“Essere un Addotto e scoprirsi un Ibrido”

Spesso siamo preda di momenti del tutto particolari, dove il nostro status psico-fisico accusa ripetuti colpi e dove a volte, il peso dell’Universo grava sulle spalle in un modo così opprimente da non lasciare scampo. L’Uomo è vittima della gravità e quando si ritrova a lottare un’intera vita, ininterrottamente, e la mattina si alza come sempre e si accorge di combattere le stesse battaglie, è facile che si stanchi e cada nella trappola dello sconforto, della malinconia. Si aspetta un cambiamento che spesso tarda ad arrivare, perché è come attendere un’altra onda fissando un mare calmo da ormai troppo tempo, quindi, si cade in discorsi spesso inutili, un filosofeggiare a vuoto che aiuta a non scendere nei dettagli, lasciandoci nell’incertezza dell’avvenire. In realtà i problemi esistono da molto tempo e da allora si sono resi manifesti, perché è lo stesso tempo che scandisce le nostre attuali vite, forse, contribuendo a mutare la stessa esistenza futura. I problemi sono costantemente sfornati (su questo pianeta) attraverso le interazioni di tutte le sue forme viventi, specie quelle umane, non è solo una questione di “Energie” o di qualche strana “Legge dell’Attrazione”, come nemmeno tutto quanto è frutto di una visione contorta della Mente. Vedete, anche i lombrichi hanno una Mente, ma è talmente piccola e retrograda che non ha mai permesso loro di capire che, attraverso di essa, avrebbero potuto sviluppare delle gambe, necessarie, magari, per fuggire dagli uccellini che sovente li cacciano per mangiarseli; la Mente, vero, gioca dei brutti scherzi, ma non è il capro espiatorio di tutti i nostri mali.

Nella nostra società attuale non pensiamo più a vivere, ma a sopravvivere, e spesso, i sogni, non diventano più una necessità attuale, una meta da perseguire. Seppure pieno di meraviglie, consideriamo il Mondo un luogo così squallido dal quale evadere, un pianeta dal quale fuggire, perché ci convinciamo che risolvere i problemi, anche i nostri, sia del tutto inutile, che la voce di un singolo non potrà mai raggiungere quella di miliardi di persone in modo da cambiare la visione nel suo insieme, principio di ogni presunta rivoluzione; ma se non c’è nessuno in grado di comprenderci, che senso ha tutto questo? È come scrivere una musica per delle persone che non l’ascolteranno mai! Molte filosofie, sostengono che ognuno di noi si sceglie il Corpo e la Vita in cui incarnarsi, ma sinceramente, per quanto mi sforzi, non mi sono mai ricordato di aver fatto questa scelta, in chissà quale tempo ancestrale della mia storia eterica (o forse si?) Si parla, sovente, di fare esperienza, di nutrirsi di nuove conoscenze, ma alla fine delle nostre vite, spesso non riusciamo a capire noi stessi, figuriamoci l’esistenza che abbiamo vissuto, le persone conosciute e che abbiamo pensato di amare, o l’istruzione e la cultura che pensiamo di aver acquisito. Fondamentalmente, l’Universo sembra avere dei valori diversi dai nostri, perché quando le Stelle finiscono il loro carburante muoiono, trascinando tutto ciò che hanno attorno in questa distruttiva danza. Eppure, anche noi siamo fatti della stessa sostanza delle Stelle e viviamo in sintonia del loro ritmo vitale, anche se spesso, il battito è sostanzialmente differente, coscienti che, se non batte come dovrebbe, arriverà anche a fermarsi un giorno.

La verità è che noi terrestri siamo degli “Esseri” molto egoisti, pensiamo di essere unici, quando in realtà il nostro pianeta non è un caso così isolato come crediamo e, quando facciamo di questo precetto dell’unicità un dogma, ci accodiamo, diventiamo pigri, pensiamo che sia giusto vivere in questo modo. E io, quando mi sono accomodato la prima volta? Quando mi è stato offerto di scegliere? Vero, spesso non sono una persona simpatica a molti, ma se lo sono per qualcuno (pochi), non significa che debba esserlo anche nei miei confronti! Ditemi voi, cosa dovrei fare, estirparmi sin dalla radice? Si parla tanto di salvezza, di figure che un domani si ergeranno a paladini, meritevoli di fondare una nuova “Società Umana”. Non me ne vogliate, non ci credo molto, come io non sarò tra questi meritevoli, semplicemente perché non voglio salvare nessuno, forse non voglio nemmeno salvare me stesso. Cosa voglio? Comprendere di che morte morire, come tutti credo dovrebbero desiderare. La morte, alla fin fine è un brutto scherzo legato al Tempo (Kronos), concepito da qualche buontempone sperduto in chissà quale “Dimensione Cosmica”, perché la morte, se ci pensate bene, non serve a fare esperienza, ma a interromperle spesso sul più bello.

