“Il Bafometto: mito, fantasie o verità?”

[“Bafometto“, opera di Hans Ruedi Giger]

Il Bafometto o Baphomet, è un’enigmatica figura umanoide, con la “Testa di Capra“, che si riscontra in svariati esempi nelle pieghe dell’intera storia dell’Occultismo: dai Cavalieri Templari nel Medioevo, sino ad arrivare nella Massoneria del XIX secolo o alle correnti esoteriche più moderne. È una figura che non ha mai smesso di creare polemiche, nonostante divenne un nome conosciuto comunemente solo nel ventesimo secolo, ma testimonianze della sua presenza si riscontrano persino in documenti risalenti all’anno mille, durante le Crociate in Terrasanta. Ne esistono varie descrizioni e iconografie: un idolo con teschio umano; una testa con due facce, un idolo-gatto e una testa barbuta; la rappresentazione più famosa resta quella della forma di un caprino umanoide alato, con seno femminile e una torcia sulla testa tra le corna. Questa immagine, alquanto recente, proviene dall’opera di Eliphas Lévi, “Dogme et Rituel de la Haute Magie” (Dogma e Rituale dell’Alta Magia) pubblicato nel 1855-56, e come suggerisce l’autore, è stato occasionalmente mal interpretato come sinonimo di Satana o come un Demone, ovvero un membro della “Gerarchia Infernale”. Non a caso, nella testa del Bafometto di Levi, era iscritto un “Pentacolo“, simbolo che è stato adottato dai fedeli della Wicca e da altri seguaci dell’Occultismo, dove anche una testa di capro, iscritta in un pentagramma invertito, è diventato poi un simbolo occasionalmente adottato dai Satanisti.

Ci sono diverse teorie circa le origini del nome Baphomet, la spiegazione più comune sostiene che si tratti di una storpiatura dal francese antico del nome Maometto (che venne latinizzato in Mahomet), il Profeta dell’Islam. Durante le Crociate, i Templari rimasero per periodi di tempo prolungati nei paesi del Medio Oriente, dove entrarono in contatto con gli insegnamenti del misticismo arabo, e tale contatto con queste culture orientali, permise loro di riportare in Europa i princìpi fondamentali di quello che sarebbe diventato, in séguito, l’Occultismo Occidentale, tra cui: lo Gnosticismo, l’Alchimia, la Cabala e l’Ermetismo. Ovviamente questa amicizia dei Templari con i Mussulmani, portò la Chiesa ad accusarli del culto di un idolo così chiamato, ritrovando in esso una segreta venerazione per Maometto e l’Islam. Tuttavia, ci sono altre teorie circa le origini del nome, ad esempio, Arkon Daraul, autore e docente di tradizione e “Magia Sufi“, sosteneva che Baphomet derivasse dalla parola araba Abu fihama(t), che significa “Il Padre della Comprensione”, mentre il dr. Hugh Schonfield, il cui lavoro sui “Rotoli del Mar Morto” è ben noto, sviluppò una delle teorie più interessanti. Infatti, studiando un codice ebraico che veniva utilizzato nella traduzione dei Rotoli, affermò che quando si applicava il cifrario alla parola Baphomet, esso veniva tradotto nella parola greca “Sophia”, che significa “Conoscenza”.

La rappresentazione moderna del Baphomet sembra trarre comunque spunto da diverse fonti antiche, ma soprattutto dalle antiche divinità pagane, infatti le mitologie di un gran numero di Civiltà del passato, parlano di una sorta di “Divinità Cornuta”, presente tra gli Dèi dell’India, dell’Antico Egitto, sino ad arrivare al Nord Europa. Nella “Teoria Junghiana”, esso rappresentava una continuazione del “Dio Cornuto“, un concetto di Divinità che è sempre stato universalmente presente nella psiche individuale, identificabile nei vari Cernunnos, Pan, Hathor, il Diavolo (come illustrato dal Cristianesimo), etc. Non a caso, l’antico dio celtico Cernunnos veniva tradizionalmente raffigurato con delle corna spinate in testa, seduto nella “Posizione del Loto” (simile al ritratto di Levi del Baphomet), e anche se la storia di questa Divinità è avvolta nel mistero, è sempre stato identificato come un “Dio della Fertilità e della Natura“. In Gran Bretagna, una Divinità dall’aspetto di Cernunnos venne nominata Herne, un “Dio Cornuto” che possedeva alcune delle caratteristiche del satiro come il Bafometto, insieme all’enfasi sul fallo. Ma è nell’Antica Grecia che si riscontra, probabilmente, l’analogia più incisiva con il Dio Pan, spesso raffigurato con le corna in testa, il busto di fattezze Umane e la parte inferiore del Corpo di una Capra. Non diversamente da Cernunnos, Pan era anch’egli una “Divinità Fallica“, e le sue caratteristiche animalesche rappresentavano una concretizzazione degli impulsi carnali e procreativi.

