“Gli Archetipi Planetari e Divini” [2]

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«Possiamo chiederci: da dove provengono le forze che fanno crescere e poi appassire le piante dopo che hanno prodotto il seme per il successivo ciclo delle stagioni? Da un punto di vista materialistico si può rispondere che l’aumento della luce e del calore, andando verso l’estate, fa crescere le piante, e la loro diminuzione in autunno ritrae la vita nel mondo vegetale. Tuttavia ciò è detto in maniera troppo facile, perché ci sono piante che crescono anche se luce e calore sono scemati. Esse non possono ricevere luce e calore come l’unica influenza del Sole. Vi devono essere forze irradianti dal Sole che sono qualcosa di più che non unicamente calore e luce. I semi non germinano se sono unicamente esposti a luce e calore; devono anche essere messi nel buio del suolo umido. La terra deve ricevere influenze dalle profondità degli spazi cosmici che compenetrano il terreno più profondamente di quel che facciano unicamente calore e luce. Queste forze nascoste vengono indicate dal movimento del Sole attraverso i Segni dell’Eclittica, e ciò non interferisce affatto con la concezione copernicana del nostro Sistema Solare. Anche se immaginiamo la Terra che si muove e il Sole stia fisso al centro, possiamo ancora immaginare che il globo terrestre riceva certe influenze cosmiche attraverso il Sole dalle differenti direzioni dello Zodiaco. Potremmo immaginare il Sole esser simile a una grande lente ottica che raccoglie le attività delle varie parti dell’Eclittica e le invia giù sulla Terra. Potremmo pure immaginare i Pianeti inferiori impegnati in questo raccogliere e trasformare l’attività del Sole. Solo la superstizione materialistica potrebbe rendere impossibile immaginare che accanto a luce, calore, e certe influenze magnetiche, nient’altro venga irradiato dal Sole.» (Willi Sucher, in “Iside e Sophia”)

Rudolf Steiner, nel suo libro “La Scienza Occulta“, nella sua linea generale descrive l’evoluzione del Cosmo e della Terra, riferendosi ai Pianeti nel loro aspetto spirituale, più che a quello fisico.

«Noi parliamo qui dei Corpi Celesti, dei pianeti e dei loro nomi esattamente nel medesimo senso di come ne parlava una Scienza più antica. Come la Terra fisica è semplicemente l’espressione fisica di un grande organismo spirituale-animico, così lo sono pure tutti gli altri Corpi Celesti; come il veggente, dicendo “Terra”, non intende indicare il semplice pianeta fisico, e dicendo “Sole”, non la sola stella fissa fisica, così, quando parla di “Giove” e di “Marte”, egli intende riferirsi a vasti rapporti spirituali.» (Rudolf Steiner)

Il modo in cui i Pianeti interagiscono tra di loro, muovendosi attorno al Sole, è l’espressione di precise interazioni e influenze di natura spirituale.

«I movimenti dei Corpi Celesti sono determinati dai reciproci rapporti delle diverse Entità Spirituali che li abitano. Le posizioni e i movimenti dei Corpi Celesti hanno origine da cause animico-spirituali, e si verificano in modo che sia possibile agli stati spirituali di esplicarsi nel campo fisico». (Rudolf Steiner)

Secondo Steiner, le caratteristiche dei Pianeti dipendono dalle diverse “Gerarchie Spirituali” che operano nelle varie “Sfere Planetarie“. A ogni “Sfera Planetaria“, intesa come porzione di spazio delimitato dall’orbita del Pianeta stesso (secondo la prospettiva geocentrica), corrisponde l’azione e perciò l’influsso di una differente “Gerarchia Spirituale“, secondo lo schema elaborato dalle varie tradizioni, tutte concordi nel suddividerle in “Nove Gerarchie”, ove l’Uomo ne rappresenta la “Decima“.

  • Dalla Sfera della Luna operano gli Angeli della tradizione cristiana, che nella terminologia greca sono detti Angeloi, in quella ebraica Keruvim e in quella antroposofica Figli della Vita;
  • dalla Sfera di Mercurio operano gli Arcangeli (o ArchangeloiBeni Elohim, Spiriti di Popolo);
  • dalla Sfera di Venere Principati (ArchaiElohim, Spiriti del Tempo);
  • dalla Sfera del Sole le Potestà (ExusiaiMalakim, Spiriti della Forma);
  • dalla Sfera di Marte le Virtù (DynameisSerafim, Spiriti del Movimento);
  • dalla Sfera di Giove le Dominazioni (KyriotetesChashmalim, Spiriti della Saggezza);
  • dalla Sfera di Saturno Troni (ThronoiAralim, Spiriti della Volontà);
  • dalla Sfera Zodiacale Cherubini (OfanimSpiriti dell’Armonia);
  • e, infine, dallo Spazio ExtrasolareSerafini (Hayoth ha-Kodesh, Spiriti dell’Amore).

