“La Maledizione di Ahasverus”

il

Misteriosa è la vita.

Rivedi tutti quei luoghi a te cari

e ti accorgi quanto sono mutati,

come se si fossero specularmente

riflessi in uno specchio magico.

Ciò che consideravi acquisito

si rivela essere un costrutto,

labile, fittizio e incombente

nel cadere rovinosamente.

Ti accorgi che non sei niente

perché non ti rimane niente.

Anche i sogni che un tempo

esaltavano l’istante di un afflato

(o le visioni grandiose), rimangono

solo una pallidissima eco, simili

a quelle leggende sui vari continenti

svaniti, dei quali si rammenta molto

ma di cui sappiamo ancor meno.

E in quel brevissimo istante

ove cogli l’essenza del destino,

diventi consapevole d’una verità:

“ti hanno portato via ogni cosa,

anche quel poco di dignità

che meritavi o ti era rimasta.

Diventi, poi, l’incarnazione

di un “Errante”, senza una casa,

senza radici, senza memoria,

come un maledetto Ahasverus.

*

Ahasver, apparentemente adattato da Assuero, Serse“, detto anche Ahasuerus (in Ebraico: אֲחַשְׁוֵרוֹשׁ; Moderno: ‘Aḥašvērōš; Tiberiano: ʼAẖašwērōš; comunemente Achashverosh; Greco Koine: Σουήρος; romanizzato: Asouḗros nella Septuaginta; Latino: Assuerus nella Vulgata) è un nome applicato nella Bibbia ebraica a tre governanti e a un funzionario babilonese (o re mediano) nel “Libro di Tobit“. Si ritiene che la forma ebraica derivi dal nome persiano antico di Serse I, Xšayāršā (Re di tutti gli Uomini o Eroe tra i Re), poi divenne babilonese con Aḥšiyaršu (𒄴𒅆𒐊𒅈𒋗), diventando poi Akšiwaršu (𒀝𒅆𒄿𒈠𒅈𒍪). A questo nome è associata la figura de “L’Ebreo Errante“, un uomo immortale mitico la cui leggenda iniziò a diffondersi in Europa nel XIII secolo. Nella leggenda originale, un ebreo che scherniva Gesù sulla strada per la Crocifissione fu poi maledetto a camminare sulla Terra fino alla “Seconda Venuta” del Cristo. L’esatta natura dell’indiscrezione del vagabondo varia in diverse versioni del racconto, così come gli aspetti del suo personaggio; a volte si dice che sia un calzolaio o un altro artigiano, mentre a volte è addirittura il portiere della tenuta di Ponzio Pilato.