«Perché si muore, per cambiare abito alla nostra Monade? Perché, se ne abbiamo le capacità, non scegliamo una vita giusta, facendone un’imperitura esperienza? O meglio, perché non smettiamo di incarnarci, vivendo per sempre su altri piani ben più superiori di questo? Che senso ha vivere e morire per ritornare qui e ricominciare da capo la stessa esperienza in epoche e modalità diverse? L’Infinito non dovrebbe essere un circolo vizioso, ma un andare “Oltre”. E divulgare queste informazioni, o i miei Studi, che effetto potrà mai sortire? E a chi? E perché? E potranno mai essere utili a qualcuno?»

Crescere non sempre è una scelta personale, quando si è piccoli siamo seguiti dai nostri genitori, da persone più adulte e con maggiore “conoscenza” (almeno lo speriamo). Provate a sopravvivere da soli quando siete bambini, e ovviamente non vi parlo di sopravvivenza animico/spirituale, ma quotidiana, concreta, materiale, perché un bambino a malapena riesce a camminare e sa parlare, quindi da solo non può muoversi, non può mangiare, non può nemmeno comunicare come un adulto può fare, deve essere, pertanto, seguito sino a quando non imparerà a fare tutto quanto, sopra descritto, da solo e in piena autonomia. Figuriamoci, quindi, su un “Livello Eterico e Sottile” cosa può accaderci: “facciamo molta attenzione, non si nasce arrivati, ma si nasce continuamente per arrivare.” Per questo motivo, anche coloro che dicono di essersi realizzati non mi convinceranno mai veramente, perché la realtà, seppure illusoria, esiste, non facciamo l’errore che sia tutto solo un “finto ologramma”, una “Matrix” (perché ci viviamo comunque e tanto finta non lo è!) “Se ne facciamo esperienza è reale nel momento in cui c’è qualcuno che la sta vivendo (o subendo).” Il problema non è il “finto ologramma”, l’Illusione, quanto il basso “Livello di Coscienza” in cui è stato creato, perché se di “Illusione”si tratta, chi l’ha concepita e creata (nella sua ingannevole perfezione) è stato sicuramente (e forse lo è ancora oggi) un genio (o un Jinn).

«Non posso vedere il mio cuore, cosa che non potrò mai fare nemmeno quando sarò morto, però so che c’è, ma non lo vedrò mai ad occhio nudo, anche se la Scienza ci ha permesso di studiarlo toccandolo con mano, ma sono i cuori degli altri, non il mio! Il mio cuore, invece, si trova a pochi centimetri dalla mia pelle, ma non lo vedo, lo ascolto soltanto, quindi, paragonate il cuore a tutto il resto, a tutto ciò che non vediamo ma che sentiamo, e che non potremo mai vedere…»

“Cosa significa essere un Addotto o un Rapito da Entità Aliene?” Essenzialmente è vivere buona parte della propria esistenza, cercando di capire cosa c’è in te che non quadra. Generalmente è comune passare un’infanzia difficile, avere lutti familiari che ti segnano nel profondo, che generano a loro volta una situazione intima complessa. A tutto questo si aggregano i ricordi dell’infanzia (di cui moltissimi strani), senza contare i vari disturbi del sonno, con frequenti sogni lucidi a ritmi frenetici che negli anni vanno crescendo, arrivando persino a condizionare la propria percezione della realtà. Inoltre è sempre presente la sensazione di essere un “Alieno“, con comportamenti personali strani, asociali, dove è comune circondarsi di amici ancor più strani che nella loro vita riportano chissà quante esperienze particolari. Spesso è frequente la sensazione di avere qualcosa dentro che ti logora, a volte sembra un animale, un “Parassita”, un “verme solitario” che ti prosciuga. Man mano che passa il tempo si diventa più insensibili, sembra di non avere più il carattere, la sensibilità, “l’Anima che pensavi di avere un tempo”. Sovente, poi, ti ritrovi a fare cose che non sono parte di te, cose che non riesci nemmeno a spiegarti, perché non ti senti realmente te stesso quando le attui. Infine, in tutto questo complesso quadro non mancano anche le situazioni più gravi, come: ipotesi e tentativi di suicidio, quasi sempre falliti, perché continui a ripeterti che “non sono di questo Mondo, provengo da un altro pianeta e la voglio ritornare!