La figura della Capra è così importante per la mitologia antica che è riscontrabile anche nel Cielo notturno. Vi è una Costellazione dello Zodiaco, che si trova nell’emisfero australe, tra il Sagittario ad ovest e l’Acquario a nord e a est, che è quella del Capricorno. Questa Costellazione è la più piccola fra quelle dello “Zodiaco“, nonché una delle più deboli dopo i Pesci e il Cancro, tuttavia le sue stelle più brillanti si dispongono a formare un triangolo facile da riconoscere, ad est del Sagittario, i cui vertici sono: Algedi (α Capricorni) o Giedi (dall’arabo al-jady che significa «il capretto») posta a nord-ovest, Deneb Algedi (δ Capricorni) a nord-est, la stella primaria, un astro bianco di magnitudine 2.85 relativamente vicino a noi (dista 39 anni luce), e ω Capricorni a sud. La Costellazione del Capricorno sembra comunque essere tra le più antiche e conosciute che siano state definite, perché nonostante la sua debole luminosità, i disegni che la rappresentano sono stati trovati anche su delle “Tavolette Babilonesi” di tremila anni fa. Il Capricorno è una creatura dall’aspetto alquanto improbabile, con la testa e le zampe anteriori di Capra e la coda di Pesce, il quale ebbe chiaramente origine ai tempi dei Babilonesi e dei Sumeri, i quali avevano un certo interesse per questo tipo di creature anfibie insolite, tanto che gli antichi Sumeri lo chiamarono Suhur-Mash-Ha, il “Pesce-Capra“. Per i Greci si chiamò poi Egocero (Capra-Cornuta) e la Costellazione venne identificata con Pan, Dio della Campagna, avente le corna e le zampe. Creatura giocosa di incerti natali, passava parte del suo tempo a caccia di donne e sonnecchiando, spaventando gli umani grazie al suo forte grido, da cui ebbe poi origine la parola “panico”. Si racconta che nel tentativo di sedurre la ninfa Syrinx, fallì quando ella si trasformò in un mucchio di canne, e nel mentre le teneva strette a sé, il vento soffiò fra di esse producendo un suono incantevole, quindi, ne scelse poi alcune di misura diversa, le unì una all’altra con la cera e formò la famosa Zampogna di Pan, detta anche Siringa.

In alcune occasioni portò soccorso agli Dèi e durante la lotta contro i Titani, egli soffiò in una conchiglia contribuendo alla fuga dei nemici; per ringraziarlo dei suoi servigi, Zeus sistemò la sua immagine nel Cielo come la Costellazione del Capricorno. Uno dei figli a lui attribuiti fu Croto, il quale venne poi identificato con la Costellazione del Sagittario. Il Sagittario (in latino Sagittarius) è anch’essa una Costellazione dello Zodiaco, posta tra lo Scorpione ad ovest ed il Capricorno ad est, e che contiene al suo interno il “Centro Galattico” (infatti la scia della Via Lattea è qui particolarmente luminosa), oltre ad un gran numero di oggetti. La Costellazione è facilmente riconoscibile grazie ad un asterismo noto come la Teiera: le stelle Kaus Media (δ Sagittarii), Kaus Australis (ε Sagittarii), Ascella (ζ Sagittarii) e φ Sagittarii formano il corpo della teiera, Kaus Borealis (λ Sagittarii) è il coperchio, Alnasl (γ Sagittarii) è il beccuccio, e Nunki (σ Sagittarii) e τ Sagittarii sono il manico. Anche il Sagittario è una Costellazione di origine sumera, successivamente adottata dai Greci, anche se questi ultimi nutrirono dei dubbi creando confusione sulla nascita di questa formazione stellare. In Cielo, il Sagittario è rappresentato come un arciere con la parte inferiore del Corpo dalla forma di Cavallo, e la parte superiore di un Uomo, che indossa un mantello e tende un arco puntato nella direzione del confinante Scorpione. Eratostene, però, dubitò che si trattasse di un Centauro, quindi lo descrisse come una creatura a due gambe con la coda di un Satiro, e per lui quella figura doveva trattarsi quindi di Crotus o Croto, il figlio di Pan[1].

La “Razza Aliena dei Caprini” è il frutto di uno dei primi tentativi di creare una Civiltà dalle fattezze tipicamente Umane o Umanoidi. Sicuramente i primi frutti di queste sperimentazioni ebbero luogo inizialmente nella Costellazione dell’Ariete, utilizzando esseri dalla forma animale, infatti si pensa che addirittura essi siano una branca dell’antica “Razza Aliena degli Arieti“, poi estìntasi. Successivamente si trasferirono in un pianeta della Costellazione del Sagittario, dove però, ben presto, si accorsero di un difetto insito nella nuova specie lì venutasi a formare, quindi avviarono ulteriori sperimentazioni ibridandosi con una “Razza Aliena Acquatica“, scoperta su di un pianeta di un “Sistema Planetario” nella Costellazione del Capricorno. Ed è in quest’ultima tappa, e dopo essere passati per ben tre diverse Costellazioni, che si concluse il ciclo della loro formazione, attraverso un lungo processo evolutivo e che, da una originaria specie terrestre e bucolica, tramite continue ibridazioni genetiche, li ha condotti a raggiungere la loro attuale conformazione. Rispetto a tutte le altre Razze Aliene, seppure simil-umanoidi ma ancora dall’aspetto antropomorfo, in questo caso, nella specie dei Caprini, fu messo in atto un primo tentativo di strappare il lato animale a vantaggio di una maggiore sembianza umana, la quale, poi, portò alla creazione di Razze Aliene sempre più dall’aspetto Umanoide compiuto. I Caprini, inoltre, possiedono una sorta di unico “Corpo Emotivo Condiviso“, ovvero sono dotati tutti quanti di un’unica sfera emotiva collettiva, rappresentante la fase embrionale dell’Anima (un’Energia Animica così inquinata dalla Mente e dall’Ego che da vita ad una “bassa emotività”), capacità, questa, raggiunta con lo scopo di fare da tramite sessuale con noi Umani, come ponte nella sperimentazione di nuovi Ibridi.

