“Tra Nuove Realtà e Altre Dimensioni”

Uno degli interrogativi più importanti sollevati dal “Fenomeno Extraterrestre” è se questi avvistamenti di Dischi Volanti, o più in generale gli “Oggetti Volanti non Identificati”(U.F.O. e/o O.V.N.I.), possono essere messi in relazione anche alla scoperta di eventuali “occupanti”, e se documentati, nel cercare di comprenderne la loro origine o provenienza. Gli incontri tra gli Umani e degli Esseri provenienti da “Altre Dimensioni”, come ho ampiamente esposto nei miei Studi, sono stati raccontati per millenni da miti, leggende, storie e racconti di svariate culture. Vari popoli nel Mondo da sempre hanno comunicato con “Intelligenze Non-Umane e/o Spiriti” di ignota origine, e rispetto al Mondo Occidentale, fermo nella sua ieratica metafisica post-rinascimentale, – il quale lo pone al “Centro del Creato”, isolato dal resto dell’Umanità -, le altre culture si sono sempre dimostrate più aperte nel trovare risposte attinenti alle cosiddette manifestazioni soprannaturali. Tra l’altro, questi Contatti e i Miti da essi generati, sono sempre stati parte integrante della “Cosmogonia” di molte delle culture non-occidentali, così come nel corso delle varie epoche, l’Uomo ha sempre riferito di avere avuto contatti con una moltitudine di “Dèi, Angeli, Demoni, Spiriti, Fate, Ghoul, Vampiri, Mostri, etc.”, così come da ogni loro storia e che in qualche modo li riguarda, si intuisce come da sempre hanno cercato di istruirci, dirigerci, minacciarci, stringere patti, amicizie, etc., perseguendo i più svariati propositi. Sebbene molti di questi “Esseri” siano di casa sulla Terra, tanto da poterli considerare dei Terrestri a tutti gli effetti, la maggior parte di essi sono visitatori da “Altre Dimensioni”, dove il Cielo ha da sempre incarnato lo “Spazio” per eccellenza, o il dominio di questi “Esseri Non-Umani”, diventando il simbolo, specie nella cultura contemporanea, di molte “Dimensioni Extraterrestri”.

Nelle isole Marshall, gli abitanti di Truk credono per tradizione ad un “Mondo Esterno” che corrisponde alla nostra moderna concezione di “Spazio Profondo”, un regno di mistero, potere, al quale il popolo di questo nostro Mondo deve persino la sua stessa esistenza. Un tempo, raccontano inoltre, c’era persino un continuo dialogo tra gli abitanti del nostro e il loro Mondo, tra UmaniSpiriti. Allo stesso modo, – come abbiamo visto per gli Indiani d’America -, rammentiamo gli Hopi, i quali hanno sempre tratto insegnamento dai Kachina, “Esseri in forma di Spirito” provenienti da Altri Mondi, i quali hanno poi addestrato la popolazione nativa nelle tecniche dell’agricoltura, fornendo anche una guida morale e spirituale, ancora oggi alla base della loro cultura. In Irlanda, ad esempio, sono convinti come le Fate o il “Piccolo Popolo” non siano di questa Terra, ma che abbiano avuto origine su altri pianeti, in quanto le Fate spesso viaggiano nel Cielo su navi simili a nuvole chiamate le “Navi delle Fate” o le “Navi Spettro”. I Koryak della Siberia, invece, rammentano un’antichissima “Era Mitologica del Grande Corvo”, quando gli Uomini potevano salire al Cielo con estrema facilità, mentre i Bakairi del Brasile, sono convinti che i loro Sciamani siano persuasi a credere come la volta celeste non sia più grande di una casa, dove lo stregone può raggiungerla con un semplice battito di ciglia. Eppure, come ben sappiamo, nei tempi antichi si parlava sovente di avvistamenti di “Carri Celesti” (Ebrei), carri che volavano nel Cielo, o di misteriose e gigantesche “Città Volanti” (India), o di scintillanti “Scudi Volanti” (Antica Roma), ma pure forme geometriche, triangoli o “Croci” (primo Cristianesimo).

Abituale, a quanto sembra, era la presenza di nuvole o di luci nebulose che circondavano questi Oggetti, così come la spontanea apparizione di figure religiose luminescenti nel Cielo (Zeroids?), osservate da migliaia di persone. Uno dei racconti più eloquenti in tal senso è quello di Ezechiele nel “Vecchio Testamento”, in cui è tratteggiata una visione contenente delle Ruote, degli Angeli, delle Luci e delle particolari Nuvole. Fintanto la sfera religiosa continuò ad avere la sua forte influenza sull’Umanità, proseguì anche questa carrellata di “Fenomeni”, sia nei racconti dei Greci, dei Romani antichi o nel successivo Medioevo, dove abitualmente si manifestavano come “Stelle, Fuochi nel CieloCroci, Forme geometriche, Luci, Raggi, etc.”, che apparivano e scomparivano fugacemente senza poi lasciare alcuna traccia del loro passaggio. Nel Tibet, ad esempio, ancora oggi credono come gli Umani possano separare il “Corpo Etereo” da quello “Astrale” e viaggiare, così, “Fuori dal Corpo” per ore o giorni, come sovente si crede riescano a fare alcuni monaci buddhisti. Nella loro cultura si distinguono differenti graduazioni o densità, e in tale contesto si arrivò a credere che la Mente o la “Coscienza della Materia Grezza”, non possa comunicare con gli “Esseri Astrali“, salvo in alcuni casi, quando il livello “Grezzo della Mente” viene, per così dire, sottomesso; la Mente più Sottile a quel punto si Attiva. In quel caso si verifica la possibilità di comunicare o addirittura vedere un altro “Essere“, magari più Astrale del nostro Corpo e della Mente.

