“Ma chi è veramente Federico Bellini?”

Ma chi è veramente Federico Bellini?

Senza alcun dubbio sono un personaggio assai complesso. Sono nato nel maggio del 1978, uno degli anni con maggiori avvistamenti U.F.O. della storia italiana ed ho vissuto un’infanzia tra il normale e l’atipico. Sono sempre stato minuto e gracilino, da tantissimi anni peso costantemente 45/50 chili, anche se non sono malato (o anoressico, come in molti credono), e il mio aspetto fisico ha sempre suscitato perplessità in chiunque m’incontri. Cresciuto in una famiglia dalle doti creative e artistiche (uno zio paterno che ha lavorato nel Cinema e un padre apprezzato e conosciuto pittore), ho studiato Armonia, Storia della Musica, Pianoforte e Composizione Sperimentale al Conservatorio di Firenze. Per lavoro mi sono dedicato alla Cultura, creando una piccola impresa che si occupava di organizzare mostre d’arte ed eventi in ambiti pubblici e privati (sovente in qualità di Curatore d’Arte), in anni più recenti ho poi fondato una casa editrice, la “Risveglio Edizioni”, con la quale ho pubblicato non solo i miei libri ma anche quelli di altri autori che si occupano di SpiritualitàUfologiaEsoterismo, etc. Ad oggi, invece, faccio il ricercatore e lo scrittore a tempo pieno, dove la Filosofia è diventata la mia strada maestra. Questa in sintesi la mia storia.

Ora, nel problema dei “Rapimenti Alieni” non c’è un vero e proprio inizio, anche perché Addotti lo si è già prima della nascita, dato che lo saranno probabilmente anche entrambi i vostri genitori, soprattutto le madri, i nonni materni, etc. Non è facile nemmeno raccontare un’esperienza che racchiude oltre 40 anni di vita, perché essere dei rapiti significa vivere questa condizione da sempre, ma senza averne mai avuto la certezza sino a quando un giorno non ti risvegli. Appena nato ero malato di ittero (e con una colorazione giallastra della pelle) ma sono poi sopravvissuto quasi per miracolo, da allora la mia vita è stata costellata di strani accadimenti, avvistamenti U.F.O. o particolari, visite di “Esseri ed Entità”, specie nelle ore notturne, sogni strani ed incredibili, cicatrici e segni sul Corpo, sino alle esperienze più eclatanti di questi ultimi anni. Da piccolo credevo di essere una persona speciale e unica, mi consideravo un figlio adottato, specie di discendenza regale (con tanto di sangue blu nelle vene, ovviamente), altre volte mi immaginavo di essere un robot, specie a seguito dei ripetuti fischi o strani rumori che sentivo interni al mio fisico, mentre in altre ancora, ero convintissimo di essere un vero e proprio “Alieno” e di provenire da un altro pianeta.

Ne parlavo con gli amici, soprattutto coetanei che sovente mi schernivano o non mi credevano. Si intuisce come non abbia mai avuto una grande possibilità di parlarne e che sono dovuto crescere tenendomi tutto dentro, sino a quando, in età adulta, ho avuto poi il coraggio di cercare delle risposte e di farlo apertamente. Uno di questi casi eclatanti si verificò quando ero molto piccolo, avrò avuto 7 o 8 anni e passavo le vacanze estive a casa dei nonni. Quel pomeriggio d’estate mi trovavo a casa di mia cugina, poco distante, ed eravamo all’interno a giocare quando ad un certo punto, per qualche strano motivo, sentii la necessità di uscirmene fuori. Cosa accadde e la sequenza degli avvenimenti che descriverò vi risulterà molto strana e complessa, perché tutto avvenne in modo consequenziale e “senza tempo”. In quegli anni davanti alla porta della loro casa, si trovava un grosso albero (un faggio, credo) al centro di una specie di cortile o aia. Quando uscii fuori venni investito da una folata di vento caldo da est, poi alzai lo sguardo e sopra di me (sotto le foglie dell’albero) vidi una forma incorporea, semifluida, di colore dorato/verde galleggiare nell’aria. Ricordo di averla osservata per qualche istante, prima che volasse via verso ovest, nel Cielo, a gran velocità.

