“Il Sole, la nostra Stella Madre”

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Il Sistema Solare è il “Sistema Planetario” costituito da una varietà di “Corpi Celesti” mantenuti in orbita dalla forza di gravità del Sole. E’ formato da “Otto Pianeti”, dai rispettivi satelliti naturali, da “Cinque Pianeti Nani” e da miliardi di corpi minori; quest’ultima categoria comprende gli Asteroidi, le Comete, i Meteoroidi e la Polvere Interplanetaria. In modo ancor più schematico, il “Sistema Solare è composto da: il Sole, “Quattro Pianeti Rocciosi Interni” (Mercurio, Venere, Terra e Marte), dalla Fascia principale di Asteroidi (di cui fa parte Cerere), dai “Quattro Giganti Gassosi Esterni” (Giove, Saturno, Urano e Nettuno), da “Quattro Pianeti Nani” (Plutone, Haumea, Makemake ed Eris, dalla Cintura di Kuiper, dal Disco Diffuso e dalla Nube di Oort, sede ipotetica di gran parte delle Comete. Il Vento Solare, un flusso di plasma generato dall’espansione continua della Corona Solare, permea l’intero “Sistema”, creando una bolla nel mezzo interstellare conosciuta come Eliosfera, la quale si estende fin oltre la metà del Disco Diffuso.

Il Sole (dal latino Sol) è la “Stella Madre” del nostro Sistema Solare. Dista da noi circa 149.500.000 chilometri, pari a 1 unità astronomica e il suo diametro è di 1.400.000 chilometri, rispetto ai 12.700 chilometri della Terra è ben 116 volte più grande. La massa del Sole, la quale ammonta a circa 2×1030 kg, rappresenta da sola il 99,86% della massa complessiva dell’intero Sistema. Essa è una Stella di dimensioni medio-piccole costituita principalmente di idrogeno (circa il 74% della massa, 92,1 % del suo volume) ed elio (circa il 24-25% della massa, il 7,8% del volume), a cui si aggiungono altri elementi più pesanti presenti in tracce. Viene classificata in qualità di “Nana Gialla” di tipo spettrale G2 V (G2 indica come la Stella presenti una temperatura superficiale di 5777 K, ossia 5502 °C), caratteristica che le conferisce un colore bianco estremamente intenso e cromaticamente freddo, ma può apparire giallognolo a causa della diffusione luminosa nell’atmosfera terrestre, a causa dell’elevazione dell’astro sull’orizzonte, nondimeno dalla limpidezza dell’atmosfera stessa. La V (5 in numero romano) indica che il Sole, come la maggior parte delle Stelle, si trova nella sequenza principale, ovvero in una lunga fase di equilibrio stabile in cui l’astro fonde, nel proprio nucleo, l’Idrogeno in Elio.

Tale processo genera, ogni secondo, una grande quantità di Energia (equivalente a una potenza di 3,9×1026 W), emessa nello Spazio sotto forma di Radiazioni Elettromagnetiche (Radiazioni Solari), Flusso di Particelle (Vento Solare) e Neutrini. Tale Radiazione, emessa in veste di Luce visibile ed infrarossi, consente la Vita sulla Terra, fornendo l’Energia necessaria ad attivare i principali meccanismi che ne stanno alla base, inoltre l’insolazione della superficie terrestre ne regola il clima e la maggior parte dei fenomeni meteo. Collocato all’interno del Braccio di Orione, un braccio secondario della Spirale Galattica, il Sole orbita attorno al Centro della Via Lattea da una distanza media di circa 26000 anni luce, e completa la propria rivoluzione in 225-250 milioni di anni. Tra le Stelle più vicine, poste entro un raggio di 17 anni luce, il Sole è la quinta più luminosa in termini intrinseci: la sua magnitudine assoluta, infatti, è pari a +4,83. Se fosse possibile osservare la nostra Stella da α Centauri, il sistema stellare più vicino, essa apparirebbe nella Costellazione di Cassiopea con una magnitudine apparente di 0,5. Il simbolo del Sole consiste di una circonferenza con un punto al centro (Unicode: U+2609 = Sun symbol.svg; entità nei linguaggi HTML, XML e derivati: ☉ = ☉).

