“Siamo Stelle che contemplano le altre Stelle”

La ricerca del proprio “Sé Superiore” è paragonabile all’intraprendere un esaltante avventura. È come aprirsi ad un “Mondo Nuovo”, inesplorato, dove conosciamo il punto di inizio e di ricerca, seppure non sappiamo assolutamente dove andremo a finire. Strada facendo, poi, si inizia anche a comprendere effettivamente “chi siamo“, e che “non-siamo” fatti soltanto di un Corpo Fisico vivente su questo minuscolo ma bellissimo pianeta, così come abbiamo persino una storia e una radice al di fuori di siffatto contesto. Ci rendiamo conto, a un certo punto del “Cammino“, che siamo arrivati qui da chissà dove, che la nostra origine sicuramente è avvenuta su di un Pianeta orbitante attorno ad un’altra Stella, lontana probabilmente molti anni luce, e che siamo venuti quaggiù appositamente per fare questo tipo di esperienza, per capire come funziona il nostro angoletto di Galassia. Durante l’esistenza terrena, ci capiterà addirittura di incontrare persone, del tutto umane, provenienti dal nostro stesso pianeta (o da altri, seppur diversi), condividendo con loro delle visioni sulle “Società Evolute del Cosmo”, o di “Realtà Altre incredibilmente straordinarie. Perché è bene comprendere che non è presente solo il Male nell’Universo (e sulla Terra), in quanto il Cosmo in cui ci troviamo a vivere, non può essere governato solo da “Forze” avverse e negative.

Se il Male avvolgesse ogni cosa, avrebbe già vinto questa estenuante e interminabile “Battaglia per la Vita Eterna“, non sarebbe definibile e non avrebbe una sua controparte Duale con il Bene (oltre a vivere in una realtà che sarebbe intrisa di “Male Assoluto“). Oltretutto, in mancanza di un concetto di Bene, non avremmo nemmeno questa nostra spinta, o la consapevolezza, che ci induce a migliorarci e ad elevarci a stati superiori di Coscienza. Ovviamente il Male fa più rumore, è teatrale, ammaliante, conturbante, perché è più facile, – specie sui Media -, parlare di rapine, terrorismo, guerre o assassinii, piuttosto di tutte quelle belle azioni che avvengono ogni minuto, ogni istante della nostra esistenza. Il Male vuole attenzioni, e le attenzioni sono Energia, nutrimento. Il Bene non avendone bisogno, non necessita di così tante attenzioni, per questo motivo il Male ha un marketing pubblicitario più vincente. Oltretutto, esistono anche quei Buoni che nella loro inconsapevolezza, o nel loro essere in parte interessati, si presentano alla nostra porta pretendendo di migliorarci, ma così facendo si nutrono di un’Energia, quasi sempre la nostra e dove, pensando di fare del Bene, vanno ad alimentare loro stessi ed un “Concetto Fittizio di Positività”; e che va a sua volta a nutrire ancora quella parte negativa messa in opera da tutte queste “Forze” in campo.

Spesso mi viene rivolta una semplice ed incisiva domanda: i Buoni esistono?

Da alcuni anni sto studiando la figura di un grande maestro spirituale bulgaro, Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986), e seppur non sia un suo discepolo e non lo considero un gurū[1], ho così tanto imparato dai suoi insegnamenti da avermi letteralmente aiutato ad acquisire una diversa visione della Vita e del Cosmo. Seppure molti ancora non lo conoscono, i suoi insegnamenti si stanno diffondendo moltissimo anche in Italia, pertanto vi consiglio di approfondirlo e leggerlo, ovviamente considerandolo “figlio del suo tempo“, intriso di una cultura fortemente cristiana (pure se giovannita ed eretica), ma che è stato capace di dare spunti di riflessione, specie per l’epoca in cui ha vissuto e operato, senza precedenti. Il messaggio che alla fine ha contribuito a diffondere è assolutamente sconcertante, perché ha anticipato quello di molti ricercatori successivi, i quali hanno per così dire “riscoperto”, dal momento che lui lo aveva già capito in anticipo sui tempi. E se c’è arrivato lui, 50 o 60 anni fa, che proveniva da un paesino sperduto della Bulgaria, circondato da persone semplice (i suoi primi seguaci provenivano da una cultura ortodossa e bigotta), può arrivarci chiunque.