Come la Terra è abitata da “Entità Spirituali“, compresi noi umani, persino gli altri Pianeti e vari “Corpi Celesti” sono pieni di vita e attività dovute ad altre “Entità“, sia a livello materiale che sottile, o con altre componenti più evoluti ancora a noi sconosciute. Quanto riceviamo dal Cosmo sotto forma di influssi, secondo la “Scienza dello Spirito” sarebbero delle “Forze” generate dall’attività di “Gerarchie Spirituali Superiori“, con le quali ci troviamo costantemente in relazione, pur senza esserne consapevoli. Noi captiamo tali “Forze” percependole in un modo o nell’altro a seconda del nostro grado di sviluppo e di evoluzione, o a seconda delle risonanze che si vengono a formare tra le “Forze Cosmiche” stesse. Partendo dal presupposto come tutto sia “Energia” e gli Astri ne sono continuamente irradiati, diventa fondamentale comprendere, a tal proposito, lo stesso “Concetto di Energia“. Dal greco “en-ergon“, ovvero “forza che sta dentro“, possiamo affermare “l’Energia è sostanzialmente in-forma-azione“, ossia una “Forza” che dall’interno genera la “Forma“. A tal proposito, la “Teoria del Campo Morfogenetico” (dal greco morfè, “forma” e genesthai, “generare”) è la più convincente spiegazione per comprendere ancora più profondamente la natura della realtà. Attorno agli anni Settanta, Rupert Sheldrake, biologo e saggista britannico, iniziò a interessarsi dell’Enigma della Forma che gli esseri viventi hanno assunto in natura, Prendendo come modello il volo degli stormi degli uccelli, o la formazione dei cristalli, fino a considerare le molecole proteiche del Corpo Umano o la formazione delle cellule diverse a partire da un unico DNA, Sheldrake individuò la presenza di una “Forza Invisibile” presente nel “Sistema” ma mai identificata con uno dei suoi componenti, bensì col “Sistema” stesso.

«Quello di cui si occupa la mia teoria sono i sistemi naturali che si organizzano da soli, e riguarda la causa della Forma. E la causa di tutte queste Forme per me sono campi che organizzano, campi che definiscono, che io chiamo “Campi Morfici”, dalla parola greca morphè che significa Forma». (Rupert Sheldrake)

Dopo anni di studi propose l’ipotesi dell’esistenza di un “Campo Morfogenetico“, e formulò i tre princìpi base della causalità formativa. Ovviamente i “Campi Morfici” sono diversi dai Campi Elettromagnetici o Gravitazionali, o da qualsiasi altro tipo di “Campo” conosciuto dalla Fisica. Essi agiscono a livello subatomico, in regioni interne allo Spazio-Tempo, perciò per poter essere compresi andiamo ben al di là dei comuni campi speculativi, più vicini a quelli della Fisica Quantistica. Nel poter definire la “Forma” del “Sistema” di cui fanno parte, i “Campi Morfici” funzionano simili a restrizioni schematizzate alla moltitudine di eventi probabili e indeterminati, i quali si verificano a livelli più profondi dei “Sistemi Fisici“: «Così come gli organismi alla cui formazione presiedono, essi stessi si evolvono. Hanno una storia e, grazie a un processo, la risonanza morfica, contengono in sé una memoria.» Per comprenderla occorrono concetti nuovi ove non possiamo più parlare di “Leggi” le quali regolano la Natura ma di “abitudini“, senza dimenticare che il “Concetto di Legge” si riferisce all’Essere Umano, in quanto la Natura si è evoluta mediante accumulo di esperienze e memorie successive, attraverso strutture codificate e reiterate. Gli Esseri Viventi, pertanto, comunicano tra di loro, si scambiano informazioni, specie a “Livello Sottile“, per “risonanza“, e l’insieme di miliardi di queste risonanze vanno a costituire un “Campo Morfico Collettivo“. Ogni individuo, pertanto, quando entra a far parte di una specifica specie, attinge alla “Memoria Collettiva” sintonizzandosi, entrandovi in risonanza, con tutti i suoi membri e a sua volta contribuisce a sviluppare ulteriormente sé stesso e gli altri.

