“Il Laboratorio Atlantideo, il grande progetto” [2]

[Il Mistero della Pietra Azzurra“, anime di Ideaki Anno. 1990-1991]

Probabilmente, la visione più romantica dell’Atlantide la si deve a Rudolf Steiner, il quale scrisse come essa sia appartenuta al quarto grande periodo di evoluzione del pianeta, precedente quello attuale. Secondo la sua visione, Atlantide era un continente perennemente immerso dentro nebbie, vapori e foschia, specie a causa della costante presenza di Anime in procinto di incarnarsi, situabile presumibilmente dove oggi si trova l’Oceano Atlantico[1]. Sempre secondo Steiner, gli Atlantidei possedevano facoltà di chiaroveggenza oggi scomparse, in virtù del fatto di come all’epoca il loro Corpo Fisico fosse piuttosto separato dalle altre componenti spirituali. Questa costituzione e conformazione, favoriva la possibilità che “Entità” progredite si incarnassero nei loro Corpi per poterli guidare in quanto “Maestri Spirituali” all’interno di scuole iniziatiche; tali percezioni così affinate, venivano sviluppate con la musica e il canto, su particolari armonie oggi non considerate “musicali”. Nei primi tempi, la consistenza “molle” dei Corpi consentiva loro di allungare esteticamente gli arti o le dita a proprio piacimento, mentre la vista era meno sviluppata, come meno sviluppato era anche il pensiero logico, seppure questi limiti fossero compensati da un’incredibile memoria con cui gli Atlantidei tenevano a mente ogni esperienza.

«Il Veggente che esaminasse la connessione fra il Corpo Eterico e quello Fisico dell’Uomo dell’Atlantide, arriverebbe a una ben strana scoperta. Mentre nell’Uomo attuale la Testa Eterica combacia con una certa approssimazione con la parte Fisica della Testa, sporgendone appena un poco, la Testa Eterica di un Uomo dell’Atlantide si protendeva molto al di sopra di quella Fisica; con più precisione, sporgeva di molto la parte frontale della Testa Eterica. Esiste un punto nel Cervello Fisico, fra le sopracciglia e circa un centimetro all’interno, cui corrisponde oggi un punto nella Testa Eterica. Negli Atlantidei quei due punti erano ancora molto distanti l’uno dall’altro, e l’evoluzione consistette nel riavvicinarli sempre più. Nel quinto periodo atlantico il punto della Testa Eterica si avvicinò al Cervello Fisico, e per il fatto che i due punti combaciavano si svilupparono alcune caratteristiche dell’Umanità attuale: il calcolare, il contare, la facoltà di giudizio e in genere la capacità di formare concetti, l’intelligenza. Prima gli Atlantidei avevano solo una memoria sviluppata, ma non ancora la facoltà di connettere i pensieri, e qui abbiamo proprio l’inizio della Coscienza dell’Io.» (Rudolf Steiner)

Steiner, sosteneva che la Sfinge di Giza, il cui “Corpo Animale” è così discordante dalla Testa, ricordava l’aspetto degli uomini di Atlantide, un retaggio di come doveva apparire un individuo di questa misteriosa Civiltà, con la parte eterica della “Testa” più evoluta, sovrastante l’aspetto fisico del tutto animalesco, visibile ancora oggi nelle sculture delle Sfingi egizie. Tale forma antropomorfa avrebbe rappresentato, perciò, lo sviluppo incompiuto dell’Essere Umano, il cui Corpo attendeva di essere modellato dalla “Testa“, già in essere e compiuta. Gli Atlantidei, inoltre, sosteneva che vivevano a stretto contatto con la Natura, in abitazioni formate da oggetti naturali trasformati, così come si erano organizzati a vivere in piccoli gruppi con un forte senso gerarchico delle autorità, tenuti insieme da affinità di sangue. Sarebbe poi stata distrutta, sempre secondo la sua visione, a seguito di catastrofi idriche e glaciali, seppure gruppi di sopravvissuti, tramite successive ondate migratorie, sarebbero partiti dall’attuale Irlanda per poi spingersi verso sud. Ovviamente anche il Mondo dell’Arte, della Letteratura e del Cinema non poteva restare esente dal fascino di questo intramontabile Mito, tra i più importanti da menzionare si ricorda il classico di Jules Verne, “Ventimila leghe sotto i mari” (1870) che nella sua tortuosa e intrigante storia è compresa pure una visita alle rovine sommerse di Atlantide[2]. Scesi dal sottomarino Nautilus, il Capitano Nemo conduce il protagonista, il professore Aronnax, verso la città leggendaria in una delle tante passeggiate in scafandro (nel Capitolo IX della seconda parte del romanzo).