Analizzando attentamente quella scena attraverso alcune tecniche, mi sono poi reso conto, successivamente, che: mentre stava per arrivare il vento, nell’istante in cui era apparso questo fluido, il tempo si era per così dire bloccato, mentre tutto attorno a me si era fatto silenzioso e immobile. Alcuni uccellini che stavano sfrecciando nel Cielo, di colpo si fermarono diventando delle ombre scure, mentre cercavo di chiamare mia cugina, ma invano, perché nessuno riusciva a sentirmi. Infine, mi ero accorto che questa “Cosa” emetteva persino un fascio di luce, leggermente azzurrina, fluida, cangiante e tenue, verso di me, investendomi dalla testa sino a metà del mio Corpo. Vedevo tutto intorno a me di un colore bianco sporco e le distanze mi risultavano come sballate, anche il Cielo era di questo strano colore, quando invece doveva mostrarsi sereno, come a metà pomeriggio e di una bella giornata d’estate. Ricostruendo con fatica l’intera vicenda, mi resi conto che questo bianco sporco, altro non era che una enorme “bolla” e che, con me al centro, aveva inglobato un’area di qualche centinaio di metri, ma mentre io in quella sfera mi trovavo in un “tempo fermo”, fuori da essa, anche a breve distanza da me, tutto procedeva normalmente. Infatti, la nonna di una nostra amica (mentre io ero dentro questa “bolla spazio-temporale”), uscì di casa come se niente di strano stesse accadendo, mentre gli uccellini (che dentro la bolla avevo visto fermarsi al di fuori come delle ombre), si allontanarono cinguettando. Ma non è tutto…

Oltre quella specie di bolla sfera quantica vidi, fuori dal bianco sporco, anche una striscia di metallo nero obliqua: altro non era che la fiancata di un U.F.O. di cui potevo osservare solo il bordo esterno, mentre la parte superiore e inferiore erano completamente invisibili, tanto che si riusciva a vedere i campi coltivati sotto di esso e le altre case! Da questa presunta “Astronave” fuoriusciva persino un raggio che generava la bolla, il fluido, la luce che mi colpiva, e quando poi tutto finì, diventò completamente invisibile, dileguandosi come un’onda nell’aria. Mi sembrò che fosse passata una frazione di secondo, ma il tempo trascorso all’interno di quella sfera era stato molto di più. Ritornato in casa, andai a raccontare l’accaduto a mia cugina, ma si mise a ridere divertita perché ovviamente non mi aveva creduto… Ricordo, inoltre, un altro “Rapimento”(o presunto tale), avvenuto sempre durante la mia infanzia in una delle estati che passavo sempre a casa dei nonni in campagna. Dormivo in una camera del primo piano della loro enorme villa, quando una notte vidi spuntare tre o quattro grigi (uno è rimasto avvolto nella nebbia del passato) intorno al mio letto, mentre un tondo di luce si era aperto all’angolo del soffitto vicino la finestra, dalla quale poi eravamo passati tutti insieme per finire chissà dove…

Ricordo anche degli strani rumori che venivano dalla soffitta, quando dormivo in quella camera, soffitta disabitata ovviamente e con qualche piccione, ma per i rumori forti che a volte sentivo la notte, sembrava quasi che ci fossero delle “Presenze”che battevano sul pavimento con qualcosa di pesante, con un martello o dei pezzi di legno. La villa, ancora presente, è molto antica ed è originaria del 1500 con sovrastrutture successive, un luogo carico di storia e di “Presenze”, poco distante da Pisa, nella quale ho vissuto molte esperienze particolari della mia infanzia e che spesso sono ritornato a “rivivere” in tanti sogni, del tutto unici e particolari, durante l’arco della mia esistenza. Nell’aprile del 2008, invece, mi erano spuntati sulle gambe degli strani segni, macchie che poi nei mesi successivi erano quasi scomparse, anche se ravvisabili in forma più chiara. La primavera/estate seguente avevo condotto vari esami (del sangue, sulla circolazione delle vene, i reumatismi, etc.) risultando perfetti, quindi salvo cose non viste ero sanissimo al 100% e la spiegazione a questo problema non fu mai trovata. Si pensò a un problema ai capillari (rinovasospasmo) perché soffro il freddo quasi tutto l’anno (anche d’estate) e le gambe e i piedi sono quasi perennemente freddi, come se avessi il Corpo diviso in due: dal tronco in su, caldo, dalle gambe in giù, freddo; ma anche qui non fu trovata alcuna soluzione.

