“Il Taccuino Bianco del Poeta – Parte II”

[Sappho and Alcaeus” dipinto di Lawrence Alma-Tadema. 1881.]

1

Affabile bestiolina
supina ansima,
come gattina miagola
sulla preda imperiosa.

Le fusa ascolta
mentre il pelo arriccia.
Spreme, un gemito
e goccia di succo fuoriesce.

Cazzo turgido attende,
nell’umida lingua rossa
d’una bocca infiammata.
Le dita scivolano leggere
sul delicato clitoride fiorito.

Penetra dentro, tutto
con colpi ripetuti e ripetuti
e movimento d’animale.

Poi fiotta sperma,
tra gridolini di piacere.

*

2

Vorrei tenerti stretta
tra le maglie dello Spazio-Tempo.

Persino gli Atomi sfuggono
ad ogni nostra reazione nucleare.

L’Uranio dei tanti pensieri
ci contamina, e la Radiazione
di tali ingranaggi, ci disintegra.

*

3

Lacrima sangue
l’occhio cieco,
che da ceneri sporche
si lascia infettare.

Germe impazzito
contamina le carni,
e nello Spirito si annida
subdolo come un verme.

Raggio di Sole biforca
nello spesso vetro di casa:
la sana dimora è salva
in quest’illusoria certezza.

Nessun popolo è in ascolto,
e accetta i propri errori:
se un minuscolo Virus trionfa,
non serve altro che stupidità!

*

4

Polveri sobbalzano come farfalle,
ebbre di melanconica memoria.

La Terra ingravidata di pioggia
gracida, nel mentre piccoli rospi
saltano tra pozzanghere sporche.

Bevo il Calice del mio fango,
e rivendico una libertà illiberale.

*

5

Inferi magmatici
zampillano a mille gradi,
sfrigolano bolle
nell’acque sulfuree.

Zolfo demoniaco
assaggio simile al gesso,
e ricalco smorfie
in maschere sabbatiche.

Affamato procaccio viscere!
Di merda sono ingordo,
e dal “Sacro Calice” bevo,
sangue mestruale.

*

6

Estate. Mi assopisco
sotto un mantello di Stelle.

Una cicala gracida stanca
su un tappeto di grilli sonori.

Poi mi ridesto,
sorrido, allungo una mano
e affondo le dita
tra ruvidi capelli ricci.

Bestemmio felice.
Amo farmi succhiare l’uccello.

*

7

Dominio
Retorico
Micellare
Favella
Solstizi
Larvali
Siderei.

Dopate
Silfidi
Lascive
Solcano
Fantastici
Mitraici
Resti.

*

8

Abbaia un cane,
annusa la mia carogna.

Non concepisco storie
ma solo scheletri fragili.

Persino i cadaveri piangono,
i tanti morti che vivono.

Il Male è assenza del Bene,
e il Bene, sorda ignoranza del Male.

*

9

Urlami
Sputami
Picchiami


Devi farmi male!

Sono la tua puttana
e come il Cristo sofferente
porto la “Corona di Spine“.

Guardami:
sono il Re!

Nel mio insano Regno
non esistono ingiustizie,
solo l’assassinio cellulare.

La Poesia è uno stato della Mente.

*

10

Ragazzo, ti guardo
li disteso, col tuo corpo
nudo e apollineo.

Capezzoli pronunciati
mordicchio come una volpe,
invano le mani cercano
sulla tua soffice pelle pallida.

Affondo poi il viso
tra le due morbide chiappe,
e la lingua spingo
nel tuo orifizio contratto.

Amami, anche solo per un’istante
dove nessuno mai, mi ha amato,
e donami quel piacere, di tutti
gli sporchi “Dèi dell’Empireo“.

*

11

Acque sulfuree discendono
tra scoscese rocce calcaree.

La Forca si erge, oltre
il limite del Trono,
e il Diavolo avanza
tra la Corte famelica.

Pandemonio sovrasta
tra grida, schiamazzi, orrori,
e l’aria olezza putrida di alitosi
nauseabonda, sputata fuori
da neri polmoni ammuffiti.

L’Inferno è un’idea barbara,
partorito da un “Potere Aulico”
che soggioga la massa bucolica!

*

12

Nebula fredda,
avanza nello Spazio immoto.

Grumi d’Atomi,
s’intrecciano in abili costrutti.

Afflati perturbati,
s’innalzano desiderosi nell’Etere.

S’irradiano eccitati,
accendendosi di Luce fioca.

Esplode Luce,
e il grumo partorisce la Stella.

Come Ghirlanda,
un Fiore orbita e diventa Pianeta.

Lo Spirito insemina,
e la Vita si anima in moltitudini.