Altro celeberrimo romanzo è “L’Atlantide” (1919) di Pierre Benoît, dove immagina i discendenti del continente perduto nel Deserto del Sahara, romanzo che ispirerà la maggior parte delle opere e dei film successivi sul tema, così come nel romanzo “Aelita” (1922) di Aleksej Nikolaevič Tolstoj, il quale pose i superstiti degli Atlantidei addirittura sul pianeta Marte. Interessante anche il romanzo breve di Arthur Conan Doyle, “L’Abisso di Maracot” (The Maracot Deep, 1929), tradotto come “L’Abisso di Atlantide“, dove si narra le avventure di tre scienziati che scoprono, con l’ausilio di un batiscafo ottocentesco, una civiltà ancora fiorente sul fondo dell’Oceano Atlantico. Nei racconti fantasy di Robert E. Howard su “Conan il Barbaro” (1932), il popolo ovviamente barbarico dei Cimmeri, di cui fa parte il protagonista titolare, sarebbero i discendenti del popolo di Atlantide che si sono devoluti dopo il cataclisma il quale ha inabissato il continente, specie a séguito di lunghe guerre contro diversi gruppi ostili. Non poteva inoltre mancare anche la presenza di J.R.R. Tolkien, ove nel descrivere la caduta dell’isola di Númenor ne il “Il Silmarillion” (1977) si ispirò al mito di Atlantide. Nella cornice dell’opera, l’evento viene ricordato come “La Caduta” (nella lingua elfica inventata da Tolkien diventa “Atalantë“) e dal momento che l’opera di Tolkien intende descrivere una “mitologia immaginaria” del nostro Mondo, l’implicazione evidente è che Númenor sia di fatto Atlantide.

Ma un aspetto interessante ci viene pure dall’altro grande scrittore, amico di Tolkien, Clive Staples Lewis, il quale nel libro “Il nipote del Mago” (1955), – e che secondo la cronologia della trama è il primo del ciclo de “Le Cronache di Narnia” -, lo zio Andrew riferisce al nipote Digory Kirke come gli “Anelli“ permettono di viaggiare fra “Mondi Diversi“[3], in quanto dispongono di questo potere perché sono stati trattati con una polvere magica che egli scoprì provenire da Atlantide. Nel romanzo fantascientifico, “Il Codice di Atlantide” di Stel Pavlou del 2001, egli racconta che Atlantide sia situata al Polo Sud, in qualità di “città sopita” di un’antica civiltà avanzatissima, pronta a risvegliarsi come una bomba ad orologeria nel momento in cui, il Sole, avrebbe messo in pericolo la Terra, evento previsto dagli Atlantidi con dei sofisticati calcoli astronomici. Atlantide, inoltre, assume un ruolo centrale anche nelle avventure di “Martin Mystère“, il detective dell’impossibile ideato dall’italiano Alfredo Castelli nel 1982 per Sergio Bonelli Editore. Secondo le ricerche del prof. Mystère, Atlantide e Mu erano due imperi o civiltà rivali tecnologicamente molto avanzate, ove parte della popolazione era dotata di poteri telepatici e persino magici, che si autodistrussero a causa di un’arma particolare, poi impazzita, dopo secoli di convivenza caratterizzati da periodi alterni di conflitto aperto e guerra fredda, ricacciando l’Umanità nella barbarie[4].