In più, in quei giorni, una sera mentre mi stavo lavando mi accorsi di avere due piccoli puntini sullo stinco sinistro. Non ricordai di aver colpito contro qualcosa (non c’erano ematomi) e mi sembrò strano che due possibili punture di insetto si trovassero così vicine. Alcuni giorni dopo, comparve anche un terzo punto rosso vicino ai due sopra descritti, con al tatto un rigonfiamento interno e, sulla nocca del dito medio della mano sinistra, un taglietto che la sera prima, quando ero andato a letto alle due, non avevo. Oltre alle cicatrici, però altri strani sintomi avvertii, come delle fitte sulla nuca, in una zona dietro la testa (sulla sinistra) e alla spalla (sempre a sinistra), dove a volte sentivo dei forti dolori, simili a punture di un ago. Il periodo successivo non fu degno di nota, anche se, alcuni mesi più tardi, con la mia famiglia decidemmo di trasferirci a vivere in un altro comune della provincia di Pisa, e da Calci, dove in quel periodo abitavo (e dopo aver fatto un immane trasloco), tornammo a vivere a Calcinaia, una ridente cittadina vicinissima alla ben più nota e industriosa Pontedera, verso gli inizi del 2009.

Un’esperienza di “Adduzione Aliena” è sempre diversa per ogni persona coinvolta, non solo da un punto di vista emotivo, ma in special modo psico-fisico. Ci sono, però, alcuni tratti che accomunano molti di questi casi, attraverso i quali è possibile ricostruire una vera e propria documentazione. Quando sta per arrivare l’Alieno Horus (o Falconiano, così definito per il suo aspetto caratteristico antropomorfo e che ricorda l’antica deità egizia), spesse volte il Cielo è nuvoloso e può piovere, ed è facile avvertire un senso di stanchezza senza motivo, con la necessità impellente di dormire, soprattutto durante la giornata, anche se si è riposato serenamente durante la notte appena trascorsa. Le sintomatologie possono un po’ variare nei diversi soggetti coinvolti, ma in genere sono comuni a molti le modalità con cui avvengono i passi successivi del “Rapimento”. Se si è soliti prendere sonno dopo pranzo, è facile dormire almeno due ore profondamente, anche se c’è il ricordo di essersi svegliati per pochi istanti. Ma quando ti risvegli definitivamente è comune ritrovarsi con il Corpo disteso sul letto in una posizione contorta, con le gambe rivolte verso destra, il busto arcuato e la testa fissa verso sinistra, guardando con lo sguardo verso l’alto, nel soffitto.

