“La Terra Cava dell’Ammiraglio Byrd” di AA.VV.

Richard Evelyn Byrd (1888-1957) è stato un militare ed esploratore statunitense. Nel 1918 entrò a far parte della squadra aerea della Marina e fu presto promosso al grado di capitano di corvetta, nel 1925 ottenne il comando delle attività aeree della spedizione americana in Groenlandia guidata da Donald Baxter MacMillan, mentre l’anno successivo annunciò al Mondo di essere stato il primo uomo, insieme al suo copilota Floyd Bennett, a sorvolare il Polo Nord[1]. Ufficialmente, però, coloro che riuscirono nell’impresa furono Roald Amundsen, Umberto Nobile e Lincoln Ellsworth a bordo del dirigibile “Norge“, tre giorni dopo il viaggio incompleto di Byrd e Bennett. Poi, tra il 1928 e il 1947, effettuò quattro importanti spedizioni in Antartide, con le quali diede un fondamentale contributo alla conoscenza di questo continente; nel 1929 sorvolò il Polo Sud, un’impresa mai riuscita prima di allora. La quarta spedizione organizzata da Byrd, la più importante di tutte, sia per i risultati che per l’organizzazione imponente, cominciò ad essere organizzata appena terminata la Seconda Guerra Mondiale, quando Byrd ricominciò il suo lavoro di persuasione: questa volta il Governo americano fornì la bellezza di 4.700 uomini, 13 navi, la portaerei Philippine Sea e ben 23 aerei! Nel Dicembre del 1946, si diedero avvio alle operazioni “High Jump e Windmill” che avevano scopi ben precisi, ufficialmente trovare giacimenti di uranio, ma in tutte queste ricerche l’avvenimento più clamoroso dell’operazione “High Jump“, fu sicuramente la scoperta dell’Oasi di Bunger. Nel 1955 gli fu affidato il comando dell’operazione “Deep Freeze“, la spedizione antartica organizzata sempre dagli Stati Uniti per l’Anno Geofisico Internazionale, che si sarebbe tenuto due anni più tardi. Ma non riuscì a portare a termine l’impresa: la morte lo colse infatti qualche settimana dopo aver sorvolato per l’ultima volta il Polo Sud.

«(11 Febbraio 1947). Era una bellissima giornata con solo alcune nuvole sparse. Un idrovolante PBM, pilotato dal comandante David Eli Bunger, ricevette l’istruzione di sorvolare il limite orientale del Tavolato di Shakleton e spingersi poi all’interno. Mentre si avvicinava alla costa, a circa 110 miglia dal mare aperto, Bunger vide uno spettacolo stupefacente: una grande zona scura in mezzo al candido paesaggio che stava sorvolando. Quando fu più vicino, vide che si trattava di un’area di almeno 100 miglia quadrate di terreno nudo e ondulato, cosparso di laghi di ogni forma, dimensione e colore. C’erano scure collinette coniche alte fino a 150 metri e ai compagni di Bunger parve di vedere qua e là dei piccoli crateri. I laghi erano verde pisello, azzurro scuro, bruno e verde scuro. Alcuni sembravano trovarsi a un’altezza di 60 metri sopra il livello del mare e diversi erano circondati da spiaggette. Tre dei laghi, notò Bunger, si stendevano per tre miglia e avrebbero potuto servire agli idrovolanti per ammarare. Bond fece l’ipotesi che siccome non si vedeva alcuna traccia di fumo, l’assenza di neve o ghiaccio fosse certo da attribuirsi a sorgenti calde. In quel caso, la diversa colorazione dei laghi poteva essere data da vapori solfurei. Nessuna scoperta della High Jump suscitò tanta emozione. Un notiziario della Marina parlò di una nuova Shangri-Là, in cui erano state osservate tracce evidenti di vegetazione. Dopo poche ore, in tutte le città del Mondo si leggevano le notizie di quell’Oasi… Alcuni giorni più tardi, lo stesso Bunger si posò su uno di questi laghetti e notò che l’acqua non era eccessivamente fredda, e che analizzata si rivelò acqua di mare.» (“Alla Ricerca di un Continente” di Walter Sullivan)