Il termine “Sole” deriva dal latino sol, solis, derivante dal sanscrito सऊरयअस (sûryas, in origine *svaryas, la cui radice svar– significa risplendere), dalla radice indoeuropea: sóh₂wl̥. Dalla medesima radice deriva l’aggettivo greco σείριος (séirios; originariamente σϝείριος, swéirios), splendente; tale aggettivo, soprattutto nella sua forma personificata ὁ Σείριος (ho Séirios, dal significato di “Colui che risplende“), era uno degli epiteti del Sole, soprattutto in ambito poetico-letterario. È da notare pure come dal medesimo aggettivo derivi il nome della stella più luminosa del cielo notturno, Sirio (α Canis Majoris). Il prefisso elio– indica diversi aspetti riguardanti il Sole (tipo elio-grafia, elio-sismologia etc.), deriva dal greco Ἥλιος (Helios), che era il nome con cui gli Antichi Greci designavano correntemente l’Astro e la Divinità preposta. Il termine ἥλιος, principalmente nella variante dorica αἔλιος (āèlios, che sta per un antico *ayelios), deriverebbe da una radice indoeuropea *us– allungata in *aus-, dal significato di ardere, rilucere.

In estremo Oriente il significato di “Sole” è dato dal simbolo 日 (cinese pinyin rì), nonostante sia anche chiamato 太阳 (tài yáng). In vietnamita queste parole Han sono note come nhật e thái dương rispettivamente, mentre la parola vietnamita originale mặt trời significa letteralmente “Volto dei Cieli“; la Luna e il Sole sono associati a Yin e Yang, rispettivamente Yang il Sole e Yin la Luna, in quanto opposti dinamici. In molte culture antiche, a partire dalla preistoria, il Sole fu concepito come una Divinità o un fenomeno soprannaturale; il culto ad esso tributato era centrale in molte civiltà, specie in quella Inca, in Sud America, e Azteca, nel Messico. Nella religione egizia il Sole era tra le figure più importanti; il faraone stesso, considerato una “Divinità in Terra“, era ritenuto il “Figlio del Sole“. Le più antiche potestà solari furono Wadjet, Sekhmet, Hathor, Nut, Bastet, Bat e Menhit. Hathor (identificata poi con Iside) generò e si prese cura di Horus (identificato in séguito con Ra). I moti del Sole nel Cielo rappresentavano, secondo la concezione del tempo, una lotta ingaggiata dall’Anima del Faraone ed Osiride, e l’assimilazione al culto solare di alcune deità locali (Hnum-Ra, Min-Ra, Amon-Ra) raggiunse il culmine al tempo della quinta dinastia.

Durante la diciottesima dinastia, il faraone Akhenaton tentò di trasformare la tradizionale religione politeista egizia in una pseudo-monoteista, nota come Atonismo. Tutte le Divinità, compreso Amon, furono sostituite da Aton, la “Potestà Solare” che regnava sulla regione di Akhenaton. Diversamente dalle altre, Aton non possedeva forme multiple: la sua unica effigie era il Disco Solare. Tale culto non sopravvisse a lungo dopo la morte del faraone che lo introdusse e ben presto il tradizionale politeismo fu riaffermato dalla stessa casta sacerdotale, la quale tempo prima aveva abbracciato il culto atonistico. Nella mitologia greca la “Divinità Solare” principale fu Elio, figlio dei Titani Iperione e Teia: il Dio viene normalmente rappresentato alla guida del carro del sole, una quadriga tirata da cavalli che emettono fuoco dalle narici. Il carro sorgeva ogni mattina dall’Oceano e trainava il Sole nel cielo, da est a ovest, dove si trovavano i due palazzi del Dio; in epoca più recente, Elio fu assimilato ad Apollo. Il “Culto del Sole” in quanto tale trovò terreno fertile anche a Roma; il primo tentativo di introdurre il culto solare fu ad opera dell’imperatore Eliogabalo, sacerdote del dio solare siriano El-Gabal.