«I Miti arcaici di tutto il Mondo parlano della vicinanza estrema che esisteva ai tempi primordiali tra Cielo e Terra e di quando gli Dèi vennero sulla Terra e si mescolarono con gli Uomini. Gli Uomini, da parte loro, potevano ascendere ai cieli scalando le montagne, gli alberi, o con una scala, o anche trasportati dagli uccelli.» (Mircea Eliade)

Nel nostro Occidente, un esempio di tali “Esseri” è costituito dagli “Spiriti Guida” (o “Angeli Custodi”) di cui parlano molti soggetti, come similmente si ritrovano analogie in molte tribù australiane, tra i Pigmei dell’Africa o tra i popoli del Circolo Polare Artico. Sappiamo per certo che, ad un certo punto, i Cieli furono separati dalla Terra, e l’epoca paradisiaca o “Età dell’Oro” terminò così bruscamente, scaraventando l’Uomo nella sua attuale condizione di cecità. In tutte queste culture, di frequente visitate dagli Spiriti, sovente è riscontrabile la presenza di un “Ponte” (Haiti, Africa occidentale, Melanesia, tra gli Eschimesi o basti pensare al Bifrǫst della Mitologia Norrena), un accesso, una soglia, dalla quale essi si muovono ed agiscono, e questo ambiente è popolato da “Guardiani e Buttafuori“, oltreché ad essere dei grandi conoscitori dei metodi per respingere o accogliere i prescelti. Anche i filosofi neoplatonici (Giambico, Proco, Porfirio), elencavano un’infinità di “Angeli, Arconti e Daimones“, dove il Mondo era un luogo permeabile, abitato da Corpi Fisici e “Corpi Immaginali“, ma questa permeabilità sembrava appannaggio solo di un lontano passato. Ma nel momento in cui i “Veli” calarono dall’alto sui nostri occhi, rendendoci ciechi e razionali innanzi alla Magia, il Misticismo e il Mito stesso, i “Corpi Immaginali” finirono per fondersi in modo indiscriminato, e spesso sconclusionato, con il mostruoso; fu così che l’Invisibile diventò “Alieno“[1].

«Tocca a loro venire a me, non a me andare da loro.» (Plotino)

Probabilmente sono già qui, di fianco a noi, ma non ci è dato saperlo perché le nostre teorie moderne sulla percezione dei “Mondi Sovrasensibili”, non ammettono l’esistenza di tali apparizioni, per questo motivo è probabile che “Essi” non siano nemmeno “Invisibili“, ma lo sembrano soltanto in quanto siamo noi, con la nostra cecità dottrinale, ad averli spinti nel nostro subconscio ad esserlo. Ad un certo punto della storia, gli Angeli caddero, gli stessi Dèi caddero (secondo Holderlin e Rilke si ritirarono) e per Nietzsche Dio era addirittura morto (eventualità non da escludere), eppure, nonostante questa catastrofe di proporzioni bibliche, non gli è rimasto altro che la scelta di continuare a manifestarsi nel nostro Mondo, attraverso il “Piano Fisico“. La nostra Coscienza, ad un certo punto, si è così atrofizzata da non permetterci più di aprirci al “Mondo Spirituale”, in questo contesto la rottura dei confini così cautamente e sapientemente costruiti nei millenni, e la drammatica e contemporanea riapertura mentale verso tale Mondo, dal quale avevamo preso le distanze, ci ha sconvolti a tal punto da rendere persino un Fenomeno, del tutto simile a quelli del passato come i “Rapimenti Alieni”, tremendamente difficile da accettare e a cui credere. Per questo motivo, “Visibile e Invisibile” hanno continuamente alimentato la nostra quotidiana e mondana esistenza, perché in questo modo, “Loro“, hanno avuto facile accesso nella nostra sfera di azione, arrivando persino a presentarsi nella loro reale “Forma Fisica e Aliena”. E da sempre sono stati qui accanto a noi (eccome se lo sono stati!), a cominciare dai vari figuri che hanno costellato il nostro bestiario o immaginario collettivo, ad iniziare dal Vampiro, il quale si nutre e sopravvive grazie all’essenza vitale (generalmente sotto forma di sangue) di altre creature.

