“L’Oscuro Signore e gli Übermensch”

[Particolare da “L’ultimo giudizio” di Jan Van Eyck, ca. 1440–1441]

Oscuro Signore” è un titolo spesso usato in Letteratura, o nel Cinema, per riferirsi ad una figura dalle caratteristiche comportamentali votate del tutto al Male, estremamente potente, i cui interessi sono la conquista e il “Dominio del Mondo“, della Galassia o dell’intero Universo, sovente mediante la strenua lotta contro il Bene. Questa figura, che affonda le sue origini sin dall’antichità, ha sempre fatto parte dell’immaginario collettivo umano, in quanto si riscontrano “Entità” simili tra le quali ricordiamo: Seth (anche detto Sutekh, Setesh o Set), Dio del Caos della mitologia egizia, raffigurato sovente come un uomo con la testa di animale, identificato con lo Sciacallo; Ade o Ades, Divinità della mitologia greca, fratello di Zeus, nonché Dio degli Inferi (la cui sposa era Persefone), raffigurato come un uomo tenebroso e barbuto seduto su di un trono, dotato di una patera e uno scettro, con ai suoi ordine il Cane a tre teste Cerbero, protettore degli Inferi. I norreni avevano Loki, Dio della Grande Astuzia, ingegnoso inventore di tecniche e diabolico ingannatore, figura ambivalente nel pantheon divino, in taluni miti era compagno di Odino e Thor (e spesso gli Dèi si cavavano d’impaccio grazie alle sue astuzie), in altri era colui che attentava all’ordine cosmico in veste di attaccabrighe, maligno, temibile e camaleontico, incarnazione comunque di un Male necessario a mantenere l’equilibrio universale.

Dal respiro più universalistico è la figura di Angra Mainyu (avestico), o Ahreman e Arimane (pahlavico) o Ahriman (persiano moderno), incarnazione dello “Spirito Guida Malvagio” di una schiera di Demoni, indicati come daēva, nella religione mazdeista. In Angra Mainyu (“Spirito del Male“) era riconosciuto lo “Spirito Malefico e Distruttore“, rispetto al suo avversario, Spenta Mainyu (“Santo Spirito“) lo “Spirito Santo del Bene e Guida degli Angeli“, conosciuti come Ameša Spenta. Singolare è anche la figura di Sorat o Surat, la cui radice è Srt/Svrt, in quanto secondo l’Esoterismo era il “Demone Solare” contrapposto al “Principio del Cristo“. Rudolf Steiner lo definiva come appartenente alla categoria di Spiriti chiamati Asura nei testi vedici, e lo identificava anche come la Bestia a due corna dell’Apocalisse di Giovanni; Svrt, vocalizzato come Surtr o Surtur, era presente anche nella mitologia norrena, caratterizzato in modo analogo come capo dei “Giganti del Fuoco di Muspellsheimr” – gli equivalenti germanici degli Asura -, e come colui che brucerà questo Mondo durante il Ragnarök.

Risulta, però, nella mitologia giudaico-cristiana il fatto che il Demonio non è più solo una allegoria del Male, ma un reale “Spirito Angelico” che opera contro il Bene, avendo scelto liberamente di non servire Dio, e di usare contro di lui i suoi doni. Satana (dal latino Diábolus, “Colui che divide“), infatti è riconosciuto per eccellenza come il “Principe delle Tenebre“, il “Principe di questo Mondo” (secondo il Cristo), sovente chiamato anche con i nomi di Belzebù (definizione traente origine dal nome della divinità fenicia Baal, la cui tradizione letterale: “Signore delle Mosche”), Belial, Mefistofele, etc. Nell’Angelologia Ebraica era ed è presente la figura di Satanael (che significa “avversario”, “colui che si oppone”, “accusatore in giudizio”, “contraddittore”), Angelo al quale veniva affidato da Dio, il compito di verificare il livello di pietas dell’Uomo, ovvero del suo amore e della sua dedizione verso Dio stesso, e questo Angelo, poi, riportava al Signore tutti i peccati commessi, dimostrando, così, una loro iniziale e contraddittoria collaborazione. In sintesi, questo “Oscuro Signore” ha assunto in periodi storici diversi tantissimi nomi: dal Saturno dei Greci (inteso come “Entità Demiurgica” del Male primordiale), l’Ade, Signore degli Inferi, l’Ahriman, fratello gemello del Dio Supremo persiano, come similmente si ritrova in Egitto tra le figure del dio egizio Seth e del fratello Osiride, sempre in perenne lotta, sino ad arrivare al cristiano Satana, tutte figure che, come asseriva la teosofa Madame Blavatsky, nel secondo volume della sua “Iside Svelata”, erano da identificarsi con un “Lato Oscuro del Sole”, il lato negativo della “Divinità“, e che eclissandosi ogni notte consentiva l’arrivo delle tenebre, dei pericoli e della paura…

