“Coscienza non è sempre sinonimo di Libertà”

«Perché continuate a cercare fuori, quando dovete indagare dentro di voi? Che gli altri facciano il Cammino che devono fare, coscienti o meno, non è una vostra responsabilità. Alla fine di questo viaggio ci siete solo voi, con il vostro unico ed esclusivo percorso; gli altri si perdano pure nel deserto, il loro destino non vi riguarda. Chi nasce Pecora, rimarrà per sempre Pecora, e non potrà mai pretendere di diventare Cervo o Lupo, fintanto non prenderà Coscienza di Sé e della propria condizione. Come non può pretendere che gli altri Cervi o Lupi, si adattino a diventare una Pecora come lei. La Natura ha delle leggi e devono essere rispettate, dei limiti (e dei livelli) che dobbiamo imparare a riconoscere, ma con Consapevolezza, senza più avere la bieca pretesa di sentirci a lei superiori, specie se continuiamo a comportarci come uno dei suoi più infimi Parassita. E se la Natura è la massima espressione di ciò che chiamiamo Universo, anche tra le Stelle funziona esattamente in questo modo, perché solo riconoscendo i propri confini esistenziali, possiamo imparare a comprendere la nostra più vera ed autentica Natura.»

Molte persone sono convinte che possedere un poco di “Coscienza in più” significhi essere per sempre liberi. Quanto di più falso, dal momento che si tratta solo di un piccolo spiraglio, – squarciatosi nel buio più profondo delle nostre mere esistenze -, e nel quale cadiamo per capire chi siamo all’interno di questo gigantesco Universo; uno spiraglio che è in grado di richiudersi anche molto velocemente, lasciandoci senza nulla in cambio, se non con un potenziale inespresso. Questo accade perché molti di noi non hanno scelto di “Conoscere Sé Stessi”, dal momento che significa dedicarvici tempo, energie, risorse e che, alla fine, se non avranno un riscontro concreto finiranno per esaurirsi. Dobbiamo però essere anche vigili e fare molta attenzione, specie quando ci si imbatte “in strani fenomeni” ai quali non sappiamo dare risposte, perché la storia, in particolar modo quella terrestre e ancor più universale, è molto più ampia ed estremamente complessa di quanto si creda. Percepiamo, in realtà, una “Dualità” all’interno di una prospettiva più bassa della comune “Coscienza Universale“, perché sulla Terra non percepiamo il Cosmo nel suo insieme, ma attraverso un ciclo continuo che alterna il giorno con la notte, la Luce con le Tenebre. Vero, il Buio non è sinonimo di Male, come la Luce non lo è del Bene, perché spesso ciò che è luminoso può essere anche più malvagio di ciò che è oscuro (e viceversa), ma sta a noi decidere queste differenze in base alla conoscenza nel frattempo acquisita.

Esistono “Forze” in questo straordinario e sconfinato Universo, ma sono “Forze” a diversi “Livelli di Coscienza”. Quelle che si trovano al “Livello” più basso agiscono per un loro fine e per piani ben precisi in cui noi, piccoli Esseri Umani, spesso non siamo nemmeno contemplati, mentre altre, a “Livelli” ben più superiori, hanno trasceso tale condizione ed intervengono solo per un “Bene Comune“. Facciamo parte di uno scacchiere immenso, pedina tra le tante, pronta a vincere o a caderne vittima, dove agiamo in piccolo perché pensiamo in piccolo, e crediamo solo a ciò a cui siamo stati programmati a credere. La verità è che viviamo una “Falsa Realtà“, perché non siamo effettivamente il nostro Nome (No-Me) o il Corpo in cui alberghiamo, non siamo nemmeno la nostra “Personalità“, i pensieri, le emozioni, la sessualità, il lavoro che svolgiamo, perché siamo una “Cosa” ancora del tutto sconosciuta: ma “Cosa”? Le informazioni, è vero, sono importanti perché sono il primo passo verso una “Presa di Consapevolezza”, la quale consiste nel riconoscere i limiti che poniamo a noi stessi dal punto di vista psicofisico e/o spirituale, e tale conoscenza evidenzia il bisogno di ampliare la percezione e l’esperienza oltre i densi limiti che ci circondano, una volta raggiunta l’età matura. L’evoluzione, del resto, è più di quanto possano vedere i nostri occhi: è il movimento e la trasformazione della Coscienza dalle forme di vita biologica più semplici a quelle “non-fisiche” più complesse e organizzate, ma è il Pensiero che delimita i confini della “Chiara Visione” e questo dipende esclusivamente dalla nostra Mente, come è nella Mente in cui risiede il controllo che ci conduce alla manipolazione; perché quando ci si connette alla Coscienza non ci è richiesto di imparare qualcosa o di andare da qualche parte, non dobbiamo fare nulla perché siamo già ovunque.