Il termine divenne popolare agli inizi del XVIII secolo, in séguito all’insistenza delle superstizioni presenti nell’Europa dell’est e nei Balcani, dove le leggende sui Vampiri erano non solo molto frequenti ma tali da scatenare anche delle vere e proprie psicosi tra le popolazioni rurali. Allo stesso tempo apparvero altri termini nelle popolazioni coeve, come i Vrykolakas in Grecia e gli Strigoi in Romania. Ad oggi non sappiamo ancora l’esatta etimologia del termine Vampiro, tuttavia si presume che possa essere derivato dal serbo вампир/Vampir, passato successivamente al tedesco Vampir, poi al francese Vampyre, all’inglese Vampire e infine all’italiano Vampiro. Ulteriori teorie sostengono come il termine slavo, a sua volta, derivi dal turco Ubyr e che significa “Strega“, infatti è singolare l’assonanza con il russo antico dove era detto Упирь (Upir’). Inoltre, numerosissime lingue slave presentano forme parallele del termine serbo: il bulgaro вампир (vampir), il croato Upir/Upirina, il ceco e slovacco Upír, il polacco Wąpierz, l’ucraino упир (Upyr), il russo упырь (Upyr’), il bielorusso упыр (Upyr), e l’antico slavo dell’est упирь (Upir’). Il “Vampirismo” esiste comunque da millenni, culture come quella mesopotamica, ebrea, greca e romana, concepirono Demoni e Spiriti che possono essere considerati ad oggi dei precursori dei moderni Vampiri, ma nonostante ciò, e la presenza di tali creature, un certo folklore attorno a loro si è originato nell’Europa dell’est, quando i Miti della tradizione orale di numerosi gruppi etnici, vennero messi per iscritto e pubblicati. Fu a quel punto che si scoprì di queste creature malvagie redivive, vittime suicide o streghe, sovente incarnati in cadaveri posseduti da “Spiriti Maligni o Umani“, trasformati dopo essere stati morsi da altri Vampiri.

Tali credenze e leggende, furono poi a tal punto persuasive e convincenti da causare dei veri e propri fenomeni di isteria collettiva, con tanto di pubbliche esecuzioni nei confronti di persone che allora si credevano dei Vampiri, con esiti non di rado raccapriccianti[2]. Nonostante più o meno tutte le culture della Terra tramandino storie e/o superstizioni riguardanti i “non-morti” (o altri “Spiriti Redivivi“), quello concepito dalla mitologia slava, viene ad oggi considerato come il prototipo del Vampiro per eccellenza, le cui radici profonde e le svariate convinzioni, si sono così ben radicate nel corso dei secoli basandosi su credenze e pratiche pre-cristiane, sovente pagane, sopravvissute anche dopo l’evangelizzazione di quei popoli al Cristianesimo. Il “Culto degli Antenati”, delle “Divinità Protettrici della Casa”, sulla sopravvivenza dell’Anima dopo la morte terrena, sulla presenza dei Demoni e degli Spiriti, o delle loro importanti funzioni nella società slava pre-industriale, hanno così fortemente influito sulla vita degli uomini da condizionarne spesso le scelte sociali e di vita. Alcuni di questi Spiriti si presentavano “Benevoli” e intenti ad aiutare l’Uomo, mentre altri, per contro erano pericolosi e potenzialmente distruttivi, oltre a pensare che fossero un’emanazione degli avi o di umani deceduti e rimasti qui imprigionati, apparendo anche sotto diverse forme, compresa quella animale, oltre a quella umana. Gli “Spiriti Malevoli”, inoltre, erano dediti alla crudeltà, e non di rado erano i responsabili di incidenti riguardanti gli uomini, come l’affogamento nelle acque, la distruzione dei raccolti, il succhiare il sangue dal bestiame o pure dagli stessi uomini, tanto che per ingraziarseli, i popoli slavi, erano obbligati ad appagare le loro richieste, in modo da prevenire i vari comportamenti distruttivi.

Nell’immaginario paranormale del popolo slavo, si credeva vi fosse una netta distinzione tra il Corpo e l’Anima, dove quest’ultima era considerata imperitura, tanto che alla morte del Corpo, si pensava avrebbe vagato per 40 anni prima di trovare pace nell’oltretomba eterno. Ed erano talmente convinti di questa diceria che alla morte di un parente, veniva lasciata deliberatamente una finestra aperta, di modo che l’Anima del defunto potesse entrare ed uscire a suo piacimento, in quanto si credeva come durante questo periodo, avesse la capacità di poter rientrare nel Corpo del defunto in qualsiasi momento. Inoltre, le morti violente o premature, di un peccatore recidivo, di un ladro, un assassino o persino di uno stregone, come una sepoltura frettolosa o inappropriata, potevano essere tutte cause di eventuali impurità per l’Anima, e un Anima impura era temuta con terrore dai popoli slavi, in quanto era ritenuta potenzialmente vendicativa. Da tutte queste credenze sulla Morte e “l’Al di là“, deriva anche il concetto tipicamente slavo del Vampiro, manifestazione, quindi, di uno “Spirito Impuro”, interessato alla possessione del Corpo altrui, una creatura “non-morta“, vendicativa, maliziosa, gelosa nei confronti dei vivi, ai quali succhia il sangue per sopravvivere, oltre ad implicare risvolti sessuali (molte leggende narrano di “Esseri” che succhiano liquidi o persino lo Sperma) o connessi al Cannibalismo, con atteggiamenti tipici dei “Demoni-Incubo” notturni e ben più antichi. Racconti di “Entità” che si nutrono di sangue o di carne fresca si riscontrano in ogni continente e in qualsiasi cultura apparsa nel corso dei secoli. Seppure al giorno d’oggi sia spontaneo classificare tali “Entità” sotto l’etimologia Vampiro, nei tempi antichi il termine non esisteva, e il bere sangue o simili attività cruente erano attribuite ad una varietà di “Demoni e/o Spiriti” ben più ampia e che comprendeva persino determinate e importanti Divinità.

