“La verità è che siamo più aridi dei deserti…”

Nel Mondo, il pianeta Terra in cui tutti quanti noi viviamo, vi si trovano dei deserti così aridi dove sappiamo non piove mai, o se accade è un evento così raro da sembrare miracoloso. La mancanza di umidità e di acqua, se da una parte lo rende secco, apparentemente vuoto, forse inabitabile, può risultare anche tristemente romantico, in quanto incarnante la metafora di un ambiente svuotato di sé stesso ma riempito da miliardi di miliardi di granelli di sabbia, tutti identici e uguali. Al contempo, però, sempre in questo Mondo, il pianeta Terra in cui tutti quanti noi viviamo, vi si trovano addirittura delle persone altrettanto aride dentro, esattamente come quei deserti poco sopra descritti, ma in loro non risiede una nota romantica, tutt’altro, perché appaiono completamente vuote, del tutto drenate di una qualsivoglia “Forma di Coscienza“, e che per poter sopravvivere sono costrette a nutrirsi della “Linfa Vitale” altrui. Per mancanza di tempo, a causa della loro breve vita, hanno costantemente una tremenda “Fame di Tempo“, sovente non riescono quindi a orientarsi, a realizzarsi persino nell’arco della loro esistenza, perché hanno lo stomaco della propria Coscienza sempre vuoto e dolorante. Non si pongono nemmeno una volta la domanda: “dove si trova la Verità?” Non ne hanno il tempo, e delegano inconsapevolmente (altre volte in modo consapevole) gli altri a svolgere un lavoro interiore al posto loro, poiché la “Verità” è che noi siamo importanti solo ed esclusivamente se c’è un interesse dietro, di qualsiasi tipologia o natura. Poche, anzi rarissime, sono le relazioni di lavoro disinteressate, pochi sono i rapporti umani sinceri e genuini, così come poche sono le vere amicizie, i rapporti d’amore, persino familiari.

Il Nulla è uno dei più grandi mali del nostro tempo, forse come mai prima d’ora in tutta la Storia Umana.

Inutile negarlo, ci sopportiamo per quieto vivere e perché abbiamo bisogno degli altri solo per ovviare alle nostre mancanze, deficienze, i bisogni, le necessità. Siamo degli ipocriti ogni volta che ci riempiamo la bocca (tutti quanti) di belle parole, buoni propositi, frasi ad effetto, mirabolanti “Filosofie di Vita“, di storie straordinarie di amicizia o di soddisfacenti relazioni di coppia, nonostante la triste verità è che siamo più aridi di quei deserti sparsi qua e là nel Mondo, ove per dissetarci cerchiamo disperatamente “l’Acqua della Felicità (o dell’Eterna Giovinezza)” in ogni anfratto di quel Nulla chiamato Vita. “La Verità è che siamo il Nulla” e fintanto non saremo capaci di riempire quel Nulla da soli, con le nostre forze, saremo sempre dediti a ricercare dei continui e totali fallimenti. Non pensate che queste mie parole siano una visione catastrofica della condizione umana, tutt’altro, piuttosto nascono per farvi riflettere, in quanto il loro obiettivo è quello di aiutarvi a comprendere come la realtà che pensate di avere nella vostra testa, alla conta dei fatti è solo un costrutto, una buona novella mentalmente costruita in base a dei dati che la stessa Società, di cui fate parte, vi ha aiutato a costruire per dare un senso fittizio e illusorio alle vostre esistenze. Osservatevi e osservate, almeno per una volta, quel Mondo intorno a voi senza filtri, veli, imposizioni, falsi miti, assurde comodità e uscite da quell’oscurità che dal giorno della vostra nascita vi tiene prigionieri.

… e il senso di tutta questa sciarada dove si trova?

In nessuno luogo, sarebbe la risposta più ovvia e immediata da darvi, ma sappiate che tutto comincia ad avere un proprio senso, quando riesci a osservarti e a osservare il Mondo con occhi nuovi, nel momento in cui diventa un gesto spontaneo, naturale, quasi “un atto magico“, ma al contempo ti lascia dentro una leggera inquietudine, una tristezza a cui non sai dargli forma alcuna. Ed è li che inizia veramente il tuo “Risveglio“, intraprendendo un “Cammino” senza fine. Arrivati a questo punto della nostra riflessione parlare di esperienze di “Illuminazione” potrebbe risultare alquanto azzardato e fuorviante, piuttosto condividerò alcuni momenti particolari che ho vissuto, nel corso degli anni (e via via ad oggi sempre più frequenti), in cui ho sperimentato attimi di vero e proprio “Risveglio“, dove la percezione della “Realtà” e di una globale visione del Mondo si è andata alterando per brevi istanti, portandomi ad affrontare notevoli passi in avanti nella piena consapevolezza di me stesso. L’indole curiosa che contraddistingue la mia personalità, in perenne ricerca di risposte, mi ha sempre spinto ad affrontare riflessioni superiori alla media, oltre a pormi un’infinità di domande.