El è il nome della principale potestà semitica, mentre Gabal, che è legato al “Concetto di Montagna” (si confronti con l’ebraico gevul e l’arabo jebel), è la sua manifestazione ad Emesa, suo principale luogo di culto. La Divinità fu in séguito importata nel Pantheon Romano e assimilato al dio solare romano, noto come Sol Indiges in età repubblicana e poi Sol Invictus nel II e III secolo. Un altro importante culto solare, a carattere misterico, fu il Mitraismo, da Mitra, sua divinità principale, che fu importato nell’Urbe dalle legioni stanziate in Medio Oriente, principalmente in Siria. Tuttavia l’affermazione del culto solare, il Sol Invictus, si ebbe con Aureliano, il quale si proclamò suo supremo sacerdote. Le celebrazioni del rito della nascita del Sole (il “Natale del Sole Infante“, più tardi Dies Natalis Solis Invicti, Natale del Sole invitto), avvenivano il 25 dicembre, con particolare solennità in Siria ed Egitto, province in cui tale culto era radicato da secoli. Il rito prevedeva come i celebranti, ritiratisi in appositi santuari, ne uscissero a mezzanotte, annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato nelle sembianze di un infante. Il “Culto del Sol Invictus” perdurò sino all’avvento del Cristianesimo e alla sua ufficializzazione di religione di Stato con l’editto di Tessalonica di Teodosio I, il 27 febbraio 380.

Il 7 marzo 321, l’imperatore Costantino I decretò come il settimo giorno della settimana, il Dies Solis, diventasse il giorno del riposo; il decreto non era stato emanato a favore di alcuna religione, ma era un atto di regolamentazione delle attività settimanali che entrò a far parte del corpo legislativo romano. Alcuni cristiani approfittarono del decreto imperiale per trasferire il significato dello Shabbat ebraico al Dies Solis, che, sin dall’epoca di Giustino (II secolo), iniziò ad assumere tra le comunità cristiane il nome di Dies Dominica (Giorno del Signore), memoriale settimanale della Risurrezione di Gesù avvenuta, secondo il racconto evangelico, il primo giorno dopo il sabato (Mt 28,1; Mc 16,1; Lc 24,1; Gv 20,1); il 3 novembre 383, per volere di Teodosio, il Dies Solis viene infine ufficialmente rinominato Dies Dominica. Dopo aver abbracciato la fede cristiana, nel 330 l’imperatore fece coincidere con un decreto il Dies Natalis Solis Invicti con la data di nascita di Gesù, considerato dai cristiani il “Sole di Giustizia” profetizzato da Malachia (Mal, 4:2), ufficializzando per la prima volta il festeggiamento cristiano. Nel 337 papa Giulio I ufficializzò la data liturgica del Natale da parte della Chiesa Cristiana (oggi divisa in cattolica, ortodossa e copta).

Nella cultura in generale, il Sole è utilizzato principalmente in quanto riferimento mitologico, mistico e religioso. A differenza delle Stelle, citate come meraviglie notturne dai poeti e dai letterati, il Sole, specie in Letteratura, è menzionato con riferimenti all’alternarsi del giorno e della notte, nonostante non siano carenti dei forti riferimenti specificatamente dedicati a questa Stella, sovente pure nella Musica e nella Pittura. In tal senso, uno dei testi più celebri e antichi della Letteratura Italiana e che fa riferimento al Sole è nel “Cantico di Frate Sole“, noto come “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi, completato, secondo la leggenda, due anni prima della sua morte avvenuta nel 1226. Esso è una lode a Dio, una sorta di preghiera permeata da una visione positivista della Natura, in quanto il Creato è immagine riflessa dello stesso Creatore. Sempre del periodo Medioevale sono pure le citazioni sul Sole di Dante Alighieri, buon conoscitore delle scienze astronomiche e astrologiche, ove le utilizza con tali riferimenti: nel “Primo Canto del Paradiso“, ad esempio, descrive la “Luce del Sole“, spiegando che essa illumina l’emisfero in cui si trova il Purgatorio, la Città di Gerusalemme, si trova quindi dalla parte opposta del pianeta, in quel momento immersa nell’oscurità della notte; qui, Dante, si sofferma ad osservare persino lo splendore dell’astro, imitando la sua guida, Beatrice.