«Dopo aver letto qualche libro di Esoterismo, alcune persone credono di poter assumere il ruolo di Maestro Spirituale. Gli altri, che sono ingenui, invece di studiarli un poco per vedere come si comportano veramente, li seguono ad occhi chiusi. Non si chiedono da dove vengono, come hanno vissuto sino ad allora, chi era il loro Maestro, chi li ha inviati… Ah, no, no, è inutile porsi delle domande. Basta che qualcuno gli faccia un poco di commedia, raccontando che saranno iniziati in tre giorni – versando una grossa somma, naturalmente – e gli credono. Hanno premura, capite, e l’Iniziazione non può durare più di tre giorni, ed ecco perché il primo ciarlatano o scroccone che vuole profittare della loro ingenuità è il benvenuto: darà loro l’Iniziazione! Ebbene, visto che chiudono gli occhi, visto che ci tengono tanto ad essere ingannati, che non si lamentino dopo.» (“Veri maestri e falsi maestri”, di Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Aïvanhov, in sostanza, ad un certo punto del suo percorso, si trovò a fronteggiare dei problemi: venne incarcerato con l’accusa di molestie sessuali, fu poi scarcerato e assolto completamente, a quel punto decise di partire per l’India dove rimase un anno, e quando ritornò apparve completamente trasformato, sia umanamente che fisicamente. Da quel momento iniziò a parlare ininterrottamente, tenendo più di 4000 conferenze, e il succo del suo insegnamento fu questo: “se vogliamo veramente integrarci con la nostra Coscienza, non dobbiamo più ritrovarci a fare dei percorsi individuali fini a sé stessi, separati e in antitesi o in contrasto, gli uni dagli altri.” Perché il cristiano potrebbe imparare a parlare con il mussulmano, ma anche con l’induista, l’ebreo, il buddista, persino lo scienziato, il politico, l’economista, lo sciamano, l’esoterista, il mago, etc., mettendo insieme e a frutto tutte le proprie potenzialità, conoscenze e talenti, a mente libera e aperta, cercando di capire e comprendere in quale realtà viviamo. Perché il Mondo che ci hanno fatto credere essere reale, non lo è affatto, e una volta compreso, – noi tutti -, dopo esserci riuniti insieme, potremo compiere il passo successivo che sarà quello di rientrare in contatto con l’Universo intero.

Ma Aïvanhov andò persino oltre, sostenendo che nel Cosmo opera quella da lui definita la “Fratellanza Bianca Universale” (che non è la “Federazione Galattica di Luce” di Ashtar Sheran, e che non è nemmeno la Fratellanza antecedente della Helena Petrovna Blavatsky), ma tutte quelle “Società Extraterrestri Umane” (e non Aliene) costituenti la stragrande maggioranza delle Civiltà presenti nell’Universo. In parte, da loro, proveniamo “spiritual-geneticamente”, controllano che certe situazioni dello “Spazio Locale” non degenerino, non intervengono direttamente perché, se lo facessero, interferirebbero con il nostro “Libero Arbitrio“, con la nostra libera scelta di poter decidere, oltre a mettere in moto un finto buonismo di cui finirebbero per nutrirsene. Insomma, lui stesso (come altri ricercatori successivi), affermava che il Cosmo è composto di queste “Civiltà (Extraterrestri ma Umane) Buone”, di come con noi non abbiano contatti diretti, poiché sono in attesa che la nostra evoluzione, specie spirituale, raggiunga il loro stesso “Livello di Consapevolezza”, e se decidono di aiutarci lo fanno solamente ad una condizione: incarnandosi materialmente sul nostro pianeta!

