“Sessualità, Traumi e Alterazioni Aliene” [2]

[Particolare di un’opera di Egon Schiele]

Quale che siano i fatti, risulta chiaro un modus operandi abbastanza noto e comune in tutte le storie conosciute e i casi in analisi, dove un “Alieno o Parassita“, sostanzialmente, assume le sembianze moderne di quello che anticamente veniva considerato un “Demone“, il “Diavolo Tentatore” il quale induceva l’uomo a provare ogni tipo di eccesso, abitante negli “Inferi, o nell’Al di Là freddo“, sovente associato al “Satana dal Pene di Ghiaccio“[1], padrone di un luogo buio e terribile, senza ritorno e privo di speranza. Quello del “Parassita Alieno” è un condizionamento esterno (sovente interno), talmente forte e totalizzante da farti compiere qualsiasi atto, perché pretende un totale controllo della situazione e dell’Essere Umano prescelto. Non provando spesso la sessualità direttamente, sfruttano quella umana per carpirne sensazioni ed emozioni, cibandosi delle energie scaturite, in quanto li fortifica, li nutre. Inoltre, sembra abbiano la capacità di scavare nelle vite passate e delineare il futuro dei soggetti Addotti, questo perché vivendo per migliaia di anni e parassitando la stessa linea familiare prescelta, hanno maggiori possibilità di controllo nella vita di ogni singola persona. Riescono a far emergere lati nascosti e insospettabili, spingendo l’acceleratore dove ve ne è bisogno, facendo così compiere gesti addirittura estremi e che possono compromettere persino la vita stessa della persona parassitata.

Non sono rari i casi dove conducono l’Addotto a compiere gesti di autolesionismo, spesso all’interno di pratiche sessuali estreme, o intraprendere azioni suicide, tutti atteggiamenti che provocano frequenti contrasti tra le varie “Razze Aliene“, in quanto non solo espongono i soggetti a dei rischi inutili, ma saranno poi costretti in qualche modo a porvi rimedio, ricorrendo persino ad eventi o gesti eclatanti. La pressione psicologica esercitata su di una persona è talmente forte, delle volte, da non riuscire a lasciare possibilità di scelta. Probabilmente si tratta della forma di parassitaggio più completa e intensa che una “Entità Intelligente” possa compiere su di un’altra forma di vita, arrivando a modificare l’aspetto fisico, provocare sbalzi di umore, attacchi di panico, vari stati depressivi (sovente il disturbo ossessivo-compulsivo), tentativi di suicidio, etc. La cosa paradossale è che gli stati d’animo scatenati nel soggetto, sono per loro una fonte di grande piacere energetico, una vera e propria droga, non arrivando a comprendere come le loro azioni possono condurre ad una morte precoce la fonte stessa del loro piacere. Qui subentra anche un altro aspetto non meno importante, quello dell’Imprinting. Esso è un particolare tipo di apprendimento per esposizione, presente in forme e gradi diversi nel mondo animale, compreso l’Uomo. Serve a fissare una sorta di memoria stabile, mediante delle caratteristiche sovente visive, degli individui da cui si verrà allevati o cresciuti (Imprinting filiale), o dagli individui con i quali sarà possibile riprodursi (Imprinting sessuale).