Anche nel celebre e al personalmente caro anime giapponese, “Nadia – Il Mistero della Pietra Azzurra” (1990-1991) del regista Hideaki Anno, prodotto dalla Gainax e liberamente ispirato dal romanzo di Verne, la “Civiltà di Atlantide” viene proposta come una colonia fondata da degli “Extraterrestri” giunti sulla Terra, di cui alcuni dei protagonisti della storia sono gli ultimi discendenti, creatori della Razza Umana attuale, dopo aver modificato e ibridato delle scimmie, forgiandola con il solo scopo di asservirla ai propri voleri e servigi, schiavizzandola. Ma probabilmente, una delle storie più interessanti la riscontriamo nel mondo immaginario dell’Universo DC, dove la città comparve per la prima volta in “Adventure Comics vol. 1 n. 260” (maggio 1959), creato da Robert Bernstein e Ramona Fradon. La storia iniziale della città fu successivamente riportata in “The Atlantis Chronicles“, una serie limitata pubblicata dalla DC Comics nel 1990, scritta da Peter David ed illustrata da Esteban Maroto. In questo caso, il continente di Atlantide si racconta che fu colonizzato 65 milioni di anni fa da una “Razza Extraterrestre Umanoide“, conosciuta come i “Cacciatori/Raccoglitori“, la quale stava lavorando a un progetto di studio e di estinzione dei Dinosauri. Circa un milione di anni fa, tale società prosperava al fianco dell’Homo Erectus, i precursori dell’Uomo Moderno, anche se successivamente l’intervento dei “Marziani Bianchi“, portò ad una mutazione della struttura genetica dell’Homo Sapienza, creando così il “Metagene“.

La storia, inoltre, arrivò a complicarsi a tal punto con l’inserimento di altri personaggi, situazioni e contesti, ma a grandi linee è interessante il dipanarsi della vicenda, specie quando si narra che migliaia di anni fa, il livello di “Magia” sulla Terra cominciò a cadere a causa del risveglio di una “Entità” dormiente, conosciuta come Darkworld. La strega atlantidea Citrina fece così un patto con i “Signori del Caos”, governatori di Gemworld, situazione che permise di creare una casa per gli Homo Magi e tutte le creature dipendenti dalla Magia, come le Fate, gli Elfi, i Centauri, e così via, desiderosi di emigrare dalla Terra. Gemworld fu così colonizzata dagli Homo Magi emigrati dalla Terra, e crearono le “Dodici Case Dominanti di Atlantide“. Darkworld era una dimensione formata dal “Corpo di un’Entità Cosmica” sconosciuta e che, successivamente, cadde in un sonno profondo. I sogni di questa “Entità” furono i responsabili della creazione dei primi “Signori di Caos ed Ordine“, Chaon (Caos), Gemimn (Ordine), e Tynan, (l’Equilibratore). Queste “Entità“, insieme a molte altre, cominciarono ad essere venerate come Dèi dagli abitanti di AtlantideDarkworld fu collegata ad Atlantide da una massiccia “catena” creata da DeedraDèa della Natura, e alcuni maghi Atlantidei quali Arion Garn Daanuth; più tardi impararono ad incanalarne le energie mistiche, permettendogli di avere dei poteri quasi divini…

Questo inedito sincretismo tra l’Archeologia, l’Esoterismo e il Fantasy, ha condotto nel corso degli anni a rilevare alcune analogie tra le Civiltà dell’Antico Egitto e quelle dell’America Centrale, come le costruzioni piramidali, l’imbalsamazione, l’anno diviso in 365 giorni, leggende comuni, affinità linguistiche, etc., facendo così pensare ad un ponte naturale tra le due popolazioni, o una comune e antichissima origine. Singolare che persino Joseph Smith, fondatore della “Religione Mormonica“, nel 1820, quando ancora era un contadino quindicenne di Manchester, nella Contea di Ontario a New York, ebbe un primo incontro con l’Angelo Moroni e che gli promise rivelazioni straordinarie. E le rivelazioni arrivarono, quando anni dopo questo “Essere” gli mostrò il nascondiglio dove si trovavano alcune preziose tavole placcate d’oro, scritte in una lingua sconosciuta e che Smith, illuminato da un’improvvisa ispirazione divina, si mise diligentemente a tradurre. Nel 1830 uscì “Il Libro di Mormon“, vera e propria “Bibbia” della “Setta dei Mormoni“[5] la quale descrive, ad un certo punto, una catastrofe con caratteristiche del tutto atlantidee, avvenuta subito dopo la “Crocifissione del Cristo“.