In India, ad esempio, alcuni racconti sui Baital (il Baital Pachisi), esseri simili ai Ghoul mediorientali, descrivono che possono possedere i Corpi, e in una di queste storie narrata nel libro “Kathāsaritsāgara”, si spiega di come il Re Vikramāditya intraprese una ricerca per trovarne uno particolarmente elusivo. Persino Pishacha, lo spirito dei malfattori o di coloro che muoiono pazzi, rispecchia alcune caratteristiche dei Vampiri o persino dell’antica Dèa indiana Kālī, con zanne e una ghirlanda di cadaveri o teschi, a cui venne attribuito il nutrirsi di sangue. Kālī è una divinità femminile hindu, manifestazione terribile, aggressiva e non materna della “Dèa Madre“, descritta come battagliera e feroce. Kālī (“La Nera“) spesso associata al dio Śiva, del quale, in alcuni testi incarna gli aspetti complementari, viene adorata in alcune tradizioni tantriche come la “Realtà Ultima”, Dèa personale ed impersonale, al di sopra di ogni altra Divinità o manifestazione del Cosmo[3]. Nell’Antico Egitto era la dèa Sekhmet colei che beveva il sangue, come similmente lo è Kālī in India, mentre al centro di questi due popoli, si deve alla Civiltà Persiana il merito di averci tramandato dei racconti su dei “Demoni bevitori di sangue“, tanto che sono stati portati alla luce dei cocci di porcellana antica, attraverso alcuni scavi archeologici, su cui sono state riscontrate delle creature non-umane intente a bere del sangue umano. Come già spiegato in altri miei studi, si deve all’antica Babilonia e all’Assiria il lascito di un corpus di racconti concernenti la figura della mitica Lilitu, la quale nella successiva demonologia ebraica, divenne la Lilith a tutti nota, “Demone-Femmina” che si nutriva del sangue dei bambini durante le ore notturne. Così come Lilith si dice concepì una figlia, Lilu, anche nell’antica Grecia, Empusa, si narra fosse figlia (o ancella) della dèa Ècate, descritta come una creatura demoniaca dai piedi di bronzo, la quale si trasformava in una giovane donna con l’intento di sedurre gli uomini e berne il sangue.

La mitologia greca e latina, pertanto, menzionavano creature vampiresche ante-litteram, quali le Empuse, le Lamie e le Strigi, dove anche quest’ultime banchettavano sui letti dei bambini o di giovani uomini, durante la notte, succhiando loro il sangue[4]. Varie regioni africane, ancora oggi possiedono racconti popolari di “Esseri” con caratteristiche simili a quelle sopra descritte. Ad esempio, nell’Africa occidentale, il popolo degli Ashanti narra dell’Asanbosam, una creatura dai denti di ferro che si dice abiti sugli alberi, mentre il popolo Ewe, racconta dell’Adze, una creatura la quale può prendere le sembianze di una lucciola (o di un piccolo “Esserino di Luce”) per dare poi la caccia ai bambini. La regione orientale del Cape, in Sudafrica, tramanda la leggenda dell’Impundulu, il quale può prendere le sembianze di un grosso uccello con gli artigli, con la capacità di evocare persino tuoni e lampi, così come il popolo Betsileo del Madagascar, narra la leggenda del Ramanga, una sorta di bandito o parassita vivente che beve e si ciba delle unghie dei ricchi. Infine, arriviamo al Loogaroo, termine con cui si indica una creatura leggendaria simile ad un Vampiro, probabilmente derivante dal loupgarou (che significa “Licantropo“), presenza alquanto comune nella cultura delle Mauritius. I racconti sui Loogaroo, si diffusero poi persino in America durante la tratta degli schiavi africani nel nuovo continente, dapprima nelle isole caraibiche e in Louisiana, e quindi negli Stati Uniti. Ma simili mostri, non di rado femminili, si riscontrano anche nella Soucouyant di Trinidad, la Tunda e la Patasola del folklore colombiano, mentre i Mapuche del Cile del sud narrano di Peuchen, un serpente succhiatore di sangue; e ancora, nella più antica mitologia azteca si narrava dei Cihuateteo, spiriti di donne dal viso scheletrico che si ritenevano morte di parto, le quali rubavano bambini e intraprendevano relazioni sessuali con i vivi, portandoli alla pazzia.

Durante il tardo XVIII secolo e per tutto il XIX, tali credenze sui Vampiri si diffusero in parti del New England, specialmente nel Rhode Island e nel Connecticut orientale. In questi contesti regionali, si verificarono numerosi casi documentati di persone le quali dissotterravano i propri cari per rimuovere il loro cuore, nella convinzione che il defunto fosse un Vampiro e responsabile di morti e malattie in famiglia. In realtà, all’epoca, non veniva mai usato il termine Vampiro per indicarne la causa, e si credeva come la malattia mortale della Tubercolosi, nota all’epoca come Consunzione, fosse causata dalle visite notturne da parte di un membro della famiglia morto anch’egli della stessa malattia. Radicati nei vecchi folklori, moderne credenze si sono innestate in un sincretismo senza precedenti, diffondendosi in tutta l’Asia: dai redivivi e tuttofare Ghoul della terraferma, agli spettri svolazzanti delle isole del sudest-asiatico, etc. In India, inoltre, sono apparse nuove leggende, dove la figura del Bhūta o Prét, si dice sia l’Anima di un uomo morto prematuramente e che, muovendosi di notte, rianima i cadaveri e attacca i vivi, proprio come i Ghoul; nell’India del nord viene narrato di una creatura simile, il BrahmarākŞhasa, caratterizzato dalla testa cinta di interiora e un teschio da cui beve sangue. Nonostante il Vampiro appaia nel cinema giapponese sin dagli anni ’50, e il folclore alla base ha origine comunque in Occidente, la creatura più simile nelle leggende nipponiche è il Nukekubi[5], la cui testa e collo solevano staccarsi dal Corpo per volare via, andando poi a caccia di prede umane.