Anche nelle Favole si fa ricorso alla figura del Sole, ove appare sovente come un vero e proprio personaggio; fra gli esempi più noti vi sono, oltre a quelle di Fedro, le Favole scritte da Jean de La Fontaine, scrittore francese vissuto nel Seicento. Il Sole, inoltre, ha influenzato in modo diretto persino molti brani di Musica Classica, infatti durante il Romanticismo e le fasi successive, vari compositori, riprendendo dei temi “naturalistici” con l’intento di tradurli in note, tentarono tali descrizioni e, a tal proposito, ricordiamo: il tramonto dalle battute finali della Sesta Sinfonia di Beethoven, la Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss, alcune delle partiture di Ravel, Debussy, Mahler, Britten, Puccini, la Quarta Sinfonia di Anton Bruckner, etc. In ambito musicale moderno, celebre è la “Canzone del Sole” a firma di Lucio Battisti e Mogol, registrata nel 1971. Altri esempi del suo utilizzo lo abbiamo nella sua parola, infatti il termine Sol, forma latina di Sole, è alla radice della parola italiana, nei paesi anglosassoni è invece Sun. Sol è anche un termine utilizzato dagli astronomi anglofoni per indicare la durata di un giorno solare su Marte: un giorno solare terrestre è di circa 24 ore, mentre un giorno marziano, o Sol, è di 24 ore, 39 minuti e 35,244 secondi. Sol è inoltre usato per indicare il Sole in portoghese, spagnolo, islandese, danese, norvegese, svedese, catalano e galiziano; la valuta peruviana è chiamata “Nuevo Sol” (Nuovo Sole), mentre in persiano il termine indica l’Anno Solare.

Il “Simbolo del Sole” occupa una parte centrale in ogni tradizione, l’astro luminoso che dona la vita, la luce e il calore, è a pieno titolo la manifestazione o epifania suprema del Divino. Dante affermava come: “non esiste cosa visibile, in tutto il Mondo, più degna del Sole di fungere da simbolo di Dio, poiché esso illumina con vita visibile prima se stesso, poi tutti i corpi celesti e terreni”. Il Sole presenta, perciò delle connotazioni essenzialmente positive, in quanto simbolo di vita illumina e scalda la Terra permettendo la crescita e la nascita di tutte le creature, inoltre con la sua luce rende manifesta ogni cosa. Il Sole è pertanto espressione delle Forze, dell’Energia, della Volontà, della Consapevolezza, la Chiara Visione e la realizzazione di sé stessi. Shakespeare scrisse: “… e perciò il magnifico pianeta Sole è in nobile eminenza installato e posto nella sfera tra gli altri; il cui occhio salutifero corregge i sinistri aspetti dei pianeti maligni, e come il bando d’un re, ingiunge senza intoppo a buoni e malvagi”. Si pensa che il “Culto del Dio Sole” abbia avuto origine in Asia, nonostante ogni Civiltà al Mondo conosciuta abbia avuto una simile Divinità. Nell’Antico Egitto fu Ra, emerso dalle acque primordiali del Nun e portato tra le corna della Vacca Celeste, la dèa Mehetueret; oltre ad essere spesso rappresentato simbolicamente con un occhio (l’Occhio di Ra). A iniziare dalla dodicesima dinastia (ca. 1990 a.C.) fu congiunto con il dio tebano Amon finché non diventò la più importante divinità del Pantheon Egizio con il nome di Amon-Ra; egli rimase poi per secoli il Dio-Supremo, in séguito associato ad Horus.

