“Close Encounters of the Third Kind (film)”

Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (Close Encounters of the Third Kind) è un film di fantascienza del 1977, diretto e sceneggiato da Steven Spielberg, vincitore di vari premi tra cui due Oscar e un David di Donatello. Nel 2007 il film fu selezionato per la preservazione nel “National Film Registry” della “Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America“, un archivio istituito nel 1988, rinnovato negli anni successivi, per preservare i «film culturalmente, storicamente o esteticamente significativi» di tutta la Storia del Cinema. Il titolo deriva da una celebre classificazione degli “Incontri Ravvicinati con delle Entità Aliene”, elaborata dal ricercatore ufologico Josef Allen Hynek nel 1972, già menzionata nei miei Studi precedenti, in cui un “Incontro Ravvicinato del Terzo Tipo”, indica un’osservazione di “Esseri Animati” in associazione con un avvistamento U.F.O. Lo stesso Hynek accettò di collaborare come consulente scientifico e fece persino una sua apparizione in un cameo nel film, così come vi cooperarono anche l’United States Air Force e la NASA. Film tra i più popolari, grazie all’esattezza con cui inventa e racconta un argomento più che immaginario, mescolando in maniera mirabile il rigore della razionalità scientifica (l’attività degli studiosi e degli ufologi è riportata fedelmente per la prima volta sul grande schermo, con una serietà che diventerà modello per i suoi successori), e il fascino dell’ignoto. Il film racconta, così, lo straordinario “Incontro Ravvicinato” tra l’Umanità e un’Intelligenza Extraterrestre, mediante una semplice narrazione dai tratti quasi favolistici, dato che, apparentemente, questi “Esseri” non vengono sulla Terra per conquistarla o distruggerla ma in pace, ribaltando in questo modo anche un’immagine classica del Cinema di Fantascienza post-bellico, fatto di soli “Alieni Cattivi“.

Definito dal grande scrittore di fantascienza Ray Bradbury, «il miglior film di fantascienza mai realizzato», presenta dei momenti memorabili, tra i quali la scena in cui gli Alieni interagiscono con noi Umani attraverso la Musica [una simile sequenza di note venne descritta come emessa da un “Disco Volante” durante un avvistamento, documentato nel libro “La Verità sui Dischi Volanti” di Frank Edwards, del 1969], sino ad arrivare all’incontro vero e proprio con questa “Forma Aliena” bizzarra, a mio avviso da non identificare con la ben nota razza dei Grigi o EBE, ma con una possibile variante del tutto unica e che vi andrò di séguito a spiegare. In realtà questa “Razza Aliena” che Spielberg immortala nel suo celebre film, non nasce dal nulla o da una semplice intuizione del geniale artista degli effetti speciali, qual è stato Carlo Rambaldi, perché questa particolare e buffa “Civiltà Extraterrestre“, si è scoperto “esistere” davvero. L’Arte, in questo caso il Cinema, è stato l’ennesimo veicolo per un messaggio subliminale di massa dove, dopo i tanti cattivi di cui la letteratura è degnamente intrisa, per la prima volta venne proposto un qualcosa di diverso e atipico, attingendo a una memoria inconscia comune[1]. Distogliendo lo sguardo dal Cinema e tornando sul concreto delle nostre ricerche, seppure sia ancora in fase di studio la loro provenienza, diverse fonti ci indicano che nella Costellazione dei Gemelli (Zodiaco), si debba ricercare la loro dimora. I Gemelli (in latino Gemini) sono una delle Costellazioni del Cielo Settentrionale (o emisfero boreale), attraversata dall’eclittica, del Cielo Invernale, trovandosi tra il Toro ad ovest e il poco luminoso Cancro ad est, con a nord l’Auriga e la quasi invisibile Lince, e a sud l’Unicorno e il Cane Minore.

La figura della Costellazione è facile da rintracciare nel Cielo, grazie alla coppia di Stelle brillanti che hanno il nome dei due gemelli Diòscuri della mitologia greca: Castore (α), una ben nota Stella binaria telescopica (in realtà composta da sei stelle), e Polluce (β), che è più brillante. (Le altre stelle sono relativamente deboli, e si presentano allineate su due tratti paralleli che tracciano i confini di un rettangolo che si estende verso sud-ovest, in direzione di Orione; la parte occidentale dei Gemelli giace sulla Via Lattea, pertanto abbondano gli oggetti galattici). Castore (α Geminorum) è una Stella di colore bianco, famosa per essere in realtà un sistema multiplo costituito da ben sei componenti, ha magnitudine integrata apparente pari a 1,59 e la distanza è stimata in 51 anni luce da noi. Polluce (β Gem / β Geminorum / Beta Geminorum), invece, è una Stella con una magnitudine 1,15, risultando essere l’astro più luminoso della Costellazione, avente un raggio circa nove volte maggiore di quello del Sole (quaranta volte più luminoso), mentre la sua temperatura superficiale è inferiore di circa 1000 K. Inoltre, è la diciassettesima Stella più brillante del Cielo notturno, presente nell’emisfero boreale, anche se le sue possibilità di osservazione dall’emisfero australe sono ampie, oltre a trattarsi di una gigante di colore arancione distante 33,7 anni luce dalla Terra, e questo la rende la Stella Gigante a noi più vicina. Uno dei sistemi planetari scoperti nei Gemelli appartiene proprio a Polluce, infatti possiede un gigante gassoso con una massa poco più che doppia rispetto a quella di Giove, che orbita a 1,6 UA di distanza.