«Nel trentaquattresimo anno, nel primo mese, nel quarto giorno, sorse un grande uragano, tal che non se ne era mai visto uno simile sulla Terra; e vi fu pure una grande e orribile tempesta, e un orribile tuono che scosse la Terra intera come se stesse per fendersi […]. E molte città grandi e importanti si inabissarono, altre furono in preda alle fiamme, parecchie furono scosse finché gli edifici crollarono, e gli abitanti furono uccisi e i luoghi ridotti in desolazione […] Così la superficie di tutta la Terra fu deformata, e scese una fitta oscurità su tutto il paese, e per l’oscurità non poterono accendere alcuna luce, né candele né fiaccole…» (“Il Libro di Mormon“, Joseph Smith)

Arrivati a questo punto, a conclusione di tutte le informazioni sin qui riportate su Atlantide, se compariamo le diverse teorie sulla sua origine e successiva distruzione, è possibile tracciarne una curiosa ed immaginaria cronologia[6].

  • Il continente di Atlantide, si racconta fu colonizzato 65 milioni di anni fa (probabilmente anche in una data antecedente), da una “Razza Extraterrestre Umanoide“, conosciuta come i “Cacciatori/ Raccoglitori“ e che procedeva nel loro progetto di studio ed estinzione dei Dinosauri. (Universo DC / “Nadia – Il Mistero della Pietra Azzurra / Prometheus” di Ridley Scott)
  • Tra i 4.500.000 e i 900.000 anni fa, l’Homo Sapiens venne creato ad Atlantide (Teosofia). “A 7 gradi di latitudine Nord e a 5 gradi di Longitudine Ovest, nella località ove ora si trova la costa Ashanti, compaiono gli Atlantidei, primi rappresentanti della Quinta Razza Madre.” (W. Scott Eliott, “The Story of Atlantis & Lost Lemuria“, 1896)
  • 900.000 anni fa avvenne la fondazione di Tiahuanaco. La terza delle varie lune che – secondo la “Dottrina” del visionario pseudo-scienziato tedesco H. Hörbiger – avrebbero ruotato in tempi remoti intorno alla Terra (per poi precipitare disastrosamente sulla sua superficie), si avvicinò al pianeta facendo salire il livello delle acque. Gli Uomini e i Giganti si rifugiarono sulle cime più alte e fondarono la civiltà marittima mondiale di Atlantide. Presso il lago Titicaca, nell’attuale Bolivia, i Giganti edificarono il complesso di Tiahuanaco; la loro forza colossale permise di realizzare un’opera impossibile per i comuni esseri umani. (Hanns Hörbiger, Glazial Kosmologie, 1913)
  • Dai lineamenti dei volti dei Giganti giunge ai nostri occhi e al nostro cuore un’espressione di sovrana bontà e di sovrana saggezza; un’armonia di tutto l’Essere spira dal colosso, le cui mani ed il cui Corpo, nobilmente stilizzati, posano in un equilibrio che ha un valore morale.” (Anthony Bellamy, “Moons, Myths and Man“, 1931)
  • Toltechi, o la seconda sotto-razza Atlantidea, con i loro due metri e mezzo di altezza non furono da meno dei Giganti e ad Atlantide edificarono un immenso complesso, “La Città dalle Porte d’Oro”, che sorse “presso la costa orientale, a circa quindici gradi a nord dell’Equatore, sulle pendici di una collina alta circa centocinquanta metri sulla pianura; sulla sommità della collina vi erano il palazzo e i giardini dell’Imperatore, in mezzo ai quali sgorgava un getto d’acqua che forniva il palazzo e le fontane e quindi scendeva in quattro direzioni, e poi perveniva, per mezzo di cascate, a un canale circolare che circondava il giardino”. (Arthur E. Powell, “The Solar System“, 1923)
  • Secondo l’esploratore Percy Fawcett, i Toltechi, – che possedevano un potere per invertire la forza attrattiva della gravità in una forza repulsiva -, permisero il sollevamento di possenti pietre a grandi altezze e fondarono la città di Tiahuanaco (700.000 anni fa), oltre ad una città chiamata Zeta, perduta nella giungla amazzonica del Mato Grosso.