A parte tutta questa disamina mitologica ripulita da strati di retaggi culturali e religiosi, sappiamo che questa Entità, – parte di un’antichissima “Civiltà Umana Extraterrestre“, un tempo positiva e tra le più splendenti dell’Universo -, cadde vittima della propria arroganza egoica, arrivando a credere di essere non solo simile a un Creatore, ma più potente di uno stesso Dio, peccando così di superbia e ribellandosi al volere cosmico. Radunò attorno a sé un intero popolo (quindi una “Società” che da “Originale” divenne “Parassita“), e mosse guerra contro le “Forze Positive del Cosmo” (le altre “Società Originali e Umane” dell’Universo), venendo però sconfitta e scagliata fuori dall’Universo stesso, insieme a tutti i suoi simili. Questa “Caduta” durò per un tempo non quantificabile, e quando infine si spalancò sotto di loro l’accesso ad un “Universo Parallelo” al nostro (l’Inferno), vennero inghiottiti al suo interno. Lontani dalla “Luce Divina” del nostro Universo, quelle creature, un tempo meravigliose (“Umano-Universali“) e che erano nate nel nostro Cosmo, si mutarono in orridi mostri (veri e propri Alieni); da allora il loro scopo, invidioso, furente e demoniaco, è diventato quello di trascinare gli Umani nella dimora di disperazione eterna in cui loro stessi sono caduti, provocando la cosiddetta “morte secunda”, così com’era chiamata da San Francesco, ovvero la “Morte dell’Anima“.

Da allora vivono in una dimensione dove formazioni stellari, sistemi solari, galassie, non sono come li conosciamo, tutto è molto più ridimensionato, quasi antiquato. Un Universo morente che si staglia nell’Al di Là Oscuro, che velocemente si sta spegnendo, dissolvendosi nel nulla, come fatte di nulla sono le Entità che lo popolano, isolate attorno a “Stelle non-morte”, e che emanano “Luce Nera“. Termini come Stelle, Pianeti, Lune, sono qui utilizzati per parlare di un qualcosa a noi comune e riconoscibile, ma che in realtà nella loro dimensione, non lo è affatto. La Chimica, la Fisica, la Materia stessa sono diametralmente opposte. Le “Stelle Nere” emettono quella che potremmo definire luce, ma che in realtà è un’emanazione elettrica, una radiazione che dal bianco-grigio passa per un azzurro fino ad arrivare al blu scuro. I pianeti sono composti di sostanze simili al metallo nero, inframezzati da zone umide o allagate da un liquido somigliante al catrame. Il loro Mondo sembra sia formato da un’enorme catena montuosa che si estende per un intero emisfero, mentre nell’altro degrada a quasi colline. Attorno è completamente pianeggiante e nelle parti piane, oltre ad esserci delle immense pianure, in una consistente zona si trova un vasto oceano, composto di una sostanza simile all’acqua, ma che essendo nera, sembra affine al nostro “petrolio”. Persino le Lune di cui dispone presentano una superficie levigata, come se fossero state ricoperte di plastica fusa e poi plasmata in una “cosa uniforme”.

Tutto è così irreale, perché durante il giorno l’atmosfera si tinge di azzurro scuro e la luce, riflettendo su questo terreno metallico, si rispecchia creando dei contrasti di colore incredibili. Ai piedi della catena montuosa, all’equatore, è dislocata un’immensa città, in parte costruita in superficie, in parte sottoterra dove vive il maggior numero di quelle “Essenze“. Una totale fusione simbiotica di tecnologia, di metallo, di radiazione, elementi attraverso i quali hanno creato una realtà interna, plasmata a seconda delle loro esigenze di sopravvivenza. E la vita per come noi la conosciamo è lì del tutto sconosciuta. Questi Mondi sono popolati di fantasmi, “Entità” incorporee, non fisiche, difficili da descrivere, ancor meno da comprendere. Perché l’Inferno non è un luogo caldo, pieno di fuoco e fiamme, assolutamente, l’Inferno è una stanza, una grande camera vuota dove delle persone si trovano in piedi, affamate, assetate, con un rubinetto che gocciola dell’acqua putrida, e tutte queste “Anime Erranti” restano lì ad attendere, forse per l’eternità, il loro destino. L’Inferno è un luogo buio, freddo, inospitale, illuminato qua e là da qualche “Stella Nera” moribonda, radiante luci fioche spettrali, dove attorno vi ruotano dei pianeti desolati fatti di metallo, scuri, cupi, popolati da “Esseri senza Corpo”.

Non hanno case, un nucleo familiare, un’esistenza propria, vivono continuamente all’interno di enormi sale, dove ogni individuo conduce la sua esistenza davanti ad uno “schermo nero”. Ci sono stanze immense con migliaia di questi “schermi“, ognuno attribuito ad un “Essere“, luoghi che somigliano ai nostri call-center ma dalle dimensioni gigantesche. Questa sorta di strana Televisione, permette loro di collegarsi, sia con il proprio Corpo-Androide con il quale interagiscono all’interno del nostro Universo, sia con le forme di vita che parassitano direttamente: Alieni Ariani, Ofiuco, noi Terrestri, etc. Gli ambienti sono illuminati da luci bianche fortissime, talmente accecanti che non si riesce a vedere niente (a parte gli schermi neri sui quali la luce sembra non riflettere, come se ne venisse letteralmente inghiottita). Le loro figure scure, ricurve, vivono totalmente immerse in questa luce irradiante (anche se artificiale), e il fatto che “l’Universo Parallelo” in cui si trovino a vivere stia morendo, la falsità di quel bagliore, probabilmente gli fa credere di poter ancora sopravvivere in qualche modo. Profondamente pervasi dalla rabbia, la paura e il terrore, all’interno della loro Società vi è una guida, un’Entità Suprema, sorta di Imperatore/Dittatore, probabilmente colui che guidò l’iniziale rivolta che lo fece sprofondare, insieme ai suoi seguaci, in questo “Universo Infernale“…

