“L’Origine dello studio degli Astri”

[La nuova visione Eliocentrica dell’Universo” di Andreas Cellarius, Harmonia Macrocosmica, 1661]

«L’Astrologia è uno dei più grandiosi tentativi che mai siano stati osati dallo spirito umano per fornire una rappresentazione simbolica globale del Mondo.» (Ernst Cassirer)

L’Osservazione Astronomica o Astronomia Osservativa è la prevalente attività di osservazione del Cielo e gli Oggetti Celesti presenti nello Spazio Cosmico, effettuata sia a livello amatoriale o professionale, con o senza adeguata strumentazione. Essa contribuisce all’acquisizione di dati, rispetto ad altri modelli teoretici, atti a dimostrare principalmente quei fenomeni i quali implicano misurazioni mediante modelli fisici. Ad oggi è l’Astronomia quella Scienza che si occupa principalmente dell’osservazione e della spiegazione degli “Eventi Celesti“. Ne studia le origini, l’evoluzione, le proprietà fisiche, chimiche, temporali e le forme plasmanti l’Universo. Essa è una delle Scienze più antiche e molte Civiltà del passato hanno studiato, seppur con modalità differenti, il Cielo e i suoi fenomeni. Dagli antichi Egizi ai Greci, i Cinesi, gli Indiani e i Babilonesi, sino ai Maya e gli Incas, tali studi sono sempre stati orientati verso la comprensione delle diverse posizione degli Astri (Astrometria), la periodicità degli eventi, sovente in ambito Cosmologico (questi ultimi fortemente collegati ad aspetti religiosi), mentre nel contesto contemporaneo è associata alle discipline Astrofisiche. L’Astronomia attuale non va confusa con l’Astrologia, la quale sostiene come i moti apparenti del Sole e dei Pianeti nello Zodiaco influenzino le vite degli uomini, sia in ambito collettivo e/o personale. Nonostante le due discipline abbiano avuto una comune origine, il divario che si è venuto a creare nel corso di questi ultimi secoli è stato così grande da portarle su due strade contrapposte, seppur grandi scienziati del passato come Keplero, Galileo o Newton, siano stati persino degli abili astrologi.

L’Astrologia (dal greco antico ἀστρολογία, astrologhía = aster / astròs [stella] + logia [discorso]) è un complesso e articolato insieme di credenze, tradizioni e studi, secondo cui le posizioni e i movimenti dei Corpi Celesti, rispetto alla Terra, influenzano gli eventi umani. Dall’antichità e sino al XVII secolo, col termine di Astrologia si indicava tutta l’Astronomia, di cui le previsioni astrologiche erano considerate una sua branca, quella che indicava le conseguenze sugli eventi mondani risultanti dalle diverse e mutevoli configurazioni astronomiche. Il titolo del testo principale dell’Astrologia Antica, il Tetrabiblos, era per l’appunto “Degli effetti [delle configurazioni astronomiche sulla storia degli individui e delle nazioni]“, e l’Astrologia era chiamata da Tolomeo ὴ ἀπoτελεσματικής τέχνχη, cioè “Scienza degli Effetti“, disciplina mediante cui L’astronomo/astrologo di corte, infatti, era tenuto a studiare il moto dei Pianeti con l’obiettivo di fornire i suoi oroscopi e le previsioni. La più tarda o a noi vicina affermazione del “Sistema Eliocentrico“, ritenuto dagli astrologi compatibile con una visione “Geocentrica“, non portò ad una modifica delle conoscenze e le pratiche astrologiche, ma durante la successiva “Rivoluzione Scientifica“, essa iniziò ad essere sempre meno considerata una Scienza a discapito di una pratica Pseudoscientifica o addirittura Occulta. Oggi, specie in ambito scientifico e medico, viene considerata a tutti gli effetti una credenza basata su antiche superstizioni, prive di fondamento.

La parola Astronomia, invece, etimologicamente deriva dal latino astronomĭa, che a sua volta proviene dal greco ἀστρονομία (‘astronomia‘ composta da ἄστρον ‘astron‘ «stella» e da νόμοςnomos‘ «legge, norma»). Usualmente, la maggior parte delle Scienze utilizzano il suffisso greco λογία (‘logia‘ «trattato, studio»), come per esempio Cosmologia Biologia, e per ragionamento logico pure “l’Astronomia” avrebbe potuto prendere il nome di Astrologia, ma questa denominazione venne attribuita a quella che oggigiorno è ritenuta la suddetta pseudoscienza. In base alle diverse definizioni letterali, il termine viene riferito sovente allo “Studio della Materia e di Oggetti fuori dall’Atmosfera Terrestre e delle proprietà fisiche e chimiche“, mentre per un ulteriore sua branca di studio, l’Astrofisica, ci si riferisce al “comportamento, le proprietà fisiche e i processi dinamici degli Oggetti Celesti e altri fenomeni“, sempre ad essi correlati. Alle origini, l’Astronomia si occupò unicamente dell’osservazione e della previsione degli “Oggetti Celesti” che potevano essere osservati ad occhio nudo dall’uomo. In molti luoghi, le prime Civiltà costruirono manufatti e monumenti con scopi e finalità astronomiche, oltreché essere usati per usi cerimoniali. Tali luoghi quasi sicuramente vennero utilizzati per determinare le Stagioni, un fattore estremamente importante per organizzare la vita sociale e agricola, nonché comprendere la lunghezza dell’anno.