Anche perché, sostanzialmente, noi siamo “Esseri Inter-Dimensionali” che attualmente, su questo pianeta, concentrano l’attenzione su di una singola “Dimensione“, ed arrivare a riconoscere in maniera consapevole e sperimentare a livello personale la propria “Essenza non-fisica”, dovrebbe diventare un obiettivo fondamentale della nostra evoluzione individuale. Noi non abbiamo bisogno di imparare chissà quali verità imperiture, ma di acquisire la capacità di disimparare ciò che il “Sistema” ci ha indotti a credere, manipolandoci. La Mente non è la strada che conduce al “Risveglio“, ma la sua prima barriera. Noi non abbiamo bisogno di apprendere, ma di risvegliarci da questo “stato di trance ipnotica” (o torpore) e di ricordarci chi siamo, perché quando lo sperimentiamo cessiamo di pensare inutilmente e iniziamo a “Conoscere l’Oltre”. Soltanto dopo aver sviluppato la capacità di esplorare al di là dei confini del proprio Corpo, potremo senza alcun dubbio integrare, nonché sviluppare, questa caratteristica anche nella nostra esistenza futura nell’ambito di una “Realtà non-fisica”, e tale abilità di sperimentare i vari livelli di frequenza “non-fisica” del quotidiano, dipenderà anche dalla capacità di saper trascendere i propri attuali limiti umani. Se solo fossimo capaci di trascendere le barriere fisiche, potremmo ricorrere a tale facoltà per sperimentare regioni ancora inesplorate dell’Universo, senza dover utilizzare strumentazioni, perché da creature completamente immerse nella fisicità si dovrebbe aspirare a diventare degli “Esseri Spiritualmente Illimitati”. E solo trascendendo questi densi confini potremmo, inoltre, sperare di esprimerci in maniera consapevole, attraverso l’intero spettro dimensionale dell’Universo, dal momento che il destino comune è quello di evolverci fino al punto in cui tutti avremo la capacità di ampliare la nostra Coscienza in ogni punto di esso.

«Amiamo, o almeno pensiamo di amare. Amiamo spesso senza essere corrisposti, o amiamo vivendo al fianco di qualcuno che ci ignora. Amiamo non di rado chi vive con altri, o amiamo anche chi scambia l’amore per possesso (o al contrario per gelosia). Amiamo credendo di amare, e amiamo con la speranza di essere amati. Amiamo un’illusione, per questo motivo ci sentiamo così vuoti, soli, perché non siamo in grado di amare noi stessi

Numerose persone sono state indotte nei secoli a credere che stavano osservando l’unica “Realtà” esistente. Lo stesso dicasi di una buona parte dell’Umanità attuale e che, quando va incontro al rivelarsi di “Altre Realtà”, si aspetta persino che l’ambiente “non-fisico” sia identico a quello concreto. Ed è buffo, perché quando ogni aspettativa viene delusa, queste persone rimangono confuse e disorientate, convincendosi che l’intera esperienza “Extra-Corporea” sia un semplice e banale sogno. Questo equivoco nasce perché siamo stati condizionati ad accettare come unica “Realtà” solo la “Forma Materiale” o “Densa”, pertanto la nostra Mente ha la tendenza a concentrarsi su quella Realtà che conosce ed accetta, ovvero la Materia. Un indottrinamento del genere è prevedibile, perché viviamo immersi in un mare di stimoli fisici e in un ambiente ritenuto a torto tangibile, dove per riuscire a superare questa “Forma” di ammaestramento dobbiamo solo arrivare a riconoscerlo, dal momento che il “Mondo Fisico” su cui ci concentriamo è semplicemente una minuscola frazione dell’Universo; come la stessa Scienza ci dimostra continuamente attraverso lo studio del Cosmo. Pensate che il nostro attuale concetto di evoluzione deriva dalla “Teoria Darwiniana”, secondo la quale gli organismi biologici si adattano e modificano in risposta alle condizioni fisiche che li circondano, e questa ipotesi, basata interamente sui continui cambiamenti riscontrati su di essi, è rimasta per più di un secolo la base scientifica di ciò che consideriamo essere stata la nostra evoluzione umana, animale e vegetale.

