“Le Locuste di lontana biblica memoria”

Selkis (anche Serket, Selqet, Selket, Selkit, Serqet) fu, nella religione egizia, la “Dèa Scorpione della Magia”, divinità funeraria insieme a Iside, Nefti e Neith, la quale aveva il compito di proteggere uno dei vasi canopi: Qebeshenuf, dalla Testa di Falco, contenente gli intestini. Veniva rappresentata con l’immagine stilizzata di un pungiglione di scorpione sul capo, più raramente con l’immagine di uno scorpione con il volto di donna; nella sfera medica proteggeva dalla puntura dello stesso scorpione, degli insetti velenosi e dei serpenti. La Dèa, inoltre, veniva associata alla Costellazione dello Scorpione (Zodiaco), tanto che nel “Libro dei Morti” degli antichi egizi, molte delle “Creature Celesti” cercavano di ostacolare il Viaggiatore in tutti i modi; ad esempio, cercando di rubare al morto il testo senza il quale egli sarebbe stato perduto, e la sua condotta, – da come era descritta nei “Testi sull’Aldilà” -, poteva risultare nel complesso assai strana. Così, nel capitolo 32 del “Libro dei Morti”, il “Coccodrillo dell’Ovest” fu accusato di aver divorato certe stelle, nonostante l’Anima ben premunita fosse a conoscenza su come affrontare i “Mostri Celesti”, dopo che il Viaggiatore si rivolse al “Coccodrillo del Nord” con queste parole: “Va indietro, perché la dèa Selkis è dentro di me e io non l’ho ancora data alla luce”. Gli Egizi furono a conoscenza pure di altre informazioni circa le qualità divine di Selkis, infatti ella diceva di essere una “Dama del Cielo, Sovrana della Sacra Terra”, mentre in alcuni testi rivolti a Nefertari, sposa del Faraone Ramses II, ella affermava di essere una Figlia di RA: “Io ti do l’eternità come mio padre RA. Possa tu restare infinitamente.

Eppure Selkis, situata al di sopra della coscia del Toro, rappresentava un’opposizione anche al perpetuo centro dell’attenzione Sirio/Sothis, addirittura ne “L’Epopea di Gilgames“. Enkidu malato e in preda alle allucinazioni, la considerava una “Prostituta, Madre di Sette Figli” con i quali intratteneva con essi rapporti sconvenienti. Originariamente la parte di Cielo nota come Bilancia era infatti occupata dalle chele dello Scorpione, i Greci chiamavano questa zona Chelai (in latino Chelae), che significa appunto «chele», un’identificazione la quale perdura nei nomi delle singole stelle della Bilancia; l’influenza di questa non-separazione dei due segni zodiacali, si trova persino ancora oggi riflessa in alcune raffigurazioni basate sulle opere astronomiche degli autori greci antichi. Nella mitologia Greca, invece, questa figura risultava essere lo Scorpione che punse a morte Orione il cacciatore, per quanto ci siano resoconti diversi a riguardo delle circostanze in cui ciò avvenne. Eratostene ne offrì due versioni: nella prima sosteneva come Orione cercò di violentare Artemide, la “Dèa della Caccia”, e che lei mandò lo Scorpione a colpirlo (una versione sostenuta pure da Arato di Soli); nella seconda, invece, Eratostene raccontava che la Terra mandò lo Scorpione a pungere Orione dopo essersi vantato di poter uccidere qualsiasi animale selvaggio. Tale figura, non a caso, si trova anche nel “Libro dell’Apocalisse di Giovanni”, dove appaiono le “Locuste dell’Abisso” (o Locuste dell’Apocalisse o Cavallette dell’Apocalisse), mostruose Cavallette, grandi come equini.

«Queste Cavallette avevano l’aspetto di Cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d’oro e il loro aspetto era assai affine a quello degli Uomini. Avevano capelli, simili a capelli di donne, ma i loro denti erano uguali a quelli dei Leoni. Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali paragonabile al rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all’assalto. Avevano code di Scorpioni e aculei. Nelle loro code il potere di far soffrire gli uomini per cinque mesi. Il loro Re era l’Angelo dell’Abisso, che in ebraico si chiama Perdizione, in greco Sterminatore.»

