemplifica metafisicamente (2+2) la sua potenza nel numero 4. Il numero 4 è il più perfetto, essendo la radice degli altri numeri e di ogni cosa, rappresenta la prima potenza matematica, la generazione da cui derivano tutte le successive combinazioni, pertanto è sempre stato visto come emblema del moto, “l’Infinito“, descrivendo sia il corporeo che l’incorporeo. Rappresenta pure la “Monade” (1+3) ed è il numero della Materia, dal momento che 4 sono gli “Elementi“: Fuoco, Acqua, Terra e Aria, così come rappresenta l’ordine e l’orientamento con i punti cardinali e la “Croce Cosmica” (nord-sud, est-ovest).

Ma c’è dell’altro. L’incendio si sviluppò nella tarda serata del 15 aprile e si concluse alle prime luci del giorno successivo, il 16. Se prendiamo come analisi esoterica due carte dei “Tarocchi“, il mezzo di conoscenza e di divinazione per eccellenza, troveremo per questi due numeri degli accostamenti non del tutto casuali e alquanto sconcertanti, infatti: al numero 15 corrisponde la “Carta del Diavolo“, mentre al 16 quella della “Torre“. Perché i “Tarocchi“? Perché in essi, 8 sono i Pianeti, 2 i Luminari (Sole e la Luna) 12 i “Segni Zodiacali” (tra cui la Vergine), la cui somma fa appunto 22, il numero degli “Arcani Maggiori“.

Carta del Diavolo (15) – Personaggio androgino con ali di pipistrello tese verso l’alto, la mano destra alzata mentre con la sinistra, rivolta verso il basso, tiene una torcia accesa, indossa inoltre un cappello che cinge la testa da cui spuntano due corna, presentandosi quasi completamente nudo e con una cintura rossa in vita. Dalle gambe colorate (similmente alle ali) è posizionato al centro del “Tarocco” sopra ad un piedistallo, mentre ai lati, due personaggi, un uomo e una donna con braccia legate e una corda al collo, li tiene a sé imprigionati; seppure le due figure abbiano sovente fattezze di animali, con coda e corna. Secondo la fenomenologia classica, il “Diavolo nei Tarocchi” potrebbe significare una sorta di legamento o schiavitù a cui l’Umanità si presta, abusando del libero arbitrio, seppure abbia assunto nel corso del tempo significati riguardanti l’impulso e l’attrazione sessuale, il sangue (dal rosso), quindi la passione, o la circolazione cardiaca. D’altra parte, l’altra faccia della medaglia del “Diavolo” è quella di essere fonte di pettegolezzo, voci calunniose, maldicenze, etc., con un “Maligno” visto come fonte di chiacchiere che svelano verità e falsità, ma anche infedeltà, caduta, tradimento o problemi in seno alla “famiglia” (e la “nazione”), tra cui l’illusione e l’inganno.

Carta della Torre (16)” – Un fulmine repentino squarcia la cima della “Torre” (raffigurata come una “Corona“) e tenta di mettere in guardia da un evento immediato che sta per accadere. Invita quindi a fuggire, dal momento che un’energia sta per venire espulsa, preludendo ad un cambiamento anche doloroso. Le fondamenta spesso sono corrose, vieni quindi costruito sul nulla, e il pianeta il quale governa la “Carta della Torre” è Marte, il quale ha come elemento il Fuoco. Sommosse, agitazione, rivelazione, liberazione, premonizione e breccia sono a lei attribuiti, ma anche qualcosa di violento, esplosione improvvisa o evento al quale non ci si può sottrarre, dimostrando di essere una Carta che indica un accumulo di energia, soprattutto negativa, la quale dovrà poi essere espulsa per non rischiare di essere travolti dal suo tracollo, anche emotivo.