Derivante dalla parola inglese “Imprint” (Impronta), l’Imprinting non è quindi un comportamento innato ma neppure una forma di apprendimento possibile durante l’intero arco della vita, in quanto presenta caratteristiche intermedie, essendo legato sia alle informazioni che il nuovo nato riceve dal mondo esterno, sia per una certa predisposizione genetica, sorta di “finestra temporale” durante la quale il suo sistema nervoso risulta sensibile a “stampare un immagine” del genitore, o di chi viene riconosciuto come tale. Appena nati, gli animali, possiedono in diverso grado una “rappresentazione” a livello di sistema nervoso che consente loro di riconoscere gli individui della propria specie, in questo contesto l’Imprinting serve a completare questa stessa “rappresentazione“, garantendo maggiore possibilità di sopravvivenza. I cuccioli, in età infantile, imparano infatti a quale specie appartengono ed iniziano a rapportarsi con i loro simili, questo “Fenomeno” influenza, pertanto, il comportamento dell’animale che ne sarà interessato per il resto della propria vita. In tale situazione, perciò, l’Imprinting riesce a influenzare le tendenze ed il carattere di un individuo, gestendo entro certi limiti le informazioni e le “impressioni” ottenute in tenerissima età, per essere poi recuperate in età adulta, permettendo un apprendimento molto più rapido e duraturo. Pertanto, oltre a quello Umano, esiste pure un “Imprinting Alieno“, dal momento che dal giorno della propria nascita, l’Addotto è comunque cresciuto sotto un “modello altro“, seguendone inconsciamente dettàmi, regole, leggi, condizionamenti, traumi, etc., proprio come similmente fanno due genitori su di un figlio.

Il soggetto si rende conto, sovente, di comportarsi delle volte in modo decisamente anomalo, assumendo un atteggiamento per lui “Estraneo” (se non addirittura “Alieno” alla sua natura), che temporaneamente diventa proprio per poi prenderne le distanze, una volta resosi consapevole di questa trasformazione. Gli Addotti, pertanto, sperimentano per tutta la vita un senso di isolamento e di distacco da coloro che li circondano, sentendosi in qualche modo differenti dagli altri, di non appartenere a questa società, o Umanità, nonostante in apparenza sembrano integrarvisi. Da bambini viene detto loro che gli episodi i quali raccontano di aver vissuto, sono stati dei semplici sogni, incubi, o addirittura bugie, scatenando in loro una reazione di chiusura, di isolamento e di sentirsi soli con le loro esperienze a cui, sovente, non riescono a dare delle risposte. A tutto questo si deve aggiungere persino un vero e proprio “Shock Ontologico”, perché quando si rendono conto della realtà oggettiva dei loro incontri con questi “Esseri”, – ma essendo cresciuti con la convinzione comune che noi terrestri siamo gli unici abitanti dell’Universo, o non sarebbe semplicemente possibile per degli “Esseri Intelligenti” di altri pianeti entrare in contatto con il nostro Mondo, (in quanto secondo la cultura dominante, comunque non esistono) -, tutte le loro certezze finiscono per sbriciolarsi come un castello di sabbia.

Nei “Rapiti“, inoltre, vanno ad accumularsi anche tutta una serie di traumi scatenati da queste esperienze fuori dall’ordinario, legati a visioni o sogni di guerre mondiali, disastri ambientali, violenze, stupri, etc., che per reazione porteranno al manifestarsi a lungo termine di vari sintomi psico-fisici, come: mal di testa, dolore al setto nasale, indolenzimento alle membra, sonnolenza, stanchezza cronica, problemi di natura gastrointestinale, urologica, ginecologica, dell’apparato sessuale, ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi della personalità, etc. Tutto ciò conduce verso una raccolta di informazioni insolite le quali possono provocare una sorta di “Alterazione della Coscienza” (o “Alienazione della Coscienza”). In generale non si tratta di un processo puramente conoscitivo, ma di un “Fenomeno” che tocca profondamente la vita spirituale e mondana dei soggetti, cambiando radicalmente la percezione di  stessi, del Mondo conosciuto e del proprio posto all’interno di esso. Tali informazioni che sovente, come abbiamo visto, concernono il destino del nostro pianeta, e la conseguente responsabilità umana per le attività in cui vi hanno luogo, non di rado distruttive, conducono i soggetti coinvolti a vivere esperienze talmente estranianti, spesso confuse con capacità di predizione o preveggenza. Scene della Terra devastata da un olocausto nucleare, vasti paesaggi tra terreni ed acque contaminate, prive di vita, immagini apocalittiche di giganteschi fenomeni come terremoti, maremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche, tempeste di fuoco, persino spaccature nel pianeta, vengono indotte nell’immaginario del “Rapito” da sconvolgerlo a tal punto da cambiargli l’esistenza.