In realtà, grazie ai nostri studi si è scoperto che l’evoluzione è il progressivo sviluppo dell’Energia, consapevole di sé stessa (spirituale e animica), e che grazie all’utilizzo di contenitori biologici (i nostri Corpi) in qualità di mezzi temporanei, si esprime. La nascita e la morte sono semplicemente l’entrata e l’uscita da questa densa “Dimensione EnergeticGrezza”, dove il nostro Corpo Fisico è solamente un veicolo temporaneo che serve per esprimersi e sperimentare in questo “Regno (denso) della Materia”, dove l’atto stesso di assumere una “Forma Fisica e di Essere Umani”, incarna un elemento fondamentale dello sviluppo. Le forme materiali che osserviamo intorno a noi sono soltanto la superficie esteriore di ciò che sono, ovvero una “Realtà” relativa determinata dalla nostra densità e frequenza personale. Infatti, staccarsi da tale condizionamento non è un’impresa facile, perché noi non siamo i nostri pensieri ma il silenzio che c’è nel mezzo, e solo in siffatto modo, partendo da questo “Livello di Coscienza”, potremmo poi tentare di staccarci dal “Sistema”. Una volta che ci renderemo conto di non essere le nostre reazioni programmate all’interno del “Sistema”, saremo capaci di osservare una diversa prospettiva da quella che reputiamo essere la “Realtà” oggettiva. E imparando a disconnetterci da quel “Software” che ci programma continuamente, manipolandoci, saremo anche in grado di sviluppare una spontaneità tale e mai sperimentata in precedenza.

Alla fine, se ci pensiamo bene, ognuno di noi in quanto “Personalità” è una sintesi di quello che è stato in precedenza, e la sua rinascita avviene in un ambiente che può contribuire a svilupparla e a farla crescere per una sua maggiore sete di conoscenza e di apprendimento esperienziale. Dobbiamo entrare “nell’Ordine delle Idee” che la nostra vita attuale è comunque una sintesi di tutte quelle già vissute e sviluppate in precedenti esperienze. Noi manifestiamo, allo stato attuale, una “Personalità Illusoria” risultante essere solo una mera aggregazione degli elementi essenziali caratterizzanti la sintesi di tutte le nostre esperienze passate, inoltre, viviamo e ci esprimiamo in un numero infinito di momenti in continua evoluzione, legati uno all’altro e comunque unici se presi separatamente. E come già ampiamente spiegato, una persona potrà aspirare a diventare veramente e pienamente libera, quando saprà scegliere consapevolmente gli avvenimenti della propria esistenza, indirizzandosi verso una crescita positiva. Per contro, una persona non integra creerà il futuro con le proprie reazioni meccaniche, di conseguenza non si renderà conto di avere la responsabilità di ciò che gli accade, e continuerà a credere a concetti come il “Fatalismo“, la “Predestinazione“, incolpando soprattutto gli altri (o gli Dèi), specie dei propri fallimenti. Perché la vera crescita, sempre a livello personale, si verifica esclusivamente all’interno di quelle vite in cui sfruttiamo al massimo i nostri talenti e le possibilità, sempre nei limiti delle circostanze del momento.

«Noi tutti siamo dei Soli, ma se ci facciamo eclissare, saremo sempre costretti a pretendere la Luce altrui per considerarci illuminati.»

Che differenza c’è tra Noi e l’Alieno[1]? Non c’è differenza alcuna, loro sono Alieni ai nostri occhi come Noi ai Loro, e siamo Umani in questo pianeta quanto essi lo sono sui propri pianeti di origine. La divisione e i vari ruoli sono solo dei costrutti, dei programmi mentali che permettono di muoverci ed agire in questa “Realtà Materiale“, ma la Natura (o il Cosmo), – seppur sconfinato nelle sue variabili -, non si è mai dato delle etichette, semplicemente fa esperienza assumendo le “Forme” necessarie alla propria evoluzione. Siamo tutti quanti Umani ed Alieni, come siamo parte di un disegno molto più grande. A questo punto chi ci dice quale sia il confine tra “Realtà” o “Follia”, se non l’opinione altrui e non la propria? E dove sta la verità? In ciò che vediamo o in ciò che vedono gli altri? Ricordiamoci che tutto questo, o cosa crediamo di vedere, non è “visibile“. Io, voi, siamo osservabili ai nostri occhi umani ma non a quelli di un batterio, tanto meno da quelli di un’Entità abitante in “un’Altra Dimensione“, ad esempio inferiore alla nostra. Tutto ciò che ci circonda è riconoscibile dalla nostra Mente, ma non dai nostri occhi, in quanto è solo “un’Illusione“; sono solamente impulsi nervosi, niente di più. Tutto questo è ciò che la nostra Mente è programmata a riconoscere, e non è ciò che pensiamo di vedere realmente. Perché “Tutto è Niente“. Inoltre, se inizieremo il “Cammino” partendo da questo “Niente“, scopriremo sicuramente qualcosa, mentre se partiremo infarciti di convinzioni, lungo la strada troveremo solo altre convinzioni e non risposte alla nostra curiosità. È innegabile, siamo all’interno di un “Sistema”, e i “Sistemi” si riconoscono subito perché in ogni loro azione sono prevedibili, calcolati.