Conclusioni – Dopo questa lunghissima e concisa disamina quale insegnamento trarne da questo evento così infausto? Che seppure l’incendio si sia scatenato per incuria, disattenzione o fatalità, sappiamo come il caso non esista e che questo disastro va ad inserirsi all’interno di una situazione particolare, non solo politica, ma soprattutto sociale e spirituale. La Francia da mesi ha visto il susseguirsi di movimenti o atti popolari, scatenati dalle politiche dell’ultima classe dirigente al potere, che seppure nati sotto buoni propositi si sono poi rivelati essere, in molti casi, il pretesto per atti vandalici o violenti ben più gravi, non solo nei confronti di luoghi di culto cattolici, ma anche ebraici o di altre fedi. L’Unione Europea sta vivendo uno dei suoi momenti più difficili dove da tempo serpeggiano revisioni, cambiamenti del concetto stesso di Europa, tanto che la Gran Bretagna ha persino deciso di uscirne definitivamente (ricordo che l’articolo è dell’aprile 2019). Inoltre, come accaduto già in passato per episodi analoghi, sovente a séguito di eventi di questa portata, dove le fiamme scatenatesi in luoghi simbolici o di culto si sono rivelate essere, non solo purificatrici, – momento di passaggio tra un “Vecchio Mondo” e uno “Nuovo“, proprio mediante l’attuazione di un “Sacrificio” (dal significato originario di “rendere sacro”) -, ma anche portatrici di uno “sventramento energetico” con l’apertura di “Passaggi o Portali” (ricordiamoci gli stessi “Portali delle Cattedrali” dove si passa da una dimensione mondana e cittadina, a una interiore e spirituale), capaci di far trasmigrare nel nostro Mondo, “Forze” che hanno la capacità di influire gravemente sulla storia Umana. Per questo motivo, l’incendio di “Notre-Dame di Parigi“, come quello precedente del 17 marzo 2019 di “Saint-Sulpice“, o quello analogo del 24 gennaio 2018 alla “Sacra di San Michele” in Val di Susa in Piemonte[7], segnano uno spartiacque tra un “Vecchio e un Nuovo Modo di Vivere“, dove gli elementi si mescolano, si confondono (l’Acqua e il Fuoco ma anche la Terra e l’Aria), riportando la “Materia” ad essere una massa informe, fangosa, melmosa, per poi essere di nuovo lavorata demiurgicamente per dare vita a forme e contesti nuovi, sia positivi e negativi, e che in special modo nei prossimi mesi (e sino a tutto il 2022), ci vedranno al centro di cambiamenti sociali, politici, religiosi, spirituali e culturali di portata epocale…


[1] Durante la “Comune di Parigi” del 1871, nella Cattedrale, da poco restaurata e riaperta al culto, vennero incendiate alcune panche e sedie, senza gravi danni, mentre l’edificio venne risparmiato durante le due guerre mondiali.
[2] L‘Île de la Cité è una delle due isole fluviali della Senna (l’altra è l’Île Saint-Louis), centro di Parigi, dove la città medievale fu rifondata. Ospita la “Cattedrale di Notre-Dame“, sede dell’Arcivescovo di Parigi, e il complesso del Palais de la Cité (già residenza reale e oggi palazzo di giustizia) con la Sainte-Chapelle e la prefettura. L’isola è collegata tramite nove ponti a entrambe le rive della Senna nonché alla vicina Île Saint-Louis; il ponte più antico ancora esistente è (a dispetto del suo nome) il Pont Neuf, situato all’estremità occidentale dell’isola. Per via della sua posizione strategica, per oltrepassare la Senna ha ospitato fin da tempi antichi insediamenti umani, tanto che secondo alcuni studiosi l’isola sarebbe stata la sede della piccola tribù “Celtica dei Parisii” (da cui il nome della futura città), anche se le prime tracce archeologiche risalgono all’epoca della città romana, Lutetia. L’isola fu poi sede della corte merovingia e capitale del “Regno di Neustria“, mentre nel VI secolo il re Alexander I diede avvio ai lavori della “Cattedrale di Santo Stefano“, nell’area in cui in séguito sorgerà la “Cattedrale di Notre-Dame . Per tutto l’Alto Medioevo l’Île de la Cité fu così il centro politico e religioso di Parigi, e solo nel Medioevo la città cominciò a espandersi sulle due sponde della Senna, mentre la superficie dell’isola maggiore fu aumentata artificialmente del doppio, da 8 a 17 ettari.
[3] L’edificazione dell’edificio venne finanziata sia dalla Chiesa, sia dalla Corona di Francia, e lavorarono al cantiere molti cittadini prestando la loro opera come fabbri, muratori e carpentieri.
[4] La Cattedrale è stata anche luogo di atti clamorosi come suicidi, ad esempio quello del saggista e scrittore Dominique Venner, che si è ucciso il 21 maggio 2013 con un colpo di pistola in bocca nei pressi dell’altare maggiore; similmente, l’11 febbraio 1931 un giovane intellettuale messicano in esilio a Parigi si era ucciso sparandosi al cuore all’interno della Chiesa.
[5] Le principali di esse erano già edificate o in corso d’opera agli inizi del XIII secolo.
[6] All’interno della Chiesa si trova un obelisco rappresentante la “Linea della Rosa” o “Il Meridiano di Parigi“, un meridiano che attraversa Parigi, la cui longitudine è 2°20′14.025″ est. Ha rivaleggiato per molto tempo con quello di Greenwich e quello di Anversa, nelle Fiandre, per diventare il primo meridiano del Mondo. Nel 1884, alla “Conferenza Internazionale dei Meridiani” a Washington DC, il “Meridiano di Greenwich” fu accettato come primo meridiano del Mondo. La Francia s’astenne e i francesi usarono il “Meridiano di Parigi” come rivale di quello di Greenwich fino al 1911. Attualmente, i cartografi francesi continuano ad indicare il “Meridiano di Parigi” su alcune carte.
[7] Nella notte del 24 gennaio 2018, il “Monastero Vecchio della Sacra” ha subìto ingenti danni a séguito di un incendio divampato sul tetto, senza impattare la parte architettonicamente più rilevante e che necessita di importanti restauri.