Per mettere in atto i loro progetti e per poter operare agevolmente nel nostro piano dimensionale, i Satanidi, in modo del tutto indipendente, si fecero aiutare a costruire nel nostro Universo dei “Robot Biologici“: dei veri e propri “Esseri Androidi” in grado di poterli ospitare a distanza e con i quali sono in grado di agire attraverso. Dopo aver compreso che avrebbero potuto raggiungere questo obiettivo, parassitando le altre forme di vita senzienti presenti nel Cosmo, sia Umane che Aliene, dopo vari tentativi, seppure alcuni fallimentari, trovarono nella Civiltà dei Pleiadiani Neri una possibilità di riscatto. Come spiegheremo nella descrizione della Razza Aliena successiva a questa, i Pleiadiani Neri si lasciarono corrompere dai Satanidi, cedendo alle loro proposte (diventando di fatto Dissidenti all’interno della loro stessa Civiltà, la “Grande Famiglia Pleiadiana“), iniziando poi una caduta che li ha condotti a una totale trasformazione, non solo interiore, ma anche esteriore. Dopo essere stati cacciati dalla loro patria originaria sulle Pleiadi, si incarnarono dapprima nella Costellazione del Toro, approdando su Aldebaran, stanziandovi nei pianeti un tempo regno della Civiltà Aliena dei Taurini (nel frattempo sterminata), questo non prima di essersi anche loro trasformati in una razza, non più Umana ma Aliena, non più Pleiadiana ma Ariana. A trasformazione avvenuta, mediante una continua e costante manipolazione psico-fisica, riuscirono a portare gli Ariani verso il loro principale obiettivo, la creazione di un “Corpo Artificiale”, un “Robot Biologico“, un Androide, che seppur molto più grande nelle dimensioni, rispecchia fisicamente sia la tipologia fisica dell’Essere Ariano, sia quella originaria; seppure vagamente sia conforme a quella del Satanide.

I Satanidi, sappiamo per certo, non amano particolarmente “entrare” all’interno di questi “Corpi Artificiali”, in quanto consiste di un duro lavoro telepatico che procura enormi dispendi di energia, ed essendo talmente abituati alla loro immaterialità, il fatto di ritrovarsi mentalmente dentro un “Robot-Avatar“, lo trovano degradante e inopportuno. Prediligono di gran lunga il parassitaggio diretto, specie nei confronti di razze da loro manipolate (come gli Ariani, gli Ofiuco, gli Umani Terrestri etc.), dove l’utilizzo di questi Androidi, pertanto, è dovuto ad una esclusiva libertà di azione, del tutto indipendente, cosa non possibile tramite forme di vita parassitate, a volte contrarie ai loro stessi voleri. Gli Androidi sono alti dai 2 ai 4 metri (alcuni si pensa persino 6 metri), hanno una testa stretta e allungata, aquilina, con un naso minuto, gli occhi somiglianti a quelli dei gatti ma con la pupilla verticale nera, mentre l’iride è di un colore giallo elettrico, intenso; sovente è riscontrabile osservare questi occhi completamente neri, e sembra che ciò avvenga quando si scollegano da questi robot per periodi di tempo a loro necessari. I capelli sono trasparenti e la massa li fa sembrare bianchi e lucenti, sono molto lunghi, tanto da arrivare a pochi centimetri dalle spalle. La pelle è perlacea bianca, tendente al violaceo, con un colore simile al cianotico, seppur molto più tenue, ed è striata come le venature di un marmo.

L’interno del Corpo presenta un cuore artificiale che mantiene in vita il Robot, da questo cuore si irradia poi in tutto l’organismo, un sistema sanguigno, – se così può essere definito -, costituito da dei tubicini trasparenti, visibili anche attraverso la pelle, soprattutto delle mani e dei piedi. All’interno di questi tubicini o vene artificiali, passa il “sangue”, una sorta di liquido tendente all’arancione scuro ed il violetto, cangiante nel suo fluire, intervallato dalle bolle di un qualcosa di simile all’aria. Le mani presentano ben sei dita, e se anche sono enormi, risultano essere delicate e affusolate. Vestono tutti di un abito simile ad una tunica bianca, e portano al collo un medaglione, una sorta di triangolo con al centro diverse forme, ognuna appartenente ad una produzione diversa (una sorta di marchio di fabbrica). Gli abiti sono fluidi e termosensibili, sembra siano in grado di diventare morbidi in ambienti riscaldati e rigidi in ambienti freddi, inoltre, a contatto con delle superfici, sono capaci di prendere la forma degli oggetti con cui interagiscono, questo perché l’abito rimane parecchi centimetri discosto dal Corpo e riesce a “giocare” con tutto ciò che lo circonda. Infine, un elemento caratteristico e di non secondaria importanza, riguardante ancora il medaglione che indossano, sovente presenta la forma della “Stella a Sei Punte”[1], ben riconoscibile e visibile durante i casi di “Rapimenti Alieni” come un oggetto enorme e scintillante.

