“Meditazione del Super-Spirito”

NOTE IMPORTANTI – (A cura di Federico Bellini e Ambra Guerrucci)

Il “Super-Spirito o Super-Coscienza” maschile può essere identificato con l’oggettività del Cosmo, la realtà pura e incontaminata. Si tratta di un grande silenzio contenente tutto ciò che è, che viene prima e dopo ogni forma, ogni manifestazione. Mentre la parte femminile muta costantemente, essendo in tutte le forme, qui viene tutto ricomposto nel silenzio primordiale: il “prima dell’inizio”. Si tratta di una forza situata oltre l’individualità, oltre tutto e tutti, al tempo stesso connessa ad ogni cosa. Essa esiste anche dentro di noi, anche adesso, ma non vi attingiamo a causa delle esperienze passate e del focus che abbiamo ristretto su di esse, cristallizzando in noi l’idea che esista un personaggio chiamato X, che ha un carattere Y. Tutte le nostre incarnazioni erano connesse a questa “Energia Padre”, testimone, al di sopra della Dualità, ma l’identificazione ci ha allontanato sempre di più da quella consapevolezza e ha così generato le illusioni, la percezione di irrisolto e il Karma. Cercando di vedere la realtà ci scontriamo continuamente contro quei limiti e imparare a riconoscerli è solo metà dell’opera, l’altra metà è permettersi di superarli, dal momento che li vediamo possiamo decidere in un attimo di spostarci oltre. Dal primo irrisolto in poi, questo collegamento è stato intasato dagli irrisolti e spesso, quando cerchiamo di comunicare con lo Spirito, questi escono fuori. Potrebbe emergere una personalità, la nostra prima personalità, molto più saggia rispetto a quella attuale, ma anch’essa con dei limiti prospettici. In questo caso è importante disidentificarsi anche da quella, dal suo ruolo, dal nome e la “missione” che ci propone, in quanto tentativo vano di compiere l’incompiuto. Cadere nell’identificazione, invece, ci porta ad alimentare le illusioni e perdersi in un altro labirinto, sebbene dai colori più brillanti.

MEDITAZIONE SUL SUPER-SPIRITO

Questa tecnica è stata messa a punto con lo scopo di prendere “Coscienza del nostro vero Sé“, quella parte di noi eterna ed immortale che racchiude in potenza una moltitudine di esperienze su diversi piani d’esistenza e dimensioni. È testimone di tutte le esperienze, lo spazio di consapevolezza in cui queste avvengono, esattamente come uno sfondo che racchiude in sé tutti i dettagli. Lo Spirito, chiamato da alcuni “Sé Superiore“, è connesso al “Terzo Occhio”, in quanto ci permette la percezione di “Stati di Coscienza” più elevati di quello ordinario. Lo scopo di questo metodo non è solo quello di soddisfare la pura curiosità di sapere da dove veniamo e le esperienze fatte dall’origine sino ad oggi, ma prendere contatto con la “Coscienza Solare” dentro di noi, in modo da espandere la consapevolezza ad altri piani di esistenza in cui abbiamo sempre vissuto senza averne Coscienza. Noi siamo “Esseri” molto più grandi di quanto crediamo, viviamo però schiavi di quest’Illusione, poiché abbiamo dimenticato che questo è soltanto un gioco e ci siamo identificati con il personaggio virtuale, l’Ego, perdendo di vista chi siamo in realtà. Quando ci osserviamo senza giudizio, godendo di ciò che avviene nell’attimo presente, spezziamo le catene che ci vincolano all’illusione e sentendoci testimoni di ciò che accade torniamo a essere il nostro Spirito. La tecnica seguente è utile per avere un primo contatto con il proprio , che potrai sperimentare come pura consapevolezza, oppure nella forma di uno dei “personaggi” indossati nel “Gioco Cosmico”. Lo scopo non è quello di comunicarci e sapere la sua provenienza stellare, anche perché si tratta semplicemente di una tappa in cui sono nati i coaguli energetici, i primi irrisolti. Risaliremo piuttosto a prima di quei coaguli, all’origine di tutto, alla “Fonte dello Spirito Universale”, per poi perderci in essa. Teniamo a puntualizzare che questa tecnica è solo un mezzo per avere un assaggio di chi siamo in realtà, ma questa goccia di consapevolezza deve essere quotidianamente alimentata dalla presenza nel qui e ora per tradursi in un vero e proprio stato di Coscienza, al fine di essere sempre ciò che realmente siamo: Esseri meravigliosi che giocano consapevolmente nell’Illusione.