Noi non esistiamo, siamo solo un’Energia che fa esperienza “nell’Illusione” e dove la sofferenza ci tiene prigionieri, ma è anche colei che ci rende partecipi dell’esperienza stessa. Nondimeno, le “Entità Aliene” (e non) si sono servite da sempre della nostra creatività per cibarsi delle emozioni umane. L’ispirazione artistica, ad esempio, è stata nient’altro che un efficace espediente per permettere a Noi, inconsapevoli e ignari, di creare, si, opere sublimi, ma dalle quali Loro hanno tratto nell’oscurità e nella menzogna, linfa vitale per la propria sopravvivenza. Se pregate, venerate, adulate, adorate qualcuno, andate a nutrirlo della vostra “Energia“, oltreché a disperderla, e ad alimentare la sua “Egregora” che ne richiederà sempre di più. Ma se meditate su voi stessi, “quell’Energia” la tratterrete mettendola al servizio del vostro benessere psico-fisico e spirituale. E rispetto alla predominante sub-cultura cristiana, che vede la possessione come opera del maligno, a discapito di altre dove è persino considerata positiva, alla fine ognuno deve essere anche libero di farsi possedere da chi e cosa vuole, per questo motivo sostengo che il 100% dell’Umanità e di tutte le creature di questo pianeta (compreso tu che stai leggendo), è posseduto da qualcosa. Dico questo per il semplice fatto che sicuramente abbiamo un attaccamento, di qualsiasi natura o “Forma“, anche “non-fisica“, materiale, mentale, etc. Tutti siamo posseduti, nessuno ne è immune! A chi piace l’alcool è posseduto dal bere, a chi piace fumare lo è dal tabacco o dall’erba, a chi piace il Sesso lo è degli organi genitali, come c’è chi è posseduto persino dalla TV, dai Social, dalle partite di Calcio, etc., perché se ci pensate è tutto desiderio, possessione, costante controllo e predominio, specie dell’altro.

La possessione dona un senso illusorio di onnipotenza a cui nessuno ne è immune, né io, né voi. Io sono posseduto dalla Musica, ad esempio, deformazione professionale in quanto musicista, e non posso farne a meno, ma questa “dipendenza” non ha cambiato in meglio o in peggio la mia vita, l’ha solo aiutata a disvelarsi e ho imparato a integrarla e a trascenderla nel mio quotidiano, mentre altre possessioni possono essere migliori o peggiori (pensate a chi si droga), ma se tutto viene fatto con “Coscienza e Consapevolezza” allora è lì che le cose cominciano a cambiare, mentre nel caso contrario vi resteremo solo come delle vittime incoscienti. La nostra “Realtà” è fittizia e viviamo in un “Illusione“, quindi alla fine, sapere anche se esistono gli Alieni oppure no, è di secondaria importanza, come probabilmente non fa parte della nostra attuale esperienza terrena. Perciò il “problema” non sussiste, perché tutte le esperienze, per quanto siano diverse, portano alla stessa meta che è la “Conoscenza di Sé” stessi. Pensate solo al vostro “Risveglio“, al vostro “Cammino di Consapevolezza”, gli altri lo inizieranno da soli prima o poi. Non si può costringere nessuno a “risvegliarsi” se ancora non è pronto a cambiare la propria vita. E condividete solo con chi vuole condividere, perché troverete sempre sul vostro percorso chi si comporterà alla stregua di uno sciacallo; donare sé stessi è un gesto nobile, ma donare tutto è un suicidio. Perché il problema non è il Parassita, l’Alieno o chicchessìa, il problema è “l’ignoranza umana” e l’ignoranza uccide gli uomini più delle armi! Se continuerete a pensarvi come schiavi, sarete sempre degli schiavi, ma anche pensare alla libertà ci rende schiavi a sua volta della stessa libertà, è come il cane che si morde la coda, un “Concetto Duale” dal quale sembra impossibile uscirne. Se invece inizierete a pensarvi come un “SOLO IO”, è lì che inizierete a cambiare la realtà delle cose, perché a quel punto non sarete più nulla, né schiavi e né liberi, ma soltanto un IO a fare la differenza, o una “Essenza” che fa semplicemente esperienza!