Il Satanide, per concludere, diventa sostanzialmente la versione moderna di quell’Essere che un tempo veniva identificato con la figura di Satana, il Diavolo che induceva l’Uomo a provare ogni tipo di eccesso, il “Demone Tentatore” che abita negli Inferi (ma anche al nostro interno), in quell’Al di Là freddo, padrone di un luogo buio e terribile, senza speranza e senza ritorno. La sua capacità di parassitaggio è così totalizzante che riesce a indurre tutto ciò che desidera attraverso la persona che controlla, pretendendo un totale dominio della situazione e dal soggetto (Umano o meno) prescelto. Non potendo provare il piacere del tatto, e quindi della sessualità, in quanto incorporei, sfruttano la nostra potenzialità umana per poter rapire le emozioni, cibandosi letteralmente di tutte le sensazioni che emaniamo, perché questo li fortifica, li rende onnipotenti, facendo tra l’altro emergere lati nascosti e insospettabili, spingendo su alcuni di questi aspetti l’acceleratore, facendo compiere gesti anche estremi, incoscienti, che magari possono compromettere persino la vita del soggetto parassitato. Tale atteggiamento provoca frequenti contrasti con le altre Razze Aliene, in quanto espongono l’Addotto a dei rischi inutili a cui le altre Civiltà (soprattutto gli Umanoidi Siriani), devono poi porre rimedio in qualche modo, assurgendo il ruolo di medici (Angeli) riparatori (Guaritori).

La pressione psicologica che esercitano su di una persona, è così forte da essere considerato il parassitaggio più completo ed intenso che una “Razza Aliena” possa condurre su di un altro essere vivente, e che ad oggi si conosca. Sono in grado di modificare l’aspetto fisico, provocare stati alterati di coscienza, umore, procurare attacchi di panico, stati depressivi, condurre persino al suicidio. Il paradosso è che le emozioni così negative e distruttive riversate sul soggetto, se da un lato per loro sono fonte di grande piacere energetico, dall’altra, invece, possono mettere in pericolo anche di vita la fonte stessa del piacere che li nutre. Un rischio calcolato e di cui sembrano poco occuparsi, se per i gesti estremi che pretendono qualcuno possa persino morire, anche perché sono coscienti che l’Energia di cui necessitano troverà altri corpi, e sono consapevoli che ogni giorno, nascono bambini sulla Terra (e non solo) da poter parassitare.

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Un gruppo di medium psichiche, tutte donne, dirette da Maria Orsitsch[2], già conosciuta per essere medium della “Thule Gesellschaft” e della “Società Vril“, sosteneva di aver ricevuto comunicazioni da alcuni Alieni Ariani del Sistema Solare di Aldebaran, attorno gli anni ’20 del secolo scorso. Il Toro (in latino Taurus), è una grande e prominente Costellazione del Cielo invernale boreale, tra l’Ariete ad ovest ed i Gemelli ad est; verso nord si trovano Perseo e l’Auriga, a sud-ovest Orione e a sud-est, Eridano e la Balena. Costellazione di dimensioni medio-grandi, la sua caratteristica più conosciuta in assoluto è la presenza delle brillanti Pleiadi, il più luminoso ammasso di Stelle dell’intera volta celeste. Le Pleiadi, riconoscibili con facilità anche dai meno esperti, si trovano nella parte più occidentale della Costellazione, la quale continua in direzione est-sud-est, verso un altro gruppo di Stelle molto noto e luminoso, quello delle Iadi. Le Iadi, dominate da una Stella di magnitudine 0,8, la suddetta Aldebaran, costituisce l’Occhio del Toro, essa (α Tauri) è una gigante arancione[3] (circa 500 volte più luminosa del Sole e una quarantina di volte più grande, e si trova ad una distanza stimata sui 65 anni luce da noi. Il suo nome deriva dalla parola araba al-Dabarān, che significa “l’inseguitore“, in riferimento al modo in cui la Stella sembra seguire l’ammasso delle Pleiadi nel loro moto notturno, mentre astrologicamente, Aldebaran, era anche una stella fortunata che portava ricchezze e onori, e insieme ad Antares, Regolo e Fomalhaut, fu anche una delle quattro “Stelle Regali” degli antichi persiani.