A quel punto, al posto del soffitto si è soliti vedere un buco e, da quell’enorme ovale indefinito e increspato, il Cielo. Fuori magari sta piovendo, ma sopra il proprio letto si intravede quel Cielo grigio e nuvoloso, si sente persino cadere la pioggia sino a quando, in un angolo, all’improvviso vi appare stranamente un fagottino nero. Inizialmente può sembrare un animale e sul momento non ci si fa molto caso, perché in quella strana confusione mentale, sorridi e ti chiedi cosa ci possa fare, magari, un gatto nero sopra il tetto della tua casa. Poi ti ricordi che stai guardando quel gatto da un buco nel soffitto (e già di per sé potrebbe far insospettire), mentre sei disteso a dormire nel tuo letto in camera e, quando quella “cosa” inizia improvvisamente a muoversi e ad avanzare, nerissima, con la luce che vi riflette e con la pioggia che la rende ancora più lucida, ti accorgi finalmente che qualcosa non torna e ti chiedi: “cosa diavolo sta succedendo?” Il 24 marzo 2009 era nuvoloso, pioveva fortissimo e la mattina mi svegliai di buon’ora per fare alcune commissioni. Andai a trovare un amico per parlare di lavoro, mi invitò a restare a pranzo eppure gli dissi che: “dovevo tornare a casa perché ero stanco e che mi sarei messo a dormire”. Tornato a casa mangiai qualcosa con mio padre, poi me ne andai in camera e mi misi a riposare. Mi accorsi più tardi di aver dormito dalle 13:30 alle 15:30 (sempre due ore) e di essermi svegliato una volta per pochi istanti. L’assurdità avvenne più tardi, quando verso le 15:30 mi vidi disteso nel letto in una posizione un po’ insolita, contorta, con le gambe rivolte a destra, il busto arcuato e la testa fissa a sinistra, mentre con gli occhi osservavo l’abbaìno (avevo una finestrella, sopra e di lato al mio letto, perché dormivo in mansarda).

Ebbene, ero sveglio in quella posizione ma vedevo il Cielo, come se nel soffitto ci fosse un buco!

Sentivo piovere, vedevo le nuvole sopra di me e al posto della finestra e della tenda scorrevole c’era un vero e proprio ovale aperto, formatosi nel muro, senza contorni. Improvvisamente, in un angolo, vidi poi apparire un fagottino nero… Inizialmente mi sembrò un gatto e lì per lì mi chiesi cosa ci facesse sul tetto e sorrisi (almeno credo), poi quando questa “cosa” cominciò a muoversi e ad avanzare, mi accorsi che assomigliava ad una punta nerissima perché la luce vi si rifletteva, la pioggia forse la rendeva ancora più lucida, anche se sembrava asciutta mentre avanzava sopra di me. A quel punto cominciai a scalpitare con le gambe, a ripetermi “dentro” che erano tornati a prendermi e non volevo, cercai stupidamente di scappare, quindi presi ad agitarmi perché solo quella parte del Corpo riusciva a muoversi, mentre tutto il resto, a parte gli occhi, era completamente paralizzato. Provai terrore e paura, ma all’improvviso non vidi più nulla, il soffitto si era richiuso, scorsi nuovamente la finestra di camera mia con la tenda arancione e sopra di me il muro del tetto. Continuai ad essere sempre immobile nel mentre volevo togliermi da lì ad ogni costo, quindi tentai ripetute volte di alzarmi, sino a quando non riuscii a muovere un poco le gambe, poi gli occhi, e infine l’intero Corpo.

Tutto si era compiuto…

Mi alzai stanchissimo, con grande sforzo, cercando di restare sveglio. Sentivo la pioggia cadere sul tetto e mi trascinai a fatica alla finestra per vedere che fuori stava diluviando ed era tutto grigio, coperto e un po’ nebbioso. Il braccio sinistro era intorpidito, come addormentato, anche se non ci avevo dormito sopra e per risvegliarlo cominciai a massaggiarlo. Avevo appena vissuto una “Adduzione” in piena regola e quando mi svegliai ero stato appena riportato a casa. Quella punta che avevo visto muoversi era parte di un vero e proprio U.F.O., dalla forma metallica, nera, lucida, che prese poi a muoversi lentamente sopra di me e il tetto di casa. Infine, ricordai anche un sogno fatto quel pomeriggio, dove mi trovavo in un luogo asettico, bianco e nel quale una strana figura alta e sottile accanto a me (sembrava un grande pollo!), mi iniettava qualcosa dentro l’occhio destro attraverso dei bagliori e dei fasci di luce, lasciandomi poi nel pomeriggio con uno strano mal di testa e una sensazione di “vuoto mentale“, che si protrasse sino al giorno successivo…