Alti mediamente tra i 150 e i 170 cm, di corporatura molto esile e dai lineamenti estremamente delicati, hanno una fisionomia caratterizzata da occhi azzurri (raramente neri, anche se in questo caso si pensa indossino delle lenti protettive), simili a quelli umani e con la pupilla tonda, leggermente a mandorla. Presentano, inoltre, vestigia di orecchie, un naso minuto e una piccola bocca, inseriti nel contesto di una testa molto grande sviluppata frontalmente. Il colore della pelle è bianco latte, nei più alti raggiunge tonalità quasi argentee, e sono completamente glabri. Apparentemente sembrano privi di un sistema riproduttivo, questo lo si evince dal fatto che, non indossando abiti, osservando quella che si presume essere la loro pelle, non presentano alla vista particolarità tali da far pensare che ne siano provvisti. Si ritiene, però, specie da recenti ricostruzioni, che siano ermafroditi, in quanto su alcuni esemplari è stato disegnato sul bacino quello che sembra a tutti gli effetti un ombelico, facendo intuire che la nascita dei loro piccoli avvenga in una modalità simile alla nostra, e dove il feto prenda così nutrimento dalla madre attraverso un cordone ombelicale. Scambiati sovente per i Grigi (EBE), con cui non condividono assolutamente nulla, hanno un aspetto molto più umano come di “bambini ma cresciuti”, in quanto il loro fisico, soprattutto il viso, presenta dei lineamenti simili ai nostri, anche se molto più aggraziati e inseriti all’interno di una costituzione fisica ben diversa. Altra caratteristica di rilievo è il loro muoversi e presentarsi sempre in coppia, da qui il riconoscerli nei casi di Abductions come due “piccoli gemelli”. Questo comportamento è dovuto, probabilmente, a una necessità di elaborare dati a livello telepatico, in entrambi i cervelli della coppia, con una velocità di apprendimento e di soluzione dei problemi che hanno dell’incredibile, specie senza dover ricorrere all’impiego di mezzi tecnologici.

Sempre dalle nostre ricerche, risulta che facciano parte di una “Gerarchia Inferiore”, composta da varie “Civiltà Aliene” e non, che persegue uno scopo comune di regolamentazione nei meccanismi di potere interni alla nostra Galassia. Non è da escludere un intervento silenzioso, se vogliamo “indolore”, che può avvenire durante l’arco della vita di un qualsiasi terrestre addotto, come sembra, inoltre, sia interesse dei loro superiori inserirli nel grande meccanismo delle Abductions in modo che possano sostituire, un domani, gli Alieni Grigi ormai considerati obsoleti e ad un passo dall’estinzione. Per quanto svolgano funzioni e lavori tra i più disparati, non sono discriminati (come avviene per i Grigi), ma reputati degli ottimi aiutanti e, in quanto tali, grazie anche alle loro competenze, tenuti in grande considerazione. Sappiamo che sono dotati di una modesta flotta di aeronavi, non molto evoluta tecnologicamente ma efficiente. Alcune testimonianze ci raccontano, che seppure inclini alla non-violenza, sono dotati di alcune armi, usate essenzialmente per la loro difesa, in quanto spesso soggetti di attacchi o atti di pirateria da parte di flotte di altre Civiltà più evolute e meglio equipaggiate. Sovente, si muovono all’interno delle aeronavi di altre “Razze Aliene“, non solo in qualità di “tuttofare”, ma anche, come avviene similmente per i Grigi, per poter studiare direttamente la tecnologia delle Civiltà più progredite.

«Hanno le loro basi sulla Luna e vengono di notte mentre dormi a portarti via!» (“Close Encounters of the Third Kind” di Steven Spielberg)


[1] Non è nemmeno un caso che durante le riprese delle scene finali, il regista abbia impiegato effettivamente dei bambini vestiti con tute e maschere “Aliene“, per dare vita alla fase clou del film.