Leggende di “Esseri Femminili” simili sempre ai Vampiri esistono anche nelle Filippine, in Malesia e in Indonesia. Nelle Filippine, le due maggiori creature degne di essere menzionate sono il Mandurugo (o “succhia-sangue”) del popolo dei Tagaloge, e il Manananggal (“creatura che si divide in parti“) dei Visayan. La prima è una variante dell’Aswang, la quale prende le sembianze di una attraente ragazza di giorno, mentre di notte le crescono delle ali e una lunga lingua concava e fine, – la lingua viene usata per succhiare il sangue dalle proprie vittime addormentate -, mentre la seconda, invece, è descritta come una più matura ma comunque bellissima donna, capace di prendere il volo grazie ad enormi ali di pipistrello, che si nutre di donne incinte addormentate e inconsapevoli, usando “una lingua lunga quanto una proboscide per succhiare via i feti dai grembi materni.[6] Ma il carosello dei personaggi non finisce certo qui. Abbiamo la malese Penanggalan, a volte giovane mentre in altre occasioni è vista come una vecchia donna, in ogni caso attraente, che ha ottenuto la sua bellezza per mezzo della “Magia Nera“, ed è spesso descritta nei racconti popolari come un essere oscuro o demoniaco, in grado di staccare dal proprio Corpo la sua testa zannuta e di farla volare nella notte in cerca di sangue, specie di donne incinta. Vi è poi il Leyak, un essere simile del folklore di Bali, il Kuntilanak o Matianak in Indonesia, o un Pontianak o Langsuir in Malesia, una donna morta di parto divenuta una non-morta, alla perenne ricerca di vendetta. Ella appare come una donna, sempre attraente, con lunghi capelli neri che ricoprono un buco sulla base della nuca col quale succhia via il sangue dei bambini, un buco il quale è anche il suo punto debole, dato si crede che tappandolo si riesca a farla scappare.

Si menzionano, inoltre, anche delle strane e particolari pratiche per mettere in sicurezza i cadaveri dal trasformarsi in questi “Esseri“, come l’infilare delle perle di vetro in bocca, delle uova sotto ciascuna ascella, o persino degli aghi conficcati nei palmi delle mani per prevenire che si trasformino in Langsuir. In Cina a tal proposito si racconta dello Jiangshi (“cadavere rigido”), chiamato in Occidente anche il Vampiro Cinese, veri e propri cadaveri rianimati i quali uccidono i vivi per assorbirne la linfa vitale (), trasformatisi dopo che un’Anima non è più in grado di albergare dentro il Corpo del defunto; a differenza dei Vampiri, però, sono creature senza una Mente e non possiedono ragionamenti propri. E per concludere come non menzionare il moderno e altrettanto celebre Chupacabra o Chupacabras (dallo spagnolo chupar, “succhiare” e cabra, “capra“, dunque il “succhia-capra“), animale leggendario il quale si pensa abiti in alcune zone delle Americhe, sovente in comunità latinoamericane di recente immigrazione, e in zone come Porto Rico (dove si è avuta notizia per la prima volta nel 1990), il Messico, etc. Il nome deriva dal fatto, ovviamente, che sarebbe sua abitudine bere il sangue di capre o di altri animali domestici, infliggendo loro particolari mutilazioni, nutrendosi così anche di carne fresca. Seppure le rappresentazioni di questo “Essere“, da parte dei testimoni, siano varie, tipicamente viene descritto come un animale piuttosto pesante, dalla taglia di un piccolo orso, con una fila di aculei dalla testa alla base della coda. Tante forme, ognuna in apparenza diversa dalle altre, ma che in realtà si accomunano in modo sconcertante, nonostante i vari miti o le tante leggende dislocate in ogni parte del Mondo, anche a migliaia di chilometri di distanza, così come tutte queste storie sono unite da un filo conduttore ben riconoscibile: il sangue.

Il sangue, è inutile dirlo, è la rappresentazione arcaica della propria origine, dato che in esso è contenuto il DNA attraverso il quale si tramandano, di generazione in generazione, tutte le informazioni contenute nella specie. Il sangue produce “Energia“, inesauribile, ed attraverso di esso scorrono anche tutte le emozioni umane, per questo motivo, grazie a questo basilare quanto mai essenziale ingrediente, è facile iniziare a sfatare tanti falsi miti sopraesposti, mediante l’utilizzo di una diversa chiave di lettura, atta a districare il gomitolo di una matassa che, per secoli, si era fatta troppo intricata per essere chiaramente compresa. Dopo aver appurato come le varie “Entità“, un tempo definite demoniache o maligne, non sono altro (nella maggioranza dei casi) che manifestazioni di “Entità Aliene” (dimensionali ed extra-dimensionali), si potrà iniziare ad intravedere nella fitta nebbia accumulatasi nei secoli, l’apparire di queste sinistre figure vampiresche sparse in tutto il globo, sotto un’ottica diversa, acquistando via via una differente spiegazione. La parola “Alieno“, del resto (dal latino alienus, col vario significato di “appartenente ad altri, altrui; straniero; estraneo, avverso”), indica in generale una qualunque cosa o soggetto estraneo all’ambiente di riferimento, pertanto è chiaro come il Demone o il Vampiro che in passato pretendeva il suo tributo di sangue per la sopravvivenza, in realtà, sotto la moderna visione del “Fenomeno”, si tramuta invece ne “l’Alieno” che si ciba della fonte energetica dell’Uomo, ottenendo, attraverso il sangue umano, la possessione di una parte fondamentale per la propria sopravvivenza. Ecco, così, come i succhia-sangue o i succhia-anima, in base alle nostre attuali ricerche, assumono diversi nomi e sembianze e, quanto riportato dal Mito o dalla tradizione popolare, ripulito da secoli di dicerie e paure ancestrali, sovente religiose, divengono realtà oggettive, spiegabili in modo logico, lineare e concreto.