E magari, anzi probabilmente, tu che stai leggendo tale studio, fai parte di una di queste “Civiltà Extraterrestri” (o “Grande Famiglia Cosmica”), e ad un certo punto hai deciso di venire qui sulla Terra per fare siffatta esperienza, per contribuire a portare un pizzico di speranza, a prendere sulle tue spalle un pochino del peso dell’enorme fardello che tutti noi condividiamo. Perché anche tu provieni da siffatte Civiltà e non lo sai, perché ti fanno credere di essere sconnesso dal Cosmo, che là fuori non ci sia vita ad eccezione della nostra, che siamo un caso ancora unico in tutto l’Universo, mentre tu sei venuto qui, incarnandoti e per comprendere i “Livelli della Matrix”, le Entità che ne fanno parte, la manipolazione messa in campo ancora oggi in azione. Il problema è che ci siamo dimenticati tutto questo, persino di essere “Divini“, perché ad un certo punto del nostro percorso siamo caduti. Da qui nasce il “Mito della Caduta degli Angeli Ribelli“, dove in quel frangente così lontano, oltre a cadere ci siamo trasformati diventando OmbreDemoni, o Alieni, seppure questo non significhi anche essere “Cattivi“, quanto semplicemente diversi, apatici, freddi, distaccati, disillusi, propriamente “Vuoti”.

Molti di noi vivono un’esistenza “Vuota“, intrisa di sola Materia fine a sé stessa, e che essendo illusoria, – nel momento in cui ci si accorge di aver speso una vita intera inutilmente -, contribuisce a svuotarci ancora di più; da questo processo, nascono consequenzialmente anche tutti quei problemi come le malattie, le disfunzioni psichiche, soprattutto energetiche, perché inconsciamente ci portano ad un limite estremo, un circolo vizioso, un avvitamento atavico, una spirale con un abisso senza fondo e dal quale è poi tremendamente difficile saper risalire. Ed è proprio qui che dobbiamo arrivare, a questa “verità ultima”, come al tempo stesso ne è anche la prima da cui partire. Ma Aïvanhov arrivò ancora oltre, sostenendo quello che poi è diventato anche un mio pensiero: “alla fine non è nemmeno importante capire da quale Stella proveniamo, come diceva peraltro il Gesù della Gnosi, perché io posso arrivare da Altair nella Costellazione dell’Aquila, chi dalle Pleiadi, chi da Orione, ma che, – dopo averne recuperato la memoria e appreso la nostra posizione all’interno del grande scacchiere galattico e universale -, è possibile andare Oltre, perché quelle Stelle da cui veniamo, non hanno un nome, non hanno etichetta, sono solo dei Buchi di Luce che conducono in un’Altra Dimensione…

Confucio diceva: «Le Stelle sono buchi nel Cielo da cui filtra la Luce dell’Infinito.»

Un giorno, nella New York della calda estate del 1966, un maestro indiano iniziò la sua lezione davanti ad alcuni allievi, dicendo delle semplici ma potenti parole: “Io non sono questo Corpo. Non sono indiano e voi non siete americani… siamo tutti anime spirituali.” Insegnava l’importanza di “una vita semplice, dedicata a pensieri elevati” e metteva in guardia sull’illusione dei tempi attuali dove nuovi “Yogi”, o presunti “Maestri”, spuntano da ogni parte per offrire ad un pubblico, schiavo del suo materialismo, una versione attraente, – riveduta e corretta -, della Spiritualità, allo scopo di sfruttare l’ingenuità e l’Energia delle persone. È in tale contesto che nasce e si inserisce la mia ricerca, ma con la piccola pretesa di insegnare, – a coloro in grado di recepire i contenuti iniziatici che essa propone -, tante verità in grado di soddisfare quel Vuoto, spesso interiore, di cui tutti siamo vittime e cerchiamo di colmare affidandoci alle cure del primo illusionista che ogni giorno incrociamo sulla “Strada della Vita”.