Ra percorreva ogni notte il Mondo degli Inferi su una “Nave Reale“, dove navigava lungo il Nilo Celeste attraversando il Duat, superando Caos per emergere ancora una volta all’alba, trionfante. Ra è colui che ha creato l’Uomo, fu il primo Faraone, stabilì i costumi del popolo, ed il suo simbolo fu il Disco Solare, un cerchio con un punto nel centro. In altri popoli il Dio-Sole fu Shamash per gli Assiri e i Babilonesi, Mitra per i Persiani, Tezcatlipoca per gli Aztechi, in occidente Apollo/Febo. Apollo non rispecchiava soltanto la brillantezza e la purezza del Sole ma pure l’Uomo Perfetto e come tale fu raffigurato: un giovane nudo, attraente e schietto, apollineo. Apollo è stata una Divinità dell’Antica Grecia, “Dio delle Arti, della Medicina, della Musica e della Profezia“, oltre ad esserlo ovviamente del “Sole Spirituale che illumina l’Anima“. E’ logico supporre, essendo stato “Patrono della Profezia” (mentre Helios lo era del Sole Fisico), nella tarda antichità assunse il titolo dello stesso Dio del Sole; in séguito fu venerato nella religione romana col nome di Sol. Apollo fu pure patrono della Poesia, in quanto capo delle Muse e venne descritto persino come un provetto arciere in grado di infliggere, con la sua arma, terribili pestilenze ai popoli che lo contrariavano. In veste di protettore della città e del Tempio di Delfi, fu venerato con le proprietà di un Dio-Oracolare, capace di svelare, tramite la sacerdotessa chiamata Pizia o Pitonessa, il futuro dell’Umanità. Per questo motivo venne adorato nell’antichità tra i più importanti Dèi del Dodekatheon, soppiantando poi Helios alla guida o auriga del cocchio solare e come portatore di luce.

Un simile “passaggio di consegne” avvenne anche presso i Romani, in quanto, a partire dalla tarda età repubblicana, Apollo divenne “alter ego” del Sol Invictus, una delle più importanti Divinità Romane. In ogni modo, almeno presso i Greci, Apollo ed Elio rimasero “Entità” separate e distinte, specie nei testi letterari e mitologici dell’epoca. In Grecia, Apollo fu figlio illegittimo di Zeus e Leto (Latona per i Romani), e fratello gemello di Artemide (per i Romani Diana), Dèa della Caccia, poi assimilata a Selene, divinità protettrice della Luna. Degno figlio di Apollo e della Ninfa Coronide era Asclepio/Esculapio, che divenne il Dio della Medicina. Da un punto di vista Esoterico, il Sole rappresenta il nucleo vitale della Personalità, l’Io attivo, il calore, la lealtà, il coraggio, l’essenza individuale, la vera natura dell’Uomo, il suo “Essere Interiore“, la vitalità, il maschile, il padre, il marito o compagno, la maturità, la fiducia in sé stessi, potere, finalità, indipendenza, generosità, dignità, leadership e carisma. Ad esso è associato inoltre l’affetto, la magnanimità, la creatività, la gioia, gli interessi fondamentali, l’abilità, il lato maschile e l’auto-affermazione. Il Sole è inoltre un “Sovrano“, ovvero quella parte della nostra psiche il cui compito è gestire e governare il “Regno“, ossia la nostra vita ed evoluzione. Un buon “Sovrano” conduce verso l’abbondanza e la pace, una vita prosperosa e armoniosa. Un “Sovrano” poco avvezzo alla Luce rischierà altresì di scivolare nell’Ombra e di fare un cattivo uso del proprio potere, in ogni caso conferito. E così come il Re riconcilia i suoi sottoposti, il Sole da a ogni individuo la volontà di farlo con i differenti “” in conflitto, dai quali è costituito; esso rappresenta perciò la personalità potenzialmente integrata, sintesi dei vari e il loro Sovrano.

Sole Positivo: forza vitale, energia, vitalità, prana, tipo di personalità, impulso all’auto-integrazione, sintesi delle sub-personalità, ego, auto-espressione, benessere fisico, buona salute, l’essere naturale, affezionato, affettuoso, generoso, generatore e/o portatore di calore.

Sole Negativo: orgoglio, ostentazione, arroganza, egotismo, magnificazione di sé, timidezza, incompetenza, mancanza di fiducia in se stessi, fuga dalle luci, devitalizzazione.