“L’Entità Stregonesca” che in Africa è spesso vista come un “globo di luce”, la quale si “ciba” letteralmente di animali, uomini o bambini, in realtà è “l’Alieno senza Corpo“, fatto di plasma e che necessita di “Energia” animale, umana o artificiale per poter sopravvivere. Stessa cosa possiamo affermarla anche per la figura per eccellenza del pantheon maligno, il cosiddetto “Principe delle Tenebre, l’Angelo Caduto, il Demone Oscuro” che vive negli inferi più bui o tetri, il quale si diletta con l’Anima umana nutrendosi delle sue emozioni, le sue paure, non di rado del suo sangue. Essa in realtà è una “Entità Extra-Dimensionale” che, dimorante e operante da un “Universo Parallelo” al nostro, è alla disperata ricerca di aprirsi un varco attraverso gli Umani parassitati per poter ritornare nel nostro Mondo, la “Nostra Dimensione“, dopo che ne era stato cacciato in tempi immemorabili; spesso, nei casi più estremi di queste forme di parassitaggio, è possibile riscontrare quella che anticamente veniva definita come “Possessione Demoniaca”. I “Parassiti Energetici”, in special modo coloro i quali vivono dentro il Corpo ospitante, riescono con estrema facilità a prendere il sopravvento sulla personalità, spesso con esiti deleteri o devastanti, modificando la percezione della realtà, intervenendo mediante dei cambiamenti a livello fisico, alterando il colore degli occhi, dei tratti somatici, dell’umore e della personalità, sino a casi rari ma non impossibili di vera e propria fusione della personalità “Aliena” con quella Umana. In ambito spirituale e religioso, la “Possessione” è considerata una condizione psicofisica in cui una persona viene “abitata” da una “Entità Soprannaturale” (DemoneDioAntenato, etc.), e se riconosciuta in quanto tale “autentica”, secondo la dottrina di quella specifica religione viene affrontata mediante la pratica dell’Esorcismo.[7] Nel Cristianesimo, ad esempio, il Diavolo o Demone, veniva solitamente riconosciuto mediante alcuni parametri, quali: avversione al sacro; forza fisica superiore alla normale capacità; possibilità di parlare lingue a lui sconosciute (Xenoglossia); prevedere eventi non ancora accaduti.

Seppure sia necessario riscontrare molti sintomi per poter affermare che una persona sia “posseduta”, si crede comunque come il diventarlo sia la conseguenza di attività pericolose in ambito dell’Occulto, di ferite emotive, forti depressioni, vita mondana e spirituale disordinata. Infatti, secondo la fede Cristiana Ortodossa, la morte, il peccato e la malattia, sono in stretta connessione e ogni manifestazione negativa viene considerata come un’azione diretta del Male. Nella tradizione ebraica, sia giudaica europea come nella Cabala, una persona può essere posseduta da uno “Spirito Maligno” chiamato Dybbuk, il quale si ritiene essere “l’Anima Vagante” di una persona deceduta e fuggita dalla Geenna (termine ebraico che tradotto somiglia al nostro Inferno). Similmente, persino nella tradizione islamica, sono descritte le possessioni di “Spiriti Maligni” (Jinn) o dello stesso Satana (Shaitan), con annessi rituali di Esorcismi praticati sin dalle origini. I Jinn, tra l’altro, sono creature “dotate di intelligenza superiore e plasmate dal fuoco”, molto simili agli uomini, in grado di possedere una persona per pura malignità, oppure per altre ragioni, come lo sperimentare il Mondo Umano, provare sentimenti quali il desiderio, l’amore, magari non avendo cattive intenzioni ma non rendendosi conto di causare involontariamente del Male. Ma la “Possessione” viene riscontrata anche in altre fedi del Mondo, come ad esempio nell’Induismo, dove si crede persino come siano gli Dèi a entrare nei “Corpi degli Esseri Viventi“, condizione che viene considerata si, una “Possessione”, ma con una certa condizione di maggiore “Santità”. Per i posseduti, – tra l’altro venerati e ai quali sono richieste benedizioni -, dopo un determinato periodo, se lo Spirito o la Divinità si rifiuta di andarsene, viene interpellato un Esorcista del villaggio allo scopo di poterlo finalmente liberare…