Lo Scorpione (in latino Scorpius) è una Costellazione dello Zodiaco e si trova tra la Bilancia ad ovest e il Sagittario a est. L’eclittica transita solo nella parte superiore della Costellazione, entrando nell’Ofiuco prima di arrivare al Sagittario, ma essendo una delle più brillanti del Cielo, si individua con estrema facilità ed è uno dei principali riferimenti nella volta stellata. Lo Scorpione non è una Costellazione particolarmente estesa, ma contiene una disposizione di stelle luminose che ben ne ricordano la figura, inoltre, si trova vicino al “Centro della Via Lattea”, il quale ricade tra la Costellazione dell’Ofiuco e del Sagittario. Essa è una Costellazione dell’emisfero australe, infatti dalle regioni europee è osservabile per intero solo dalle coste mediterranee, ossia a partire dal 45º parallelo nord, mentre nell’emisfero australe è ben visibile per gran parte dell’anno: i mesi migliori per la sua osservazione sono quelli che corrispondono all’estate boreale, da maggio ad agosto, infatti, nell’emisfero nord è una delle più tipiche figure dei cieli estivi, ove il suo tramontare subito dopo quello del Sole indica la stagione volgere al termine. La sua stella più appariscente è la rossa Antares, il cuore dello Scorpione e l’insieme possiede, inoltre, il più alto numero di Stelle di magnitudine più brillante di 3,0. La Costellazione si snoda poi verso sudest rispetto ad Antares, dapprima con una concatenazione di astri di seconda e terza grandezza e poi con un gruppo più raccolto nella parte meridionale, in sovrapposizione con uno dei tratti più brillanti della Via Lattea.

Dopo Antares troviamo la stella azzurra Shaula (λ Sco) di magnitudine 1,62, la più luminosa del gruppo che forma la coda dell’animale, nonché una delle Stelle più brillanti conosciute in termini assoluti. Seguono Sargas (θ Sco), Dschubba (δ Sco), Wei (ε Sco), Girtab (κ Sco) e Graffias (β1 Sco, nota talvolta come Acrab). Nella Costellazione manca la stella γ Scorpii, che ora ricade nella vicina Bilancia (essa è la stella σ Librae). Grazie alla sua posizione sovrapposta alla Via Lattea, il cui centro ricade poco distante, questa formazione comprende molti oggetti del profondo Cielo, concentrati in particolare nella parte sud-orientale, tra cui ammassi aperti e nebulose planetarie. Dalle informazioni raccolte sino ad oggi nelle nostre ricerche sappiamo come la “Razza Aliena delle Mantidi“, non solo è la tra le più prolifiche ed attive, ma è pure tra quelle che ha manifestato nel suo insieme le maggiori mire espansionistiche, colonizzando un vasto numero di Stelle e Pianeti interni alla Costellazione dello Scorpione. Il sistema planetario dalla quale proviene la “Razza Aliena” impegnata nelle “Abductions“, ruota attorno, presumibilmente, alla stella azzurra Shaula (λ Sco) distante dalla Terra 365 ± 16 anni luce. Shaula probabilmente deriva il suo nome dall’arabo Al Shaulah, dal significato di “pungiglione“, con riferimento alla posizione della stella che marca, assieme alla vicina Lesath, la parte terminale della “Coda dello Scorpione”.

Nel MUL.APIN, un compendio delle conoscenze astronomiche babilonesi risalente probabilmente al 1000 a.C., Shaula e Lesath erano chiamate Sharur e Shargaz, che significano “cacciatore” e “punitore“, mentre in ambiente indiano le due Stelle facevano parte della diciannovesima nakshatra, una delle 27 case in cui era divisa l’Eclittica, il cui nome era Mūla, o “radice“. Esse venivano chiamate i liberatori, forse in relazione alla credenza vedica che esse potessero portare sollievo nelle lunghe malattie, non è un caso come nell’antica “Astrologia Indiana“, a causa della sua posizione in coincidenza del pungiglione, Shaula venisse considerata una stella nefasta: porterebbe pericolo, disperazione, immoralità e malanimo, e sarebbe inoltre collegata con i veleni acidi. [Curiosità: Shaula è rappresentata nella bandiera del Brasile, assieme ad altre 26 stelle, ciascuna delle quali simboleggia uno stato confederato; rappresenta in particolare il Rio Grande do Norte]. Quella delle Mantidi è una “Civiltà Extraterrestre” tra le più antiche e variegate, per tipologie di razze e sotto-razze, che attualmente si conosca. In alcuni casi di “Abductions” è emerso come alcuni di questi “Esseri“, considerati tra i più oscuri e potenti, gerarchicamente in alto all’interno della loro società, si presentano con una forma sincretica Mantide-Scorpione, attraverso la quale si intuisce un’origine di questa specie molto particolare.