In quei contatti, durante l’epoca nazista, gli Ariani affermarono non solo che Aldebaran è in realtà un sistema binario, cosa peraltro scoperta di recente, nel 1997, ma che a causa della sua incessante espansione sarebbero stati costretti ad abbandonare, milioni di anni fa, il loro pianeta (già arido e inospitale), colonizzandone altri in svariati sistemi stellari limitrofi, sempre all’interno della Costellazione del Toro. Successivamente, sarebbero arrivati anche all’interno del nostro Sistema Solare, colonizzando dapprima il pianeta Mallona (Prometeo per i Romani, conosciuto anche come Marduk o Maldek), situato tra Giove e Marte (poi esploso), e infine anche Marte e la Terra. Più recentemente, sostenevano di aver visitato l’antica Agade, portandovi la Civiltà che avrebbe poi forgiato l’Impero Accadico, guidato da Sargon I, detto “Il Signore delle Quattro Parti del Mondo”, e menzionarono anche il Vril in loro possesso, che a quanto pare deriva dal termine accadico “Vri-Il” (o “Vril-ya”), dal significato di “Simili a Dèi”. Secondo ulteriori informazioni uscite da questi contatti, inoltre, la Razza Ariana, destinata a dominare il Mondo, si sarebbe stabilita su Atlantide dopo l’arrivo da Aldebaran; appurarono, infine, che la loro popolazione sarebbe suddivisa tra il “Divino Popolo della Luce”, gli Ariani alti, biondi e dagli occhi azzurri, in contrapposizione alle “Razze Degenerate Geneticamente”, non meglio specificate.

A séguito di queste canalizzazioni, nonché presunti incontri diretti con queste “Entità“, le donne del gruppo della Orsitsch costituirono la “Società Vril o Loggia Luminosa“, che fu fondata in Germania nel 1921 come “Società Pangermanica di Metafisica”, per esplorare le origini della Razza Ariana. La Società combinava gli ideali politici de “L’Ordine degli Illuminati di Baviera” con il misticismo Hindù, la “Teosofia” di Helena Petrovna Blavatsky e la “Cabala Ebraica“. Fu il primo gruppo nazionalista germanico ad usare il simbolo della Svastica come un emblema di collegamento tra l’Occultismo Orientale con quello Occidentale. Nel 1941, Adolf Hitler, per impedire che altri potessero acquisire conoscenze esoteriche superiori alle sue, sciolse in apparenza molte società segrete, tra cui la Thule, che tra l’altro continuò la sua attività sotto diverso nome. Si disse, per seminare fumo, anche se alcuni appartenenti finirono nei Campi di Concentramento, mentre è assodato che gli adepti della Vril e della Thule continuarono ad agire a livello sotterraneo, attribuendosi il nome occulto di “Die Kette” (La Catena), forgiando anelli con impresso il simbolo dell’Ouroboros. Fatto sta, che dalle ceneri di tutte queste società, nacque poi il “Novo Ver Ordo Vril” (N.O.V.), con affiliati, soprattutto di sesso femminile, che aprì sedi in Germania, Austria, Francia, persino in Italia, un’ideologia ancora oggi esistente in varie correnti esoteriche, che menzionano questa forma energetica (Vril).

Tra il 2.000 e il 1000 a.C., una misteriosa popolazione scese da una regione ignota dell’Asia, presumibilmente a nord verso le terre siberiane e, dividendosi in più tronconi, invase il subcontinente indiano, poi, a più riprese l’Asia minore e parte dell’Europa, dando origine ad alcune delle più grandi Civiltà che siano mai esistite: erano gli Ariani, gli Arya (i Nobili). La loro lingua originale, che poi diede i natali al Sanscrito, al Greco e al Latino, trasmise concetti altamente sofisticati e, mentre i grandi pensatori greci (Platone in particolare), derivarono i loro sistemi filosofici dalle antichissime conoscenze portate dagli Ariani, in India nacque la Civiltà Indoariana, con i suoi testi sacri, i Veda e le Upanishad, nei quali il pensiero umano raggiunse tra le sue più alte vette. Ma chi erano e da dove venivano gli Ariani? Nessuno ancora lo sa, o almeno ha saputo svelare il fitto mistero che si nasconde dietro questa popolazione, anche se ci sono degli indizi sparsi qua e là. Il geografo ed esploratore greco Pitea, parlò per la prima volta della leggendaria Isola di Thule, nella quale il Sole splendeva per sei mesi all’anno, e che distava sei giorni di navigazione dall’odierna Scozia. Quest’isola sarebbe stata abitata da una leggendaria popolazione, gli Iperborei, e questi sarebbero stati i custodi di una “Tradizione Filosofica Primordiale”, che avrebbero ereditato dalla Civiltà precedente di Atlantide, ormai scomparsa; Thule, inoltre, era menzionata anche nella “Geografia di Tolomeo” e in molte altre opere antiche.