Byrd e il suo vice Siple, erano piuttosto scettici sull’ipotesi che l’assenza di ghiaccio e di neve in quella regione dipendesse dal calore vulcanico, quindi Byrd volle immediatamente sincerarsi di questo fatto anomalo e quando le condizioni atmosferiche lo permisero, decise di partire per l’interno del Continente Antartico. Com’è stato già detto, descrisse tutto il suo itinerario nel famoso “diario” nel quale figura la data del 19 Febbraio 1947, compresa la descrizione del volo di oltre 1.700 miglia fino alla terra oltre il Polo Sud. Seguono, a titolo di curiosità e di necessaria documentazione, i resoconti attribuiti, seppure da fonti non accreditate, direttamente dall’ammiraglio Byrd e dalla sua esperienza esplorativa in Antartide.[2]

*

Admiral R. E. Byrd, USN – Devo scrivere questo diario di nascosto e in assoluta segretezza. Riguarda il mio volo del 19 Febbraio dell’anno 1947. Verrà un tempo in cui la razionalità degli uomini dovrà dissolversi nel nulla, e si dovrà allora accettare l’ineluttabilità della Verità. Io non ho la libertà di diffondere la documentazione che segue, forse non vedrà mai la luce, ma devo comunque fare il mio dovere e riportarla qui con la speranza che un giorno tutti possano leggerla, in un Mondo in cui l’egoismo e l’avidità di certi uomini non potranno più sopprimere la Verità.

19 Febbraio 1947

Ore 6:00 – Tutta la preparazione per il nostro viaggio è completata e siamo in volo con il pieno di carburante alle ore 6:10.

Ore 6:20 – Aggiustato l’afflusso di carburante al motore destro e il Pratt Whitneys vola tranquillamente.

Ore 7:00 – Controllo della posizione con il sestante, nuovo controllo della prua con la bussola, eseguito un lieve cambio di direzione ed eccoci sulla rotta stabilita.

Ore 7:30 – Controllo radio con il campo base. È tutto a posto e la ricezione è normale.

Ore 7:40 – Si nota una lieve perdita d’olio dal motore destro, tuttavia l’indicatore della pressione sembra normale.

Ore 8:00 – Notata una leggera turbolenza da est ad un’altitudine di 2321 piedi, correzione a 1700 piedi, la turbolenza cessa ma aumenta il vento in coda, piccolo aggiustamento della manetta, l’aereo procede ora normalmente.

Ore 8:15 – Controllo radio con il campo base, situazione normale.

Ore 8:30 – Incontrata nuovamente una turbolenza, saliti a 2900 piedi di quota, di nuovo ottime condizioni di volo.

Ore 9:00 – Distese di ghiaccio e neve sotto di noi. Notate delle colorazioni giallognole con disegni lineari. Alterata la crociera per un migliore esame di queste configurazioni colorate. Notate anche colorazioni violacee e rossastre. Controllata quest’area con due giri completi e ritornati sulla rotta stabilita. Effettuato un nuovo controllo di posizione con il campo base e riportate le informazioni circa le colorazioni nel ghiaccio e nella neve sottostanti.

Ore 9:10 – Sia la bussola magnetica che la girobussola cominciano a ruotare e ad oscillare. Non ci è possibile mantenere la nostra rotta con la strumentazione. Rileviamo la direzione con la bussola solare, tutto sembra ancora a posto. I controlli sembrano lenti nel rispondere e nel funzionare, ma non c’è indicazione di congelamento.

Ore 9:20 – In lontananza sembrano esserci delle montagne.

Ore 9:49 – 29 minuti di volo trascorsi dal primo avvistamento dei monti. Non si tratta di un’allucinazione. È una piccola catena di montagne che non avevo mai visto prima.

Ore 9:55 – Cambio di altitudine a 2950 piedi. Incontrata di nuovo una forte turbolenza.