Qualunque sia la sua manifestazione nei vari ambiti culturali, è ovvio che se “l’Entità Aliena o Parassita” ha necessità di “Energia” e deve in ogni modo appagare questa sua insaziabile “fame”, può condurre la persona a compiere gesti estranei al suo comportamento e che, in molti casi clinici, sono considerati come gesti folli, sorti in seno a patologie ritenute psichiatriche. Suicidi, omicidi, “Stati Alterati di Coscienza”, follia, depressione, diventano il tributo richiesto da coloro i quali sono, in un certo qual modo, portatori di queste “Entità Negative”. Esistono, inoltre, anche altre possibilità circa la loro “presenza”, ritenuta in questi casi più “fisica”, dal momento che alcune “Entità” non solo usano metodi di parassitaggio avanzati (possessione internaimpianto di memoriecollegamenti eterici, etc.), ma arrivano persino a cibarsi letteralmente dei corpi delle vittime prescelte. Il nostro pianeta, si scopre come non è soltanto un immenso “esperimento divino” ma anche una “planetaria prigione”, dove all’Uomo non è consentito di uscirne, e dove spesso persino il divino decaduto, “l’Alieno“, ne è vittima insieme alla stessa Umanità. “L’Alieno” o l’antico Demone, pertanto vive da sempre in mezzo a noi, da quando l’Umanità ha avuto consapevolezza di sé, della propria identità storica, e sotto le più diverse spoglie ha vissuto e continua a farlo. “L’Alieno“, perciò, non vive soltanto dentro i nostri Corpi, attraverso le più diverse forme di parassitaggio, ma anche fisicamente, come uno di noi. Sino a non molti anni fa, non erano poi così rari gli avvistamenti di “Umani Insoliti”, molto alti, dalla carnagione o dai capelli chiari, spesso calvi, sia dall’aspetto giovanile che anziano, non di rado pallido, quasi cadaverico, con gli occhi di un colore particolare o con le pupille verticali.

Sicuramente nei secoli passati un “Essere Umano” di questo tipo avrebbe scatenato chissà quali reazioni, oltre ad essere identificato come un uomo atipico, “Posseduto dal Demonio, Vampiresco, Alieno”, ma ad oggi, con le attuali conoscenze, possiamo affermare come tali caratteristiche, in realtà, sono del tutto comuni ad alcune “Entità Extradimensionali”, specie di tipo Umanoide. Il Demone che un tempo era perciò visto come affascinante, dalla bellezza fuori dal comune, maliziosa, dallo sguardo penetrante e glaciale, o al contrario di vecchio raggrinzito e molesto, è da ricondurre a questa moderna e risolutiva “Chiave di Lettura Aliena”. Circa la “Presenza Alieno/Demoniaca” sul nostro pianeta, ci sono aspetti da affrontare ancora più agghiaccianti, legati in special modo alle innumerevoli scomparse di persone e animali, raramente séguiti dal ritrovamento di cadaveri mutilati in modalità, ad oggi, non ancora spiegabili da un punto di vista scientifico. In ogni parte del nostro pianeta, nel corso dei secoli e soprattutto in questi ultimi decenni, si sono sempre susseguiti casi di mutilazione di animali (capre, pecore, mucche, cavalli, etc.), con asportazioni chirurgiche, precise e maniacali, di parti del Corpo, fori in punti cardini, completa aspirazione dei liquidi interni (sangue, urina, feci, sperma, etc.) Sappiamo che alcune “Specie Aliene” effettuano rapimenti di animali per prelevarne i princìpi nutritivi presenti al loro interno, per condurre dei veri e propri bagni rigeneranti. Come avremo poi modo di approfondire in altri Studi, questi “Esseri” sarebbero una qualche specie di “cloni-robot-biologici” che, sprovvisti di un apparato digerente, e impossibilitati a cibarsi normalmente, possono acquisire tali sostanze nutritive soltanto attraverso l’assimilazione a contatto con la pelle.

Infatti, durante i “Rapimenti”, è comune negli Addotti il ricordo al tatto con questi “Esseri“, di una pelle flaccida, viscida, spesso dal forte odore di marcio nauseabondo. Non tutti i Demoni, perciò, sono maliziosamente affascinanti o dotati di una bellezza ultraterrena, ma molti di loro, la maggior parte, presentano un aspetto mostruoso, di animali sconosciuti o al contrario noti, come: corvi, strane aquile, leoni, cani, soprattutto serpenti o affini; tutti loro popolano, da sempre, il nostro immaginario collettivo. Il Serpente, ad esempio, che ha la tana nelle viscere della Terra e spesso esce alla luce del Sole per riscaldarsi, essendo a sangue freddo, come esce allo scoperto per cercare del cibo. Da qui nasce la figura del Serpente in quanto Diavolo, abitante degli “Inferi” e che appare sulla superficie del Mondo per andare a caccia di prede animali ed umane, come al tempo stesso, in realtà, è “l’Alieno Rettiliano o Sauroide” il quale (vivendo in un regno leggendario sotterraneo, fatto di basi e reti di tunnel disseminati sotto la crosta terrestre) sovente si ritrova a vivere persino in mezzo a noi, muovendosi tra gli uomini in cerca di sussistenza energetica. Viviamo in un Mondo sempre più globalizzato, dove di pari passo all’aumento della popolazione, si è venuta a creare persino una fitta rete informatica che ci permette di venire a conoscenza in tempo reale, di quanto sta avvenendo in ogni parte del globo. Una conquista recente di questi ultimi decenni, dato che sino a non pochi anni fa, l’Uomo non aveva un così vasto controllo del pianeta in cui abita. Intere zone erano disabitate, era presente una maggiore vegetazione boschiva, e la popolazione era persino molto inferiore rispetto a quella attuale, pertanto, in un Mondo così vasto per il piccolo essere umano, era comune per determinate “Entità”, di qualsiasi tipo, potersi muovere liberamente in superficie, indisturbate.