(Consigliata solamente per chi ha già una buona pratica meditativa, può essere effettuata una volta alla settimana in qualsiasi orario diurno o notturno. E’ necessario meditare lontano dai pasti, preferibilmente a digiuno perché il sistema digestivo spesso si ferma durante la meditazione, onde evitare possibili problemi di salute)

LA TECNICA

1) Preparazione e rilassamento fisico
Questo metodo può essere svolto in qualsiasi orario diurno o notturno, ma è consigliabile trovare un luogo dove possiamo dedicarci a noi stessi senza essere disturbati e regolare la luminosità della stanza affinché non ci sia più luce di quella prodotta da un paio di candele. Sdraiamoci o sediamoci nella posizione che riteniamo migliore per meditare ed iniziamo a rilassarci osservando il nostro respiro, senza pensare volontariamente, consentendo alle emozioni ed i pensieri di venire ed andarsene liberamente, semplicemente rimanendo presenti di fronte ad essi senza giudicarli, classificarli o verbalizzarli. Successivamente portiamo la nostra attenzione ai piedi, osserviamo le sensazioni da essi derivanti, in modo da approfondire il rilassamento fisico. Spostiamo poi la nostra sensibilità alle gambe e procediamo così per ogni parte del Corpo, fino ad arrivare alla testa.

2) Rilassamento mentale
In seguito, procediamo visualizzando un lago, il lago della Mente, che riflette il Sole (o la Luna nel caso immaginiamo un paesaggio notturno) simbolo del nostro Spirito. Osservando l’acqua possiamo renderci conto della nostra attività mentale, poiché i pensieri si manifestano come increspature provenienti dalle profondità, che emergono in superficie. Per calmare la Mente, al fine di poter interagire con il nostro Spirito che si trova oltre i pensieri, non dobbiamo reprimerli, lottarci o giudicarli, ma semplicemente ricercare il riflesso spirituale non distorto al centro di ogni increspatura, poiché il nucleo di ogni pensiero, sentimento ed esperienza è l’infinito. Osservando il centro di ogni increspatura il lago si farà sempre più calmo, troveremo quindi la pace mentale, che ci consentirà di proseguire con naturalezza la tecnica.

3) Tunnel nel “Terzo Occhio”
In questa fase torniamo ad osservare il nostro respiro, percependo o visualizzando il Prana che entra attraverso l’inspirazione e si dirige nell’area al centro della fronte. Ad ogni inspirazione il Prana entra e si dirige nel “Terzo Occhio” creando una sensazione di spazio, come un portale di luce, mentre ad ogni espirazione tale spazio si espande sempre di più, formando una grande galleria simile ad uno scivolo nella quale possiamo entrare. Non appena visualizziamo di entrare nel tunnel di luce iniziamo a scivolare velocemente, sempre più in profondità, dentro noi stessi. Più ci sentiamo sprofondare dentro di noi e più una grande pace ci pervade.

4) Dimensione dello Spirito
Dopo alcuni minuti, quando crediamo di essere pronti, sentiamo che stiamo rallentando, fino al punto in cui usciamo dal tunnel/scivolo e ci troviamo in una bellissima dimensione, quella del nostro Spirito, composta interamente di luce. Qui ci ritroveremo su un Sole o su una Luna, dove osserveremo delle vere e proprie città di luce, e conosceremo il nostro spirito a cui potremo chiedere dove ci troviamo esattamente. In questo stadio possiamo porgli qualsiasi domanda, chiedergli consiglio, nonché diventare una sola cosa con lui abbandonando il nostro Ego illusorio in favore della realtà spirituale. Fatto questo osserveremo tutto da una nuova prospettiva, vivremo totalmente nel presente, gustando profondamente ogni esperienza percettiva e lasciandoci alle spalle le illusioni. In questo stato possiamo decidere, con un atto di volontà, di risalire alla creazione universale, per ritornare alla fonte dove ogni cosa ha avuto origine e conoscere finalmente la nostra più pura essenza. Perdiamoci in quell’Energia Divina, in quel maestoso silenzio, diventando tutt’uno con l’esistenza.

5) Ritorno al Mondo
Quando ci sentiamo pronti a tornare nella dimensione quotidiana semplicemente portiamo la nostra consapevolezza di nuovo al Corpo Fisico, iniziando a muoverlo lentamente, fino al momento in cui possiamo aprire gli occhi. Prima di alzarsi è consigliabile restare cinque minuti nella posizione in cui abbiamo svolto la tecnica, osservando quali sensazioni, pensieri ed emozioni stiamo sperimentando. Una cosa molto importante da comprendere è che lo stato sperimentabile attraverso questa tecnica non è un qualcosa di lontano dalla nostra quotidianità, in realtà c’è sempre, ma non ne abbiamo consapevolezza perché non scendiamo mai in profondità dentro l’attimo presente, nell’esperienza stessa.