  • Il Tolteco divenne la lingua ufficiale del vastissimo “Impero Atlantideo” (circa sessanta milioni di abitanti, sui due miliardi che popolavano la Terra), e la tecnologia raggiunse un alto sviluppo: “Per spostarsi, usavano delle aeronavi con una capacità da due a otto posti costruite dapprima in legno, e poi con una lega metallica leggera, che brillava al buio come se fosse stata dipinta con una vernice luminosa. Durante le battaglie le astronavi spargevano gas tossici. Nei primi tempi erano mosse dal Vril, la Forza Personale; quindi esso fu sostituito con un’energia generata con un procedimento sconosciuto che agiva con l’intermediario di una macchina. Per far salire l’astronave – che poteva raggiungere le cento miglia all’ora – si proiettava la forza in basso, attraverso le aperture dei tubi sul retro dell’apparecchio.” (Arthur E. Powell)
  • 600.000 anni fa avvenne la prima distruzione di Atlantide (Teosofia e altri). Dopo centomila anni dalla fondazione, la “Città dalle Porte d’Oro” degenerò, i seguaci della “Magia Nera“, tra cui l’Imperatore, divennero sempre più numerosi; “la brutalità e la ferocia aumentano, e la natura animale si avvicina alla sua espressione più degradata”. (W. Scott Eliott)
  • Un primo, grande cataclisma, forse scatenato dallo sconsiderato uso dei poteri occulti, colpì Atlantide, la “Città dalle Porte d’Oro” venne distrutta, l’Imperatore Nero e la sua dinastia perirono, l’avvertimento venne preso a cuore e per un lungo periodo la stregoneria sembrò scomparire.
  • 150.000 anni fa si verificò la seconda distruzione di Atlantide (“Dottrina del Ghiaccio Cosmico“), la terza Luna impattò sulla Terra causandone la distruzione, “e gli uomini primitivi la identificano con il Diavolo”.
  • Le acque “si abbassano bruscamente per il calo della forza di gravità”, e le grandi città atlantidee rimasero isolate sulle vette di inaccessibili montagne. I Giganti, che allora governavano da milioni di anni, persero il controllo della situazione e poi pure la loro popolazione: gli uomini ritornarono allo stato primitivo. (A. Bellamy)
  • Tra i 150.000 e i 75.000 anni fa, avvenne un’ulteriore caduta (Teosofia). Sull’Isola di Ruta, ad Atlantide, venne ricostruita la “Città dalle Porte d’Oro”, vi prosperò così una civiltà potente ma troppo sontuosa. Gli imperatori si abbandonarono nuovamente alle pratiche di “Magia Nera“, e solo una piccolissima minoranza di “Maghi Bianchi” tenne a freno i malvagi occultisti. Orribili esperimenti di biogenetica portarono alla creazione di un esercito di mostri, ibridi a metà tra l’uomo e gli animali. (Tolkien, “Il Silmarillion“)
  • Nel 75.025 a.C. avvenne la terza distruzione di Atlantide (Teosofia). Il “Re del Mondo”, Vaivaswata, mosse guerra contro gli Atlantidei corrotti con un grande esercito, a bordo di astronavi chiamate “Vimana“; i mostri furono sconfitti e le potentissime armi del “Re Del Mondo” distrussero quasi totalmente il continente. Daitiya venne completamente sommersa, mentre di Ruta si salvò solo una piccola parte, Poseidonia, ovvero l’Atlantide descritta da Platone. Non è escluso che queste antichissime guerre celesti siano in qualche modo legate a quanto accadde intorno al 2000 a.C. a Mohenjodaro.