Il nostro piano fisico è sempre stato utilizzato, sin dall’antichità, come una vera e propria prigione per molte di queste “Entità o Razze Aliene“, dove sovente venivano abbandonate in superficie dai loro simili, i quali si erano magari macchiati di qualche crimine o tradimento, lasciandoli, così, incolumi al loro destino, seppur sempre controllati e inseriti all’interno di un ulteriore progetto più vasto. Insieme a loro, era comune anche l’abbandono di “Ibridi Umano-Alieni”, esperimenti genetici per la maggior parte dei casi non proprio riusciti e che, per i pochi in grado di incontrarli sul proprio cammino, furono poi descritti come degli autentici mostri. Si evince come l’insieme di tutte queste “Entità“, un tempo definite “Spiriti ErrantiDemoniDiavoli”, – e al giorno d’oggi “Alieni” (nel senso più lato del termine) -, abbandonate o costrette a vivere per motivi contingenti sulle terre abitate dall’Uomo, abbiano prodotto un così alto numero di leggende nel corso dei secoli, sulle tante presenze demoniache o vampiresche, le quali per interi secoli hanno terrorizzato i vari popoli in tutti i continenti. Fintanto la popolazione è rimasta esigua, senza raggiungere le alte cifre attuali (ben oltre sette miliardi) o una certa padronanza di controllo informatico sull’intero pianeta, questi avvistamenti accadevano con maggiore frequenza, perché a parte casi isolati, i testimoni, a causa della cultura del tempo, intrisa di religione e superstizione, non sarebbero stati in grado di associare queste presenze ad una “Problematica Aliena”, quanto piuttosto “Maligna”.

Seppure in questi ultimi anni, i casi documentati si siano drasticamente ridotti, anche a fronte di un incremento della popolazione e di una presenza più capillare sul territorio, purtroppo continuano ad accadere innumerevoli episodi inspiegabili, specie in quelle regioni rurali ed isolate, dove animali e uomini ancora subiscono tali soprusi, inoltre, la scomparsa di milioni di persone nel Mondo ogni anno, dimostra quanto il “Fenomeno” sia per contro, in continua crescita di pari passo al sovrappopolamento del pianeta. Pensate che ogni 2 minuti, nella sola Unione Europea, sparisce un bambino, 250 mila in Europa, di cui oltre 5000 nella sola Italia (dati del 2015), a fronte di milioni di sparizioni in tutto il Mondo ogni anno, molte delle quali rimangono senza soluzione o del tutto insolute. Se iniziamo ad entrare nella visione di come il nostro pianeta, la Terra, in realtà sia una prigione sospesa nello Spazio, dalla quale ci è impossibile attualmente fuggire con le nostre attuali capacità tecnologiche, dove l’Umanità, creata da coloro i quali un tempo chiamavamo Dèi, oggi “Alieni“, vi è stata impiantata per un loro utilizzo (“ad uso e consumo“) è del tutto spontaneo pensare che da queste “Potestà o Arconti”, siamo considerati alla stregua di un qualsiasi “animale da allevamento”, proprio come avviene in una normale Fattoria. E in quanto animali, e di loro proprietà, siamo qui per soddisfare ogni bisogno, come: cavie per esperimenti genetici, parassitaggio mentale, spirituale ed energetico, cibo, etc.


[1] Infatti è “l’Alienazione” che conduce ogni cosa verso il baratro dell’Invisibile, rendendo cieco e più pauroso quello stretto corridoio, dove quelle forme mostruose sono costrette a contorcersi per passare nel nostro “Al di Qua“.

[2] Fu il romanzo  “Dracula” del 1897, dello scrittore irlandese Bram Stoker (1847-1912), il primo ad essere considerato la quintessenza del genere vampiresco e che fornì le basi per tutte le successive opere moderne. Stoker, in “Dracula“, trattò una mitologia costituita pure da Lupi Mannari e altri Demoni, e il successo di questo libro fu tale che fece nascere un vero e proprio genere, quello vampiresco, il quale è ancora popolare ai giorni nostri con un’impressionante collezione di opere letterarie e visive.

[3] Il Culto, in genere non aderente alla prassi brahmanica, è tuttora vivo in India.

[4] Analoga figura è anche quella, sempre mitologica, di Gello.

[5] Nel folklore giapponese il Nukekubi (“collo staccabile”) appartiene alla categoria degli yōkai. È un Demone che di giorno assomiglia in tutto ad un essere umano mentre di notte la sua testa si stacca dal collo per volare in cerca di prede. I Nukekubi, si dice, attaccano urlando (per aumentare la paura delle loro vittime) e mordendo sino ad uccidere. Qualora però la testa, una volta distaccata dal Corpo, non riuscisse più a ricongiungersi a questo prima che il sole sorga, il mostro è destinato a morire.

[6] Talvolta si cibano di interiora (specialmente cuore e fegati) e del muco delle persone malate.

[7] In tempi recenti, la presunta “Possessione” si è indebolita persino da parte degli stessi ambienti ecclesiastici, poiché è stato scoperto come molti presunti “casi di indemoniati” debbano in realtà essere messi in relazione con malattie mentali, quali la schizofrenia e alcune forme di psicosi (ad esempio la “Sindrome di Tourette“), così come molte persone che richiedono aiuto agli esorcisti sono da essi stessi riconosciute bisognose non di cure spirituali, ma psichiche.