Inoltre, non di rado, ad alcuni dei soggetti coinvolti, vengono persino indotte delle visioni dove ricevono da essi degli incarichi da svolgere durante questi futuri olocausti, come ad esempio nutrire i sopravvissuti, proteggerli, oppure viene detto loro (similmente a quanto narrato in alcuni passi profetici della “Bibbia”) che molti moriranno, mentre altri riusciranno a sopravvivere e saranno poi trasportati in un altro luogo, dove ricominceranno da zero una nuova vita. In questi incontri, il “Rapito” a volte riesce persino a chiedere a “l’Entità Aliena” perché non si mostrino all’intero Mondo, in modo inequivocabile, magari intervenendo in nostro soccorso, ma quando vengono messi di fronte a questo genere di domande, spiegano come l’Umanità non sia ancora pronta ad accettare la loro esistenza e che reagiremmo con aggressività e con violenza nei confronti di quanto ancora non comprendiamo. Simultaneamente, viene spiegato che esiste persino una battaglia circa il destino della Terra e il controllo del “Genere Umano“, ove nella quale ci sono alcuni “Gruppi di Potere” capeggiati da varie “Razze o Civiltà”, alcune ritenute evolute o “Buone”, in contrasto con fazioni riconosciute come “Cattive”. Ed è in questo contesto che molte esperienze di “Rapimento” assumono dei connotati spirituali, dove gli “Esseri Alieni”, sebbene possano suscitare del risentimento a causa delle operazioni mediche e/o sessuali intrusive, sono comunque visti come degli intermediari, vicini più di noi al “Divino”, venendo persino scambiati per “Creature AngelicheMitologiche, Totemiche, etc.

La “Fonte di Luce”, confusa non di rado e ingenuamente per una “Luce Divina”, conduce i soggetti a vivere queste esperienze all’interno dei grandi “Cicli della Vita”, della nascita e della morte, dove persino il ricordo di alcune vite passate, riaffiora andando ad incrementare questa sensazione di unicità esperienziale. Allo stesso tempo, avviene anche una strana fenomenologia parallela comune a molti, in quanto queste esperienze straordinarie hanno portato nel tempo persino a guarigioni inspiegabili da stati patologici gravi, dove alcuni soggetti hanno sostenuto di aver acquisito essi stessi la capacità di poter curare e compiere dei veri e propri miracoli. Quando tra loro si confrontano durante incontri o raduni, integrando così le proprie esperienze, si accorgono di aver sviluppato capacità particolarmente intuitive, dimostrando persino di possedere forti abilità psichiche, tra cui la chiaroveggenza o la capacità di percepire il pensiero degli altri a distanza. Ogni Addotto va incontro, in qualche modo, ad un’espansione del suo senso di identità all’interno del vasto Mondo di cui si accorge di far parte. Capisce, così, di non appartenere solo a un’unica razza di individui in questo Universo sconfinato, ma che esso è abitato a più livelli da varie altre “Entità” o vere e proprie “Civiltà”, pure più antiche della nostra. Comprende, finalmente, come gli Esseri Umani non sono i padroni di questo pianeta, ma ancora dei semplici “Bambini del Cosmo”, in cerca della loro strada, una strada che possa condurli verso una nuova armonia esistenziale, anche con tutte le altre “Creature Terrestri ed Extraterrestri” ivi presenti.


[1] Se nel 1485 un inquisitore scrisse che il “Pene del Diavolo” era “estremamente carnoso” e molte streghe dopo il rapporto “rimanevano esauste” per diversi giorni, Temperance Floys, condannata per stregoneria, dichiarò di conoscere “il Corpo freddo del Diavolo in modo carnale”, mentre un’altra, Rebecca West, descrisse la “Bocca di Satana fredda come la creta”, mentre Anna Pappenheimer sostenne che il “Pene di Satana era freddo come un pezzo di ghiaccio”.