“Dal tuo cervelletto un filo si dirama lontano”

Se mi soffermo un attimo e riguardo indietro la mia vita, sembra quasi che qualcuno si sia divertito a progettarmela. Dapprima la malattia e poi la morte di mia madre, i vari trasferimenti di casa, salite e discese sul lavoro, svariati cambiamenti, piccoli o grandi problemi, la morte dei nonni, prendersi carico dell’eredità degli altri (spesso scomoda), ulteriori problemi sul lavoro (specie recenti), la riscoperta della mia “adduzione“, un matrimonio fallito alle spalle, etc. Sovente, inoltre, ripenso alla mia infanzia e ho nostalgia di un’unica cosa, dei mesi estivi che passavo in vacanza con la famiglia al mare. A quel tempo (praticamente da 0 a 14 anni) i miei avevano una seconda casa a Marina di Pisa e tutti gli anni, ad agosto, andavamo a trascorrerli là… ricordo che era tutto così diverso, le estati avevano un sapore inconfondibile e il Cielo, spesso, era di un azzurro incredibile. L’aria, inoltre, specie quando tirava il libeccio e c’era il mare in tempesta, era così pura e frizzante che ti riempiva di energia, ti purificava, come ricordo di quanto fossi felice, forse perché ero piccolo e non comprendevo ancora i tanti problemi del Mondo, degli adulti che mi circondavano, o che comunque serpeggiavano già in casa. Altre volte, invece, mi ritrovo ad osservare la mia camera. È una piccola stanza nella mansarda di casa ed è un po’ come stare in cima ad una torre, anche perché si trova a quasi otto metri di altezza e da quassù domino un bel panorama. Ebbene, in fondo al letto, nella parete davanti c’è un armadio… già, l’armadio, perché ho sempre pensato che da quel mobile siano sempre riusciti ad entrare nella mia camera. Sulla destra, invece, ho una finestra, ma non mi ha mai allarmato più di tanto, mentre a sinistra ci sono le scale che portano agli altri piani inferiori. Si, l’armadio e le scale, tant’è che sulle scale, nel corso degli anni, ho posizionato vari oggetti, come se inconsciamente avessi voluto ostacolare chiunque vi si sarebbe avventurato…

Lo so, è un pensiero stupido, come ho fatto un’analogia altrettanto stupida con i racconti di “Narnia” e il mio armadio. Poi magari non sono mai usciti da quel mobile, seppure davanti abbia sempre visto il materializzarsi di una “Porta Dimensionale” dalla quale, spesso e volentieri sono entrati. I Rettiliani, seppure si siano presentati al mio capezzale poche volte, in genere lo hanno fatto da una apertura a destra del mio letto, in una zona della stanza alquanto scomoda, tanto da farvi sovente passare i loro “tuttofare”. Mentre i Falconiani, i Satanidi o i vari Umanoidi, sono sempre calati dall’alto, dal soffitto, agevolati dal fatto di trovarmi in una mansarda, con solo un tetto a dividermi dal Cielo. Durante le mie molte serate solitarie mi è capitato di intravedere strane luci, accendersi e spegnersi nell’aria, vere e proprie piccole Sfere, che si muovevano come strani fluidi, dissolvendosi dopo brevi istanti. Ho intravisto molte “Ombre Scure” svolazzare, percepito “Presenze”, unite sovente ad un “sentire una totalità” (o “insieme“), che prima al contrario era più “individuale“. La notte ho continuato a fare sogni strani, a volte più terrestri, altre volte meno, non di rado confusi e senza una logica, comunque sia è sempre rimasta quella strana sensazione che da un momento all’altro, qualcuno, mi avrebbe portato via da questo pianeta, conducendomi tra le Stelle, nello Spazio più profondo… Si, perché quella sensazione di non far parte, o di non voler più appartenere a questo Mondo (e che tra l’altro amo tantissimo), in fondo so che è sempre lì presente.

Sarà forse una mia necessità interiore di andare sempre “Oltre”, o l’avere quella strana sensazione che ci sia “qualcos’altro (o qualcun altro)”, che ancora non comprendo (o conosco) e vorrei tanto sapere che “cosa è (o chi è)”. Poi, mi rendo conto che è sempre stato tutto lì, davanti a me, ma non riuscivo a vederlo, sentirlo, percepirlo, e che ad ogni risveglio era come ritrovarsi a vivere in un costante, leggero malessere, simile ad una “Sindrome”. Molti, nel corso degli anni, mi hanno chiesto se nel problema delle “Interferenze o dei Rapimenti Alieni”, si abbia quasi sempre a che fare con una carrellata strana e variopinta di sogni, quando in realtà molti degli episodi più insoliti sono accaduti da cosciente (come i suddetti appena descritti). Specie durante quelle fasi di dormiveglia, in cui si è sempre “svegli“, si sono avvicendate a ritmo frenetico visioni di epoche diverse, persone sconosciute, luoghi e posti nel Mondo (sia vicini che lontani), non di rado anche non terrestri, etc. Certo è che nei sogni si ha la presenza più massiccia della loro azione, perché sovente si divertono ad alterarne la realtà, riempirli di strani personaggi, ambientarli in contesti assurdi, creandoli in modo alquanto posticcio, pilotandoli dove vogliono, etc. Sognare la propria cugina che inaspettatamente ti conficca un ago nelle spalle, facendoti un’iniezione, non è una comune esperienza, come non è nemmeno normale percepire un collegamento, una specie di “Cavo Filo“, che dal retro della nuca, dove si trova il cervelletto, si dirama via via verso il muro della tua stanza e “Oltre“; un “Oltre” dove intuisci che vi si trova un “Aldilà“, un “luogo altro” che nessuno conosce e al quale sei attaccato attraverso questo interminabile filamento