Ore 10:00 – Stiamo sorvolando la piccola catena di montagne e procediamo verso nord per quanto possiamo appurare. Oltre le montagne vi è ciò che sembra essere una vallata con un piccolo fiume o ruscello che scorre verso la parte centrale. Non dovrebbe esserci nessuna valle verde qui sotto! C’è qualcosa di decisamente strano e anormale qui! Dovremmo sorvolare solo ghiaccio e neve! Sulla sinistra ci sono grandi foreste sui fianchi dei monti. I nostri strumenti di navigazione girano ancora come impazziti, il giroscopio oscilla avanti e indietro.

Ore 10:05 – Altero l’altitudine a 1400 piedi ed eseguo una stretta virata completa a sinistra per esaminare meglio la valle sottostante. È verde con muschio ed erba molto fitta. La luce qui sembra diversa. Non riesco più a vedere il Sole. Facciamo un altro giro a sinistra e avvistiamo ciò che sembra essere un qualche tipo di grosso animale. Assomiglia ad un elefante! No!!! Sembra essere un Mammut! È incredibile! Eppure, è così! Scendiamo a quota 1000 piedi ed uso un binocolo per esaminare meglio l’animale. È confermato, si tratta assolutamente di un animale simile al Mammut. Riporto questa notizia al campo base.

Ore 10:30 – Incontriamo altre colline verdi. L’indicatore della temperatura esterna riporta 24° centigradi. Ora proseguiamo sulla nostra rotta. Gli strumenti di navigazione, adesso, sembrano normali. Sono perplesso circa le loro reazioni. Tento di mettere in contatto il campo base. La radio non funziona.

Ore 11:30 – Il paesaggio sottostante è più livellato e normale (se è il caso di usare questa parola). Avanti a noi avvistiamo ciò che sembra essere una città!!! È impossibile! L’aereo sembra leggero e stranamente galleggiante. I controlli si rifiutano di rispondere! Mio Dio! Alla nostra destra e alla nostra sinistra ci sono apparecchi di uno strano tipo. Si avvicinano rapidamente ai lati! Sono a forma di Disco e qualcosa irradia da essi. Ora sono abbastanza vicini per vedere i loro stemmi. È uno strano simbolo. Non lo rivelerò. È fantastico! Dove siamo? Cosa è successo? Ancora una volta tiro decisamente i comandi. Non rispondono! Siamo tenuti saldamente da una sorta di invisibile morsa d’acciaio.

Ore 11:35 – La nostra radio gracchia e giunge una voce che parla in inglese. Il messaggio è: “Benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio. Vi faremo atterrare esattamente tra sette minuti. Rilassatevi, Ammiraglio, siete in buone mani“. Mi rendo conto che i motori del nostro aereo sono spenti. L’apparecchio è sotto uno strano controllo ed ora vira da sé. I comandi sono inutilizzabili.

Ore 11:40 – Riceviamo un altro messaggio radio. Stiamo per cominciare la procedura d’atterraggio ed in breve l’aereo vibra leggermente, cominciando a scendere come da un enorme, invisibile ascensore.

Ore 11:45 – Sto facendo un’ultima velocissima annotazione sul diario di bordo. Alcuni uomini si stanno avvicinando a piedi all’aereo. Sono alti ed hanno capelli biondi. In lontananza c’è una grande città scintillante, vibrante di tinte dei colori dell’arcobaleno. Non so cosa succederà ora, ma non vedo traccia d’armi su coloro che si avvicinano. Sento ora una voce che mi ordina, chiamandomi per nome, di aprire il portellone. Eseguo.

Fine del diario di bordo.