Il Mito di questa popolazione Iperborea era ed è presente, comunque, nelle tradizioni di molti altri popoli, tra cui gli Indiani d’America e i Cinesi, ma è soprattutto nei monasteri del Tibet che si conservano in segreto documenti su quegli avvenimenti, e non a caso Hitler, nel 1938, vi mandò una spedizione con l’intento di scoprire le origini della “Razza Ariana“. In quegli stessi anni, a cavallo tra le due guerre mondiali, molti studiosi cominciarono a sostenere che per spiegare una quantità di convergenze e corrispondenze di simboli, dati antropologici e filologici, etc., così evidenti, era necessario ammettere l’esistenza di una “Razza Nordico Primordiale“, che verso l’Età della Pietra, dalle regioni artiche si sarebbe spostata verso il sud del pianeta, dando luogo alle orme più alte di civilizzazione di tipo “Cosmico-Solare“, in netta contrapposizione con le “Civiltà Preistoriche Meridionali”, caratterizzate dai culti della “Grande Madre“. Gli studiosi si convinsero inizialmente che questo luogo di origine fosse l’isola di Islanda o la Groenlandia, che in un contesto esoterico erano all’epoca inserite all’interno di quel complesso sistema atlantideo, prima che fosse inghiottito dalle acque, fatto sta che spinti da chissà quali motivazioni, gli Iperborei, guidati dai loro capi (gli Arya), lasciarono la mitica Thule e migrarono verso sud in paesi più caldi, portando con sé le loro antiche conoscenze. Pare che si stanziarono inizialmente per lungo tempo in Russia e nell’Asia Centrale (Cultura di Urheimat), mentre in un secondo momento, discesero ancora più a sud, dando luogo a quella migrazione maggiormente sconosciuta.

Da allora, la loro presenza è sempre stata così forte e costante, che il termine “Ariano o Razza Ariana“, divenne tristemente noto per essere stato strumentalizzato, specie negli anni Trenta-Quaranta del Novecento, come una delle basi per l’ideologia Nazista e del conseguente genocidio delle “Razze Non-Ariane” presenti in Europa, dove con tale espressione venivano indicati gli Ebrei (la Shoah) e gli Zingari (Prajmos), nonostante entrambi i gruppi fossero di lingua indoeuropea (lingua Yiddish, appartenente alle lingue germaniche per i primi, e la lingua romaní, delle lingue indoarie per i secondi.) D’altra parte, Hitler, già prima di salire al potere e al tempo membro della “Società Iniziatica di Thule“, insieme agli altri adepti, erano convinti della divisione dell’Umanità in due Civiltà: quella Aristocratica degli Ariani, e quella Ginecocratica[4] dei Popoli Mediterranei e dei Dravidici dell’India, entrambe assoggettate dagli Ariani. Questa società segreta, che poi confluirà nel Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (1920), venne fondata letteralmente sulla novella di Edward Bulwer-Lytton, “The Coming Race o Vril, The Power of Coming Race” (La Razza che Verrà), scritta nel 1871.

Il libro descrive una “Razza Umana” psichicamente molto più avanzata della nostra, e che avrebbe raggiunto un tale potere su sé stessa e sulle cose da essere quasi “Divina“. Nascosti al Mondo, questi Uomini vivrebbero in caverne, tunnel e grandi cavità al centro della Terra, anche se presto, dovrebbero emergere per regnare in superficie, ed è presumibile pensare che i Nazisti, forse entrati con “Loro” in contatto in qualche modo, si erano per così dire “venduti” a questi Iperborei sotterranei, per diventarne i Viceré sulla superficie, tradendo così l’Umanità per sopravvivere, assoggettandosi ai nuovi padroni ma al tempo stesso comandare sugli altri terrestri da loro governati nel nuovo “Reich Millenario“. Inoltre, c’è anche un aspetto anomalo, ma che questa volta non riguarda il nord della Terra, ma bensì il suo opposto, il sud, insieme a Dante Alighieri. Fu lui a dare forse la visione più completa ed esauriente, in campo filosofico e poetico, del Purgatorio, che è per l’appunto lo sfondo della seconda cantica della sua “Divina Commedia”. Dante descrive così la struttura del Purgatorio, questo “Mondo di Mezzo” (che egli, a differenza della teologia cattolica, immagina come un luogo fisico): “esso è un monte, costituito dalla Materia che Lucifero ha innalzato nella sua Caduta, scavando l’abisso dell’Inferno; inoltre è circondato dal Mare, e si troverebbe nell’emisfero antartico del Mondo.

Il nome Antartico deriva dal greco antarktikós (ἀνταρκτικός) ovvero “Opposto all’Artico“. Sebbene fin dall’antichità si ipotizzasse l’esistenza di una Terra Australis (Terra Australis, indicata anche nella forma “Terra Australis Incognitasconosciuta terra australe” -, era un continente ipotetico illustrato sulle mappe risalenti al periodo compreso fra il XV e il XVIII secolo, situato nell’emisfero australe e talvolta indicato come Magellanica), il primo avvistamento confermato del continente si fa risalire al 1820 a opera della spedizione russa di Lazarev e Bellingshausen. Tuttavia, la scoperta venne quasi ignorata per l’intero XIX secolo a causa dell’inospitalità della regione, e il primo uso formale del nome Antartide in riferimento a un continente, risalente agli anni 1890, è attribuito al cartografo scozzese John George Bartholomew. Adesso, ritornando a Dante il quale è vissuto tra il 1265 e il 1321 (e l’Antartide non era ancora stato scoperto!), è interessante notare la descrizione che ne fa del Purgatorio, infatti scrisse nella sua “Divina Commedia” che sulla cima del “Monte Sacro” si trova l’Eden, cioè il “Paradiso Terrestre“, dove vivono nella piena “Grazia di Dio gli Spiriti dei Santi e dei Beati”. Il monte è formato da “Sette Gironi“, ovvero sette sfere metafisiche ove vengono divise le anime secondo i loro peccati, e queste “cornici” sono precedute dall’Antipurgatorio, dove si trovano le anime di coloro che si pentirono solo in fin di vita, le anime dei negligenti e degli scomunicati, che devono scontare un determinato periodo prima di poter entrare nel Purgatorio vero e proprio. Ora, se pensiamo alle continue esplorazioni avvenute tra il 1800 e il 1900, la costruzione della famigerata base Nazista prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, senza dimenticare le poco successive spedizioni del celebre ammiraglio ed esploratore USA, Richard Evelyn Byrd, e del suo resoconto della scoperta dell’altrettanto leggendaria “Terra Cava” (il “Mondo di Mezzo o Parallelo”), bisogna ammettere che le coincidenze attorno a questo “Purgatorio Bianco” di dantesca memoria, si fanno sempre più interessanti ed eloquenti.