Come abbiamo detto, in antichità non esisteva una distinzione così marcata tra Astronomia e Astrologia, anche perché si è sempre sostenuto come tali discipline, sorsero nel momento in cui gli esseri umani iniziarono a concepire i primi tentativi di misurare, registrare e prevedere i cambiamenti stagionali, riferendoli ai moti e ai cicli astronomici. La prova iniziale di tali pratiche apparve come marcature su ossa e disegni sulle pareti delle caverne, dimostrando come i “Cicli delle Fasi Lunari” fossero già annotati fin dal 23-25 mila a.C. Quando gli umani divennero stanziali e comparve la pratica dell’agricoltura, avvenuta durante la cosiddetta “Rivoluzione Neolitica“, nuove esigenze si manifestarono nel mentre aumentò la conoscenza riguardante le Costellazioni, le cui apparizioni nella “Volta Celeste“, con il passare delle Stagioni, permise di iniziare a fare determinati e ben riconoscibili collegamenti, ad esempio: il sorgere di un particolare gruppo di Stelle stava a indicare l’avvicinarsi delle inondazioni annuali o di una variazione delle attività stagionali, etc. Prima dell’invenzione degli strumenti di osservazione moderni, i primi studi sulle Stelle furono ovviamente condotti a occhio nudo. A partire dal III millennio a.C., con l’insorgere delle prime Civiltà, si sviluppò anche una sofisticata consapevolezza dei “Cicli Terrestri“, e da questo periodo divenne abituale orientare i propri edifici con un preciso intento di riproporre certi allineamenti celesti, così come avvenne poi in Cina, India, Mesopotamia, Egitto, Grecia, Persia, in America centrale, persino con funzione di osservatori astronomici.

Diverse prove suggeriscono come i più antichi riferimenti astro-nomici/logici conosciuti siano copie di testi realizzati durante questo periodo antico, ad esempio quelli tratti dalla “Tavoletta di Venere di Ammi Saduga“, compilata a Babilonia attorno al 1700 a.C., considerati prodotti durante il regno di Sargon di Akkad (2334-2279 a.C.), mentre un altro, con un uso precoce dell’Astrologia Elettiva, viene attribuita al regno del sovrano del popolo sumero, Gudea di Lagash (2144-2124 a.C.), dove una sezione di tale documento illustra come gli Dèi abbiano rivelato a lui solo, in sogno, la precisa disposizione delle Costellazioni, adatta per la costruzione di un tempio. Una delle più antiche testimonianze dell’uso dell’Astrologia come un “sistema integrato di conoscenza” è attribuita alle annotazioni emerse nel periodo definito col nome di “Età Neo-Sumerica” (1950-1651 a.C.) Di particolare importanza, durante questo periodo, fu l’applicazione della “Scienza Matematica“, la quale ebbe inizio con i Babilonesi che gettarono le basi per tradizioni riprese successivamente da altre Civiltà, scoprendo tra l’altro la “Ciclicità delle Eclissi Lunari“, compresa secondo una ripetizione conosciuta come “saros“, mentre all’Astronomia Egizia si deve il perfezionamento del Calendario. In sostanza, sommariamente e sistematicamente, tutte le Civiltà Antiche si sono dedicate all’osservazione dei “Fenomeni Celesti“, sviluppando una propria “Scienza Astrologica” (o Astronomica), così come in precedenza, in alcuni popoli primitivi era esistita una forma di conoscenza, senza alcuna fonte scritta, se non mediante manufatti di pietra, ove i principali punti di riferimento erano il Sole, la Luna, Venere, la stella Sirio e alcune Costellazioni come Orione, l’Orsa minore e maggiore, le Pleiadi, etc.