«Fanno parte di una famiglia più vasta di Campi, detti Campi Morfici: così come i Campi già noti dalla Fisica, essi sono memorie di influenza all’interno dello Spazio-Tempo, localizzati dentro e intorno ai sistemi che organizzano e strutturano con le loro informazioni; essi presiedono e organizzano i Sistemi, ponendo ordine al caos e all’indeterminismo, inoltre comprendono in sé e connettono le varie parti del Sistema o dei Sistemi che organizzano.» (Rupert Sheldrake)

I “Campi Morfici” si sarebbero formati parallelamente con la Materia, restandovi nel tempo come “Memoria Cumulativa e Sistemica“, allo scopo di dirigere in maniera economica e sensata l’evoluzione della specie; in sostanza propongono al “Nuovo Organismo” o “Sistema” la “Forma” e la funzione da miliardi di anni di esperienza accumulata o “Cristallizzata“. La “Struttura” della realtà sarebbe quindi formata da una “Gerarchia di Campi Morfici“, da quelli che formano gli Atomi e le Molecole, fino ad arrivare ai “Campi Morfogenetici delle Stelle e le Galassie“. Si potrebbe pertanto concepire l’idea di un “Campo Morfico Universale“, venutosi a creare con la formazione dell’Universo stesso, con ogni parte sviluppata nel suo campo, ove vi è anche una reciproca influenza. Ora, ritenendo il nostro Universo abbia un’età stimata di 14 miliardi di anni e che la formazione del Sistema Solare risale a circa 5 miliardi di anni fa, o la vita sulla Terra sia apparsa attorno ai 3 miliardi di anni fa e l’Essere Umano in quanto specie sia comparso 6 milioni di anni fa, ipotizzando la realtà in cui viviamo in qualità di ultima detentrice di una “Memoria Antichissima“, tutti gli Esseri Viventi di questo pianeta sarebbero emersi come il risultato di una evoluzione iniziata miliardi di anni prima. All’origine di tutto, la realtà era contenuta dentro un “Uovo Cosmico” da cui si sono generate l’Energia, la Materia e infine la Vita. Secondo le teorie quantistiche, se “Due Sistemi” entrano in contatto tra di loro, mantengono una connessione per il resto della vita, indipendentemente dalla distanza in cui si trovano, e qualunque modifica a uno dei “Due Sistemi” genera dei cambiamenti simultanei pure nell’altro; ne deriva come tutto ciò che esiste nel Cosmo sia interconnesso da un legame profondo di unità originaria. Persino gli Umani sono parte integrante di questo processo creativo, gli stessi Atomi che compongono la Materia dell’Universo sono presenti in noi, tanto da considerarci individui autonomi dal resto, separati gli uni dagli altri, sorta di pura illusione dettata dai nostri sensi limitati.

«Quanto più profondamente penetriamo nel mondo submicroscopico, tanto più ci rendiamo conto che il fisico moderno, parimenti al mistico orientale, è giunto a considerare il Mondo come un insieme di componenti inseparabili, interagenti e in moto continuo, e che l’uomo è parte integrante di questo Sistema» (Fritjof Capra, Il Tao della Fisica).

Sistema” deriva dal greco systéma, composta da syn-ístemi, dal significato di “stare insieme”. Il “Concetto di Sistema” si differenzia tuttavia da quello di “Insieme“, in quanto non è dato dalla pluralità di Elementi raggruppati secondo un criterio. Un “Sistema” è un insieme complesso, basato sul fatto che i suoi Elementi sono in relazione tra loro, e ciò che lo definisce come tale è l’attività degli Elementi stessi, il passaggio e lo scambio di una specie di “Forma di Energia o Informazione“. Per “Sistema” s’intende un’unità intera e unica, composta da parti in relazione tra loro e tendenti ad un equilibrio, tale che l’intero risulti maggiore della semplice somma delle parti, ove qualsiasi cambiamento, inoltre, influenza la globalità del “Sistema” medesimo. Ogni Elemento, pertanto, è in relazione con gli altri e ha una propria ragion d’essere per delle specifiche funzioni svolte. La “Teoria dei Sistemi” nacque come risposta alle nuove conoscenze che la biologia iniziò a sviluppare nei primi anni del XX secolo, le quali fecero emergere la Scuola di Pensiero Organicistica opposta a quella Meccanicistica del XIX secolo. Uno degli Elementi fondamentali dell’organizzazione negli Organismi Viventi è la sua natura “Gerarchica“, la presenza di più “Livelli di Sistema” all’interno di ognuno di essi, così le cellule si combinano per formare i tessuti, i tessuti per dare forma agli organi, e questi per dare vita agli organismi. A loro volta gli Organismi vivono in gruppi, strutturati in sistemi sociali che vanno a formare, attraverso l’interazione con l’altre specie, gli Ecosistemi.