Sin da bambino mi sono sempre chiesto, ad esempio, del perché gli Animali nascono all’aperto, mentre l’Uomo in fredde stanze d’ospedale, del perché vivono liberi in comode tane e noi in prigioni che chiamiamo case. Sempre gli Animali, inoltre, si muovono liberi con le sole proprie forze, mentre l’Uomo è costretto ad utilizzare macchine su strade asfaltate e inquinanti, mangiano per sopravvivere trovando ciò che occorre loro nella Natura, mentre noi senza poterci comprare del cibo, specie con il denaro, si muore di fame. Ma soprattutto gli Animali non pagano le tasse, non sono schiavi di un “Sistema“, di un Governo, non conoscono “Leggi” (se non quelle insite nella Natura), ma soprattutto non hanno confini, l’Uomo si! E alla fine di tutto questo peregrinare, mi tormentava una sola domanda, su chi sia più intelligente, “se l’Uomo diventato nel frattempo schiavo di sé stesso, o l’Animale che vive nella più pura e completa libertà?” Credo che la risposta, a questo punto, sia ovvia per tutti voi, seppure ci siano ancora persone (la maggioranza a dire il vero) le quali credono come le nostre abilità o capacità (scambiate erroneamente per tali), in realtà siano state delle grandi conquiste, sovente assimilate durante il nostro lungo cammino verso una sempre maggiore intelligenza e consapevolezza, nei confronti della stessa Natura di cui siamo figli, proprio come gli Animali.

Del resto, gli Esseri Umani sono degli Animali (facciamo parte della famiglia dei Primati, per la precisione), semplicemente ci consideriamo diversi da Loro perché pensiamo di essere Auto-Coscienti o Consapevoli. Ma di che cosa?

Negli anni giovanili in cui facevo apprendistato da musicista professionista (Compositore), a volte mi è capitato di ricevere sprazzi di rivelazioni legate a momenti particolari, in cui mi risultava spontaneo, quasi naturale, avvertire suoni, melodie, armonie di inusitata bellezza e che, spesso, non ero in grado di riportare sul pentagramma. Oltre all’insegnamento ricevuto, avevo compreso come un Compositore costruisce architetture sonore sul “Nulla“, perché la Musica, così potente, non ha basi o fondamenta solide, non è materiale poiché non si vede, non si tocca, non la si afferra, seppure esista, beninteso; fondamentalmente la Musica non la possiedi (e non si fa possedere), dato che semplicemente è lei a farlo nei tuoi confronti, essendo parte di un “Tutto Universale” in cui ognuno di noi ne è un composto integrante. Questi momenti, però, erano così rari che quello che consideriamo lo squallore del quotidiano, ogni volta mi costringeva a ritornare indietro e ad allontanarmi da questa ricerca. Arrivato ad un certo punto del mio percorso, mi accorsi di quanto l’Illusione in cui viviamo, ci condiziona a tal punto da non permetterci una concreta valutazione della dimensione fittizia (“la Maya scambiata per Realtà“) in cui pensiamo di albergare.

Da ammiratore di J.R.R Tolkien, analizzando la trama dei suoi libri e in particolare i vari personaggi, mi accorsi, ad un certo punto, di come uno di loro possiede delle caratteristiche uniche. Gandalf, il grigio pellegrino, lo “stregone buono” che ha solo un mulo il quale traina un carro pieno di fuochi d’artificio, un solo vestito sporco (poi bianco), un cappello e un bastone; nient’altro. Eppure, quanto è potente! Mi resi poi conto di come ognuno di noi diventa quella “Potenza”, nel momento in cui comprende ciò che effettivamente è, e non per ciò che possiede (o pensa di possedere), in quanto tutto è impermanente e cambia continuamente. Possedere qualcosa, in questo Mondo, è un ulteriore metodo efficace di controllo, che ci conduce ad infondere energie viziate in migliaia di rivoli, disperdendole, specie se gli altri bramano ad avere quanto abbiamo con molta fatica acquisito o costruito. E una vera liberazione, da tutta questa manipolazione, la si può raggiungere solamente arrivando a spogliarsi completamente del superfluo, di ciò che ci tiene legati alla più bassa condizione esistenziale. Ebbene, questa considerazione non vi esorta a lasciare andare le vostre realtà, a spogliarvi di ogni cosa, diventare poveri materialmente, o peggio ancora diventare dei tanti Gandalf a girovagare per il Mondo sopra il dorso di un mulo, dispensando fuochi d’artificio qua e là, piuttosto vuole farvi comprendere quanto sia invece necessario sciogliere tutti quei nodi, o attaccamenti, che ci tengono legati “all’Oggetto in sé“, rendendoci schiavi asserviti al “Sistema“. Se è pur vero e tangibile che viviamo nell’Illusione, tale condizione, in realtà, è necessaria oltreché essere soggetta alle “Regole di un Gioco“, il quale deve essere sfruttato con i suoi stessi mezzi per permetterci di raggiungere quegli obiettivi da tempo posti.