  • Nel 10.000 a.C. si verificò la distruzione finale. “Esseri Extraterrestri” giunti dal pianeta Suerta, atterrati in tempi remoti in qualche angolo sperduto del Brasile, e considerati delle “Divinità” dalla tribù degli Ugha-Mongulala, decisero attorno al 10.048 a.C. di abbandonare la Terra: “Stava per incominciare un’epoca terribile, dopo che le splendenti navi dorate dei primi signori si furono spente nel Cielo, come Stelle…” E qualcosa di terribile accadde davvero, perché: “Che cosa avvenne sulla Terra? Chi la fece tremare tutta? Chi fece danzare le Stelle? Chi fece scaturire l’acqua dalle rocce? Il freddo era atroce, e un vento gelido spazzava la Terra. Scoppiò una calura terribile, e al suo alito gli uomini bruciavano. E uomini e animali fuggivano, in preda al panico. Tentavano di arrampicarsi sugli alberi, e gli alberi li scaraventavano lontano. Quello che era in basso si capovolse e si ritrovò in alto. Quello che era in alto precipitò sprofondando negli abissi…” (Karl Brugger, “Akakor“, 1976)
  • Un’immensa quantità di ghiaccio accumulatasi sull’Artide, durante l’ultima glaciazione, scivolò nell’Oceano scatenando un maremoto gigantesco, ricordato nelle diverse tradizioni mitologiche della Terra come il “Diluvio Universale“. (Ipotesi archeo-scientifica)
  • Poseidonia, l’Atlantide descritta da Platone, ultimo relitto del gigantesco impero teosofico ormai completamente allo sbando, in un giorno e una notte dell’anno 9.564 a.C., dopo una severa decisione degli Dèi, venne distrutta e inabissata nell’Oceano con tutti i suoi abitanti; la catastrofe si ripercosse a livello mondiale. (Platone, Teosofia)
  • Un gigantesco meteorite proveniente dalla “Zona degli Asteroidi” impattò nell’Atlantico, generando una mostruosa onda di marea che distrusse la “Civiltà di Atlantide“. Era il 5 giugno del 8.498 a.C. (Otto Muck, “I Segreti di Atlantide“, 1976)
  • Dopo essere rimasta priva di qualsiasi satellite per 138.000 anni, la Terra attirò la sua quarta Luna, quella attuale. Il fenomeno cosmico scatenò una gigantesca marea che, in una sola notte, distrusse ogni cosa, mentre i possenti Giganti scomparvero per sempre; emersero, infine, in varie zone del Mondo le antiche Civiltà storicamente conosciute. (Hanns Hörbiger, “Glazial Kosmologie“, 1913)
  • 10.000 a.C.: avvenne il ritorno degli Atlantidei (“The Cosmic Doctrine“). Alcuni “Grandi Iniziati“, – tra cui il Mago Merlino, sopravvissuto alla distruzione della città di Lyonesse, (un insediamento realmente sprofondato al largo della Cornovaglia), e da molti ritenuta essere una delle colonie di Atlantide –, fondarono il “Centro Magico di Avalon“ ove ripristinarono gli antichi culti esoterici del “Continente Perduto“, scegliendosi come discepoli “Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda“. Gli Atlantidei si mescolarono con i Celti e si diffusero per tutta l’Europa, ove elevarono megaliti a simboleggiare il “Culto Solare“. (Dion Fortune, “Avalon of the Heart“, 1936)

[1] Le Isole Canarie, insieme alle Isole Azzorre, rappresenterebbero l’ultimo avamposto sopravvissuto dopo che essa sprofondò nel mare.

[2] La città sarebbe situata a 300 metri di profondità sul fondo dell’Oceano Atlantico, al centro di un bosco sottomarino dietro a un promontorio sommerso.

[3] Per la prima volta si menziona la possibilità di viaggi tra “Mondi Diversi“, teoria che diverrà tema portante nei successivi studi di questo saggio.

[4] La capitale di Atlantide era Poseidonia, la “Città dei Cinque Anelli“, mentre la capitale di Mu era Corinna, la “Perla d’Oriente“.

[5] Non dimentichiamoci che il nucleo familiare di Joseph Smith era notoriamente vicino alla Massoneria, così come lui e il fratello né presero i gradi attorno al 1840, per poi trasferire le conoscenze e i rituali all’interno della propria Chiesa.

[6] La “Cronologia” qui riportata solo a scopo informativo è tratta da varie fonti. A oggi non vi risulta alcun autore attribuito.