Ciò che risultò subito chiaro fu l’esistenza di diversi livelli di complessità ove, in ognuno di essi, i fenomeni osservati mostrarono proprietà non esistenti ad un livello inferiore. Nei primi anni Venti del secolo scorso, il filosofo inglese Charlie Dunbar Broad, coniò per questo tipo di fenomeni il termine di “proprietà emergenti”. Questo tipo di concezione contraddice inoltre il paradigma cartesiano, secondo cui il comportamento del tutto può essere compreso completamente studiando le proprietà delle sue parti. La “Teoria dei Sistemi” non si può dunque conciliare con l’approccio analitico e riduzionistico che aveva caratterizzato il modus operandi degli scienziati fino a quel tempo. Gregory Bateson, applicando la “Teoria dei Sistemi” alla famiglia e alle strutture sociali, distinse tra retroazione negativa (l’informazione riporta il “Sistema” al suo stato iniziale) e positiva (l’informazione aumenta la deviazione del “Sistema” dal suo stato iniziale). Bateson, assieme a Paul Watzlawick e ad altri esponenti della “Scuola di Palo Alto“, applicò la “Teoria Sistemica” alle scienze sociali, approfondendola in particolar modo nella comunicazione umana. In psicologia, l’approccio sistemico si occupa di esplorare quella dimensione della Coscienza in cui ogni fenomeno è parte di un “Sistema” a cui è interconnesso e da cui dipende. Come esseri umani non siamo isolati in un’identità psico-fisica, ma parte di una serie di ulteriori “Sistemi” via via più ampi e complessi, quali la famiglia, la nazione, il continente, la storia, lo spazio, il tempo in cui tutto si muove, compresa la nostra vita. Non a caso si utilizza il termine “Ecosistema” per indicare l’intima connessione tra l’ambiente e l’insieme degli Esseri Viventi che lo abitano con reciproche influenze.

All’interno del Corpo Umano si trovano poi vari organi, apparati e “Sistemi” (nervoso, endocrino, circolatorio, respiratorio, immunitario, etc.) che svolgono specifiche funzioni e concorrono al mantenimento della Vita. L’Albero Genealogico, inteso come “Sistema Familiare“, è composto da diversi Elementi ed essendo aperto, in espansione, cerca continuamente un equilibrio e l’auto-regolazione. Le informazioni che circolano in questo “Sistema” (detto pure “Coscienza di Specie” o “Anima Familiare“), risentono di tutte le esperienze più o meno drammatiche vissute dai membri della famiglia di origine: il problema di un singolo Elemento si riflette sull’intero, e ciò avviene perché il “Sistema” tende a ricreare un proprio equilibrio. Attraverso le “Costellazioni Familiari” si arriva, poi, a mostrare il cosiddetto “irretimento“, ovvero quando vengono portate alla luce la “Struttura del Sistema” e le dinamiche nascoste che ci mantengono legati alla famiglia, ci fanno appartenere a un gruppo, ci spingono a tenere degli atteggiamenti, dei comportamenti i quali condizionano la nostra vita, seppur inconsapevolmente, compresi i sentimenti e le varie relazioni. L’approccio “Sistemico e i Campi Morfogenetici” sono concetti che stanno alla base del metodo delle Costellazioni Familiari e ci aiutano a comprendere le dinamiche familiari e individuali: attraverso l’approccio fenomenologico è possibile rappresentare gli Elementi facenti parte di un “Sistema” e vederli agire sulla base delle informazioni presenti all’interno del “Campo Morfogenetico“. Estendendo gli stessi presupposti al “Sistema dei Pianeti” è quindi possibile rappresentare gli “Archetipi“, i quali sono stati attivi sin dalle origini dell’Universo, ritrovati nella nostra Mente Inconscia: quella ottenuta è perciò una “Costellazione (nel senso spaziale) degli Elementi” di un “Sistema” non più “familiare” ma “cosmico“.