Da questo punto in poi, scrivo gli eventi che seguono richiamandoli dalla memoria. Ciò rasenta l’immaginazione e sembrerebbe una pazzia se non fosse accaduto davvero. Il tecnico ed io fummo prelevati dall’aereo ed accolti in modo cordiale. Fummo poi imbarcati su un piccolo mezzo di trasporto simile ad una piattaforma ma senza ruote! Ci condusse verso la città scintillante con grande celerità. Mentre ci avvicinavamo, la città sembrava fatta di cristallo. Giungemmo in poco tempo ad un grande edificio, di un genere che non avevo mai visto prima. Sembrava essere uscito dai disegni di Frank Lloyd Wright o forse più precisamente da una scena di Buck Rogers! Ci fu offerta un tipo di bevanda calda che sapeva di qualcosa che non avevo mai assaporato prima. Era deliziosa. Dopo circa 10 minuti, due dei nostri mirabili ospitanti vennero nel nostro alloggio invitandomi a seguirli.

Non avevo altra scelta che obbedire.

Lasciai il mio tecnico radio e camminammo per un po’ fino ad entrare in ciò che sembrava essere un ascensore. Scendemmo per alcuni istanti, l’ascensore si fermò e la porta scivolò in alto silenziosamente! Procedemmo poi per un lungo corridoio illuminato da una luce rosa che sembrava emanare dalle pareti stesse! Uno degli Esseri fece segno di fermarci davanti ad una grande porta. Sopra di essa c’era una scritta che non ero in grado di leggere. La grande porta scorse senza rumore e fui invitato ad entrare. Uno degli ospiti disse: “Non abbiate paura, Ammiraglio, state per avere un colloquio con il Maestro…” Entrai ed i miei occhi si adeguarono lentamente alla meravigliosa colorazione che sembrava riempire completamente la stanza.

Allora cominciai a vedere quello che mi circondava.

Ciò che si mostrò ai miei occhi era la vista più stupenda di tutta la mia vita. In effetti, era troppo magnifica per poter essere descritta. Era deliziosa. Non credo che esistano termini umani in grado di descriverla in ogni dettaglio con giustizia. I miei pensieri furono interrotti dolcemente da una voce calda e melodiosa. “Le do il benvenuto nel nostro territorio, Ammiraglio“. Vidi un uomo dai lineamenti delicati e con i segni dell’età sul suo viso. Era seduto ad un grande tavolo. Mi invitò a sedermi su una delle sedie. Dopo che fui seduto, unì le punte delle sue dita e sorrise. Parlò di nuovo dolcemente e mi disse quanto segue: “L’abbiamo lasciata entrare qui perché lei è di nobile carattere e ben conosciuto nel Mondo di Superficie, Ammiraglio“. “Mondo di Superficie“… quasi rimasi senza fiato!

Sì, – ribatté il Maestro con un sorriso -, lei si trova nel Mondo Sotterraneo della Terra. Non ritarderemo a lungo la sua missione e sarete scortati indietro sulla superficie e un poco oltre senza pericolo. Ma ora, Ammiraglio, le dirò il motivo della sua convocazione qui. Il nostro interessamento cominciò esattamente subito dopo l’esplosione delle prime bombe atomiche, da parte della vostra Civiltà, su Hiroshima e Nagasaki, in Giappone. Fu in quel momento inquietante che spedimmo sul vostro Mondo di superficie i nostri mezzi volanti, per investigare ciò che la vostra Civiltà aveva fatto. Questa è ovviamente storia passata, Ammiraglio, ma mi permetta di proseguire. Vede, noi non abbiamo mai interferito prima d’ora nelle guerre e nelle barbarie della vostra Civiltà, ma ora dobbiamo farlo poiché voi avete imparato a manipolare un tipo d’energia, quella atomica, che non è affatto per l’Uomo. I nostri emissari hanno già consegnato dei messaggi alle potenze del vostro Mondo e tuttavia esse non se ne curano. Ora voi siete stato scelto per essere testimone qui che il nostro Mondo esiste. Vede, la nostra cultura e la nostra scienza sono avanti di diverse migliaia di anni rispetto alle vostre, Ammiraglio“.