Ricordo che da bambino si manifestavano manie tra le più disparate, come quella di cercare “L’Atlantide”, ricreare il Mondo come doveva essere ai tempi del “Diluvio Universale”, insomma, cose incomprensibili che nemmeno genitori e familiari riuscivano a spiegarsi, soprattutto se a scuola non ottenevo buoni voti. Mi capitava di ritrovarmi a guardare per ore il Cielo notturno, con tutte le sue Stelle, ma spesso mi accorgevo che alcune non lo erano… e non erano nemmeno oggetti di fattura umana. Poi le strane percezioni di alcune “Presenze”, soprattutto la sera, dove in quelle notti serpeggiava la paura del buio, la stessa paura che si ripresentò da adulto, una volta presa coscienza del “Problema Alieno. Da adolescente scrivevo racconti che spesso e volentieri distruggevo in preda a furie inspiegabili. Parlavano di Apocalissi, di una Umanità che finiva logorandosi, che si ritrovava a divorare sé stessa con atti di “cannibalismo”. Un futuro prossimo dove intravedevo la costruzione di nuovi “Lager” nei quali, le persone, tenute prigioniere come “riserva di carne umana“, avrebbero fatto da contraltare ad altre persone che, negando questa condizione, sarebbero state costrette a vagare con delle bende sul volto per non sentire l’odore del sangue. In queste visioni scorgevo, poi, un’Umanità in procinto di soccombere, con una terra ricoperta di grumi di sangue, e dove dentro questi grumi si sarebbero poi formati dei feti, non più umani ma “Ibridi Umano-Alieni”. Alla fine di tutta questa apocalittica visione, avevo persino previsto la costruzione di mega-città sulle montagne, vere e proprie fortezze, bianche, gigantesche, di lucente marmo, dove vi avrebbe abitato una “Nuova Società”, una “Nuova Umanità“ più funzionale, spirituale, dove ognuno sarebbe nato con un compito ben preciso…

Scoprii più tardi che queste visioni infantili erano delle descrizioni archetipiche di un probabile futuro, dove la fine dell’Umanità sarebbe stata sublimata da un immane sacrificio e quella visione del sangue (il nostro DNA unito a quello Alieno) avrebbe portato alla creazione di un “Essere Nuovo”, futuro colonizzatore del pianeta Terra. Si, perché l’attuale Uomo è una “Moltitudine di Esseri ed Entità“, e quando affermo che un “Uomo è una Moltitudine” è perché durante il corso della sua vita, potrà capitargli di vivere situazioni simultanee che potranno creargli non pochi problemi. Mi spiego meglio. A volte càpita a un essere umano di compiere gesti che non fanno parte della sua personalità: chi diventa violento improvvisamente, chi uccide una persona senza accorgersene, chi si infligge punizioni corporali e così via, in tutte le varianti possibili, anche non criminali. Spesso una persona che compie questi gesti non ricorda di averli fatti, li rimuove proseguendo la sua vita normalmente o al contrario, cosciente, seguiterà ad avere sensi di colpa o “voci” interne che lo renderanno ancora più instabile. A questo punto nasce l’esigenza di dare delle spiegazioni, in quanto: “se una persona senza saperlo, diventa blasfema, forse è perché in una vita passata o futura lo è stata, e nella vita attuale ritorna ad esserla per brevi istanti? E se una persona uccide qualcuno in un raptus di follia, forse è perché in una vita passata o futura ha già fatto questa esperienza?” La personalità, quindi, è modellata da molti fattori interiori, esterni, ma soprattutto “Alieni“. Solo così si spiegherebbero molte cose e del perché, a volte, le persone sembrano “impazzire” senza alcun motivo…