Chissà, forse i Nazisti, dopo aver navigato con i loro sottomarini l’Oceano Artico e dopo essersi resi conto che lassù non c’era nulla, mentre altri “Portali” si trovavano in territori per loro non raggiungibili (Siberia, Russia e Nord America: Canada e USA), puntarono i loro interessi all’altro “Capo del Mondo“, scoprendo forse l’accesso a questo “Mondo Parallelo”abitato da quella “Razza Ariana ed Extraterrestre” che tanto ambivano fisicamente di incontrare. Perché a parte tutta questa bizzarra storia, ci sono stati alcuni studiosi che in passato ipotizzarono la discendenza di questa etnia caucasica proprio dai Pleiadiani, da cui sarebbero derivati poi i Germani, gli Slavi, etc., come anche altre etnie avrebbero analogamente “ascendenze aliene” (tipo gli Umanoidi Siriani con i popoli mediorientali, i Grigi con i cinesi, etc.). In questo contesto, appare chiaro come il Nazismo fu il tentativo dei Pleiadiani Neri Dissidenti, meglio conosciuti come Alieni Ariani, di sottrarre il controllo della Terra a tutte le altre “Razze Aliene ed Extraterrestri” coinvolte. E fu proprio in quegli anni orribili (come probabilmente non è un caso) che, nell’estrema ricerca della purezza della “Razza Aliena Originaria”, venne persino varato un ampio programma di eugenetica: sterilizzazione obbligatoria dei malati mentali e mentalmente carenti, eutanasia con l’uccisione dei disabili, fisici e psichici, istituzionalizzata con il programma “Aktion T4“, il genocidio, principalmente degli Ebrei, degli Zingari e di altre minoranze etniche, nonché l’omicidio di massa dei cosiddetti antisociali, i diversi, e degli oppositori del regime.

L’aspetto reale ed esteriore degli “Alieni Ariani” si presenta alquanto pallido, a volte cadaverico, ricorda quello di uno spettro o di uno “Spirito Errante“. Non è un caso che in molte storie di incontri con “Uomini vestiti di Nero” (i famosi M.I.B. o “Men in Black”), tanto cari alla letteratura ufologica, specie americana, siano descritti degli “Esseri” di questo genere associati spesso ad un forte odore solforoso (o di zolfo) che essi stessi emanano. Poi vi è un aspetto fittizio, a quanto sembra, che li fa sembrare belli, eterei, diafani, dai capelli biondi, con modi affabili, gentili e con una nobiltà ieratica d’altri tempi. Definiti con svariati nomi, tra i quali ricordiamo i più comuni, “Alti Bianchi, Nordici, Norvegesi dai 24 Denti, Umanoidi a 6 Dita“, etc., in apparenza presentano un aspetto molto alto (tra i 180 e i 220 cm), con una sottile e fragile pelle di colore bianca e gessosa (“Avevano un corpo esile, grandi occhi azzurri e capelli biondi quasi trasparenti. I loro occhi erano forse il doppio rispetto agli occhi umani, e notevolmente allungati intorno ai lati della testa“, Charles Hall, militare USA), possiedono capacità intellettive superiori alla norma, tanto che sarebbero in grado di elaborare informazioni due volte più velocemente rispetto a noi comuni esseri umani, insieme ad un linguaggio articolato e complesso, stranamente simile ai guaiti di un cane, anche se conoscono le nostre lingue. La loro società è semplice, seppur rigida e iper-controllata, e se nella sfera privata l’unione tra individui presenta caratteristiche affettive simile alle nostre, in quella pubblica vige un sistema dittatoriale, di stampo militare, simile a quello che fu il Nazismo nella Germania tra il 1933 e il 1945, tanto che non deve stupire che la struttura della “Razza Aliena degli Ariani” (“Un popolo, un Impero, un Capo”), rispecchi quella tedesca (“Ein Volk, ein Reich, ein Führer“).