Lo interruppi: “Ma tutto ciò che cosa ha a che fare con me, Signore“. Gli occhi del Maestro sembrarono penetrare in modo profondo nella mia mente, e dopo avermi studiato per un po’, rispose: “La vostra Civiltà ha raggiunto il punto del non-ritorno, perché ci sono tra voi alcuni che distruggerebbero il vostro intero Mondo piuttosto che rinunciare al potere così come lo conoscono…”

Annuii e il Maestro continuò: “Dal 1945 in poi abbiamo tentato di entrare in contatto con la vostra Civiltà, ma i nostri sforzi sono stati accolti con ostilità, fu fatto fuoco contro i nostri mezzi volanti. Sì, furono persino inseguiti con cattiveria ed animosità dai vostri aerei da combattimento. Così ora, figlio mio, le dico che c’è una grande tempesta all’orizzonte per il vostro Mondo, una furia nera che non si esaurirà per diversi anni. Non ci sarà difesa dalle vostre armi, non ci sarà sicurezza dalla vostra scienza. Imperverserà fino a quando ogni fiore della vostra cultura sarà stato calpestato e tutte le cose umane saranno state disperse nel caos. La recente guerra è stata soltanto un preludio a quanto deve avvenire alla vostra Civiltà. Noi qui possiamo vederlo più chiaramente ad ogni ora… Crede che mi sbagli?” “No, risposi, è già successo una volta nel passato, giunsero gli anni oscuri e durarono per cinquecento anni“. “Sì, figlio mio, replicò il Maestro, gli anni oscuri che giungeranno ora per la vostra Civiltà copriranno la Terra come una coltre, ma credo che qualcuno tra voi sopravviverà alla tempesta, oltre questo non so! Noi vediamo in un futuro lontano riemergere, dalle rovine della vostra Civiltà, un Mondo del tutto Nuovo, in cerca dei suoi leggendari tesori perduti ed essi saranno qui, figlio mio, al sicuro in nostro possesso. Quando giungerà il momento, ci faremo nuovamente in avanti per aiutare la vostra Cultura e la vostra Civiltà a rivivere. Forse per allora avrete appreso la futilità della guerra e della sua lotta… e dopo quel momento, una parte della vostra cultura e scienza vi saranno restituite, così che la vostra Civiltà possa ricominciare. Figlio mio, deve tornare in Superficie con questo messaggio…”

Con queste parole conclusive il nostro incontro sembrava giunto al termine. Per un attimo mi sembrò di vivere un sogno… eppure sapevo che quella era la realtà e per qualche strana ragione mi inchinai lievemente, non so se per rispetto od umiltà. Improvvisamente mi resi conto che i due fantastici ospitanti che mi avevano condotto qui, erano di nuovo al mio fianco. “Da questa parte, Ammiraglio“, mi indicò uno di loro. Mi girai ancora una volta prima di uscire e guardai indietro verso il Maestro. Un dolce sorriso era impresso sul suo anziano viso delicato. “Addio, figlio mio“, mi disse e fece un gesto soave con la sua esile mano, un gesto di pace ed il nostro incontro ebbe definitivamente termine. Uscimmo velocemente dalla stanza del Maestro attraverso la grande porta ed entrammo ancora una volta nell’ascensore. La porta si abbassò silenziosamente e ci muovemmo subito verso l’alto. Uno dei miei ospitanti parlò di nuovo: “Ora dobbiamo affrettarci, Ammiraglio, giacché il Maestro non desidera ritardare oltre il vostro programma previsto e dovete ritornare dalla vostra Civiltà con il suo messaggio“. Non dissi nulla, tutto ciò era quasi inconcepibile e una volta ancora i miei pensieri si interruppero non appena ci fermammo. Entrai nella stanza e fui di nuovo con il mio tecnico radio. Aveva un’espressione ansiosa sul suo volto. Avvicinandomi dissi: “È tutto a posto Howie, è tutto a posto“. I due Esseri ci fecero segno verso il mezzo in attesa, salimmo e presto giungemmo al nostro aereo. I motori erano al minimo e ci imbarcammo immediatamente. L’atmosfera era ora carica di una certa aria di urgenza. Dopo che il portellone fu chiuso, l’aereo fu immediatamente trasportato in alto da quella forza invisibile fino a quando raggiungemmo i 2700 piedi. Due dei mezzi aerei erano ai nostri fianchi ad una certa distanza facendoci planare lungo la via del ritorno. Devo sottolineare che l’indicatore di velocità non riportava nulla, nonostante ci stessimo muovendo molto rapidamente.