Risulta ovvio che nei sogni si trovi però il loro campo di azione preferito, perché lì è più difficile snidarli e smascherarli. Un giorno di primavera del 2009, ad esempio, sentii che c’era qualcosa che non andava e non mi convinceva, mentre fuori, il Cielo si stava ricoprendo di nuvole. Ricordo di essermi addormentato e svegliato una prima volta, per riaddormentarmi una seconda; ebbene, nella seconda volta in cui mi ero di nuovo addormentato, cominciai a sognare. Mi ritrovai nella casa in cui sono cresciuto da bambino: all’epoca la mia famiglia e i nonni paterni avevano due appartamenti contigui al primo piano di un condominio. All’inizio del sogno ero nel salotto di casa di mio nonno, seduto in un modo alquanto strano al centro della stanza e al posto del tavolo. Mio nonno, ricordo si trovava accanto a me (seppure guardandolo meglio mi resi conto che non era lui), mentre vidi fuori della porta a vetri che dava sul terrazzo, passare una “Luce nel Cielo“. Era notte. Il sogno continuò in modo alquanto confuso e ne rammento ad oggi solamente l’ultima parte. Mi trovavo nel salotto di casa mia seduto, questa volta attorno al tavolo, con me c’era mio fratello, mio padre e forse mia madre (ma non erano loro, perché avevano tutti un aspetto diverso!) e stavamo guardando la TV. Ad un certo punto le trasmissioni televisive cominciarono a saltare, come quando si guasta l’antenna, inoltre anche la luce di casa iniziò a balenare, tanto che avevo paura, e dentro di me, nel sogno, mi ripetei più volte: “stanno tornando, stanno tornando…“, quindi afferrai il braccio di mio fratello, seduto immobile come una statua accanto a me, mentre al contempo tutto quell’insolito contesto famigliare, continuò a smorzarsi in tanti frame, come una pellicola rovinata di un film, sino a quando ogni cosa diventò bianchissima ed accecante, nel mentre principiai ad avvertire anche un suono metallico all’orecchio sinistro…

Mi svegliai. Ricordo di aver aperto gli occhi ma era tutto bianco, dal fondo si alzò uno strano velo candido, come se un liquido simile al latte levitasse al posto delle palpebre. Vidi i contorni di una “figura con la testa ovale“, era molto basso, veramente piccolo, ma in breve si dissolse e al posto degli occhi vidi il riflesso della luce su di un oggetto, posto sopra il tavolino vicino al letto. Ero sdraiato in una posizione scomoda e con il Corpo immobilizzato. Riuscii a muovere solo gli occhi e fu allora che vidi le mani poggiate sul petto e con sforzo enorme cominciai a spostare le dita della mano sinistra; poco più tardi il resto del Corpo, ancora addormentato, si risvegliò come per incanto e mi ripresi completamente. Dopo pochi giorni, tornarono di nuovo. Sempre dopo pranzo mi coricai per fare un breve sonnellino, ma mentre dormivo cominciai a fare un sogno decisamente strano. Mia nonna e sua cognata si trovavano in un luogo misterioso, “sempre bianco”, e stavano parlando tra di loro in una lingua sconosciuta e del tutto incomprensibile! [All’epoca mia nonna era morta da alcuni anni e sua cognata aveva più di ottant’anni.] Improvvisamente mi ritrovai sveglio nel letto, sul fianco destro, con gli occhi aperti e fissi che guardavano in basso e non riuscivo a muovermi. Tutto era ovattato, ma ad un certo punto vidi delle “Ombre”passarmi vicino, furtive, una in particolare sorvolò persino il letto… Mentre ero in quello stato, sapevo che il mio fisico non si poteva muovere, ma “un altro me” stava scalpitando a più non posso, tanto che quando mi rinvenni ero stanchissimo. Rispetto alle altre volte, però, non ero riuscito a concentrarmi su di un punto e a “svegliarmi” veramente, pertanto, caddi nuovamente nel sonno più profondo, destandomi più tardi.