[Opera di Zdzisław Beksiński del 1974]

Ottimi guerrieri e strateghi, dalla cultura e mentalità fortemente militarizzata, danno grande importanza alle posizioni sociali e gerarchiche. Dal carattere contorto, egoico e fortemente orgoglioso, non esitano a uccidere pur di imporre le loro idee, dimostrando al tempo stesso uno strano carattere, sia amichevole che aggressivo. Non è un caso che la loro presenza provochi forti emozioni, tra cui paura e terrore, specie nei casi di “Rapimento“, venendo identificati, per queste peculiarità, con l’ancestrale figura malefica del Satana freddo, abile e perverso calcolatore. Si riscontra, comunque, una grande confusione quando si inizia a parlare di “Extraterrestri” dall’aspetto Umano, in special modo quando dobbiamo affrontare la Civiltà dei Pleiadiani. Essi vengono raggruppati in diverse Civiltà (Bianca, Nera, Rossa, Marrone, Viola, Verde e Blu), accomunate da alcuni fattori, quali: l’aspetto umanoide o simil-umano; la pelle che varia dal normale carnato tipico terrestre, al rossiccio, al marrone, varie tonalità di viola, verde e blu, a volte anche abbronzata; occhi dalla pupilla tonda tendenti ad avere tutte le sfumature sopra indicate tipiche di ogni razza, con una certa persistenza del colore oro, etc. Va specificato, inoltre, che esistono differenti tipi di Pleiadiani, esattamente come sul nostro pianeta ci sono differenti razze umane, e la stessa cosa è avvenuta anche per questa tipologia “Extraterrestre“. In questo caso specifico ci occuperemo di una “Razza” in particolare all’interno della grande “Civiltà Umana delle Pleiadi“, quella dei Pleiadiani Neri, divenuti poi gli Arya (in tibetano “Pagpa“), dal significato di “nobile“, ovvero di “colui che ha superato lo stato di essere umano ordinario“, cioè di un “essere spiritualmente superiore“.

Pleiadiano “Nero” Originale
Altezza: 180 / 210 cm circa.
Pelle: carnato scuro.
Muscolatura: normotipo / esile.
Capelli: neri.
Mani: cinque dita.
Occhi: scuri (grigi, neri, viola scuro, oro) taglio identico all’umano a pupilla tonda.
Abiti: neri a tunica e tuta, con una prominenza sulle spalle.
Biologia: sembrano compatibili con la maggior parte delle funzioni biologiche umane di digestione, riproduzione e respirazione. Sarebbero indistinguibili dagli umani, tranne che a un accuratissimo esame medico.
Nutrimento: vegetariani, in alcuni casi rari si nutrono di Prana proveniente dai loro stessi simili o da forme animali e vegetali, comportandosi come dei parassiti.

Alieni Ariani (Ex-Pleiadiani Neri)
Altezza: 2 metri circa.
Pelle: chiara, diafana e senza difetti.
Muscolatura: tonica, a volte esile.
Capelli: generalmente biondi, in alcuni casi calvi, mentre una minoranza ha i capelli bianchi.
Mani: sei dita, alcuni anche con cinque.
Occhi: neri, giallo-oro e rossi, con pupilla verticale.
Abiti: tute aderenti e tuniche di colore bianco, grigio, argenteo e nero.
Biologia: sembrano compatibili con la maggior parte delle funzioni biologiche umane di digestione, riproduzione e respirazione.
Nutrimento: si nutrono di cibo artificiale, inoltre di Prana proveniente dai loro stessi simili, da forme animali e vegetali, e da noi terrestri, comportandosi come dei veri e propri parassiti.


[1] La “Stella di David“, conosciuta anche come “Lo Scudo di David“, e “Sigillo di Salomone“, è la “Stella a Sei Punte” che, insieme alla Menorh, rappresenta la civiltà e la religiosità ebraica. La “Stella a Sei Punte” è anche un simbolo molto diffuso nella Cabala esoterica e nell’Occultismo in generale, ad esempio, l’esagramma è un antichissimo simbolo già conosciuto in India, con il nome di “Shatkona“, in cui esso simboleggia il Nara-Narayana, o il perfetto stato meditativo dell’equilibrio tra l’Uomo e Dio, che, se mantenuto, porterebbe nel “Moksha“, o “Nirvāṇa” (e dalla liberazione dai limiti del Mondo e le sue trappole materialistiche). Più nello specifico rappresenta Purusha (il “Supremo Essere o Primo Uomo“) e Prakriti (“Madre Natura“); spesso è rappresentata come Shiva/Shakti, associata anche al loro figlio, il dio Sūrya. Stilisticamente è identico anche al giapponese “Kagome Crest“, ma è anche presente tra i simboli del Buddhismo, nell’Islam o nelle più recenti correnti moderne, come la “Teosofia” e il “Movimento Raeliano“.

[2] Maria Orsitsch, personaggio misterioso di cui abbiamo ancora oggi poche notizie, sappiamo che era croata, di origine austro-ungarica, nativa di Zagabria. Donna bellissima e straordinariamente seducente, dotata di poteri medianici, negli anni ’40 fu una tra le medium più influenti al Mondo.

[3] Si tratta in realtà di una Stella doppia, giacché la principale possiede una piccola e debole compagna.

[4] È da notare come nel Mondo attuale, secondo tale logica, la Civiltà Ginecocratica avrebbe preso attualmente il sopravvento.