Ore 2:15 – Ricevemmo un messaggio radio. “Ora vi lasciamo, Ammiraglio, i vostri controlli sono liberi. Arrivederci!” Guardammo per un istante i loro mezzi volanti fino a quando non scomparvero nel cielo blu pallido. L’aereo sembrò improvvisamente catturato da una corrente discensionale. Ne riprendemmo immediatamente il controllo. Non parlammo per un po’, ognuno di noi era immerso nei propri pensieri.

Ore 2:20 – Sorvoliamo nuovamente distese di ghiaccio e neve, a circa 27 minuti dal campo base. Inviamo un messaggio radio, ci rispondono. Riportiamo condizioni normali… normali. Dal campo base esprimono sollievo per aver nuovamente stabilito il contatto.

Ore 3:00 – Atterriamo dolcemente al campo base. Ho una missione da compiere…

Fine delle annotazioni

11 Marzo 1947 – Ho appena avuto un incontro di Stato Maggiore al Pentagono. Ho riportato interamente la mia scoperta ed il messaggio del Maestro. È stato tutto doverosamente registrato. Il Presidente ne è stato messo al corrente. Sono trattenuto per diverse ore (6 ore e 39 minuti per l’esattezza). Sono accuratamente interrogato dal Top Security Forces e da una équipe medica. È stato un travaglio!!! Sono posto sotto stretto controllo attraverso i mezzi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America. Mi viene ordinato di tacere su quanto appreso, per il bene dell’umanità!!! Incredibile! Mi viene rammentato che sono un militare e che quindi devo obbedire agli ordini.

Ultima annotazione

30 Dicembre 1956 – Questi ultimi anni trascorsi dal 1947 ad oggi non sono stati buoni… Ecco dunque la mia ultima annotazione in questo diario singolare. Concludendo, devo affermare che ho doverosamente mantenuto segreto questo argomento, come ordinatomi, durante tutti questi anni. Ho fatto questo contro ogni mio principio di integrità morale. Ora sento avvicinarsi la grande notte e questo segreto non morirà con me, ma, come ogni verità trionferà. Questa è la sola speranza per il genere umano. Ho visto la verità ed essa ha rinvigorito il mio spirito donandomi la libertà! Ho fatto il mio dovere nei confronti del mostruoso complesso industriale militare. Ora, la lunga notte comincia ad avvicinarsi, ma ci sarà un epilogo. Come la lunga notte dell’Antartico termina, così il Sole brillante della verità sorgerà di nuovo, e coloro che appartengono alle tenebre periranno alla sua luce… Perché io ho visto “Quella Terra oltre il Polo, quel Centro del Grande Ignoto“…

[1] Il ritrovamento dei suoi diari di viaggio ha però portato gli esperti a concludere che Byrd e Bennett, fecero ritorno in Groenlandia quando il loro apparecchio distava ancora 243 km dalla verticale del Polo.
[2] Il “diario” dell’Ammiraglio Byrd che sarebbe stato redatto durante un volo sopra al Polo Sud è spesso usato come prova dell’esistenza della “Terra Cava” che il suddetto avrebbe raggiunto accidentalmente. Ebbene, il “diario” è ufficialmente considerato un falso, Byrd volò a 1700 miglia dal Polo, finendo per altro fuori rotta e mai parlò di fatti del genere. Byrd, inoltre, non parlò mai di terre cave o delle vicende riportate sul fantomatico “diario“, e non esistono altri scritti cartacei ufficiali che siano realmente riconducibili a lui.