[Disegni di Galileo sulle sue osservazioni della Luna]

 «Un bambino nasce nel giorno e nell’ora in cui i raggi celesti si trovano in matematica armonia con il suo karma individuale. Il suo tema natale è un autentico ritratto del suo inalterabile passato e del suo probabile futuro. Ma questo certificato di nascita può essere interpretato soltanto da uomini di grande saggezza e intuizione; e questi sono pochi.» (Paramahansa Yogananda, “Autobiografia di uno Yogi”)

Sappiamo, inoltre, come i primi manuali astrologici furono scritti in Mesopotamia nel II millennio prima di Cristo, basati sulla convinzione che gli eventi terrestri fossero speculari a quelli celesti, e presso le corti mesopotamiche si avviarono degli studi circa la previsione di eventi futuri nefasti come guerre, carestie, cambiamenti sociali e politici. Nel periodo ellenistico, l’Astrologia cominciò a essere usata per dare riscontro alle caratteristiche comportamentali delle persone, in base alla data, ora, luogo di nascita (nacquero così i “Temi Astrali” o “Tema Natale“, detta anche “Psicoastrologia“). Dopo i Babilonesi, passi in avanti vennero fatti sempre in Grecia, volti alla ricerca di una spiegazione fisica razionale degli stessi “Fenomeni Celesti“. Nel III secolo a.C., Aristarco di Samo stimò le dimensioni e la distanza della Luna, del Sole, e propose un “Modello Eliocentrico del Sistema Solare“, mentre nel II secolo a.C., Ipparco scoprì la “Precessione degli Equinozi“, calcolò le dimensioni e la distanza della Luna ed inventò i primi strumenti come l’Astrolabio, etc. Ipparco creò un catalogo completo di ben 1020 Stelle, e la maggior parte delle “Costellazioni dell’Emisfero Boreale” furono definite dagli astronomi greci. A questo periodo risale il più antico Oroscopo in possesso dei ricercatori, riferito al Cielo del 29 aprile 410 a.C. Il testo, tradotto, recita: “Nisannu, notte del 14 (?), … figlio di Shumu-usur, Shumu-iddina, discendente [—], è nato. A quel tempo la Luna era al di sotto delle tenaglie dello Scorpione, Giove in Pesci, Venere in Toro, Saturno in Cancro, Marte in Gemelli. Mercurio, che si era fermato, non era visibile. [-]

Di questo periodo, celebre è la “Macchina di Anticitera” (150-80 a.C.), un vero e proprio calcolatore meccanico, progettato per conoscere la posizione del Sole, la Luna e dei Pianeti a una determinata data; manufatti di tale complessità furono re-inventati a partire dal XIV secolo, quando apparvero gli orologi astronomici meccanici in Europa. L’Astronomia di questi tempi consisteva principalmente nel mappare la posizione delle Stelle e dei Pianeti, scienza che oggi è chiamata Astrometria. Da queste osservazioni si formarono le prime teorie sui “Movimenti dei Pianeti e sulla Natura del Sole“, della Luna e della Terra, la quale inizialmente si pensava fosse posta al “Centro dell’Universo“. Questa concezione universale era nota come “Sistema Geocentrico” o “Sistema Tolemaico“, dal nome dell’astronomo greco Claudio Tolomeo (100-170 d.C.) Successivamente, secoli dopo, l’Astronomia, inizialmente stagnante nell’Europa medievale, fiorì invece nel Mondo Islamico e in altri luoghi, portando alla nascita dei primi osservatori astronomici tra i popoli musulmani, ad iniziare dal IX secolo. Nel 964, l’astronomo persiano Azophi descrisse per primo la Galassia di Andromeda, la più grande del “Gruppo Locale” nel suo “Libro delle Stelle Fisse“. La supernova SN 1006, l’oggetto stellare più luminoso della storia, fu studiata dall’astronomo arabo egiziano Ali ibn Ridwan e da astronomi cinesi nel 1006. Altri studiosi che diedero un contributo significativo a tali discipline furono gli astronomi e osservatori Al-Battani, Thebit, Azophi, Albumasar, Biruni, Arzachel, Al-Birjandi. Furono loro e altri, in quel periodo, a dare molti nomi arabi tradizionali alle Stelle, ancora oggi in uso.