Ed è in questo contesto riflessivo che ho vissuto l’evento più traumatico (in senso positivo, ovviamente), il quale mi ha condotto verso una “Nuova Visione della Realtà“, verificatosi durante l’inverno del 2012. Stavo cenando, una sera, quando attorno a me accadde qualcosa di straordinario. Il cibo improvvisamente si trasmutò in plastica, nel mentre il reale lo vidi sobbalzare per brevi istanti, come quando scatta un fotogramma in una vecchia pellicola cinematografica. Guardai la forchetta ed era finta come lo stesso cibo. Ogni cosa era finta, patinata, e in quel momento divenni cosciente come tutto il conosciuto non è eterno ma fittizio, e la “Realtà” che ci circonda, compresa la nostra vita, è del tutto simile a una pubblicità vista in Televisione; “si, ma ad uso e consumo di chi?” Le nostre esistenze sono come una pubblicità proiettata su degli schermi, ad uso e consumo dei nostri “Padroni“. Siamo il loro “prodotto finale“, servito persino su di un piatto d’argento, e molti, anzi quasi tutti, non sanno che veniamo continuamente bombardati di informazioni. Lo facciamo noi stessi, ogni giorno accedendo a Internet, ai Social, guardando la TV, un notiziario, leggendo giornali e riviste, ma lo fanno anche i nostri “Padroni“, i quali da lassù ci inviano costantemente dei “Codici“, e questi “Codici” sono simili a quelli che costituiscono e costruiscono la “Matrice” (in verde, ad esempio, come quella presente nei film della trilogia di “The Matrix“, visibile sugli schermi di coloro che entrano nella “Realtà Illusoria“). Ebbene, tutti “gli Esseri Umani intercettano uno o più di questi Codici“, quotidianamente, sia di giorno che di notte, specie quando hanno da compiere delle “Operazioni di Massa” (sovente Adduzioni o altro), dove il loro “bombardamento informatico” diventa più violento del solito; chi è in grado di captarlo, riesce persino a riportarlo per iscritto, vederlo in sogno, scriverlo, disegnarlo, credendo spesso di aver ricevuto chissà quale dono dal Cielo o dai propri (e presunti) “Fratelli Cosmici“. Non è nemmeno un caso che molti recepiscano tali “Codici” quando sono vicini a strumenti per eccellenza di “scambio di informazioni“, come gli elettrodomestici, la TV, i Telefoni, i Computer, etc.

«Noi viviamo tra la gente, tu lo chiameresti un negozio conveniente. Noi ci viviamo sopra, proprio così com’è, come lo vedi tu. Anch’io sono stato toccato dall’essere infernale. Un tatuaggio sulla spalla sinistra. Ah, ma il giorno che vidi il volto di Dio, divenni un altro, e mi staccai da solo il braccio intero. Il mio nome è MIKE e il suo è BOB.»[1]

Ad oggi, data la natura criptica di tali “Codici“, quale sia il loro reale significato non lo sappiamo, abbiamo però constatato che ci “informano dall’alto“, proprio con queste modalità, come non risultano essere niente di positivo nei nostri confronti, tutt’altro. Si tratta semplicemente di “informazioni indotte” su tutto il Genere Umano, indistintamente, per manipolarlo costantemente. Tale “bombardamento informatico“, inoltre, avviene ogni volta su quanti abitano in un raggio zonale di centinaia o migliaia di chilometri, per poi costatarne gli effetti nei giorni successivi semplicemente osservando dalla finestra della vita, la “Commedia Umana” che si svolge inesorabile su questo piccolo pianeta (Dante docet). Alcuni, addirittura, sostengono come questi “Codici” possano essere persino salutari, vantaggiosi, o dei veri e propri “doni provenienti dall’alto” per farci evolvere, seppure personalmente ritengo che qualsiasi “Buono“, non abbia alcun interesse a donare nessun tipo di “Codice“, in quanto essendo dei “Sistemi” sono solo un ulteriore mezzo di controllo. Il “Vero Buono” ti aiuta ad evolvere e a liberarti di tutti questi inutili orpelli, da qualsiasi schiavitù, al contrario di coloro che vogliono portarci indietro, dispensando altre “Regole” o “Codici” (o peggio ancora Leggi!) da seguire, come purtroppo la nostra storia umana (non) ci insegna.


[1] Tratto da “Twin Peaks” di David Lynch e Mark Frost.