Appena alzàtomi, però, mi assalì la sensazione che fosse passato molto, troppo tempo, se non addirittura l’intero pomeriggio, anche se avevo dormito solamente due ore, e mi sentivo talmente estraniato che pensai persino di essermi svegliato la mattina dell’indomani. Durante il pomeriggio, poi, comparve anche l’ormai classico mal di testa “post-adduzione“, sempre sul lobo sinistro del Cervello (un malessere del tutto particolare perché inizia dall’occhio sinistro e si propaga all’interno, pulsando), mentre la sera migliorai sensibilmente. Mesi più tardi, niente di nuovo sotto il Sole, perché durante l’estate mi accaddero altrettanti episodi anomali. Ricordo che un pomeriggio caddi in un sonno pesantissimo e i sogni che si susseguirono confusi, sembravano disturbati come quando si vede male un canale TV. In uno di essi, rammento che mi trovavo nella cucina di casa mia, quando entrò mio padre dicendomi che la sua compagna voleva farci visita e mi chiedeva il permesso (cosa assai insolita). Io gli risposi che non c’erano problemi, ma quando la sentii entrare (era già fuori dalla porta!), il sogno si fermò, come si stoppa un film alla TV col telecomando! Era tutto fermo: io, lui, lei, la cucina, tutto… mi svegliai poi di soprassalto incredibilmente stordito, persino il mio cellulare non funzionava più, specie dopo vari e ripetuti tentativi di “rianimarlo”…

L’anno seguente, nel 2010, la situazione si complicò ulteriormente. Rammento che molti addotti che conoscevo (compreso il sottoscritto), furono tutti accomunati dallo stesso “Fenomeno Collettivo”, fatto di sogni decisamente terribili. “Ombre” oscure, affusolate, spesso con uno strano volto bianco con stampato un sogghigno beffardo, andavano a disturbare i nostri stati di dormiveglia o di sonno. Sovente, questi episodi erano accompagnati da vere e proprie visioni orribili, dove animali marini mostruosi, non esistenti in natura, divoravano animali più piccoli o persino Esseri Umani, oppure in altri contesti vi erano uomini che torturavano altri uomini, infliggendogli punizioni corporali al limite della sopportazione. Una notte ricordo che una di queste “Ombre” iniziò a trafficare dietro alle mie spalle, nella colonna vertebrale, tanto che poi a notte fonda (saranno state le 4 o le 5 del mattino), mi svegliai con una fortissima pressione e un dolore lancinante alla spina dorsale, alla base della schiena. La cosa più insolita, tra le tante, fu quando una sera, mentre stavo preparandomi per andare a dormire, avvertii un forte prurito e un fastidio, simile ad una marcata sensibilizzazione della pelle. Ebbene, pochi giorni dopo questo strano episodio, apparvero dei puntini rossi sul piede. Non avevo mai visto una cosa simile sulla mia cute, mi erano venute in passato delle verruche, dei pinzi, delle macchie, sovente irregolari, ma mai la formazione ben chiara di un vero e proprio numero! Si, perché osservando bene quei puntini, sembrava di ravvisarne un numero: il 19, o se visto al contrario, il 61.

Le settimane successive furono molto particolari, con frequenti sbalzi di umore, stati depressivi momentanei, insolite “Interferenze di Entità”, inusuali sogni a notti alterne, continue visioni lucide, persino “aliene“, nel senso di pianeti, sistemi solari, galassie, etc. Una mattina mi svegliai di soprassalto, ero seminfermo nel letto e davanti a me, alla sinistra, scorsi un “Essere” piccolo piccolo, con una testa ovale allungata, degli enormi occhioni neri e a mandorla, con uno strano colore “umano” della pelle, come se fosse stata abbronzata, o sporca. Quando si accorse che ero sveglio rimase sorpreso, forse terrorizzato, anche perché non appena lo focalizzai bene, mi misi ad urlare mentre lui si dileguò fulmineo, svanendo nel nulla. Avevo fatto appena in tempo a vederlo quando scattò all’indietro, rientrando in una sorta di “Porta Olografica“, e da dove probabilmente era entrato nella mia stanza. Quell’esperienza fu shockante, sembrava “quasi umano“, forse un ibrido, e oltretutto mi sembrava persino stranamente familiare! Poi mi ritornò alla mente un sogno che avevo fatto prima di svegliarmi, dove mi mettevano in braccio un “Esserino” (più piccolo ma a lui molto somigliante), dicendomi che quello era “mio figlio” e che avrei dovuto prendermi cura di lui… Quando infine mi alzai, notai sulla mano sinistra una cicatrice che prima di coricarmi non avevo, alquanto vistosa, e quando cercai tracce di eventuale sangue che avrebbe potuto uscirmi durante la notte, mi resi conto con sconcertante stupore che il pigiama, e le lenzuola, erano pulite e senza alcuna macchia.