Un Caprino ha un’altezza media di due metri e su questi parametri possiamo identificare buona parte di tutta la loro popolazione. L’aspetto è tipicamente umano, dotato di arti, spalle e un torace possente che scendendo si assottiglia sempre più, presentando una vita stretta ai fianchi e delle gambe sempre più affusolate e sottili, quasi “pesciformi“, seppur bipedi. Nella sua interezza, l’aspetto fisico somiglia ad una Y, dove la punta in basso corrisponde alle gambe affusolate e i minuscoli piedi, mentre al vertice, la biforcazione descrive l’ampio torace sormontato dalla testa. La sua struttura ossea è possente, in grado di reggerne la mole, la forza fisica e la considerevole altezza. Dall’aspetto fisico quasi umano, si riscontra una testa del tutto unica, tipicamente umanoide nei tratti del viso, ma che presenta ai lati (sopra le orecchie) delle corna massicce, ricurve all’indietro, e che si fondono con una strana capigliatura, creandovi una sorta di scultura lignea. La pelle è diafana, bianca e pallida, seppure vari di colore, forse con capacità simili al mimetismo, in grado di cambiare l’aspetto esteriore in base alle più diverse circostanze.

I Caprini comunicano per via telepatica, ma sono capaci di emettere anche dei suoni e/o parole attraverso una complessa lingua parlata e scritta, come a quanto pare riescono a parlare fluentemente molte delle nostre lingue terrestri. Sembra che non indossino abiti, soprattutto dal busto in su, anche se ci sono testimonianze che riportano di aver intravisto questi Esseri con indosso bracciali, collane, anelli od ornamenti di un metallo sconosciuto, mentre in altri con abiti tipicamente e stranamente umani. L’intervento della “Razza Aliena dei Caprini” sul Genere Umano è essenzialmente connesso a vari esperimenti genetici e ibridazioni che conducono, concedendosi carnalmente con noi Esseri Umani. Allo stato attuale non disponiamo ancora di molti dati, sia perché questo genere di interferenza è stato documentato più scarsamente, rispetto ad altri, sia perché buona parte del loro lavoro è ancora avvolto dal mistero, sappiamo, però, che conducono azioni di interventi per rimuovere o inserire nuovi microchip, molto più sofisticati e tecnologicamente avanzati, ma soprattutto seguono alcuni tipi particolari di impianto di feti (Ibridi Umano-Caprini) nelle donne, compiendo quasi sempre dei veri e propri atti sessuali con le Addotte.

A quanto pare non sembrano interessati ad un parassitaggio a livello spirituale dei soggetti coinvolti, seppure concentrino il loro interesse sulla popolazione femminile umana, essendo abili, inoltre, nella creazione continua di blocchi di natura energetica, specie a livello emotivo e psico-fisico. Abilissimi nel restare in ombra, passando quasi inosservati, agendo piuttosto sulla sfera emotiva e sessuale umana invece che in quella mentale, riescono comunque ad un livello inconscio a stabilire una connessione, specie con le donne da loro seguite e/o fecondate, e persino con i loro compagni e/o mariti, forse per un maggior controllo nei riguardi dei loro esperimenti. Storicamente, la figura dell’Entità Caprina, diabolicamente sensuale e perversa, è emersa all’interno di contesti culturali, soprattutto religiosi alquanto particolari, dato che molte testimonianze sulle loro invasive interferenze, sono emerse tramite il racconto di persone dotate di una certa conoscenza esoterico/spirituale, come ad esempio fattucchiere, streghe, suore, etc. Caratteristica che ci ha infine condotto a comprendere come questa Civiltà, si trovi gerarchicamente ad un livello più elevato rispetto ad altre razze, anche se a sé stanti nel “Bestiario Alieno”, a causa delle loro particolarità intrinseche.


[1] Davanti alle sue zampe anteriori c’è un “Cerchietto di Stelle” che secondo Igino era una ghirlanda gettata via da qualcuno che stava giocando, questo cerchietto stellare è conosciuto ancora oggi come la Costellazione della Corona Australe.