Stiamo vivendo l’inizio di un XXI secolo intricato nella sua complessità politica, economica e sociale, ampi conflitti si combattono in ogni angolo del Mondo, soggetto a continue trasformazioni senza precedenti. Interessi spregiudicati mercificano anche quei valori più semplici, spesso legati a una propria intimità religiosa o quotidiana, ogni scusa diventa un pretesto per continue lotte, divisioni, dove tutto sembra come oscurarsi nell’ombra di visioni apocalittiche. Se il futuro, come spesso accaduto in passato, rimane sospeso e racchiuso nella poca convinzione di una speranza, non rimane che “tirare i remi in barca”, fermarsi per sostare un attimo negli angoli più remoti del nostro inconscio, alla ricerca di risposte che forse, per troppo tempo, abbiamo dato per scontate. Ma è in questi momenti che rinasce dentro di noi l’esigenza di esprimersi, di comunicare il già conosciuto sotto un’ottica diversa ma sempre innovativa, capace di dischiudere “Mondi Interiori” ove in altra maniera non sarebbero stati in grado di uscire allo scoperto. Così si compie il miracolo della Poesia, che da millenni è sempre stata profetica nella sua semplicità, spesso sovversiva e rivoluzionaria. La Poesia è stata una delle prime forme di comunicazione e che, insieme alla Musica, ha saputo svelare all’Uomo i segreti del Creato. Ed ogni volta che gli uomini si sono dimenticati della Poesia, sono sempre diventati aridi come i deserti, perché hanno perso perfino quella “Magia” di cui è intrisa l’esistenza. La Poesia, nella nostra società attuale, acquisisce un’importanza ancor più incisiva, quanto mai fondamentale, perché dietro ogni retorica ed eloquenza riesce ancora a trasmettere verità indistruttibili, capaci di infondere tra il nostro Cuore e la Mente, ogni aspetto insito nella Natura.

Le persone seguono degli schemi e svolgono le loro funzioni quotidiane al chiuso, personalmente preferisco invece praticarle all’aperto, alla luce del Sole, anche quando è nuvoloso, perché da quattro mura tinte di bianco ho poco da ricevere, da uno spazio aperto e naturale, mi apro verso l’infinito. Data la bella giornata di Sole, un giorno di inizio primavera di qualche anno fa, insieme ad un caro amico andammo a passeggiare tra i campi, poi ci incamminammo verso l’argine dell’Arno da dove si apre un bellissimo scenario paesaggistico, che quasi impressiona. Mentre stavamo camminando ad un certo punto notammo una farfalla aggrappata ad un filo d’erba e che stranamente non volò via, nonostante la nostra presenza. Ci chinammo per osservarla meglio, era talmente bella e il primo istinto fu quello di fotografarla, ma ci accorgemmo poco dopo essere perita… e restammo a guardarla in silenzio per alcuni minuti. Fu come un momento di raccoglimento, perché quella farfalla aveva deciso di morire lì, posata su quell’esile filo d’erba, bagnata da un Sole caldo di inizio primavera, nella quiete, lontana da qualsiasi artificiosità umana. E ci rendemmo conto in un’istante di quanto quella bellezza sarebbe diventata niente, perché il Sole, il vento, la pioggia, l’avrebbero poi trasformata in polvere (come è giusto che sia!). Questa è “l’Essenza ultima della Vita”, di una farfalla che non possedeva nulla, se non una bellezza effimera ed esteriore, e che aveva deciso di morire su quell’argine in completa solitudine, osservata per l’ultima volta da due Esseri Umani, capitati lì per caso…

È “L’amor che move il sole e l’altre stelle.” [2]


[1] La parola Alieno (dal latino alienus col vario significato di: «appartenente ad altri, altrui; straniero; estraneo; avverso») assume diversi significati in funzione del contesto di riferimento, in generale indica una qualunque cosa o soggetto estraneo a un determinato ambiente.

[2] Paradiso XXXIII,145, “Divina Commedia”, Dante Alighieri.