Questo è un serio problema dei cosiddetti “Addotti”, perché spesso è legato ad una forma di “Imprinting Alieno” che condiziona fortemente le loro vite. Sono del tutto obsolete alcune tecniche introspettive, o magari qualche ipnosi regressiva, per cercare di togliere “l’Alieno che è in Te“, perché dal giorno della sua nascita sino al giorno della liberazione, l’Addotto è comunque cresciuto sotto questo “giogo“, seguendone inconsciamente dettàmi, regole e leggi; un “Imprinting”, appunto, simile a quello che due genitori riversano su di un figlio. Ti rendi conto, molto spesso, di comportarti in un modo decisamente anomalo, ti chiedi se nuovamente un “Parassita”sia entrato dentro di te, seppure sovente ti accorgi che non vi alberga nessun altro. “Allora, quello strano comportamento, da dove è uscito fuori?” Se è vero che la nostra Mente è un Computer che registra ogni cosa, spesso potrebbe persino accedere ad alcuni suoi settori interni, dove, in alcune situazioni, potrebbe riconoscere delle funzionalità nel quale attingere per dare espressione a dei veri e propri impulsi inconsci. Quindi, un comportamento che in passato sarebbe sembrato “Alieno“, si mostrerebbe naturale, per poi un istante dopo, in modo più consapevole, prenderne le distanze. Del resto, se un bambino è cresciuto in un ambiente malfamato o violento, ci sono alte possibilità che la sua vita sarà altrettanto violenta, pertanto se un Addotto ha vissuto con una “oppressione aliena” per buona parte della sua vita, è naturale che ogni tanto si comporti lui stesso, da vero e proprio “Alieno

Appena “Presa Coscienza”del problema, si comincia a guardare la realtà sotto un’ottica diversa. La propria camera, ad esempio, diventa il fulcro di una vicenda senza fine nella quale riaffiorano ricordi inaspettati. Alcuni punti diventano centri focali delle più disparate situazioni. L’armadio (come in “Narnia”), il fianco destro del letto, il soffitto, le scale o persino l’ingresso della stanza dove si è solito studiare o coricarsi, corrispondono a tante diverse “Porte Dimensionali”, quante diverse “Forme Aliene” hanno interferito con l’Addotto in tutto questo tempo. La sera càpita spesso di vedere strane luci, accendersi e spegnersi piccole sfere luminose, veder muovere inquietanti fluidi che si dissolvono in poco tempo. Sopraggiunge persino la percezione e la visione di “Ombre Scure”, di “Entità Incorporee” e di una “Visione Nuova”, di un insieme che in precedenza era piuttosto individuale e materialista. La notte, magari si continua a fare sogni strani e confusi, ma che lentamente ritornano più terreni, mentre si ha la sensazione che “qualcuno“, o “qualcosa“, ti porti lontano dal pianeta Terra e ti conduca tra le Stelle.

Dopo che ci si è svegliati e si è scoperto di avere un “Problema Alieno” (e dopo che finalmente sono apparsi chiaramente, manifestandosi), si comincia ad avere la paura di dormire al buio, proprio come quando si è piccoli, perché ti rimane il terrore che mentre dormi e sei indifeso, durante la notte possano ritornare a farti del male. Mentre sei nel pieno del percorso di “Liberazione dal Problema”, inizi a combattere queste fobie, ma non è facile, perché più si va avanti nella ricerca di sé stessi, della verità, e più ci si accorge che anche alla luce del Sole, esistono così tante “Dimensioni Parallele” alla nostra, con tante “Forme di Vita” diverse, da non sentirsi mai soli in ogni momento della giornata. “Non siamo mai soli veramente e dobbiamo convivere con questa verità.” Per fortuna non ci sono continui scambi tra queste “Dimensioni” (almeno apparentemente), tali da rendere problematica la stessa vita quotidiana (o almeno nell’attuale epoca, a parte le “Adduzioni Aliene”), ma se ci sono particolari condizioni, e certamente la notte aiuta in questo, alcune “Porte” si aprono facendoci accedere a “Mondi Paralleli” al nostro, e che sono sempre stati a un passo da noi…