La Chiesa Cattolica Romana sostenne in modalità sociali e finanziarie lo studio dell’Astronomia per oltre sei secoli, specialmente per ricercare la data della Pasqua. Durante il Rinascimento, poi, ebbe inizio la svolta conosciuta come “Rivoluzione Astronomica“, specie grazie al lavoro di Niccolò Copernico, sostenitore del “Sistema Eliocentrico“, sebbene egli non fosse stato il primo a proporre un modello con “al Centro il Sole“, nonostante fu il primo ad argomentarlo in maniera scientifica. Il suo lavoro fu in séguito difeso, sviluppato e corretto anche da Galileo Galilei e Keplero. Quest’ultimo fu il primo astronomo a fornire “Leggi” atte a descrivere correttamente i dettagli del movimento dei Pianeti attorno al Sole, nonostante non comprese le cause fisiche delle sue scoperte, chiarite più tardi da Newton, il quale elaborò i “Princìpi della Meccanica Celeste e la Legge di Gravitazione Universale“, eliminando completamente la distinzione tra i “Fenomeni Terrestri e Celesti“; tra le altre cose, Newton fu anche l’inventore del “Telescopio Riflettore“. L’astronomo britannico John Flamsteed catalogò oltre 3000 Stelle, mentre con i miglioramenti della qualità dei telescopi, si susseguirono sempre più un maggior numero di scoperte. Cataloghi stellari furono compilati da Lacaille e da William Herschel, quest’ultimo compilò un catalogo dettagliato di nebulose e ammassi, prima di scoprire, nel 1781, il pianeta Urano, mentre la prima stima della distanza di una stella avvenne nel 1838, quando Friedrich Bessel misurò la parallasse di 61 Cygni. Nel corso del XVIII e XIX secolo, lo studio del “Problema dei Tre Corpi” di Euler, Clairaut e D’Alembert, portò a ottenere previsioni più precise sui movimenti di Luna e dei Pianeti, e tale studio fu successivamente perfezionato da Lagrange e Laplace, permettendo di ottenere le masse dei Pianeti e della Luna dalle perturbazioni che essi esercitavano.

Vennero introdotte nuove tecnologie come la Spettroscopia e l’Astrofotografia, si scoprì che le Stelle sono oggetti molto lontani e fu provato la loro somiglianza col Sole, seppure con differenti parametri di massa, temperatura e dimensioni. Con l’avvento della Spettroscopia fu possibile studiare la “Natura Fisica degli Astri” e che portò poi alla successiva Astrofisica, ovvero alla Fisica applicata allo studio dei Corpi Celesti. Fraunhofer scoprì circa 600 linee nello spettro del Sole nel 1814-1815, riconducibili a diversi elementi chimici, come più tardi, nel 1859, descrisse il fisico tedesco Kirchhoff. L’esistenza della nostra Galassia, la Via Lattea, e la comprensione che esso fosse un ammasso isolato di Stelle rispetto al resto dell’Universo, fu provato solo nel XX secolo, assieme alla scoperta di altre galassie. Poco più tardi, grazie alla Spettroscopia, ci si accorse come molti oggetti presentavano il “Fenomeno dello Redshift“, ossia uno spostamento dello spettro verso il rosso, rispetto a quanto ci si attendeva. Questo fu spiegabile solo con l’Effetto Doppler, interpretato come una differenza di moto negativa, ovvero di allontanamento rispetto al nostro pianeta, così venne formulata allora la “Teoria dell’Espansione dell’Universo“. L’Astronomia Teorica portò, infine, a speculazioni sull’esistenza di oggetti come i Buchi Neri e le Stelle di Neutroni che furono usati per spiegare alcuni fenomeni osservati come i Quasar, le Pulsar, i Blazar e le Radiogalassie.

Grandi passi avanti furono condotti pure sullo studio della natura primigenia dell’Universo. La Cosmologia, una disciplina che ha larghi settori in comune con l’Astronomia, durante il XX secolo portò a teorizzare il modello del Big Bang, supportato dalle prove sperimentali fornite dall’Astronomia e la Fisica, specie con l’esistenza e le proprietà della “Radiazione Cosmica di Fondo“, la “Legge di Hubble“, e lo studio dell’abbondanza cosmologica degli “Elementi Chimici“. Al contempo, però, nel corso di questi stessi secoli la disciplina Astrologica, ormai del tutto separata da quella Astronomica, imperterrita ha proseguito la sua strada, chiusa in sé stessa, ieratica nelle sue posizioni ormai secolarizzate e superate. Fu solo dalla fine dell’800 che pochi eletti, tra cui Omraam Mikhaël AïvanhovAlice BaileyHelena Petrovna BlavatskyRené GuénonG.I. Gurdjieff, Rudolf Steiner, Carl Gustav Jung, compresero l’importanza fondamentale della cultura orientale e iniziarono a riportare nell’occidente i semi perduti della antica conoscenza dell’Ayurveda, lo Yoga e l’Astrologia. In “Psicologia e Alchimia” (1944) Jung scrisse: “la Scienza cominciò con lo studio delle Atelle, nelle quali l’Umanità scoprì le dominanti dell’inconscio, gli Dèi, così come le bizzarre qualità psicologiche dello Zodiaco, proiezione completa della caratterologia”. E ancora Jung, in una lettera del 6 settembre 1947 all’astrologo indiano B.V. Raman scrisse: “Nei casi di diagnosi psicologiche difficili di solito faccio fare l’Oroscopo per acquisire un ulteriore punto di vista da una visuale completamente diversa. Debbo dire che molto spesso ho trovato come i dati astrologici spiegavano certi punti ove altrimenti sarei stato incapace di capire.”