Il delegare agli altri le nostre scelte implica che non siamo in grado di essere responsabili, e questo ci conduce ad essere servizievoli nei confronti di coloro che hanno la presunzione di poterci insegnare a vivere. In realtà, anche se non ce ne rendiamo conto, stiamo sempre rendendo servigio a qualcuno (alla famiglia, al datore di lavoro, alla nazione o alla società), e tutto ciò dimostra che la nostra posizione naturale e originale è quella di servitori, ma nonostante tutti i nostri sforzi possibili, rimaniamo insoddisfatti, come delusa è quasi sempre anche la persona o l’essere servito; alla fine, a livello materiale rimarrà solo frustrazione perché il servizio offerto è sempre mal orientato. E come sosteneva quel maestro indiano dal nome impronunciabile, alla fine non siamo altro che “Essenze Divine” e lo stesso Universo è pieno di “Grandi Spiriti” di cui nessuno sa nulla, proprio perché “è l’Essere Niente che ci riconduce alla verità dell’Esistenza Suprema“.

I doveri che spettano all’uomo sono di natura più elevata, rispetto a quelli dell’animale che si preoccupa solo di riempirsi lo stomaco, ma la Civiltà attuale è riuscita solo a rendere più complesso il problema di riempirlo ad ogni costo, pur di soddisfare ogni piacere. La forma umana non ci è stata data perché faticassimo come delle bestie, ma per darci la possibilità di raggiungere la più alta perfezione della vita, e se non aspiriamo a questo obbiettivo, a causa delle “Leggi della Natura”, saremo destinati sempre a “tornare indietro“. Il Corpo Umano, se ci pensate bene, è uno straordinario strumento che ci permette di raggiungere la “Vita Eterna”, e simile ad un vascello, raro e prezioso, è capace con la giusta guida di superare l’Oceano d’ignoranza dell’esistenza materiale. L’errore risiede in ciò che reputiamo e consideriamo reale, perché la percezione visiva che ci è stata insegnata sin da piccoli, non ci ha mai permesso di sperimentare l’Oltre, un’altra realtà vera e tangibile, situata accanto a noi e dimorante su “Piani Superiori” dell’esistenza.

«Un suono discende da molto lontano | assenza di Tempo e di Spazio | nulla si crea, tutto si trasforma | la Luce sta nell’essere luminoso | irraggia il Cosmo intero | cittadini del Mondo cercano una terra senza confine | la vita non finisce e come il sonno | la nascita è come il risveglio | finché non saremo liberi | torneremo ancora | ancora e ancora. | Lo sai che il sogno è realtà e un Mondo inviolato ci aspetta da sempre | i migranti di Ganden in Corpi di Luce | su pianeti invisibili. Molte sono le vie | ma una sola quella che conduce alla verità | finché non saremo liberi | torneremo ancora | ancora e ancora.» (“Torneremo ancora”, di Franco Battiato)

Ed è qui che risiede il grande errore degli scienziati, dei filosofi, o di coloro che si dedicano alla speculazione intellettuale, i quali non sono ancora giunti ad alcuna conclusione circa la “Natura dell’Universo“, avanzando semplicemente delle teorie. Alcuni dicono che l’Universo è reale, altri lo vedono come un sogno, e altri ancora affermano sia Eterno. I presunti eruditi (o che si considerano tali) di questo Mondo hanno solo opinioni diverse, ma nessun ricercatore ufficioso ha finora scoperto l’origine o i limiti del Cosmo, la sua creazione, né il principio secondo cui l’Universo si mantiene nello Spazio; e poiché nessuno conosce la verità, ognuno si affretta a promuovere la propria teoria per guadagnarsi un po’ di gloria. Resta il fatto che questo “Mondo Materiale” è un luogo di straordinaria bellezza, ma anche di tremenda sofferenza e che nessuno può confutare semplicemente con delle ipotesi.

Quindi, cosa ci resta da fare se non vivere?


[1] Guru è un termine maschile sanscrito (gurū) che presso la religione induista ha il significato di “Maestro Spirituale“, ed è rivolto in particolar modo a colui che impartisce la dīkṣā al suo discepolo; si tratta dunque di una figura molto importante in questa religione, comune a tutte le scuole filosofiche e devozionali dell’Induismo, avente diritto al massimo rispetto e alla venerazione al pari del padre, della madre e dell’ospite.