Inizialmente si pensa fossero originari del sistema solare di Antares (Alfa Scorpii, detta anche Calbalacrab), la stella più luminosa della Costellazione dello Scorpione. Con una magnitudine apparente 1,07 essa è inoltre la sedicesima stella più brillante dell’intera volta celeste, ed è una supergigante rossa situata a circa 600 anni luce dal nostro Sistema Solare; avendo un raggio che è circa 850 volte quello del Sole, essa è pure una delle stelle più grandi conosciute. [Il suo nome deriva dal greco Αντάρης (Antares) e significa rivale di Ares (anti-Ares) o simile ad Ares, a causa del colore rossastro simile all’aspetto del pianeta Marte. È anche nota con il nome arabo Ķalb al Άķrab (Calbalacrab), dal significato di “Cuore dello Scorpione”, data la sua posizione nella costellazione e il suo colore.] Non a caso nella religione egizia, Antares rappresentava la dèa Selkis che annunciava il sorgere del Sole nel giorno dell’equinozio autunnale intorno al 3.700-3.500 a.C., mentre per i Persiani era considerata una delle “Quattro Stelle Regali” (le altre erano Aldebaran nella Costellazione del Toro, Regolo del Leone e Fomalhaut del Pesce Australe.) Nell’antica Cina la regione del Cielo che circonda la stella era chiamata Ming Tang, (o “Sala della Luce”), con riferimento alla “Sala del Consiglio dell’Imperatore, essa simboleggiava l’imperatore stesso, mentre le Stelle d’intorno rappresentavano la sua corte, i consiglieri e i figli.

Il fatto di riconoscere in alcuni casi di adduzione un “Essere Insettoide”, con la coda di Scorpione, fa risalire la sua origine ad un’epoca antichissima, in cui su un pianeta orbitante attorno la stella Antares, a causa delle estreme condizioni climatiche (desertiche e vulcaniche), vide la nascita una creatura dalle caratteristiche di uno “Scorpione Gigante” (dalla coda massiccia e la pelle rocciosa che lo rendevano quasi indistruttibile). Un “Essere” il quale subì delle consistenti mutazioni, forse a causa di un probabile cataclisma e di successive manipolazioni, destinato poi a diventare un’enorme Mantide, caratterizzata da artigli affilati come rasoi, posizione eretta, un’estrema agilità e velocità nei movimenti, nonostante la sua dimensione. Dopo questa fase, si diffusero in quasi tutti i sistemi planetari della Costellazione dello Scorpione, evolvendosi ulteriormente, generando diverse tipologie e civiltà. Attualmente, nella “Razza Aliena delle Mantidi” si riscontrano tre tipologie diverse: la prima, la più comune e conosciuta con una pelle di colore verde, una seconda dalla pelle color bruno, infine la terza che si trova al vertice di una scala gerarchica più importante, quella delle Mantidi Bianche; sopravvive pure una variante dalla pelle color ruggine dorato, seppure sembra che questo colore derivi da una specie di mutazione, un po’ come avviene ai nostri esseri umani albini.

Secondo il tipo di Mantide (Verde, Bruna, Bianca, etc.) vi si riscontrano svariate altezze e come accade per noi umani, possono esserci differenze per ogni individuo, sia con effetti di nanismo sino al gigantismo: le Mantidi più basse misurano sui due metri, in casi rari anche meno, le più alte possono arrivare addirittura sugli otto o persino dieci metri di altezza, quindi, in media, la loro statura misura tra i quattro e i sei metri. La struttura sociale è molto semplice: a capo esiste una élite, quella delle Mantidi Bianche, la Razza più antica e soggetta a gigantismo, ermafrodita, caratteristica che ha permesso la loro purezza sino ad oggi. Immediatamente dopo si trovano le Mantidi Brune, per il 98 % costituite dal sesso femminile (il restante 2% è anch’esso ermafrodito) e dall’unione delle Mantidi Bianche e delle Mantidi Brune vengono a generarsi le Mantidi Verdi, riprodotte in grandi quantità dal momento che sono usate come operaie per ogni tipo di lavoro immaginabile e, dopo l’avvento tecnologico, persino per scopi scientifico-militari. Sopra a tutte queste tipologie si riconosce quella sopra descritta della Mantide-Scorpione, presumibilmente appartenente a una Civiltà a sé stante ma inserita al vertice di una scala gerarchica di alto livello e che, con molta probabilità, detiene il potere e il controllo di tutte le altre Razze, compresa quella delle nostre Mantidi, le quali compiono fattivamente le cosiddette “Abductions“[1].


[1] Gli interventi delle Mantidi sugli esseri umani sono invasivi quanto mai subdoli, dal momento che sono in grado di manipolare la nostra percezione della realtà, attraverso la loro inusitata forza telepatica. Conducono, inoltre, esperimenti genetici, ibridazioni attraverso la creazione di “Feti Umano-Alieni”, impiantano Microcip per il controllo psico-fisico della persona con un fare sistematico, razionale e analitico, nonostante non possiedano elevate conoscenze mediche. Le esperienze riportate dagli Addotti sono spesso controverse, fortemente invasive tra quelle condotte dalle varie “Razze Aliene” coinvolte nel “Progetto Umano”. Questa Razza, infine, sembra aver avuto da sempre un rapporto privilegiato con la nazione ebraica sin dall’antichità, più o meno da quando nella Bibbia, si racconta del lungo peregrinare di Abramo iniziato dopo la chiamata del Signore. Si presume che esista un legame genetico tra Mantidi ed Ebrei.